...testa, gambe, cuore, pioggia sole vento mota, #AlwaysRandagi...

Buona Pasqua dai Randagi Apuani Bolognana!

Buona Pasqua dai Randagi Apuani Bolognana!

Settimana senza calcio giocato, quella che ci avvicina al weekend di Pasqua. Non però una settimana senza Randagi; anzi, stavolta ai due allenamenti - sebbene quello di martedì abbia fatto registrare presenze ai minimi storici – aggiungiamo la cena pasquale con-tanto-di-estrazione-della-lotteria. In premio ci sono ben tre uova di Pasqua (piccolo medio e grande, come da tradizione)! E allora ci è venuto in mente di chiedere a tutti i Randagi:

 

Cosa vorreste trovare in un ipotetico uovo di Pasqua randagio?

 

ARIEL: vorrei i 3 punti alla prossima gara!

LORE: vorrei la vittoria di domenica prossima e la salvezza conquistata.

FABIO: vorrei non trovare infortuni e vorrei un po’ di tranquillità.

DANI: difficile, ci penso… (ci sta ancora pensando).

TOROO: vorrei la foto di squadra.

SIMO: vorrei semplicemente un’altra stagione come quella scorsa. E che questo bellissimo gruppo duri ancora x moltissimo tempo (cuori rosso-blu). Ovviamente, oltre la salvezza...ma quella è cosa scontata.

BURDI: nell’uovo randagio chiedo quello che chiedo a Babbo Natale tutti gli anni: vorrei che la famiglia randagia sia serena e che tutti i giocatori, allenatore e dirigenti si vogliano bene a prescindere dai risultati.

CIA: parlo a titolo personale - perché ormai come squadra ci siamo alla salvezza! – vorrei una maglia da titolare all’ultima di campionato in casa, quando non conterà niente, come terzino destro nella difesa a 4 senza il libero, come mi sarebbe piaciuto giocare prima dell’infortunio.

ERIK: vorrei un milione di euro (ride). Vorrei la salvezza dei Randagi. E vorrei una parete inguinale nuova fiammante e un paio di scarpette nuove ingrassate.

COSTA: vorrei trovare una guarigione per la caviglia, per essere a disposizione il 23 (cuori rosso-blu)

KIKKO: ma in senso metaforico o tangibile??...... (in senso randagio). Allora vorrei la SALVEZZA!! ... e che in qualche maniera vada fuori la Juve..

MAZZO: vorrei il gol salvezza.

BISCIO: vorrei 32 denti NOVI!

TECCO: vorrei un portiere nuovo. E il dvd della vittoria dell’anno scorso.

STIF: vorrei che restasse un gruppo unito dentro e fuori dal campo.

CONTE: vorrei una rossa media. Scherzo! Vorrei che ci andassimo a prendere 12 punti nelle prossime 4 partite.

FP1+6: vorrei un gol prima della fine del campionato. Ci proverò anche dalla panchina!

NICHOL: vorrei la salvezza!

TUDÓR: vorrei che la squadra fosse al completo senza infortunati, perché senza quelli si sarebbe fatto un altro tipo di campionato. Ma si farà il prossimo anno! Poi non saprei cos’altro dire: una famiglia lo siamo, uniti lo siamo come non mai... Beh, forse un po’ meno sciagura dell’innominato. E per il resto va benissimo così!

DIEGO: risposta ironica: Ragazzi, ma voi non avete un cazzo da fare! (ride). Vorrei la testa del … (ride).  

risposta ancora più ironica " Il primo goal stagionale!!! Mi piacerebbe tanto"

SCO: vorrei la forza e la fortuna di vivere ogni momento della settimana con l'adrenalina e l'aspettativa che ho il sabato mattina quando aspetto che arrivino le 2. E mi auguro di tribolà ancora dieci anni in giro per campi di provincia con questa maglia addosso. Ah, e vorrei anche un paio di lenti a contatto che funzionino.

TOLLA: intanto vorrei vincerlo, quell’uovo…e fanculo al Fabio, al Cia e al Piga che lo vincono sempre. E poi vorrei rivedere i nostri infortunati in campo, vorrei un gol del Simo e uno del Robe (il Biscio l’ha già fatto a Montecarlo), vorrei un po’ di allenamenti sulla copertura del pallone, vorrei le magliette da allenamento nuove, vorrei palloni ammodo, vorrei un altro scherzo al Luca Bravi prima di fine anno, vorrei un addio al celibato ma senza le donne del Pieri (che sennò l’ho nel culo), vorrei meno voti sul sito che tanto son falsati (soprattutto quello dello Sco), vorrei un aumento, vorrei più cene di squadra, vorrei meno lamentele del Diego in partitella, e vorrei che il Mister urlasse più piano (maremma cane!).

TRIVE: vorrei la tranquilla salvezza!!!

ROBE: dire che vorrei la salvezza è scontato? (no, è randagio!)

SAVE: da giocatore/compagno, vorrei che il Bravi Simone, il Biscio, il Robe e anche il Cia potessero giocare dal primo all'ultimo minuto tutte le partite sempre!!! Da tifoso, ASSOLUTAMENTE LA VITTORIA A MATRAIA E LA CONSEGUENTE MATEMATICA SALVEZZA!! Infine, nel mio ruolo attuale di allenatore mi sembra quasi scontato e banale dire che vorrei la salvezza, la serenità del gruppo, e che mi auguro di trovare il mix giusto per poter regalare a tutti gioie come quella che abbiamo vissuto lo scorso anno. Sudiamo, lavoriamo e ci impegniamo tanto, da agosto a giugno, dedicando ai Randagi molto del nostro tempo libero. Per quest’anno, il nostro obiettivo è stata la salvezza, ma già guardiamo al prossimo anno, quando dovremo avere la presunzione di andare a imporre il nostro gioco su tutti i campi, giocando sempre per i tre punti, con un’identità precisa e con lo spirito randagio che mai e poi mai deve abbandonare questi colori!

 

Inevitabilmente cambiano i giocatori, gli allenatori, i dirigenti e perfino i tifosi. Ma c’è una cosa che non deve mai cambiare: la voglia di vivere di Randagi, di respirare questi colori, di giocare divertendosi, di sentirsi ed ESSERE Randagi. Cose difficili da spiegare, ma facili da capire appena si varca la porta dello spogliatoio, la nostra seconda casa.

Lo chiamiamo spirito randagio, e sarà con noi per sempre!

FORZA RANDAGI!

8 Aprile 2017, RANDAGI APUANI vs Granaiola Pieve 1-0

8 Aprile 2017, RANDAGI APUANI vs Granaiola Pieve 1-0

In poco più di 4 mesi (da dicembre a oggi), affrontiamo il Granaiola per la terza volta, sicuramente quella più importante. Prima c’è stata l’andata in Campionato, un’amara sconfitta nel catino di Monti di Villa, e poi la vittoria di misura in Coppa di Lega con gol del Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI. E chissà che l’allenatore randagio non abbia pensato anche a quel gol nella lunga settimana che ha preceduto questa partita e nel momento di decidere la formazione iniziale della squadra…

Le assenze, del resto, sono molte, in particolare dalla cintola in su. In una settimana che a qualcuno ha ricordato la trama del celebre giallo “Dieci Piccoli Indiani”, abbiamo perso nell’ordine lo Stif Passigni (squal), il Costa (distorsione alla caviglia), il Tudór (lussazione alla spalla) e il Nichol (fastidio al polpaccio), e ciò ha elevato all’ennesima potenza i già mille pensieri del player-manager randagio.

 

Prepartita.

Pieroni conferma la disponibilità ma non è al meglio, perciò si accomoda inizialmente in panchina. Tudór e Costa sono invece ai box e guarderanno la gara da fuori.

Nello spogliatoio Valiensi tira fuori un discorso dei suoi paragonando la sua squadra ad un branco di lupi inferociti che devono fare di tutto per conquistare punti (la parabola del lupo per il branco e il branco per il lupo), dopodiché annuncia gli 11 scelti, nel segno della continuità e della razionalità, secondo l'ormai consolidato 433: Passigni; Biagioni, Bravi, Pedrini e Kikko Lorenzi; Pieri, Abram e Scognamiglio; Kone, Bertocci e Mazzolini (piccoletti, rapidi e tecnici in stile Sarri). Ai posteri l'ardua sentenza.

 

Il match.

Non certo il miglior primo tempo rossoblù della stagione. Dopo soli 5 minuti abbiamo già sul taccuino dei cattivi Abram e Pieri, entrambi per proteste, mentre il Sig.no Michelotti fischia a caso, a destra e a manca. La partita scorre comunque via piacevolmente, con occasioni da entrambe le parti: in ordine cronologico, prima noi abbiamo una ghiotta occasione con Sulley, che scappa via sulla sinistra e crossa in mezzo, la palla schizza in qualche maniera al limite dell'area di rigore dove Pieri prova il tiro ma non centra lo specchio; poi lòro si rendono pericolosi con un’imbucata centrale del n.10 Carrara che, eludendo il fuorigioco randagio, si trova a tu per tu con Ter-Stecchen, ma il nostro estremo esce benissimo chiudendo lo specchio all'avversario e deviando in grande stile il tiro in corner. Prima della chiusura della frazione, c’è tempo per l’unica nostra dormita difensiva rattoppata da un miracolo del Conte Pedrini, che scippa il pallone da sotto al naso alla punta del Granaiola già pronta a gonfiare la rete rossoblù.

Reti bianche ed evidenti problemi per noi nella costruzione del gioco, con un centrocampo inedito orfano dei lanci del Nichol Pieroni e un attacco leggerino, i cui movimenti si sono rivelati quasi sempre controproducenti e a discapito della velocità dei 3 attaccanti. Nell’intervallo il Mister manda allora a scaldare Pieroni, che nel pre-gara aveva testato la gamba con esiti soddisfacenti.

Alla ripresa del gioco, il piglio è decisamente diverso: appariamo più decisi e fiduciosi nei nostri mezzi, e ci ringalluzziamo ulteriormente quando il Mister #SAVERIOFASULSERIO rompe gli indugi e sostituisce il buon KK Lorenzi con Pieroni, spostando Scognamiglio sull'out sinistro. La mossa ci regala più forza in mezzo al campo e più intraprendenza sull'esterno, mentre dietro la linea difensiva chiude ogni varco. Collezioniamo infatti due nitide palle gol con azioni quasi in fotocopia: la migliore con Sulley che, sul primo lancio perfetto del Nichol, stoppa perfettamente la palla e accentrandosi da sinistra prova il tiro di destro ma centra esattamente il portiere in uscita e carambola in calcio d'angolo.

Entra Santi per Pieri, con Valiensi che ridisegna la squadra con un arrembante 424 che chiama Mazzolini, Bertocci e Sulley a un importante doppio lavoro per aiutare la fase difensiva. Anche il Granaiola butta dentro forze fresche sulle fasce e in mezzo al campo, sperando di trovare il colpo beffardo magari in contropiede, ma la cerniera Abram-Pieroni e il Quartetto Cetra dietro non concedono nulla se non qualche sporadico lancione lungo. Di contro, la nostra pressione è continua, magari sconclusionata ma costante, e frutta un’altra occasione: un suggerimento di Pieroni nel corridoio centrale trova Santi e Mazzolini in netta posizione di fuorigioco; i due si disinteressano, così come la difesa, e nell’impasse generale parte da dietro Scognamiglio che controlla con il tacco portandosi avanti il pallone, ma non riesce a preparare la conclusione o l’assist per il Mazzo, solissimo dall’altra parte, e si fa chiudere dall’uscita a valanga del portiere.

