...testa, gambe, cuore, pioggia sole vento mota, #AlwaysRandagi...

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Rompete le righe!

Rompete le righe!

La società Randagi Apuani Bolognana e tutti i suoi tesserati annunciano la conclusione delle attività relative alla stagione 2016/2017.

L'appuntamento è per l'inizio della preparazione pre-campionato 2017/2018, fissata per il prossimo 21 agosto.

Buona estate a tutti e...FORZA RANDAGI!

FIGLI MIA!

FIGLI MIA!

di #BURDISSOMIINCAZZOFISSO

 

Ecco qua: a gennaio scrissi ripromettendomi di tornare a scrivere a fine anno, e così faccio.

Questa salvezza vale come un campionato ed è la base per il futuro. La strada l’abbiamo ritrovata dopo uno smarrimento lungo molti mesi e la salvezza è arrivata alla faccia di tanti. Io sono rimasto al mio posto accanto ai miei ragazzi e lo farò sempre.

Ora, dopo la porchetta di sabato 10 giugno a Bolognana (dove ci vuole la presenza di tutti), mi riposerò un po'. Ci siamo già riuniti con il Saverio, il Fabio e il Mazzanti Alessandro e abbiamo programmato tutto. Naturalmente freme il mercato, ma di quello, come di tutta la parte sportiva, si occuperanno il Saverio e il Mazzanti, mentre io e il Fabio ci occuperemo della parte economico-burocratica della società.

È stato un anno difficile per me, soprattutto a livello umano, ma dopo tanto lavoro le nubi si sono diradate ed è tornato il sereno. Mi auguro che la lezione sia servita a tutti: prima vengono i Randagi e solo dopo, se costruttive, le chiacchere.

L’ultima giornata di campionato è stato il giorno più difficile della mia storia randagia: Enrico e Roberto hanno smesso con il calcio giocato. Roberto è un grande amico: abbiamo condiviso anni durissimi e anni eccezionali, è stato il primo capitano che ho scelto da allenatore (quando la fascia valeva – onestamente, cose come quelle viste quest’anno con la fascia non accadranno più) e a lui voglio molto bene; mi ha promesso che comunque sarà molto presente e lo ringrazio per tutto.

Enrico è quel fratello maggiore che non ho avuto nella vita, ma che ho trovato percorrendo la strada della vita: sono arrivato ai Randagi insieme a lui, abbiamo cominciato a festeggiare i compleanni nello spogliatoio insieme, abbiamo passato grandi momenti indimenticabili - il pianto a Capannori per il campionato perso e il pianto di anno scorso per quello vinto, ad esempio. Sabato scorso, quando sono entrato, è stato bellissimo: mi sono passati davanti dodici anni, vedendo il Cia, vedendo il Mazzo…che emozioni!

Auguro al Cia tutta la serenità di questo mondo: deve essere sempre con noi, gli voglio molto bene e il nostro ciclo di amicizia non finirà mai.

Auguro al Mazzo tutto il bene del mondo: i nostri dissapori all’alba di questa stagione hanno incredibilmente rafforzato il nostro rapporto. Ogni tanto ci ripenso e mi dico che bastava confrontarsi…lo abbiamo fatto tardi, ma ora siamo di nuovo la coppia di prima e l’abbraccio di sabato ha dimostrato a tutti che se due persone si vogliono bene davvero possono passare sopra a tutto. Sono certo che il prossimo anno segnerà i gol che il fato gli ha negato in questa stagione.

Grazie a tutti, è stato un anno difficile ma istruttivo per il futuro. Forza Randagi, c'è da crescere! Forza Saverio, guida la truppa e fai vedere a tutti cosa sono i Randagi, cos’è la seconda casa randagia, cosa vuol dire gruppo, cosa vuol dire indossare questa maglia, cosa vuol dire calcare questo campo…insegnagli a camminare sempre a testa alta e con il cuore che si vede apparire da sotto la maglietta…parlagli negli occhi e guidali alla vittoria, perché, se anche Randagi non si nasce, ci si può diventare vivendo questo ambiente e tenendolo unito come una famiglia!