Mentre Valiensi valuta l’opportunità di inserire se stesso per gli ultimi disperati assalti, Sulley viene strattonato per la quindicesima volta, ma l'arbitro lascia di nuovo correre: la palla arriva nei pressi della panchina randagia dove al Mister si è ormai chiusa la vena, tenta il colpo al volo fallendolo goffamente e subito dopo inizia a sbraitare qualsiasi cosa contro il Sig.no Michelotti, continuando lo show mentre si avvia volontariamente verso la scalinata che conduce fuori dal campo, dove il direttore di gara lo invita ad accomodarsi. 

Chissà che non sia stata proprio questa l'ulteriore scossa che il Mister intendeva dare ai suoi ragazzi… Mancano 5 minuti più recupero e si gioca letteralmente a una porta sola, eppure non riusciamo mai a centrarla!

L'arbitro ne assegna 4 di extra time e, quando ne manca solo uno al triplice fischio, Santi guadagna caparbiamente un calcio di punizione all'altezza del centrocampo. Abram prende la palla, la consegna a Pieroni e gli dice: “Buttala dentro che vado a fà gol!". Intanto Pieri, da un pezzo appoggiato alla panchina, dice: “Via, andrò a fare la doccia!”, ma viene stoppato dal Mister, che lo ha sentito e in barba a tutte le cabale gli risponde: “Prima guarda il gol!”… 

Fatto sta che il Nichol calcia benissimo dentro l'area di rigore, la palla viene deviata da uno di loro ma rimane nella disponibilità di Santi, che la protegge con il corpo e si appresta a tirare a un metro dalla porta. Il Diego vede però arrivare come un treno Abram Ariel Augusto che, giganteggiando da IMPERATORE a centro area, si fa spazio e arriva a colpire la sfera, scaraventandola con rabbia e precisione verso la porta e...GONFIAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!! 1 a 0!

Un branco di lupi si abbraccia ed esulta per la rete del vantaggio in articulo mortis…il Bravi e lo Sco saltano sulla rete per gioire con Mister #SAVERIOFASULSERIO, costretto fuori dal campo…#BURDISSOMIINCAZZOFISSO si fionda addosso all'Imperatore e lo riempie di baci…è un’esultanza che ci mancava quest'anno, per un gol che ci siamo meritati e che finalmente ci premia e rende giustizia ad un secondo tempo giocato con impegno, sacrificio e determinazione. È il giusto epilogo, e com’è giusto!

Quando riprende il gioco, dobbiamo solo “resistere” un minuto prima del fischio finale. Mazzolini non regge alla tensione, alla fatica e alla scarica di adrenalina e sviene in campo, rimanendo a terra qualche minuto: c'è preoccupazione, ma poi il Mazzo si riprende e abbandona il rettangolo verde sulle proprie gambe, lasciando il posto al Robe per gli ultimi 30 secondi. Ma sulla rimessa laterale con cui riprende il gioco, Bravi svetta ad allontanare di testa e Michelotti fischia la fine.

 

Postpartita.

Otteniamo un risultato importantissimo, tre punti determinanti per la classifica, per allontanare quasi definitivamente lo spauracchio play-out. Soprattutto, quello che più ci conforta è la prestazione, la seconda giornata consecutiva in casa con la nostra porta inviolata, il terzo risultato utile consecutivo. E finalmente torniamo a urlare nel nostro spogliatoio a fine partita!!!

Due settimane ci dividono dalla prossima partita: dovremo mettere nel motore la benzina necessaria per affrontare le quattro ultime importantissime gare di campionato. Sapendo che già la prossima in casa del Matraia potrebbe essere decisiva per la matematica salvezza.

Forza Randagi! 

RANDAGI APUANI vs Granaiola Pieve, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 8: nel primo tempo, ci tiene a galla con una parata importantissima; nel secondo, normale amministrazione. PORTIERE (che gli piaccia o no!)

BIAGIONI DANIELE, voto 7: quasi impeccabile nel secondo tempo, meno nella prima frazione. Da affinare il posizionamento rispetto alla linea. CONFERMA

BRAVI LUCA, voto 8: da applausi la scelta di tempo a mettere in fuorigioco gli avversari nella prima parte di gara, in una situazione in cui si trovava 2 vs 1; nella ripresa non sbaglia un pallone che sia uno e conferma l'intesa con Pedrini e gli altri compagni di reparto. SALE IN CATTEDRA (cit.)

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 8: partenza shock con un fallo di mano dopo due minuti che ci riporta con la mente all’incubo della partita di Coppa contro il San Salvatore. Di lì in avanti, invece, gioca una partita pressoché perfetta, impreziosita dal miracolo difensivo compiuto in chiusura di primo tempo, che vale quanto un gol. CONCENTRATO

CHRISTIAN LORENZI, voto 6,5: sbaglia forse un solo movimento a livello difensivo, quando tiene in gioco il n.10 prendendosi i rimproveri di tutti (povero Kikko). Per il resto, affidabile. UTILE

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 9: corre, lotta, impartisce i consigli giusti (anche al Mister) e segna il gol-vittoria. Come se non bastasse, offre anche due bocce di prosecco nel terzo tempo. Cosa chiedere di più? Magari il rinnovo di contratto… IMPRESCINDIBILE

PIERI FABIO, voto 6,5: poteva fare decisamente di più. Nel primo tempo ha avuto una buona occasione per sbloccare la gara ma non l’ha saputa sfruttare; nel secondo ha retto bene e poco altro. Pronto nei movimenti, va spesso a chiudere quando serve sulla fascia. DUTTILE

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7: primo tempo al servizio della squadra, in un ruolo che mal si sposa con le sue caratteristiche di spinta e inserimento sulla fascia; seconda parte quasi perfetta, specie per l’affiatamento in fase difensiva. Mezzo voto in meno per quell'errore a tu per tu con il portiere. TERZINO

BERTOCCI LORENZO, voto 6,5: per le caratteristiche fisiche e tecniche ci si aspetterebbe qualcosa di più, contro una difesa di stazza come quella del Granaiola. Invece fatica a trovare la posizione in campo e viene spesso raddoppiato, finendo per perdere la palla. Ok a livello di corsa, grinta e determinazione, su altri aspetta bisogna ancora lavorare. IN ERBA

KONE SULLEY, voto 8,5: sarebbe il migliore in campo (nel secondo tempo era letteralmente da tutte le parti!), ma quel gol mangiato e qualche tempo di gioco sbagliato lo fanno scendere al secondo posto. Continua così Sulley! Presto verrai schiacciato da tutti dopo aver gonfiato la rete… TENIAMOCELO STRETTO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 7: finisce la partita letteralmente svenendo per la fatica e l'adrenalina. Altro non c’è da aggiungere. Sì, certo, nel corso della gara poteva fare meglio e ha faticato non poco a trovare la posizione e il dialogo con i compagni di reparto (meglio con l'ingresso di Santi). E però DÀ TUTTO

PIERONI NICHOL, voto 8,5: per fortuna non stava bene! Quando entra spacca la partita, fermando quasi sempre le ripartenze avversarie e andando a giocare ogni pallone con precisione. Due lanci perfetti potevano regalarci il vantaggio molto tempo prima. Se nella ripresa lòro non hanno mai tirato in porta il merito è anche della guardia fatta dal Nichol davanti alla difesa. Semplicemente BRAVO

SANTI DIEGO, 7più: se non è un assist nella forma, lo è nella sostanza. Ci riferiamo al modo in cui protegge palla e fa spazio ad Ariel per il gol vittoria in zona Cesarini. Scalpitante prima, durante e dopo il match, ci mette tutto l’impegno e la voglia accumulati durante lunghi mesi di degenza. DETERMINANTE

BERTONCINI ROBERTO, sv: rimpiazza il Mazzo negli ultimi istanti di gara.

Verso...il ritorno contro il Granaiola

Ci sono momenti, nel corso di una stagione, in cui tutto sembra andare storto: infortuni, pareggi che stanno stretti, errori clamorosi nostri e arbitrali, e chi più ne ha più ne metta... Momenti, appunto. Non stagioni intere. Invece per noi quest'annata è stata tutta quanta a dir poco travagliata!

Ripartiamo da un annetto fa, quando perdiamo per infortunio uno dei pezzi pregiati della nostra squadra: il ginocchio del buon Trive fa crac, è il crociato, l'operazione tarda per motivi lavorativi e oggi il rientro in squadra è previsto per agosto 2017. Come se non bastasse, prima dell'inizio della nuova avventura in III Serie, la scorsa estate, perdiamo nel giro di poche settimane anche il bomber Fili Donati (per decisione sua di andare a giocare in categoria, come biasimarlo) e Saracinesca Mazzanti (che, per problemi fisici, ha deciso di appendere le scarpe al chiodo, e di chiudere in bellezza dopo la vittoria del Campionato).

Ai nastri di partenza della nuova stagione ci presentiamo con parecchi innesti e una voglia costante di mettersi in gioco nella nuova avventura in III Serie. Ma no, prima della prima partita c'è ancora tempo per perdere, anche in questo caso per tutta la stagione, il nostro miglior giocatore, il capitano AlessandroMazzanti. La botta è di quelle da cui è difficile rialzarsi in tempi brevi, e infatti la squadra non riesce a trovare continuità di gioco né tantomeno di risultati...

Santi #sologolpesanti Diego, nel frattempo, pensa bene di rompersi un menisco (mancava nella bacheca stagionale).

Mister Burdisso, pur rimanendo in squadra, si fa da parte e Valiensi diventa player-manager. Raccogliamo qualche punto in qua e in là, quasi sempre frutto di grandi prestazioni mai di fortuna o coincidenze. Ma ci manca la continuità e piano piano scivoliamo: Granaiola, Folgore, Aquila Nozzano, sono tutte sconfitte che minano la tranquillità del gruppo e la classifica, ma la sconfitta che più ci fa male e più ci inguaia in campionato è il tonfo casalingo contro il Joan Mirò.

Il Mister intuisce che deve intervenire per rimediare ad una situazione che potrebbe scivolare, ridisegna la squadra e la risposta è soddisfacente: sembriamo aver trovato equilibrio, ma allo stesso tempo siamo pericolosi e creiamo molto di più in zona gol. In tre partite consecutive, però, ci annullano ben tre gol buoni, per giunta sempre sullo 0-0. E poi, quando davvero sembrava tutto andare nel verso giusto, TAC!: il nostro capocannoniere - e con il nuovo modulo anche regista della squadra - Costabile è costretto ai box forse per tutta la stagione per una brutta distorsione alla caviglia. Ultimo ma non meno importante, Pirvu per la prossima gara non sarà disponibile e abbiamo ben 4 diffidati in vista dello scontro salvezza tra due gare con il Matraia.

Detto questo, tutto ciò non sia un alibi, una scusante, anzi ci deve aiutare a compattarci ancora di più e a scendere in campo ancora più aggressivi, ancora più concentrati per le prossime 5 finali. Che sia il Granaiola, il Tasso, il Tre cancelli, il Pittini o il Matraia, il nostro avversario non deve fare punti! Dipende solo da noi: siamo, possiamo e dobbiamo uscire da questa situazione il prima possibile. Dopodiché, la festa che faremo per questa salvezza sarà meravigliosamente bella proprio perché quello che a cose normali potrebbe essere definito solo un periodo no per noi è stata una stagione intera.

Forza Randagi, è il momento di dimostrare che siamo più forti della sfortuna, delle ingiustizie e degli avversari: è il momento di prenderci per mano e affrontare ogni gara come se fosse l'ultima. Ed è il momento di vincere!

FORZA RANDAGI!!!

 

1° Aprile 2017, Sassi/Eglio vs RANDAGI APUANI 1-1

Le settimane di attesa non sono forse spasmodiche come quelle dello scorso anno, quando addirittura si contavano le ore che ci separavano dal fischio d'inizio, ma l'adrenalina e l'aria che si respira all’interno dello spogliatoio ci ricordano, almeno in parte, quei momenti. Forse perché, come ha evidenziato il mister prima della gara odierna, in questo periodo i punti pesano e non poco, e quindi la tensione, anche se smorzata dalla solita ilarità randagia, si sente.

 

Prepartita.

È una gara troppo importante oggi: classifica, avversario e scontri diretti ci costringono a fare risultato pieno. Per questo Mister #SAVERIOFASULSERIO decide per la conferma dell'assetto tattico delle ultime positive gare, e sceglie di confermare anche la maggior parte dell'undici iniziale, fatto salvo l'inserimento di Pieri per lo squalificato Ariel Abram (più dinamismo, magari perdendo qualcosa in tasso tecnico e personalità).

Giochiamo quindi con: Passigni in porta; difesa a quattro con Biagioni, il resuscitato Bravi Luca e Conte Pedrini in mezzo e il tuttofare Scognamiglio a sinistra; centrocampo a tre con Pieri, Pieroni e Costabile; davanti Kone, Mazzolini e Pirvu.

Il Sassi risponde con un garfagnino 352 che diventa un 532 in fase difensiva.

Arbitra il Sig. Spinesi, che non ci mette molto a farsi riconoscere: alle ore 14:50 invita infatti le due squadre negli spogliatoi per la consueta "chiama", convinto che la gara debba iniziare alle 15. Poi però, informato sul corretto orario di disputa della partita, si defila diretto verso il bar.

 

Il match.

Partenza buona! Dopo soli 5 minuti ottima occasione con Pirvu, servito dallo Scognamiglio: il tiro dal limite dell'area piccola impegna Brucciani, poi sulla respinta del portiere Sulley prova il tap-in vincente ma spedisce sull'esterno della rete.

C'è comunque equilibrio: a centrocampo sono forse più vivaci lòro, e allora Mister #SAVERIOFASULSERIO sposta Costabile a trequarti e ridisegna la squadra con un 4231 (quasi un 424 in fase offensiva). La mossa porta il Costa più a ridosso dell'area e del Tudor, regalandoci qualità e imprevedibilità negli ultimi metri.

La costruzione della manovra, invece, è più farraginosa del solito: pecchiamo di precipitosità e non riusciamo a servire le punte con precisione, finendo spesso per buttare la palla; dall'altra parte, lòro non sono quasi mai pericolosi, anche se riescono hanno quasi sempre la meglio nei duelli individuali a centrocampo: le uniche situazioni favorevoli al Sassi sono due conclusioni dal limite dell'area, di cui la prima sbatte sul palo esterno e va fuori (con Passigni rimasto a guardare tra il lusco e il lambrusco), mentre la seconda è un tiro del Cimi Mazzanti, il migliore di lòro, sventato alla grandissima dal Tecco che vola in bello stile sulla sua destra a deviare in corner. Rispondiamo con una buona azione in ripartenza di un generoso Sulley, che arriva al limite dell'area di rigore e prova il tiro al volo sfruttando il movimento di Costabile che gli porta via un uomo, ma la bottaviene neutralizzata dall' estremo difensore sassone; e con una punizione in frac del Costa che sibila di poco a fil di palo dopo aver spettinato la barriera.

Si chiude una prima frazione equilibrata, dove forse con un pizzico di lucidità e tranquillità in più avremmo potuto chiudere in vantaggio, ma tutto sommato lo zero a zero è risultato giusto.

Nella ripresa riprendiamo con il giusto piglio. Dopo soli 5 minuti, però, la dea bendata decide di girarci ancora una volta le spalle... L'azione è di quelle più che promettenti: Kone conquista palla sulla sinistra e scarica per Pirvu che gli viene incontro; Sulley taglia il campo lasciando lo spazio per l'inserimento di Costabile, che si butta nello spazio servito con un preciso lancio da metà campo del Tudor; il Costa stoppa la palla un paio di metri dentro l'area e, praticamente solo davanti al portiere, inciampa, appoggiando male la caviglia che fa un movimento innaturale e lo fa finire a terra imprecando contro la sfortuna e il dolore. Distorsione evidente, cambio immediato e inevitabile con Passigni Stefano.

Con meno qualità, ma una voglia che di certo con ci manca, intorno al quarto d'ora riusciamo lo stesso a portarci in vantaggio: Pieroni scodella bene dentro l'area una punizione dalla lunga distanza e trova Pirvu che si avvita e di testa, in maniera sublime, piega le mani di Brucciani che, impotente, vede la palla varcare la linea di porta e...GONFIARE LA RETEEEEEEEEEEEEE!!! 1 a 0!

La reazione del Sassi è di grinta e carattere più che tecnica. Mister Bertozzi aumenta la spinta offensiva, buttando dentro una punta in più e passando a uno speculare 433. Ci dimostriamo ora meno brillanti in uscita con la palla e allora Valiensi opta per l'ingresso di Bertocci per Pirvu, per cercare di puntare di più sulla velocità e magari colpire in contropiede, con il trio di velocisti Kone, Mazzolini e Bertocci.

La loro pressione sfocia in qualche lancio lungo ben controllato dalla nostra retroguardia e tentativi dalla distanza a dir poco velleitari. Circa al 25', però, da un corner per il Sassi l'azione diventa confusa al limite dell'area e, dopo un controllo parso palesemente irregolare (con la mano) non ravvisato dal sig. Spinesi, Pocai fa sponda al limite per l'accorrente Bianchi che, con un tiro sbilenco d'esterno destro, coglie esattamente l'angolino basso dove Passigni non può arrivare e riporta il match in parità.

Veementi e vibranti le nostre proteste, ma Spinesi è irremovibile. Per par condicio, poco dopo sono i nostri avversari a prendersela con il direttore di gara, quando trovano il gol dell'immeritato vantaggio di testa, ma l'arbitro annulla per presunto fuorigioco.

Il Mister #SAVERIOFASULSERIO vuole i tre punti e "torna" sui suoi passi, dentro Pirvu fuori Pieri e squadra ridisegnata in un offensivo 424. Ma il tempo è poco e la manovra diventa via via sempre più sconclusionata finché, quasi 7 minuti oltre il tempo regolamentare, l'arbitro chiude le ostilità, non prima di aver espulso per proteste Marigliani senior per lòro e Passigni Stefano per noi.

 

Postpartita.

Pareggio che ci può stare: non ci sono state clamorose occasioni su cui recriminare, semmai l'ennesima conferma della nostra buona tenuta difensiva col nuovo assetto, e anche della scarsa vena realizzativa evidenziata per tutta la stagione. Se a questo aggiungiamo la perdita del nostro bomber Costabile, che pare ne avrà fino alla fine del campionato, e del Tudòr, altro puntero di cui dovremo fare a meno sabato contro il Granaiola, per un incidente domestico, ecco che il compito per il Mister e per chi scenderà in campo di qui alla fine si fa quantomeno più arduo.

I rimpianti per queste due ultime partite rimangono...con un pizzico di fortuna e bravura in più avremmo potuto racimolare più punti e a quest'ora, forse, saremmo già in una posizione di classifica più tranquilla. Invece dobbiamo ancora sudare e lottare per rimanere in questa III Serie e, visto che con i se i ma la storia non si fa, non ci resta che rimboccarci le maniche, scendere in campo e tutti insieme, tutti uniti, ora più che mai, scrivere una nuova storia randagia…che finisca come tutti vogliamo, speriamo e sappiamo…

FORZA RANDAGI!

Sassi/Eglio vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 7,5: forse liberato mentalmente dal peso della responsabilità del ruolo, compie un intervento di prestigio e di importanza siderale per il match, sul goal non può nulla e si dimostra in costante crescita nella comunicazione nelle uscite basse. MAGARI CI RIPENSA

BIAGIONI DANIELE, voto 7,5: altra buonissima prova in fase difensiva, i compagni lo vorrebbero più offensivo, ma il mister lo vuole a protezione, e quindi va bene cosi. DILIGENTE

BRAVI LUCA, voto 7,5: dirige il traffico con efficacia e personalità, a volte sbaglia il passaggio in uscita, non riuscendo a far ripartire la manovra regalando palla agli avversari, ma poi rimedia quasi sempre con interventi precisi e puliti. Nonostante il dolore alla caviglia gioca una partita di assoluto livello. STRINGE I DENTI

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 8: il migliore del reparto arretrato, perché oltre a non sbagliare un movimento che sia uno, riesce anche a non buttare mai via un pallone, la sua calma olimpica dovrebbe essere da esempio ad alcuni suoi compagni che spesso calciano la palla come se bruciasse. RELAX 

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7,5: molto più anarchico del dirimpettaio Biagioni, sceglie sempre bene il tempo dell'intervento, sbaglia in una sola occasione ma il Tecco ci mette la manona, spinge bene sulla fascia poco preciso in fase di ultimo passaggio o penultimo via, ma non è certamente il solo. FLUIDIFICANTE

PIERONI NICHOL, voto 7: solito importante lavoro in fase di rottura del gioco avversario un po’ meno bene in fase di costruzione, ma sicuramente sui suoi standard. AVENNE

PIERI FABIO, voto 6più: non gioca certo la sua miglior partita, troppo frenetico palla a piede, timido nel primo tempo quando potrebbe provare la conclusione, l'impegno e la lotta non mancano mai però e ciò viene apprezzato. Di sicuro è più esterno che interno di centrocampo, ragion per cui viene "PERDONATO"

COSTABILE MATTEO, voto 7,5: primo tempo veleggia tra le linee e quando ha la possibilità di accendersi lo fa quasi sempre con personalità e classe, nel secondo tocca un solo pallone e finisce per farsi male.. peccato.. speriamo che tornerà a regalarci presto incomprese purezze. MACUMBATO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6,5: impegno e sacrifico non gli mancano mai, ma oggi non gli riesce trovare in campo la posizione giusta e finisce per giocare un primo tempo poco incisivo, meglio nella ripresa. ESORCIZZIAMO

KONE SULLEY, voto 6,5: un buon primo tempo dove va vicino al goal e tocca molti palloni, da migliorare la fase di non possesso. Cala nella ripresa. CORRENTE ALTERNATA

PIRVU TUDOR, voto 7: stavolta il goal non gli viene annullato, e anche stavolta gioca una partita di sacrifico, cercando e a volte riuscendo a tenere alta la squadra. CONDOR 

PASSIGNI STEFANO, voto 5: la prestazione sarebbe anche buona, ma l'espulsione per proteste nel recupero di una partita finita è RIDICOLA

BERTOCCI LORENZO, voto 6: fatica ad entrare in partita, ad inizio campionato ci ricordavamo un Lore più deciso e spensierato, che torni presto a esserlo perché in queste ultime gare c'è bisogno. MESTIERE CHE ENTRA

Verso…il derby di ritorno

Verso…il derby di ritorno

Prima delle grandi partite, come succede in Champions League, è d’uso che l’allenatore si presenti in sala stampa accompagnato da uno dei suoi giocatori. Abbiamo voluto raccogliere questa sfida e, alla vigilia di un importantissimo derby di ritorno, a Molazzana, contro il Sassi/Eglio, abbiamo messo il microfono davanti al Mister #SAVERIOFASULSERIO e al Man of the Match dell’andata #SCOGNAMIGLIANESIMO.

 

 

Mister: innanzitutto come sta la squadra?

La squadra sta bene, abbiamo a disposizione quasi tutti i ragazzi (mancheranno Ariel Abram, squalificato, e Roberto Bertoncini, ndr) e, anche se sono parecchie partite che non vinciamo, veniamo da due gare positive, nelle quali abbiamo offerto due ottime prestazioni contro squadre sicuramente più quotate di noi. Tutto ciò ci fa ben sperare, ma non dimentichiamoci che nessuno ci regala nulla e che la salvezza passa solo attraverso la nostra testa, le nostre gambe e il nostro cuore randagio.

 

Quasi tutti a disposizione…dunque Bravi e Santi recuperano?