Un grazie anche a capitan Mazzanti, che ha sopportato i miei sfoghi nei momenti difficili. Tengo molto a lui e voglio che sia sempre presente.

Vi voglio bene, figli mia! Vi abbraccio tutti…e ricordate sempre che nella vita ognuno di noi ha una strada da percorrere, una via da seguire, una direzione da prendere. Voi avete scelto una strada e la percorreremo tutti insieme, uniti più che mai, perché avete scelto bene: questa strada è rosso-blu, è la strada randagia.

Il vostro ex mister (ora direttore generale rompipalle)

Andrea Buonaccorsi

Verso la porchetta...e oltre!

“Scrivi lò.. sabato 10 alle 20 a Bolognana

ci vogliono giocatori presenti con amici consorti e parenti..”

 

Così arringava per messaggio il #Burdissomiincazzofisso, invitando con la proverbiale solerzia ogni singolo Randagio a prendere parte alla buona riuscita della porchettata di Bolognana, prevista quest’anno per sabato 10 giugno.

Stavolta l’inevitabile appuntamento di fine stagione arriva a quasi un mese di distanza dall’ultima partita ufficiale giocata dai rossoblù, in casa contro il Pittini, ma è ciononostante atteso da tutti come il formale “rompete le righe” e l’ufficiale “arrivederci” all’inizio della prossima preparazione pre-campionato 2017/2018.

La testa di società e giocatori è già ad agosto, com’è normale che sia quando non ci si accontenta e non si vede l’ora di poter scendere nuovamente in campo per dimostrare quanto davvero si valga; ma la porchetta di fine campionato è un modo per guardare al recente passato, celebrando quanto di buono si è fatto in una stagione pur tribolata, per tanti motivi.

 

DOVE TUTTO EBBE INIZIO

Un anno fa stavamo qua a incensarci a vicenda per una stagione che, com’è giusto, aveva consegnato i Randagi Apuani Bolognana alla StoriA. Eravamo ignari di quanto sarebbe accaduto di lì a poche settimane: la squadra dei record 2015/16 smembrata e privata di 4 titolari indiscussi quali capitan Mazzanti (infortunato in preparazione), bomber Donati (passato a quelle che si annunciavano come maggiori fortune in II Categoria – prospettiva poi ampiamente ridimensionata), l’estremo difensore Maurizio Mazzanti (raggiunti limiti d’età) e il pendolino Trivelli (rottura del legamento crociato del ginocchio).

Per fronteggiare i vari forfeit, la società si vedeva costretta a intervenire pesantemente sul mercato – cosa nuova per i Randagi, che nei precedenti cinque anni erano sempre andati a raffinare con innesti mirati un organico a lungo uguale a se stesso. Stavolta, per ragioni numeriche ma anche semplicemente per avere un gruppo più pronto ad affrontare la III Serie, si contavano ben 7 nuovi arrivi: Carlo Alberto Pedrini (di Fornaci) e Alessio Rossi (giovane classe 97) in difesa, Mirko Lucchesi (dal Cardoso) e Christian Lorenzi (dal Gallicano Amatori) sulle fasce, Mattia Bravi (cugino del Toroo Luca) e Nichol Pieroni (dal Ponte United) in mezzo al campo, Lorenzo Bertocci (alla prima esperienza di calcio a livello agonistico) in attacco. A questi si aggiungeva in preparazione Fabio Pieri, centrocampista eclettico e scafato anch’egli proveniente dal Ponte United.

 

LASSÙ DOVE OSANO I RANDAGI

Tra mille difficoltà (come l’infortunio del giovane terzino Rossi, che aveva stupito tutti nelle prime uscite, i problemi fisici del Mazzo e le assenze per motivi di salute del Mister #Burdisso) e dopo amichevoli pre-season dagli esiti poco confortanti e qualche tensione in campo e fuori, al Ciocco il 17 settembre iniziava ufficialmente la nostra stagione. E iniziava bene! Contro il Fosciandora, per la prima di Coppa, dove sedeva in panchina per la prima volta da Vice Allenatore il Saverio #Valiensiintuttiisensi, pur faticando vincevamo noi, di voglia, di carattere, spuntandola nel secondo tempo supplementare grazie a un gol trovato, in mischia, di CAP Pedrini, che metteva così il primo mattoncino di quella che per lui si sarebbe rivelata un’ottima prima stagione randagia.