Il Toro, nonostante le previsioni negative di inizio settimana, sarà molto probabilmente recuperato, poi valuteremo se schierarlo o meno. E anche per Santi ci sono buone possibilità malgrado la ricaduta patita martedì in allenamento.

 

Nelle ultime due gare abbiamo visto un modulo nuovo: frutto della “disperazione” o scelta ragionata?

Scelta assolutamente ragionata, voluta e convinta. Non vi nego che il nostro intento era quello di adottare questa soluzione in maniera più graduale; ma le due sconfitte contro Joan Mirò e Aquila Nozzano ci hanno spinto ad anticipare i tempi: serviva una scossa per rimotivare una squadra che rischiava di sfuggirci di mano…che rischiavamo di veder scivolare inesorabilmente verso il fondo della classifica. Abbiamo azzardato, è vero, ma per ora è andata bene, anzi più che bene, e sabato sarà una prova del nove anche mentale per noi. Comunque la scelta non è definitiva, né tanto meno possiamo dire di essere perfetti con questo schieramento: c’è ancora molto lavoro da fare, e lo faremo viste le premesse positive.

 

Ma continuerete a giocare così fino al termine della stagione?

Continueremo a lavorare con questa lucida pazzia, scusate l'ossimoro, che ci ha portato a scegliere di cambiare rotta. Senza dimenticare che possiamo scendere in campo in ogni partita anche con il modulo precedente con il libero… Vogliamo una squadra pronta a tutto e giocatori disposti a cambiare ruoli e posizioni in qualsiasi momento della partita, per il bene della squadra. Giocatori come i vari Passigni, Pieri, Costabile, Mazzolini, Pedrini, Abram, Biagioni e il qui presente - non a caso - Scognamiglio sono la fortuna di ogni allenatore perché sono duttili ed eclettici, e soprattutto riescono a mantenere buonissimi standard di prestazione anche a fronte di richieste talvolta molto differenti da parte mia di partita in partita.

 

(rivolto a Scognamiglio) Luca, appunto, come ti trovi con il nuovo modulo?

Se possibile, meglio che con il vecchio. Diciamocelo, non sono certo un giocatore in grado di coprire tutta la fascia in fase offensiva e difensiva costantemente per 70 minuti…e mi trovo di gran lunga più a mio agio a condividere il compito con un altro esterno, come è accaduto a volte in passato quando sono stato schierato ala d’attacco. Nella mia precedente esperienza a Pontecosi ho giocato terzino, sia a destra che a sinistra, un centinaio di partite e credo ormai di avere ben chiari i trucchi del mestiere.

 

Anche da terzino pensi che potrai bissare il gol dell’andata?

Proverò sicuramente a regalare questa gioia ai nostri tifosi! Ma non sarà facile, perché la nuova posizione esige una maggiore attenzione alla fase difensiva e ai movimenti della linea a 4. In questo direi che fino ad ora le cose hanno funzionato alla grande, soprattutto per l’affiatamento col Pedrini che si sta rivelando un ottimo centrale difensivo, in grado di leggere bene le situazioni e aiutare anche i compagni di reparto. Ma ripeto ci proverò, perché – come sa bene il Mister (ride) – per me evitare di spingere significa infliggermi una violenza che non sempre riesco a sopportare.

 

Torniamo a lei, Mister. Il Sassi è una squadra in salute, che pur fra alti e bassi sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Cosa la spaventa di più degli uomini di Bertozzi?

Il verbo “spaventare” non fa parte del mio vocabolario. Diciamo che ci preoccupa molto l'esperienza che hanno gli avversari, allenatore compreso, in questa categoria, della quale noi siamo invece neofiti. È un fattore che spesso ci ha condannato quest'anno e dovremo esser bravi a non cascare nei loro “tranelli”. Se devo essere sincero, comunque, la cosa che più mi preoccupa sono proprio i Randagi: se sarò bravo a farli scendere in campo con la testa giusta, avrò già compiuto metà dell'opera!

 

A tal proposito, Luca, come riesce il Mister a incidere sulla testa di voi giocatori, specie di quelli come te che sono anche più “vecchi” di lui?

È schietto e questo non puoi che apprezzarlo. Ha idee interessanti, sa capire quando è giusto innovare ma al contempo sa anche capire che a volte la continuità col passato è la soluzione migliore. Con il Mister c’è un confronto continuo, che ovviamente non vuole mai essere invasivo ma sempre un arricchimento e un dialogo costruttivo per il bene della squadra, che è una cosa a cui entrambi abbiamo imparato a tenere moltissimo.

 

Sappiamo che sei amante dei pronostici: in questa giornata di campionato ci sono altre due partite a dir poco cruciali per la lotta salvezza e per il futuro dei Randagi. Facci la tua schedina per Sassi-Randagi, Folgore-Chiesina e Joan Mirò-Matraia?

Non sono scaramantico, ormai lo sanno tutti, e le mie tabelle mentali me le sono fatte. Per non scontentare nessuno, però, diciamo che Sassi-Randagi è un under2.5, Folgore-Chiesina un sicuro 1+over3.5 e JoanMirò-Matraia…questa è una partita da 1X2 ma penso che alla fine il pareggio vada bene a tutti. Soprattutto a noi! (ri-ride)

 

Per chiudere torniamo a lei, Mister: cosa ci riserva il futuro dei Randagi?

Mi auguro che il futuro randagio sarà come il recente passato: pieno di soddisfazioni e di gioie per la squadra e per i tifosi. Ma il futuro randagio passa per queste 6 finali che ci aspettano di qui alla fine del campionato: sei partite dove dovremo far vedere, con le buone o con le cattive, chi siamo e quello che valiamo. Dopo ci sarà modo di affrontare il mercato estivo, considerando che recupereremo giocatori del calibro di un Trivelli, un Franchi e un Mazzanti… Diciamo che anche senza closing costruiremo una grande squadra, con l’aspirazione di andare a giocarsela ogni sabato, chiunque si trovi davanti. Intanto, però, salviamoci e alla svelta!

 

FORZA RANDAGI!

25 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Real Guamo 0-0

25 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Real Guamo 0-0

Lo scorso 24 settembre giocammo a Guamo la nostra prima partita in III Serie AICS. A detta di molti la nostra peggior prestazione, non solo per i 5 gol presi ma anche e soprattutto per il modo in cui li subimmo, dopo l’uno-due targato Costabile che ci aveva portato avanti 2-0 nei primi dieci minuti.

Da quel pomeriggio di fine settembre, come si suol dire, ne è passata di acqua sotto i ponti. Oggi ospitiamo il Real Guamo per quella che per noi è la prima di sette finali, e ci aspettiamo un match significativamente diverso da quello dell’andata, per premesse e speranze. Su queste ultime, ha certamente giovato la cena di squadra consumata in settimana – anche a mo’ di celebrazione di un’importante ricorrenza: il 26 marzo 2016, in Padule, festeggiavamo infatti la matematica promozione che, è sempre bene ricordarlo, #FuStoriA. La cena ha fatto registrare ben 24 presenze (decisamente più delle presenze all’allenamento di martedì sera) e un’atmosfera che ha ritrovato un po’ dell’armonia randagia…che sembra smarrita, eppure è lì sotto, latente…

 

Prepartita.

Si annuncia una partita diversa anche tatticamente: Mister #SAVERIOFASULSERIO conferma il 4-3-3 e l’Undici che così bene ha fatto nell’ultima gara di campionato pur perduta di misura contro la Lokomotivia, esortando i suoi a mostrare la medesima concentrazione e lo stesso atteggiamento di sette giorni prima; soprattutto, bisogna stare attenti a non “sedersi” sugli allori di una sola buona prestazione, e anzi il bello viene ora che questa bella prova va confermata sul campo, perché i punti sono sempre meno in una corsa salvezza che si rivela più claustrofobica ogni giornata che passa.

Nel 433 messo in campo dal Valiensi ci sono, dunque, come una settimana fa: Passigni Simone in porta; Biagioni-Bravi-Pedrini-Scognamiglio è la linea a 4 dietro; Pieroni perno basso, con Abram tuttofare del centrocampo e Costabile interno, più costruttore di gioco; Mazzolini, Sulley e Pirvu davanti.

 

Il match.

Le parole del Mister nello spogliatoio sembrano aver centrato in pieno l’obiettivo: sin da subito, infatti, copriamo bene il campo e ci confermiamo concentrati e carichi come tutti ci volevano; la partita è combattuta perché gli avversari, pur primi del forte centravanti Vannucci – squalificato e comunque a sciare – sono forti, ma siamo noi a dare maggiormente l’impressione di poterla sbloccare.

A impedircelo, o per lo meno a contribuire, ci si mette però l’istrionico Sig. Pepe, che sale in cattedra dopo soli 3 minuti ammonendo Abram per nulla (una scaramuccia col difensore prima della battuta di un corner); poi fermando Mazzolini, lanciato a rete da un’invenzione di Costabile, avendo ravvisato un fuorigioco di Pirvu che invece si era ampiamente disinteressato all’azione; infine – dulcis in fundo, last but not least - annullando l’effettivo gol del vantaggio randagio allo stesso Tudór per un altro fuorigioco ancora più incredibile, dopo ennesima imbeccata del Costa.

Pare ingeneroso e riduttivo sintetizzare il nostro gran primo tempo in questi soli tre episodi: abbiamo disputato 35 minuti pressoché perfetti, dove è davvero mancato solo il gol a corroborare la buonissima impressione destata in pubblico e critica. Peraltro, dietro non abbiamo concesso nulla, in mezzo al campo la doppia fase si è rivelata estremamente efficace, e davanti ci siamo mossi decisamente meglio rispetto ad una settimana fa. Ma si va comunque al riposo sullo 0-0, che ci può tutto sommato star bene considerando la forza dell’avversario che abbiamo di fronte, che meritatamente lotta per la vittoria di questo campionato.

 

Torniamo dentro lo spogliatoio, la nostra “seconda casa” come ci piaceva dire l’anno scorso e come dovrebbe tornare a essere ogni sabato… Ci carichiamo a vicenda, il Mister ci raccomanda d continuare così, e anzi di provare a osare di più perché il bottino pieno oggi sembra davvero alla nostra portata.

 

L'inizio del secondo tempo conferma le buone sensazioni della prima frazione. Dopo soli 5 minuti Sulley semina il panico sulla sinistra, scambia ottimamente al limite dell'area con Tudór, entra in area ma, una volta giunto davanti al portiere, delle due opzioni (calciare a rete o servire al centro Mazzolini e Abram solissimi) Kone sceglie la terza, l’unica sbagliata, e svirgola di sinistro colpendo clamorosamente il palo di sostengo della rete. E conferma il proprio trend negativo sottoporta mostrato nelle ultime giornate…

Poco male, continuiamo a tambureggiare e, poco dopo, è Mazzolini a sprecare la sua occasione: stavolta sale in cielo su un cross da destra, ma il suo colpo di testa finisce abbondantemente alto sopra la traversa. Simile sorte tocca infine al Toroo Bravi, che sale sugli sviluppi di un angolo e, ben servito dal Costa, arriva a colpire sul secondo palo mancando di un soffio il bersaglio grosso.

C’è però anche il Guamo, e nella ripresa si sente di più rispetto al primo tempo. Anche per via di alcuni aggiustamenti tattici, come l’inserimento della terza punta, che inchioda Scognamiglio in una sorta di marcatura e comunque sulla linea degli altri difensori, e nel finale anche di una quarta punta fisica che comprime la retroguardia randagia negli ultimi venti metri. Randagi che continuano a dimostrarsi attentissimi in fase difensiva, ma devono concedere alcuni spiragli agli ospiti, come quando Mariotti va vicino a punire una tentennante uscita del Tecco (forse l’unico suo mezzo errore di giornata) e lo anticipa con un sontuoso pallonetto, che per nostra fortuna spegne la sua parabola a fil di palo; o come quando, su un calcio d’angolo, stacca il difensore centrale biancorosso ma incredibilmente, tutto solo a centro area, riesce a spedire il pallone alle stelle.

Valiensi capisce che l'unico punto in cui possiamo andare in sofferenza è il centrocampo, dove le scorribande del 21 di lòro ci mettono spesso in croce (più per meriti suoi che per demeriti nostri), e pensa bene di togliere Capitan Mazzolini per infoltire la cerniera mediana con lo Stif Passigni, mentre alza il raggio d'azione di qualche metro Costabile - mossa che ci dà più equilibrio e soprattutto avvicina il Costa alla loro porta, mettendolo in condizione di arrivare al tiro in un paio di circostanze, purtroppo entrambe le volte senza risultato.

Entra anche Pieri per uno stremato Abram, e da lì a poco anche Santi, al rientro dopo l'operazione al menisco, per il generoso Pirvu.

La pressione del Guamo, come detto, si fa poco a poco più intensa. La partita pare in nostro controllo, anche se non riusciamo a più a essere pericolosi (se si esclude un doppio tiro dal limite dell’area, prima Costabile di sinistro e poi sulla ribattuta Pieri di destro, che trova la respinta della difesa), e anche se dobbiamo ammettere che la vera occasionissima per vincere il match ce l’hanno loro a una decina di minuti dal termine nuovamente con Mariotti che riceve all’altezza dell’area piccola, con estrema rapidità si sposta la palla sul destro e a giro prova a piazzare la palla dell’angolino basso alla sinistra di Passigni, ma il SuperTecco di oggi con un colpo di reni incredibile toglie la sfera quasi da dentro la porta deviando in angolo. Un colpo da maestro, un riflesso che vale un punto d'oro, prezioso per la classifica e anche per il morale.

Nei classici 5 minuti di recupero del Sig. Pepe non succede nulla, se si eccettua una dura botta alla caviglia subita dal nostro Toroo Bravi Luca, che deve abbandonare la contesa (gli subentra il Presi Fabio Bertoncini) e dovrà poi trascorrere la domenica pomeriggio in ospedale per accertamenti.

 

Postpartita.

Termina 0 a 0, risultato se possibile ancor più bugiardo rispetto alla sconfitta di sabato scorso, ma vitale per la classifica e per il morale della ciurma di Mister #SAVERIOFASULSERIO. Un pareggio che, ottenuto dopo una prestazione del genere, non può fare che bene al presente e al futuro di questa squadra. E che giustamente merita all’allenatore e ai suoi ragazzi elogi e complimenti un po’ da tutte le parti.

In effetti, oggi in campo si è vista una vera squadra, finalmente pronta a tutto per cercare di ottenere sul campo, con le buone o con le cattive, quei punti necessari per chiudere a doppia mandata la questione salvezza il prima possibile; consapevole che di qui alla fine del campionato mancano poche partite e i jolly nel mazzo sono finiti; che in questo ultimo mese e mezzo l’atteggiamento, la voglia e la determinazione faranno la differenza.

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Real Guamo, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 8: quel che passa per la testa di questo giovane ragazzo non lo sa nessuno…l’importante è che ci regali sempre prestazioni come quella di oggi: attento in uscita, migliora di partita in partita nella comunicazione e oggi piazza anche il colpo decisivo. MA (QUELLA PARATA DI PIEDE…)

BIAGIONI DANIELE, voto 7,5: il Mister lo vuole più bloccato, per dare equilibrio alla retroguardia e compensare le avanzate dello Scogna; il Dani lo ripaga con tanta concretezza e alcuni interventi decisivi, come quella diagonale perfetta con cui nel secondo tempo va a fermare l’attaccante lanciato a rete. CI SIAMO

BRAVI LUCA, voto 8: altra grande prestazione in un ruolo che ne esalta la capacità di anticipo e lettura del gioco. Bada al sodo, non cicca quasi mai un intervento, va perfino vicino al gol su angolo. Peccato per la botta alla caviglia che rischia di fargli saltare il derby di Molazzana. LEONE

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 8: come la scorsa settimana, di nuovo preciso, attento, puntuale nelle scalature e negli anticipi, un difensore moderno che appena può gioca la palla invece di buttarla fuori. MATURO

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7,5: anche se il Mister gli chiede a gran voce (a urli, via…) di stare più basso e più stretto verso il centrale, l’indole dello Scogna resta quella di spingere. Comunque quando ripiega riesce sempre in qualche maniera a sbrogliare la matassa. EFFICACE

PIERONI NICHOL, voto 7,5: gioca come sabato scorso davanti alla difesa e protegge alla grande i quattro dietro, partecipando con qualità e quantità alla manovra offensiva. CONFERMA

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 7,5: finché regge, catalizza il gioco e recupera spesso palla con la sua grinta; ammonito, salterà il derby forse più importante della stagione. Siamo sicuri che saprà essere utile anche da fuori… GUERRIERO

COSTABILE MATTEO, voto 7,5: ormai è un centrocampista a tutti gli effetti, secondo i nuovi dettami tattici di Valiensi che gli chiede tanto sacrifico, ma lo ripaga posizionandolo nel vivo del gioco rossoblù. E la squadra ne giova in qualità. #COSTAIMPOSTA

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 7più: corre, lotta e si impegna al pari dei suoi compagni. Sostituzione più tattica che per demeriti fisici o di prestazione. ESEMPIO

KONE SULLEY, voto 7: finalmente di nuovo sui livelli di qualche settimana fa, almeno a livello di impegno, corsa e determinazione. Ha superato qualche problemino fisico che lo affligeva da tempo, ora deve superare anche i problemi di mira. IMPRECISO

PIRVU TUDOR, voto 7: grande impegno su tutto il fronte dell'attacco, gioca per la squadra e riesce a fare meglio rispetto a sabato scorso. Segnerebbe anche un gran bel gol, ma Pepe non convalida. Dice che può fare di più…DIMOSTRALO!

PASSIGNI STEFANO, voto 7: entra alla grande, posizionandosi sul centro-destra del centrocampo e limitando molto le scorribande del temibile 21 del Guamo. Elemento prezioso che sarà sempre utile alla causa randagia. DODICESIMO

PIERI FABIO, voto 7: in pochi minuti picchia con esperienza e corre come un ragazzino, arrivando anche in zona tiro. SCALPITANTE

SANTI DIEGO, voto 10: per i sacrifici fatti finora e per quelli che farà in futuro per tornare ad essere un giocatore a tutti gli effetti, com’era lo scorso anno quando avrebbe deciso partite come questa con una zampata da #solpgolpeSanti. BENTORNATO

BERTONCINI FABIO, voto sv: entra pochi minuti nel finale per rimpiazzare il Bravi Luca infortunato. PRONTO

Verso...il Guamo

Verso...il Guamo

Alla vigilia dell’arduo impegno contro il Guamo, con qualche certezza in più che speriamo sarà confermata e col pepe al culo di una lotta salvezza che ci chiede a gran voce di fare qualche punto, scambiamo due chiacchiere col Toroo Luca Bravi, leader della retroguardia randagia e punto di riferimento di un gruppo che a poco a poco si sta ritrovando.

 

Torito giramondo, è la prima volta nelle tua carriera che ti fermi per più di una stagione in una squadra: i Randagi sono il posto giusto per la tua consacrazione?

Effettivamente, sono uno spirito inquieto e questa è la prima volta nella mia carriera che mi fermo in una squadra per più stagioni. Ma qui mi sento a casa. Gli alti e i bassi ci sono qui come ci sono ovunque; ma allo stesso tempo vedere gente che gioca poco o niente, come Mister Valiensi prima di sedere in panchina, oppure il Simone Bravi o il Roberto, e che comunque sono così attaccati a questi colori, si allenano, ci tengono...ti fa capire quale sia lo spirito che anima questo gruppo! Quando me ne sono reso conto ho subito pensato: questo è finalmente il gruppo di cui voglio far parte!

Risultati e posto da titolare hanno sicuramente fatto la differenza: qual è stato il tuo momento più bello di queste tre stagioni randagie?

Ovviamente giocare con continuità, in un campionato amatoriale come in Serie A, è la cosa più importante per un calciatore. Ricordo tanti momenti belli...dal mio primo goal alle Spianate (con ammonizione per essersi tolto la maglia al 5' del primo tempo, ndr), fino alla vittoria dello scorso campionato...ma il più bello è senza dubbio rappresentato dalla doppietta contro il Real Borgo Pittini!

Con il vecchio mister hai un rapporto quasi padre-figlio: come ti sei sentito quando hai appreso la scelta di Burdisso di abdicare in favore del Save?

Non nego che con l'Andrea ho un rapporto speciale, ce l'avevo quando era il nostro allenatore e l'ho mantenuto tutt'ora che ci segue solo come dirigente. Quando l'ho conosciuto, mi ha subito trasmesso quanto contassero per lui i Randagi, e ho visto con quanto amore e con quanta passione abbia "lavorato" per la società e quanto ancora continui a farlo! Poi, nello sport come nella vita, ci si può trovare ad essere più o meno d'accordo su scelte e metodi, ma il suo amore per questi colori è per me d'esempio e dovrebbe esserlo per ogni Randagio!

Quando ho appreso delle sue dimissioni, ci sono rimasto un po' così...so che è stata una decisione sofferta e la rispetto, e sono convinto che se ha deciso così (e se ha affidato la panchina al Saverio, uno che come lui vive per questi colori) l'ha fatto soltanto per il bene dei Randagi, come sempre.


Parliamo invece del rapporto con il nuovo Mister randagio: siete amici anche e soprattutto fuori dal campo, mentre nel rapporto allenatore-giocatore c'è stato bisogno di maggior rodaggio. Per quale motivo?

Solo illazioni, in realtà con il nuovo Mister mi trovo bene, in campo e fuori! Mi piace il modo in cui imposta gli allenamenti, è bello provare cose sempre nuove e stimolanti.

Col passare del tempo il nostro rapporto è migliorato...in occasione di una delle ultime partite di Mister Burdisso in panchina, mi spesi affinché l'Andrea lo facesse entrare e credo che all'epoca il Save abbia apprezzato il mio gesto. E mi fece molto piacere quando, il giorno della promozione, la mia squalifica gli diede l'opportunità di viverla da protagonista: un giusto premio per tutti i sacrifici che hanno caratterizzato la sua storia randagia!

P.S. Comunque sono convinto che da giocatore farebbe ancora molto comodo, e credo l'abbia anche dimostrato quando ne ha avuto la possibilità!


Tatticamente, il passaggio alla difesa a 4 sembra aver avuto su di te il migliore degli effetti: cosa pensi che possa rendere questa soluzione tattica una certezza per il futuro della squadra?

In categoria ho giocato spesso centrale nella difesa a 4, oppure terzino, e devo dire che il modulo mi "gasa" parecchio! Da un lato, ti responsabilizza e ti spinge a fare più del solito compitino; dall'altro, migliora l'attitudine a lavorare in team, sincronizzando marcature preventive, scalature ecc. È un sistema di difendere che mi piace molto e spero diventerà il nostro sistema di gioco per il futuro, perché ci permette di avere un uomo in più in attacco...per farlo con continuità dobbiamo però allenarci e migliorare nei meccanismi.


La squadra quest’anno sta attraversando un periodo difficile, e indubbiamente l’abitudine a vincere ha giocato brutti scherzi, almeno all’inizio della stagione. Come si esce da una situazione del genere?

Abbiamo sempre nella nostra mente la stupenda cavalcata dello scorso anno...in questa stagione abbiamo perso pezzi importanti, e poi il livello della competizione si è alzato e affrontiamo squadre più attrezzate, con allenatori più preparati e giocatori di categoria (vedi Cretella!). Tutto ciò non dev'essere comunque una giustificazione per noi, che possiamo e dobbiamo - io in primis - dare di più, perché a parole non si esce dalla zona "calda" della classifica! Solo lavorando, uniti e con la voglia di vincere e il sangue agli occhi come sabato scorso, possiamo raggiungere il nostro obiettivo stagionale!