Il nostro storico esordio in III Serie (al grido “puntiamo alla salvezza e dopo si vedrà”) andava in scena la settimana successiva a Guamo contro una squadra, quella di casa, completamente rinnovata a seguito della fusione tra le due compagini esistenti, una che militava in III Serie e l’altra appena retrocessa dalla I. Un avversario più che ostico, dunque, che poteva ben approfittare delle nostre tribolazioni: quel sabato, infatti, in tribuna assistevano inermi all’andamento del match l’Alessandro Mazzanti e l’Ariel Abram, infortunati, lo Stif Passigni, squalificato, e il Tudór Pirvu, al rientro da un viaggio e non arruolabile. L’andamento della gara - l’abbrivio targato Costabile con due reti nei primi dieci minuti, e la successiva rimonta del Guamo che ci regolava 5-2 – ci offre una perfetta fotografia della nostra stagione: talento, grandi speranze, ma anche inesperienza e molti errori che ci hanno fatto vivere un anno sulle montagne russe, spesso più in picchiata che in risalita…

 

ALTI E BASSI FINO A NATALE

Viviamo una prima parte di stagione a targhe alterne: certi sabati si va, certi altri non si carbura. Alcune buone prove ci permettono di pareggiare in casa col Diecimo alla 2° (0-0 con salvataggio miracoloso del Bravi poco prima del 70’) e di vincere a domicilio contro il Joan Mirò alla 3° (3-2 con doppietta del sorprendente Bertocci, che purtroppo però non ha ancora saputo confermare quell’exploit). La miglior prestazione è forse quella che offriamo alla 5° giornata, a Margine Coperta, contro il Real Borgo Pittini (partita recuperata il 15 novembre dopo il black-out che aveva fatto saltare l’incontro al primo tentativo, il 24 ottobre): memori dell’impresa confezionata proprio qui l’anno precedente nelle semifinali dei Playoff di IV Serie, giochiamo una partita come si suol dire “gagliarda”, mettendo spesso in ambasce i padroni di casa anche sul difficile terreno sintetico pistoiese, e abbiamo la forza di ribaltare l’iniziale 0-1 con una doppietta del Toroo Luca Bravi, ma veniamo riacciuffati da un dubbio rigore calciato e segnato dal loro centravanti Manuel Marongiu per il 2-2 nel finale di gara.

Fondamentali si riveleranno ai fini della salvezza i punti conquistati a Kedrion Road tra novembre e dicembre: prima nel derby col Sassi/Eglio (1-0, Scognamiglio), poi negli scontri diretti contro Chiesina (2-1 in rimonta, Abram e Costabile) e Matraia Fratres (1-0, di nuovo Costabile). Anche questi risultati sono buon specchio della nostra annata: quando siamo in palla, concediamo pochissimo dietro ed è difficile per chiunque farci gol; al contempo, davanti diamo raramente l’impressione di essere davvero pericolosi e dobbiamo affidarci ai lampi dei singoli o al grande cuore randagio per portare a casa dei punti (è il caso anche della vittoria interna nel Terzo Turno della Coppa di Lega, 1-0 al Granaiola firmato dall’allora player-manager Valiensi).

E poi, come detto, quando non va non va. E pesano, soprattutto sul morale e l’unità della ciurma, le sconfitte a Bolognana contro Tre Cancelli e Santa Maria del Giudice, o quelle esterne contro i rivali storici del Tasso Alcolico e contro i cugini del Castelvecchio (unica nota lieta, l’esordio della perla d’avorio Sulley Kone).