Ultimamente, vedere gente come il Costa fare il mediano, che lotta, che torna in difesa (come era nell'Inter del Triplete), e lo stesso Sulley, o il Mazzo o il Tudór che danno tutto in campo, mi fa venire ancora più voglia di metterci il 120% per vincere!


In campo e fuori hai sempre inteso ricoprire un ruolo da leader: cosa ti manca per indossare la fascia di capitano?

Come sapete, sono un ragazzo molto sensibile, e sono il primo che, quando uno sta poco bene o non gioca, gli scrive e si preoccupa. Purtroppo non sempre capita la stessa cosa a parti invertite, ma io sono felice lo stesso perché se posso aiutare un compagno mi piace farlo!
Per la fascia da capitano, sono sincero mi piacerebbe averla perché non mi manchino i requisiti, in campo e fuori! Ma molti in questa squadra se la meriterebbero, quindi lascio ovviamente la scelta al Mister e preferisco concentrarmi sul campo.


L'anno scorso una squadra che vinceva e giocava bene, ma per te 0 gol, neanche con la canala. Quest'anno, tra mille difficoltà, ti sei sbloccato e con i tuoi gol hai contribuito a tenere a galla i Randagi: casualità?

Non credo al caso. Anzi, penso di avere nelle mie corde almeno 4/5 gol all'anno. Devo credere di più in me stesso e quando salgo devo muovermi meglio dentro l'area di rigore, convinto come mi chiede il Mister.


Una volta raggiunta la salvezza, in cui tutti speriamo e crediamo, cosa credi serva di più ai Randagi per affrontare una nuova stagione in III da protagonisti?

Basta poco! In primis, restare tutti quanti. Subito dopo, decidere su quale modulo puntare e valutare i punti deboli da colmare!!! Certamente i recuperi del Trivelli, dello stesso Diego, dell'Erik e del Mazzanti saranno di vitale importanza per noi! E ci aggiungo l'augurio che Ariel ci ripensi e non smetta, perché sappiamo il valore che lui ha in campo!


Il grande toro Claudio Bravi è stato uno dei più fedeli sostenitori dei Randagi da quando te sei tra le fila rossoblù, ma anche con lui sono stati tanti i momenti di attrito durante le partite: credi che veda in te e nella squadra potenzialità spesso inespresse?

In me sicuramente! Poche volte mi fa i complimenti, perché conosce il mio carattere, sa che mi esalto per una bella gara e allo stesso modo mi deprimo per una gara giocata male. Eppure, credo di essere maturato molto sotto questo aspetto, e soprattutto quest'anno di essermi sempre rialzato dopo prestazioni negative.

Per quanto riguarda mio padre, posso dire che lui sente troppo la gara, che spesso il sabato preferisce venire a vedermi trascurando i suoi hobby, e questo non posso che apprezzarlo!


Dalla scorsa estate, il tuo ruolo ha cominciato ad allargarsi ad attività extra-campo, come la ricerca di nuovi giocatori e lo scouting degli avversari: sono da considerarsi le basi per un futuro sempre più a tinte randagie?

Sicuramente! Io credo che tenere alla squadra sia anche questo, non solo in campo, ma anche extra campo. Se posso dare una mano, perché no?


Sui social usi spesso aforismi e perle di saggezza che indicano la strada giusta da seguire in campo e nella vita: con quale identificheresti meglio la tua esperienza con i Randagi?

"Non smettere di sognare solo perché una volta hai avuto un incubo!”

Speciale RANDAGI APUANI su La Nazione!

Speciale RANDAGI APUANI su La Nazione!

18 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Lokomotivia di Pietreto 1-2

18 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Lokomotivia di Pietreto 1-2

“Posso essere titubante sul modulo da schierare…posso essere titubante sull’approccio con cui affrontare la gara...posso essere titubante sul modo migliore di stare in campo… Posso titubare, ma mai tituberò sui miei ragazzi”. È con queste shakespeariane parole che Mister #SAVERIOFASULSERIO presentava il delicato incrocio con la Lokomotivia di Pietreto, compagine che veleggia tranquilla nelle parti alte della classifica, squadra forte ma che – come dimostrò la partita d’andata in terra pistoiese – se affrontata con il giusto atteggiamento può rivelarsi alla nostra portata. Basta crederci…

 

Prepartita.

Valiensi ci crede, e ci crede anche il #MIINCAZZOFISSO, che gli dà una mano a risollevare il morale della truppa tappezzando lo spogliatoio con messaggi di incitamento personali e di gruppo che non possono lasciare indifferenti.

Alle 2 tutti dentro per il discorso preparatorio. È allora che, tra lo shock generale, un discorso sentito, voluto, ragionato e schietto del Mister annuncia che la squadra scenderà in campo con un inedito 4-3-3. Prima volta con la difesa in linea non solo in questo campionato, ma anche nella storia recente dei Randagi: un’idea che frullava nella testa del Save da prima di diventare allenatore, un’idea su cui si è lavorato gradualmente e che oggi diventa finalmente realtà, con una buona dose di coraggio e con la tranquillità e la ferma convinzione che i suoi ragazzi possono metterla in pratica.

Gli 11 scelti a questo proposito sono: Passigni Simone in porta; difesa appunto a 4 in linea con Biagioni a destra, coppia di centrali Bravi e Pedrini con Scognamiglio che si posiziona a sinistra; centrocampo di quantità e qualità con Pieroni davanti alla difesa, Abram Ariel Augusto e Costabile ai suoi lati a cercare di innescare il tridente rapido KO-PI-MA: Kone a sinistra, Pirvu centrale e Mazzolini a destra.

 

Il match.

Alle 15 in punto cominciano le ostilità. Sarà per il confronto infrasettimanale col Burdisso, sarà per le parole di Mister Valiensi nel prepartita, sarà per la responsabilità che ognuno di noi sente su di sé in questo fondamentale momento della stagione… Insomma, sarà per tutta una serie di piccole cose che alla fine, come sempre, si sommano e fanno la differenza, che entriamo in campo con il cosiddetto piglio giusto e ci mettiamo a fare noi la partita.

Appena due minuti e abbiamo la prima occasione del match: Mazzolini innescato in profondità da Costabile calcia di prima intenzione di destro appena entrato in area, ma gli esce una conclusione debole che finisce per essere bloccata tranquillamente dall’estremo difensore.

Il nuovo assetto tattico porta i frutti sperati: giochiamo con un uomo in più in fase offensiva e riusciamo a controllare bene il gioco, con la qualità del Costa che si rivela molto utile in mezzo al campo e ci garantisce percentuali di possesso palla fra le più alte della stagione. Ci scopriamo equilibrati nelle due fasi, grazie al lavoro dei tre mediani e all’attenzione e all’intesa dell’inedita linea arretrata a 4.

Conseguenza logica del nostro predominio territoriale sono le ben tre occasioni nitide da gol che registriamo nel solo primo tempo: prima una conclusione col destro di Scognamiglio dal vertice dell’area avversaria dopo sponda di Tudór gira all’ultimo e sibila appena a lato del palo alla sinistra del portiere (che può solo guardare e soffiare sperando che la sfera finisca sul fondo); poi ancora Mazzolini raccoglie un traversone di Costabile e di sinistro si produce in un tiro al volo che però finisce alto sopra la traversa; infine, last but not least,anzi la migliore delle tre occasioni capita al Sulley che, al culmine di una buona azione corale, approfitta di un pasticcio dei due difensori centrali della Lokomotivia e si ritrova solo davanti alla porta con il portiere già per terra, ma inopinatamente prova a piazzare la palla di sinistro e clamorosamente strozza la conclusione calciando fuori. Peccato perché il gol sarebbe stato, oltre che bello, anche immensamente giusto.

Lòro, di contro, tentano di rispondere con qualche sporadica azione in ripartenza, spesso ricorrendo al lancio lungo per le due punte fisiche ma veloci. Ma oggi dietro, al netto di tutti i ragionamenti pre- illustrati sopra, sembriamo IN-SU-PE-RA-BI-LI. L’unica circostanza in cui gli ospiti si fanno pericolosi è, infatti, su un calcio da fermo: la legnata su punizione di Monte viene deviata e si alza a campanile, sbattendo sulla parte alta della traversa prima di essere liberata dallo spazzone del Costa.

Il primo tempo si chiude sullo 0 a 0, così come all’andata. Ma stavolta la gara è di tutt’altra fatta. E nello spogliatoio Valiensi lo rimarca, cercando sì di tenere alta la concentrazione, ma in realtà trovando ben poco da dire a una prestazione che voleva e che si aspettava dai suoi.

Torniamo in campo cercando di riprendere il filo da dove si era interrotto qualche minuto prima, ovvero andando alla ricerca del punto del vantaggio…punto che effettivamente troveremmo dopo neanche 5 minuti dalla ripresa del gioco, ma il sig. Inghirami ravvisa un dubbio fuorigioco di Mazzolini che, di testa, aveva inchiodato il portiere depositando in rete sugli sviluppi di una punizione battuta improvvisamente dal Costabile.

Non ci perdiamo d’animo e continuiamo a spingere, ma la legge del Calcio è come sempre crudele e, al settimo minuto, ci chiede il conto: il Toroo Bravi perde un contrasto in uscita con Marmugi che, uscitone indenne, innesca in profondità il forte centravanti pistoiese Monte, in posizione dubbia almeno quanto Mazzolini poco prima; ma il direttore di gara stavolta lascia andare e Monte trafigge Passigni imparabilmente con un tocco preciso sul primo palo. 0 a 1.

È un duro colpo per i Randagi, ma quanto conta la testa! Oggi, infatti, in campo ci sono dei leoni, e la loro reazione è veemente: ricominciamo a spingere e, anche se dalla mole di gioco prodotta non nascono nitide occasioni come nel primo tempo, comunque costringiamo spesso e volentieri l’avversario al fallo, conquistando metri e punizioni importanti. Da una di queste, finalmente, ecco il sacrosanto e meritato gol del pareggio: l’autore è il Costabile che, con il sinistro, disegna una parabola perfetta per precisione e potenza che si infila inesorabile al sette e GONFIAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! 1 a 1!

Ora il match è equilibrato, sia nel punteggio che nel gioco, e anche se la nostra intensità sta piano piano calando – ammissibile, dato l’impegno profuso per i primi 50 minuti di gioco – il 2-1 sembrerebbe potersi materializzare da un momento all’altro sia per l’una che per l’altra delle contendenti.

Mister Valiensi opta per cambiare tutti e due gli esterni d’attacco, inserendo Pieri per Sulley e poco dopo anche Bertocci per Mazzolini. L’intento è quello di mantenere alti i ritmi della partita, fin lì sofferti dalla Loko, e cercare di portarsi avanti nel punteggio.

E invece, nuovamente una doccia fredda. È il 25’ minuto quando un ripiegamento del Costa ci costa un calcio di punizione a una ventina di metri dalla porta: sulla sfera va il solito Monte che, con un tiro liftato ma non angolatissimo, scavalca la barriera e trafigge per la seconda volta Passigni. 2-1.

Stavolta il goal ci fa male, molto male. Pur rimanendo in parziale controllo delle ostilità, non riusciamo a sciorinare la solita verve né tantomeno a ritrovare la via del tiro, complice soprattutto la stanchezza e il senso di impotenza di fronte ai continui tiri della sorte.

Esce intanto un gigantesco Pieroni, che ammonito aveva rischiato il secondo giallo, per lasciare spazio a Passigni Stefano.