Una menzione particolare, purtroppo, la merita la sconfitta per 2-1 subita a Piano della Rocca: zero punti e tanto amaro in bocca al termine di una partita a lungo dominata, sbloccata da una zuccata di Scognamiglio ma conclusa in 8 uomini e con due rigori estremamente dubbi e alla fine decisivi concessi ai padroni di casa da un impresentabile direttore di gara.

 

INVERNO NERO

Se l’autunno aveva minato molte delle certezze accumulate negli ultimi anni dallo zoccolo duro del gruppo randagio – portando anche, dopo la vittoria in Coppa contro la Villetta, all’avvicendamento in panchina tra Mister #Burdissomiincazzofisso e il suo Fido Scudiero Valiensi, con l’intento di dare una scossa alla squadra – l’inverno si rivelava più cupo che mai. Dopo aver chiuso il 2016 con una sconfitta dura da digerire a Castelvecchio Pascoli, aprivamo il 2017 perdendo altre quattro volte e prendendone nell’ordine 6 dal San Salvatore in Coppa, 4 dall’Aquila, 3 dalla Lokomotivia e 2 dal Santa Maria del Giudice in Campionato.

È proprio la sconfitta di misura (e maturata nell’ultimo stralcio di gara) in casa della prima della classe a restituirci un po’ di animo e morale: nelle successive 4 partite mettiamo insieme, infatti, 6 punti, vincendo lo scontro salvezza col Chiesina e pareggiando gare complicate contro Castelvecchio, Folgore e Diecimo (Costabile, Pirvu e Scognamiglio in gol due volte ciascuno).

Poi, però, le idi di marzo. Il 4 ospitiamo il Joan Mirò con tantissime aspettative: se vinciamo, non solo mettiamo una seria ipoteca sulla salvezza, ma possiamo anche fare sogni di rimonta nei confronti di chi ci sta davanti e non viaggia certo ad alte velocità. Il risveglio è, invece, brusco e terribile: perdiamo 4-0 senza se e senza ma, affondati forse più dalla nostra supponenza che dalla tecnica e dalle pur buone trame degli avversari. Al termine del match, contiamo appena un punto sul terzultimo posto e siamo più inguaiati che mai.

 

SOTTOSOPRA

Visto che abbiamo citato le idi di marzo, ora diamo a cesare quel che è di cesare: ci è voluto tutto il coraggio di Mister #SAVERIOFASULSERIO per invertire una rotta che pareva doverci inevitabilmente condurre nel baratro della retrocessione.

Il Mister è bravo a far tesoro dell’esperienza maturata nei primi interlocutori mesi sulla panchina randagia e, dopo l’ennesima sconfitta maturata a Nozzano contro l’Aquila (al termine di una partita giocata neanche poi così male, ma con un risultato mai davvero in discussione e un pessimo score di 0 tiri in porta da parte nostra), trova il coraggio di passare alla difesa in linea a 4 – e soprattutto il coraggio di dirlo a Burdisso!

La nostra stagione cambia e, anche se i risultati non sempre lo danno a vedere, in campo la squadra sembra un’altra, nell’atteggiamento prima di tutto. Al primo colpo sbagliamo di poco: a Kedrion Road infatti la Lokomotivia strappa i tre punti ma, per una volta, il merito è principalmente loro, che devono attingere a tutte le armi che hanno a disposizione (e sono molte!) per trovare nel finale, su punizione, il punto del 2-1 che ci condanna. Ma la sconfitta, anziché abbatterci, ci motiva, e più ancora ci motiva la prestazione: nelle successive 4 gare che ci separano dalla salvezza non perdiamo più e, a dispetto dei timori di chi pensava ai rischi di uno schieramento difensivo a 4 in linea, blindiamo la porta, subendo un solo gol (fortunoso) a Molazzana contro il Sassi. Riusciamo, fra le altre cose, a fermare tra le mura amiche il Guamo (0-0 contro uno dei migliori attacchi del campionato).

 

SALVEZZA

Se c’è una gara che più di tutte simboleggia il raggiungimento del nostro obiettivo stagionale, quella è RANDAGI-Granaiola dell’8 aprile. Ci arriviamo in grande emergenza – nòva! – senza il Costa e il Tudór e con il Nichol a mezzo servizio. Con un centrocampo inventato e un attacco molto leggero (Mazzo-Sulley-Bertocci), non cediamo alla pressione avversaria e, anzi, nel finale facciamo di tutto per andare a vincerla, arrivando a schierare quattro punte e trovando la rete decisiva, in mischia, al 2’ di recupero con l’Imperatore Ariel Abram. L’urlo è liberatorio, e dura tre settimane, fino alla domenica mattina in cui chiudiamo la pratica andando a vincere anche a San Quirico di Moriano contro il Matraia Fratres (1-0, Pirvu). Corsi e ricorsi storici: a un anno quasi esatto dalla conquista dello Scudetto di IV Serie, sanciamo matematicamente la nostra permanenza in III Serie anche per la stagione 2017/2018.

 

FUTURO ROSEO…ANZI, ROSSOBLÙ!

Le ultime due gare di campionato con Bar Tre Cancelli e Real Borgo Pittini consolidano il 13° posto finale, oltre 10 punti sopra la zona retrocessione e orgogliosamente davanti alla Folgore di Piano della Rocca. Alla prima stagione in questa categoria e con tutto quello che ci è capitato, un piccolo capolavoro.

“Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è”: l’augurio più bello che possiamo fare a noi stessi per il futuro è che i Randagi rimangano il gruppo unito e bello che sono sempre stati e che anche quest’anno, nonostante tutto, hanno confermato di essere; che dentro e fuori dal campo sappiano far valere in ogni situazione lo spirito randagio e l’anima nobile che nei loro primi 15 anni li hanno fatti diventare quello che sono oggi. L’addio di altri due pilastri dello spogliatoio come il Robe (Bertoncini Roberto) e il Biscio (Mori Enrico) ha prodotto lacrime e – come direbbe Cerqueti – “mestizia sui volti dei compagni di una vita”, e lascerà un vuoto impossibile da colmare in chi ha avuto l’onore di essergli amico per venti, dieci o anche solo una stagione. Tutti, adesso, siamo chiamati a una nuova consapevolezza e alla responsabilità di continuare quello che loro hanno cominciato, per garantire alla società e alla squadra almeno altri 15 autentici anni randagi.

FORZA RANDAGI!

IL PAGELLONE 2016/2017

2 BIAGIONI DANIELE: costante spina nel timpano del malcapitato compagno di turno, ripete allo sfinimento le classiche “danielate”. Forse più costante in campo che fuori, fino a novembre era l'unico randagio ad aver giocato ogni singolo minuto della stagione. Con il cambio di modulo si scopre ancora migliore di prima. PREZIOSO

3 MORI ENRICO: gli va fatto un monumento - di marmo, ovviamente! - per tutto quello che ha fatto per i Randagi. I lanci calimetrati, i quindici decibel di vista, per non parlare di tutti coloro che, quando lo vedevano giocare, luppaven. “Che Iddi’e c’al mantengh’en cusì!”. Lo vorremmo ancora con noi, ma sappiamo che non sempre sarà possibile. UNICO, INIMITABILE BISCIO

4 BERTONCINI ROBERTO: allieta quel caxxo di gruppo con immagini docg, mentre in campo riesce sempre e comunque a dare il suo prezioso contributo. Chapeau! Il nostro primo vero capitano è ahi noi arrivato al capolinea di una bellissima prima vita randagia: non possiamo che dirgli GRAZIE GRAZIE GRAZIE!