L’arbitro assegna 4 minuti di recupero. Tutti avanti protesi verso il pari, buttiamo palloni su palloni, ma la porta sembra stregata. Disperato, il mister ributta nella mischia Sulley per uno stremato Tudór per il forcing finale, ma serve a poco. Su una punizione sballata di uno stanchissimo Abram arriva il triplice fischio di Inghirami, che sancisce l’1 a 2 finale.

 

Postpartita.

Un risultato che fa male. Ancor più male del solito, perché quando giochi così bene eppure non riesci a far punti il morale va inevitabilmente sotto i tacchetti. E invece i Randagi di oggi sono da premiare, tutti dal primo all’ultimo: il Mister, che ha avuto il coraggio di cambiare verso; i ragazzi in campo e fuori, che hanno risposto come meglio non si poteva sperare, soprattutto dal punto di vista dell’approccio; e il nostro Andrea “Burdisso” Buonaccorsi che, da buon padre di famiglia, ha trovato un modo tutto suo per restituire convinzione e fiducia in se stessi ai propri figli. C’è sostanzialmente mancato quello che non è mancato alla Lokomotivia: il cinismo. Nessuno ci regala nulla, come deve essere su un campo da calcio e come ormai abbiamo imparato sulla nostra pelle. Ma allo stesso tempo stiamo imparando che il lavoro paga, paga sempre.

“Sono orgoglioso della prestazione dei miei ragazzi”, ha dichiarato il Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI nel dopo-gara. “Volevo che scendessero in campo in maniera diversa rispetto alle ultime gare, dimostrando che se vogliono possono giocarsela anche con avversari sulla carta qualitativamente più forti, mettendo da parte ogni sorta di timore reverenziale e che giocassero con spavalderia. Ho deciso di dare io la scossa e, col senno di poi, posso dire con ancor maggiore convinzione che la strada imboccata è quella giusta.”

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Lokomotivia di Pietreto, le pagelle

RANDAGI APUANI vs Lokomotivia di Pietreto, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: una sola imprecisione nel primo tempo, salvato dalla traversa e dal Costa; nella ripresa sui gol non poteva niente, anche se il secondo non sembrava imparabile. Mezzo voto in più per l’attenzione e la prontezza nelle uscite, oggi particolarmente apprezzate, visto il modulo che lo voleva spesso LIBERO AGGIUNTO

BIAGIONI DANIELE, voto 7più: messo a dura prova (forse più dei compagni di reparto) dal nuovo schieramento tattico, ha giocato come sa, con attenzione, concentrazione e grinta; in alcuni casi poteva spingere di più. TERZINO

BRAVI LUCA, voto 8: partita praticamente perfetta! L’intesa con Pedrini è stata ottima, e personalmente non ha sbagliato un intervento, guidando la difesa e prendendosi le responsabilità che doveva. Ha giocato con personalità, non rischiando mai la palla difficile, e ha ripagato la fiducia del Mister con una prova da leader. CARICO A PALLETTONI

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 7,5: jolly difensivo del quale in questo momento non si può fare a meno. Anche oggi l’ha dimostrato fornendo una prestazione maiuscola e soprattutto pulita, da lord inglese qual è: preciso nelle scalature, deciso in uscita e cattivo all’occorrenza. JOLLY

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7,5: di lui il Mister si fida a occhi chiusi. Non solo perché vanno d’accordo fuori dal campo come e più che in campo, ma soprattutto perché lo Scogna dimostra sempre intelligenza tattica e conoscenza del gioco e, anche se a volte sbaglia qualche passaggio o qualche situazione di gioco, sa sempre quello che fare a prescindere dai ruoli. Oggi, per esempio, ottimo in fase difensiva e quasi perfetto in fase offensiva, dove ha sfiorato anche il gol con un gran bolide di destro. AFFIDABILE

PIERONI NICHOL, voto 8,5: se oggi la difesa a zona regge molto bene è anche grazie al lavoro oscuro ma preziosissimo dei tre centrocampisti; e quello del Nichol è sicuramente il più importante: per l’equilibrio che dà alla squadra, perché non perde mai un contrasto, perché non sbaglia un passaggio che sia uno e sa picchiare quando è il momento giusto. MONUMENTALE

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 8: era senza dubbio il più preoccupato degli 11 in campo per il nuovo modulo e, forse per questo, ha corso, lottato e si è sacrificato ancor più del solito. Il risultato? Partita praticamente perfetta, in cui ha commesso un unico errore quando, all’ultimo minuto della ripresa, ha calciato nel fiume la punizione che rappresentava le ultime speranze randage. Ma sono la sua carica e la sua grinta a permettere alla squadra di mantenere alti i ritmi fino alla fine, e la sua esperienza è inestimabile anche per la tenuta dei quattro dietro. DETERMINANTE

COSTABILE MATTEO, voto 8più: dove lo metti sta, è ci sta più che bene! Oggi interno di centrocampo, ieri punta centrale, ieri l’altro in porta…e domani? Scherzi a parte, ennesima partita di fondamentale importanza per la squadra: ha mantenuto bene la posizione dando la giusta copertura alle scorribande dello Scogna, nel primo tempo ha scaldato il sinistro e nel secondo è finalmente tornato a gonfiare la rete con una punizione perfetta. INCOMPRESA PUREZZA, E…CHE CI DURI!

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 7: qualche errore sotto porta non può e non deve inficiare la valutazione della prestazione del Mazzo, oggi finalmente di nuovo con la fascia al braccio. Il nuovo modulo lo esalta, e però gli richiede anche un importante sacrificio in copertura. Finché regge teniamocelo stretto! Semplicemente e solamente sfortunato nelle conclusioni, specie quando segna un gran gol in avvitamento di testa ma l’arbitro lo ferma per presunto fuorigioco. MACUMBA?

KONE SULLEY, voto 6,5: non la prestazione cui ci aveva abituato. Forse un po’ giù fisicamente e mentalmente…il compito di Mister e compagni sarà quello di riportarlo sui suoi standard, e magari anche di insegnarli a calciare in porta. IMPRECISO

PIRVU TUDÓR, voto 7più: ha lottato, ha corso e si è impegnato fino allo stremo delle forze, giocando per e con la squadra da vero centravanti boa; può però fare meglio nella protezione della palla e nel crearsi occasioni da gol. CONDOR (QUELLO VERO DIEGO AHAHAH)

PIERI FABIO, voto 6: è entrato bene in partita, senza però riuscire a incidere, a volte perché servito poco, altre perché sbaglia i movimenti. Merita comunque la sufficienza per impegno e grinta, e come sempre sotto questo aspetto NON DELUDE MAI

BERTOCCI LORENZO, voto 6: vale lo stesso discorso fatto per il Pieri, ma il Lorenzo per caratteristiche fisiche potrebbe dare molto di più. TIMIDO

PASSIGNI STEFANO, senza voto: pochi minuti ma ben giocati. SICUREZZA

Mister VALIENSI: c'è chi ha il coraggio di lingua, e chi il coraggio di palle. Ce ne voleva tanto, oggi, per azzardare quel che ha azzardato il Save. Ma ha avuto ragione, prima durante e dopo, e da qui nasceranno i Randagi del futuro, basta crederci. FORZA SAVE! FORZA RANDAGI!

Verso...l'ultimo treno salvezza

Verso...l'ultimo treno salvezza

Alla vigilia della sfida interna tra i Randagi Apuani e la Lokomotivia di Pietreto, testa-coda della Coppa Disciplina infausta e bara, abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere con il Simone Bravi, ex-presidente della società rossoblù e oggi attaccante di scorta del roster di Mister Valiensi. Un confronto a 360° sul difficile momento attraversato dai Randagi, sul suo ruolo in squadra, sulle prospettive per il futuro.

 

Caro Simo, ormai sono quasi 10 anni che sei in questa squadra: raccontaci un po’ la tua esperienza randagia.

Eccomi qua, orgoglioso ed onorato di essere chiamato a rispondere a questa intervista. Sì, dieci anni volati in un attimo per me…dieci anni bellissimi, intensi, dove ho trovato un gruppo vero, che si è fortificato col passare del tempo. Oggi, per me, un gruppo di amici veri, con cui in tante stagioni ho condiviso gioie e dolori calcistici: un’esperienza unica per me, e molto importante.

 

Senza ombra di dubbio i tuoi primi anni randagi sono stati i migliori (almeno a livello personale, in termini di presenze e gol); negli ultimi, invece, tanta panchina. Come si accetta questo ruolo?

Logicamente stare in panchina non si accetta tanto facilmente. L’importante è che il Mister sappia che io ci sono sempre, che sono sempre disponibile a scendere in campo, e io sono pronto a ritagliarmi uno spazio quando ce n'è bisogno. E comunque in questi ultimi anni il ruolo di panchinaro mi sta pesando di meno…forse per l'età e i continui acciacchi che si fanno sentire. Ma io sono sempre disponibile, sia per una partita intera che per gli ultimi 5 minuti, e quando gioco so di dare tutto per la squadra e per i compagni.

 

Negli anni hai assunto un peso sempre maggiore nello spogliatoio. Qualcuno ha detto che arriveresti al punto di comprare un phon solo per poterlo prestare ai compagni: sfatiamo questo mito?

(ride) Ti dirò di più: mi sto attrezzando con il bagnoschiuma, che viene scroccato da mezza squadra! Ma credo che il mio, come quello di altri, soprattutto i più anziani, sia un ruolo fondamentale per tenere unito uno spogliatoio: noi, che abbiamo conosciuto i periodi “di magra” – se così vogliamo dire - quando le vittorie erano pochine (al mio primo anno una sola, contro il Villareal, per giunta con un mio gol decisivo), ci sentiamo di avere qualche insegnamento da trasmettere ai più nuovi e ai più giovani, soprattutto in momenti complicati come quello che sta attraversando la squadra in questa stagione.

 

Appunto, un momento particolare perché, dopo anni di vittorie e successi, ci siamo ritrovati - quasi senza sapere come - in lotta per la salvezza. Qual è secondo te la migliore medicina? (considerando che trovare i problemi è facile, ma le soluzioni…)

La soluzione credo semplicemente che sia dentro ognuno di noi: è nella nostra testa che dobbiamo tornare ad essere concentrati su ogni partita, tornare ad essere rognosi per ogni avversario. Perché fisicamente ci siamo, e invece mentalmente siamo bloccati. Ma forse è solo l'adattamento a una categoria nuova e più difficile. Sono sicuro che il prossimo anno le cose cambieranno…

 

Cambiamenti, in panchina ma soprattutto in campo: sono tanti i giocatori che hanno calcato il manto di Kedrion Road e ne hanno affollato le panchine nelle ultime stagioni. Personaggi di primo piano degli anni in UISP come il Piga, il Gabrio e altri hanno via via mollato: pensi che i membri del cosiddetto “zoccolo duro” randagio dei primi anni AICS possano fare altrettanto o credi/speri che resteranno vicini ai colori rossoblù per sempre?

Chi è Randagio lo deve essere per sempre, o almeno finché esisterà questa squadra. Spero che persone come il Robe, il Mazzo e il Biscio continuino ancora ad essere GIOCATORI per molte altre stagioni: sono pedine fondamentali, e quando anche fossero costretti a smettere di giocare devono comunque rimanere dentro questo gruppo, magari come dirigenti, come sono adesso il Cia e Burdisso. Senza di loro si perderebbe irrimediabilmente una parte del leggendario cuore randagio.

 

I cambiamenti in panchina erano più rari una volta, e invece…Te hai vissuto tutti e tre gli allenatori randagi: che aggettivo daresti a ognuno dei nostri allenatori?

Innanzitutto vorrei sottolineare che tutti e tre gli allenatori che abbiamo avuto sono stati fondamentali per arrivare dove siamo oggi, cioè in Terza Serie (per ora).