5 BERTONCINI FABIO: primo anno da Presidente, ha dovuto "risolvere" grane che forse non si aspettava. Per di più, se con il Burdi in panchina le ha giocate praticamente tutte, con il cambio di guida tecnica e poi soprattutto di modulo ha conosciuto anche parecchie panchine. Il suo stile e la sua tranquillità non ne hanno risentito, anche grazie a un attaccamento alla squadra che aumenta giorno dopo giorno. Vero PRESIDENTE

7 MAZZANTI ALESSANDRO: in forma smagliante dopo la preparazione, ha subito quel maledetto infortunio che lo ha costretto ai box per tutta la stagione e sicuramente per buonissima parte della prossima. A corrente alternata ha comunque supportato la squadra, e il prossimo anno - anche se non dovesse riuscire a tornare in campo - sarà pedina fondamentale per un gruppo che lo vede ancora come PUNTO DI RIFERIMENTO

8 MAZZANTI MATTEO: DESAPARECIDO

9 PIRVU TUDÓR: inizio di stagione come sempre in sordina, ma quando si sveglia (forse un pelino tardi) sono dolori per tutti. Nelle ultime gare rimpingua il magro bottino di marcature segnando 4 reti da vero centravanti. Fuori dal campo una conferma, soprattutto al tavolino e al bancone. SUPER PLUVIAN

10 MAZZOLINI ALESSANDRO: la maledizione di P. si è accanita contro di lui in modo particolare! Alla fine salta solamente un paio di partite per qualche dolorino fisico, ma pur giocando quasi sempre segna la miseria di un solo gol all'ultima gara…pali, traverse, salvataggi di difensori ed errori suoi sotto porta a volte clamorosi comunque non lo fermano mai, e la sua caparbietà è infine ripagata prima della chiusura del campionato. Fuori dal campo, dopo un periodo di appannamento psico-fisico, è tornato il Mazzo di sempre o quasi, quello che organizza e fa scherzi a mezza Media Valle, che alla Teo Mammuccari in stile Libero si finge chicchessia solo per far fare una risata in più a un compagno. "A’ SISTEMAMO COME MEJO CREDAMO"

11 COSTABILE MATTEO: costante la polemica più o meno scherzosa fuori dal campo, costante l'apporto di impegno, sacrifico e lampi di classe cristallina in campo. Purezza un po’ meno incompresa, ma pur sempre foriera di punti preziosi. Si scopre abile anche con le mani sulle rimesse laterali (citofonare Castelvecchio). BOMBERCHEIMPOSTA

12 LUCCHESI MIRKO: Burdisso credeva molto in lui, e per questo l’ha fatto giocare spesso nelle prime gare; ha pagato forse eccessivamente a livello psicologico la partita di Colle contro il Joan Mirò - che per lui fu tutt’altro che buona – e ha pian piano abbandonato la barca. ECTOPLASMA 

13 TOLLARI DANIELE: più che la concorrenza e le difficoltà della nuova categoria, soffre la mancanza di continuità negli allenamenti, ragione principale per cui il Mister gli preferisce spesso i compagni di reparto. Si toglie comunque la soddisfazione di giocare titolare e bene la gara che vale la matematica salvezza a San Quirico contro il Matraia. Fissato per il 12 agosto l'insano gesto: speriamo sopravviva a quest’ennesima cena di squadra e che si ripresenti abile e arruolabile all’inizio della preparazione. URGE ADDI-APERICENA

1+6 PIERI FABIO: resteranno i suoi leggendari racconti - la nota più simpatica di questa stagione – dove le donne avute superano  di poco i leggendari gol fatti. Anche se quest'anno non riesce ad andare in rete, riesce però benissimo in un’altra cosa: diventare a tutti gli effetti un RANDAGIO

20 SANTI DIEGO: la maledizione di P.  ha colpito anche DS20, peraltro uno degli artefici del misfatto che alla fine ha pagato a caro prezzo la sua sfrontataggine. Si narra che la sua bambolina Vudù sia tempestata di spilli al ginocchio, e soprattutto che non sia ancora finita! L’infortunio, che l’ha tenuto lontano dal calcio giocato per parecchi mesi, non ha comunque scalfito la sua voglia di Randagi: sempre presente in panchina e al tavolino, da buon vice presidente paga ettolitri su ettolitri. BANCOMAT

21 BRAVI SIMONE: altra stagione ai bordi del campo, fa però valere la sua importanza all'interno dello spogliatoio e, dopo il phon dell’anno scorso, in questa stagione è stato il fornitore ufficiale di shampoo e balsamo per i vari Fabio, Costa, Tolla. SHAMPISTA

22 PASSIGNI STEFANO: all'ultima giornata piazza il colpo da maestro: la traversa che propizia il gol del Mazzo? Macché: l’ammonizione che gli vale la squalifica per la prima giornata del prossimo campionato! Finisce la stagione ancora una volta come il più ammonito in casa randagia, un primato a cui tiene particolarmente - e allora, caro Stif, speriamo tu possa esserlo ancora per molto, che con il tuo fare silenzioso trovi sempre il modo per farti notare in campo, che con le prestazioni tutte grinta e corsa cui ci hai abituato canti e porti la croce come hai fatto in tutti questi anni. Meno apprezzato fuori dal campo per scherzi sparsi per mezzo Gallicano… BAMBINONE

23 ABRAM ARIEL AUGUSTO: che abbia o non abbia valore legale, speriamo che il contratto firmato dopo l'ultima partita abbia almeno valore morale, e che quindi l'imperatore possa continuare a dettare la legge randagia ancora per molti anni nei campi di tutta la provincia. Il gol con il Granaiola  è stato forse il più importante della stagione; l'abbraccio di tutta la squadra, il messaggio che DI LUI NON SI PUÒ FARE A MENO!

25 KONÉ SULLEIMAN: arrivato dal nulla, ci mette un allenamento per conquistare il Mister e poco di più per accattivarsi le simpatie di tutti. In campo segna poco, ma dà sempre l’impressione di essere lì lì per farlo. Fuori, si è sciolto piano piano e ormai anche lui è uno di famiglia (il Conte lo ha praticamente adottato). AGGIUSTA LA MIRA

26 LORENZI CHRISTIAN KIKKO: classico giocatore da randagi di una volta, non perché non sia bravo – anzi, sul campo risponde sempre presente alle chiamate del Mister - ma per lo spirito e l’attitudine al divertimento che mette sempre, sia in partitella che in partita. Ma davvero ci deve già lasciare? TURNÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!!!

32 PASSIGNI SIMONE: l'antipasto prometteva grandi cose, e invece improvvisamente il Tecco ha staccato la spina. Forse non ha saputo trovare le giuste motivazioni, forse i compiti di organizzatore di eventi extra-campo lo hanno "distratto"… Si rifà con un finale di stagione da protagonista come ottimo portiere qual è. Ma…il prossimo anno ha deciso di non ripetere l’esperimento, a nostro avviso riuscito, e tornerà ai vecchi lumi: giocatore / portiere / pseudoorganizzatoredieventi. MA…CI PIACE ANCHE COSÌ!

75 CIA STEFANO: anche se quest'anno agli allenamenti non è stato molto presente, sappiamo che ha sofferto e non poco quando le cose non andavano per il meglio. Distratto com’è normale che sia da questioni di vita privata, è riuscito comunque a non far mancare il suo apporto alla squadra. Sia come sbandieratore provetto che come portiere da scapoli-ammogliati, l'impegno e la grinta sono sempre encomiabili. Comunque, ogni tanto LEVA IL GOMITO DAL BANCONE

77 SCOGNAMIGLIO LUCA: annata complicata per il buon Scogna. Non tanto per quello che ha fatto in campo, sempre positivo o quasi (il tuffo a vuoto a Santa Maria del Giudice è uno dei fumetti più postati su quel caxxo di gruppo), ma sicuramente per le menate fuori dal campo, dove i 234 voli infrasettimanali presi lo hanno tenuto lontano da casa e dagli allenamenti per tutto l’inverno. Nonostante tutto, riesce a segnare 4 reti di importanza siderale per la nostra salvezza. Sbaglia poco, a parte qualche grafica sul sito e la scelta dei ristoranti. SCOGLIOOOOOOOOOO

85 PEDRINI CARLO ALBERTO: esordisce con gol in Coppa di Lega al Ciocco, e ancora non si è riuscito a capire come abbia fatto… Nella prima parte della stagione gioca alle volte esterno, altre centrale difensivo in marcatura, ma è quando il Mister cambia modulo che offre il meglio di sé nella posizione a lui più congeniale, dimostrando lo stile da Lord inglese anche in campo. C'è comunque anche un altro tappeto verde dove gli abbiamo visto fare cose egregie… SIGNOR QUINDICIPALLE

88 BRAVI LUCA: martella prima Burdisso con circa 250 messaggi al giorno, poi Burdisso+Saverio, infine (ma non sarà la fine) Burdisso+Save+Fabio. È la fola dello stento… Ma il Toroo è così e così lo vogliamo (oddio, forse anche un po' meno…). Dimostra in campo e fuori attaccamento alla maglia e personalità da vendere. Con il cambio di modulo, il Mister lo carica di responsabilità e lui risponde presente con prestazioni ogni settimana migliori.. finalmente, alla milionesima volta che sale su angolo, trova il gol a Pittini e dopo dieci minuti si regala anche il bis. TAMBUREGGIANTE

89 PIERONI NICHOL: primo anno in rossoblù e subito protagonista, cardine di un centrocampo spesso orfano dei tenori della scorsa trionfale stagione. Rendimento da vero combattente. CHE CI DURI

94 BERTOCCI LORENZO: alla prima vera stagione calcistica della carriera, fa abbastanza bene ed ha il merito di regalarci la prima vittoria in III Serie con la doppietta a Colle contro il Joan Mirò. In futuro potrà sicuramente fare meglio, con l'esperienza e il lavoro in allenamento. ACERBO

All. VALIENSI SAVERIO “SAVERIOFASULSERIO”: vive la stagione della svolta, cominciata da Fido Scudiero di Mister #Burdissomiincazzofisso, proseguita nei panni di #Valiensiintuttiisensi (una volta gioca, una volta allena, una volta la guarda dalla tribuna squalificato) e conclusa nelle rinnovate luccicanti vesti di #Saveriofasulserio, dopo aver preso in mano la squadra con serietà, umiltà e, a dirla tutta, anche capacità. Con tutto il coraggio necessario in questi casi, rovescia la formazione randagia come un calzino, eliminando il libero, arretrando il Costabile a centrocampo e puntando a occhi chiusi sulla perla d’avorio Sulley Kone, recuperando al gruppo e alla squadra elementi cruciali per l’esistenza dei Randagi Apuani Bolognana e conquistando la salvezza matematica con tre giornate d’anticipo. Se il buongiorno si vede dal mattino…come direbbero i cinesi, gli auguriamo di “vivere in anni interessanti”. SAVERION SENZA PAURA

Dir. BUONACCORSI ANDREA "BURDISSOMIINCAZZOFISSO": con tutta l’anima si impegna, lotta, combatte “contro i mulini a vento” per il bene della squadra, magari alle volte con modi non proprio ortodossi, ma l'intento è sempre quello di FARE IL BENE DEI RANDAGI. Perché così è stato quando anni fa decise di prendere il timone della nave rossoblù; così è stato quando, a novembre 2016, ha abdicato in favore del suo Fido Scudiero; e così sarà il prossimo 10 giugno, quando taglierà kg e kg di porchetta arrostita, o nella prossima stagione, allorché subirà la prima squalifica ridicola dell'anno. Perché lui è così…e così noi lo vogliamo: passionale, irascibile, pazzo, pessimista e ottimista insieme. Ma RANDAGIO nel profondo.

Ci dilunghiamo un paio di righe in più per dire che, proprio in questo anno per lui così complicato, è riuscito a fare quella che a nostro avviso è stata la cosa giusta nel momento giusto. Dimettersi non era affatto facile: ci è voluto coraggio, ma anche fiducia e amore per ciò che lasciava. E siamo convinti che per lui lasciare quella panchina è stato come tagliarsi una gamba; ma siamo anche certi dell’AMORE che lo ha mosso a questa decisione, un AMORE PER I RANDAGI CHE NON FINIRÀ MAI! GRAZIE RANDAGIO