Il Mirko era come un padre di famiglia: con la squadra modesta che avevamo, è riuscito comunque a togliersi e a farci togliere qualche piccola soddisfazione;

Burdisso lo definirei un martello: ci ha portato alla vittoria ed è riuscito a creare un bel gruppo, che sotto la sua guida è cresciuto tantissimo e in ogni aspetto;

il Save, infine, è entrato in un momento delicato, ma devo dire che i suoi metodi di allenamento mi piacciono molto: è bravo e competente, e spero sinceramente che rimanga alla guida ancora per molto. È giovane e arriverà in alto insieme ai Randagi.

 

In alto, in basso. Raccontaci il tuo momento randagio più bello e quello più brutto.

Quello più bello è semplice: l'intera scorsa stagione, culminata con la vittoria del campionato e con il sogno della finale Playoff. Penso niente sia più appagante che vedere la felicità vera sul volto dei propri compagni.

Quello più brutto fu senza dubbio l'infortunio al legamento crociato e la successiva operazione, con il corollario di tutti i mesi passati lontano dal campo. Eppure, anche se non potevo giocare ero sempre presente accanto alla squadra ogni sabato a incitare i compagni.

 

Futuro randagio: cosa ti senti di promettere?

Finché esisteranno i randagi io sarò randagio. Non riesco a vedermi con nessun’altra squadra, perché il mio cuore calcistico è qua e i randagi tutti sono diventati la mia seconda famiglia, quella che uno si sceglie. E sì, la famiglia è la famiglia…

11 Marzo 2017, Aquila Nozzano vs RANDAGI APUANI 2-0

11 Marzo 2017, Aquila Nozzano vs RANDAGI APUANI 2-0

È passata una settimana dal roboante tonfo casalingo contro il Joan Mirò. Sette giorni in cui i ragazzi di Mister #SAVERIOFASULSERIO hanno potuto ricaricare le pile, collezionando preziose energie mentali e fisiche che risulteranno utili nel finale di stagione.

L'impegno odierno è duro, l'avversario ostico. Non più di due mesi fa li abbiamo ospitati a Kedrion Road e lòro, di tutta risposta, ci hanno liquidato con un 4 a 1 che non lasciava spazio a “se” né a “ma”. Oggi, però, scendiamo a Nozzano non per fare da agnello sacrificale; oggi torniamo qui dove a giugno 2016 toccammo il punto più alto della nostra storia per combattere e provare a portare a casa più punti possibile.

 

Prepartita.

Oltre ai soliti noti, soffriamo le assenze anche di Scognamiglio (fam) e Abram, che non è riuscito a recuperare dal fastidio al ginocchio e si accomoda almeno inizialmente in panchina. Gli 11 scelti dal tecnico randagio sono dunque Simone Passigni in porta; Luca Bravi libero; Fabio Bertoncini e Carlo Alberto Pedrini in marcatura, con Daniele Biagioni a destra e Kikko Lorenzi a sinistra; in mezzo Stefano Passigni e Nichol Peironi; Matteo Costabile sulla trequarti, alle spalle di Sulley Kone e Tudór Pirvu.

 

Il match.

L'inizio è confortante: la concentrazione sembra quella giusta e già nei primi minuti siamo noi a renderci pericolosi. Andremmo perfino in vantaggio con il Condor dei Carpazi Tudór Pirvu che, approfittando di un lancio di Sulley e del goffo intervento di un difensore di lòro, scaraventa la palla in rete di sinistro al volo a pochi passi dalla porta, ma il Sig. Michelotti ravvisa una scorrettezza, almeno in apparenza inesistente, del centravanti rossoblù e gli fischia punizione contro.

È la sveglia per lòro, che iniziano a giocare decisamente meglio. Ci creano grattacapi soprattutto con i continui scambi di posizione tra punte e centrocampisti, e per ovviare al problema Valiensi sfrutta la duttilità dello Stif Passigni e il sacrificio in copertura del Costa, che abbassandosi rispettivamente su difesa e centrocampo restituiscono equilibrio alla squadra.

Un’Aquila tornata sui suoi standard di rendimento si rende gradualmente sempre più pericolosa: prima ci prova con un buon tiro dal limite di Viviani che esce di poco, poi è una grandissima parata del Tecco Passigni su un colpo di testa ravvicinato a salvare capra e cavoli sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Dall’altra parte del campo, anche noi sappiamo mettere in ambasce la retroguardia avversaria grazie alla velocità di Sulley e agli inserimenti di Costabile, e proprio su una di queste situazioni avremmo la possibilità di sbloccare il match quando Kone, dopo aver ricevuto da Pirvu, scatta sulla sinistra e rientrando sul destro vede e serve Costabile dal limite dell'area; purtroppo però il Matte, anziché provare il tiro di prima intenzione, esagera nel tentativo di restituire la palla a Sulley e alla fine spreca. Prima della fine del tempo, ci rendiamo pericolosi su un paio di punizioni calciate bene verso il centro dell'area da Costabile: in una è bravo il portiere a bloccare il pallone, nell’altra non siamo bravi noi a trovare la deviazione e la sfera si perde sul fondo.

 

Una prima frazione tutto sommato soddisfacente per noi, specie se confrontata con gli orrori di sette giorni prima. Innegabile il predominio territoriale dell’Aquila, altrettanto innegabile il complessivo equilibrio che determina il giusto 0-0 con cui si va al riposo.

 

La ripresa ricomincia sulla stessa falsa riga del primo tempo, ma al 5’ lòro guadagnano una punizione dalla nostra sinistra: battuta veloce, palla crossata forte in mezzo per Viviani che torreggia su Pedrini e schiaccia in porta il pallone dell'1 a 0. Bello, niente da dire e nessuna colpa da attribuirci, soltanto meriti alla bella esecuzioni degli avversari.

Il Mister randagio valuta l’inserimento di Pieri per Passigni Stefano, ammonito e affaticato per i pochissimi allenamenti dell'ultimo periodo, ma, mentre FP1+6 si prepara a subentrare, gli ospiti conquistano un altro corner: altra ottima palla liftata verso il centro dell'area di rigore dove Casentini, appena entrato, gira di testa verso la porta e insacca. 2 a 0. Applausi alla qualità e al cinismo dei padroni di casa, che ci costano un altro gol incassato, forse ingiusto per quanto visto fin qui.

Con l’ingresso di Pieri e poco dopo di Mazzolini (per Fabio Bertoncini), Valiensi sbilancia la squadra per provare a rientrare in partita, passando al 4-2-3-1 col Mazzo, il Costa e Sulley dietro al Tudór. La mossa ha quantomeno l’effetto di creare scompiglio nella loro retroguardia, che per almeno cinque minuti non riesce ad adattarsi al nostro nuovo modo di offendere; potremmo e dovremmo saperne approfittare, ma vuoi per fuorigioco fischiati alla cazzodicane, vuoi per nostra imprecisione nell'ultimo passaggio o errori nelle scelte decisive (si veda ad esempio quando Pirvu prova il tiro dalla lunga distanza invece che servire Mazzolini meglio appostato), oggi non riusciamo proprio ad essere pericolosi e finiamo per sbattere sempre contro il muro eretto dalla loro improvvisata difesa.

Neanche il disperato inserimento di Bertocci per KK Lorenzi, con il neo-entrato che entra per fare la quarta punta a destra, sortisce alcun effetto. Nei minuti finali dentro anche Bravi Simone per Biagioni Daniele, per provare a ribaltare il match in stile Barcellona-PSG, ma noi non abbiamo cotanta qualità e fortuna e il match si chiude con il tentativo di knock-out operato da Viviani nei confronti del Nichol Pieroni, con l’arbitro Michelotti che ciononostante non vede gli estremi per un rosso diretto (forse un po’ di scorrimento di sangue, magari un occhio nero e l'ambulanza a bordo campo avrebbero giustificato la massima sanzione, chissà…). E, come se non bastasse, la gara si chiude sempre con protagonista Michelotti che, proprio all'ultimo minuto, evita di fischiare un rigore parso chiaro a nostro favore.

 

Postpartita.

Seconda sconfitta consecutiva, dunque. Completamente diversa, sia nelle modalità che nell'atteggiamento, e “migliore”, se così si può dire, rispetto a quella maturata sabato 11 contro il Mirò. Comunque, peccato…perché crescono i rimpianti di questa stagione alla #vorreimanonposto, che ha evidenziato tutta la nostra inesperienza, esasperando le assenze e, a volte, la mancanza di concentrazione di alcuni giocatori, e che ci vede invischiati nella lotta per non retrocedere. Chi avesse visto oggi per la prima volta giocare i Randagi potrebbe dire "Che ci fanno laggiù in fondo?", e potrebbe dirlo perché oggi in campo è scesa una SQUADRA che ha lottato, corso e giocato al calcio.

Non c'è bisogno di chissà cosa…non c'è bisogno lottare contro i mulini a vento, o di fare imprese impossibili…basta lavorare, con serenità, e mantenere la concentrazione. L'obiettivo-salvezza è alla nostra portata, ma dobbiamo dimostrarlo!

FORZA RANDAGI!!!

Aquila Nozzano vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: una parata importante nel primo tempo, con un guizzo da felino, fa meglio anche nella comunicazione e nella presenza in area. Sui due gol forse manca una sua uscita alta, ma i palloni erano ben calciati e quindi di difficile lettura. RINFRANCANTE

BRAVI LUCA, voto 7meno: comanda bene la difesa, ed è forse solo un po’ troppo in apprensione sui continui cambi di posizione dei loro avanti. Commette un solo errore, quando porta subito il culo per terra e viene saltato con facilità dal diretto avversario al limite dell'area. Bene – e lo diciamo con un occhio al futuro dei Randagi – anche quando negli ultimi venti minuti si sistema in coppia con Pedrini al centro della difesa a 4. OGGI C'ERA

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: risponde presente dopo l'ultima opaca prova, e mette in campo tutte le sue energie, sopperendo alla maggiore fisicità degli avversari con l'impegno, la grinta e la determinazione. Peccato che sul secondo gol finisca per farsi anticipare dalla punta dell’Aquila. PRESENTE

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6,5: vale lo stesso discorso fatto per il Fabio, con una piccola nota negativa in occasione del primo gol. ATTENTO

LORENZI CHRISTIAN, voto 6più: oggi a sinistra, riesce ad arginare bene il proprio dirimpettaio, tanto che nel secondo tempo lo cambiano di fascia per farlo entrare maggiormente in partita; bene anche in fase di spinta, dove però pecca di troppa furia quando ha la palla tra i piedi. IN RIPRESA

PIERONI NICHOL, voto 6,5: rendimento costante, chiude bene e cerca di far ripartire l'azione con la giusta qualità. ROCCIOSO

PASSIGNI STEFANO, voto 6più: mai impreciso, quasi mai superato, becca il solito giallo per proteste, una cosa che uno come lui, che fa del gioco duro la sua arma di battaglia, dovrebbe imparare una buona volta ad evitare. DA TUTTO 

BIAGIONI DANIELE, voto 6,5: buona prova sull'esterno destro, dove spinge anche con buona costanza nella ripresa. Anche se la qualità palla al piede non è il suo punto di forza, si impegna con costanza e dedizione. VIVACE

COSTABILE MATTEO, voto 6,5: nel contesto dell’ennesima partita all'insegna del sacrificio, cerca di dare alla squadra quel pizzico di qualità che spesso ci manca; ci riesce a tratti, ma il suo lavoro oscuro, incompreso ai più, è di fondamentale importanza. EQUILIBRISTA

KONE SULLEY, voto 6più: buona prima frazione, dove dialoga bene con i compagni - in particolare Tudór e Costa - svaria bene su tutto il fronte d'attacco e viene sistematicamente azzoppato ogni volta che supera un avversario; nel secondo tempo si adagia troppo sull'out mancino e non riesce a entrare quasi mai nel vivo dell'azione. Peccato senta ancora dolore alla solita caviglia colpita duramente un mese fa nel derby con il Castelvecchio. ACCIACCATO

PIRVU TUDÓR, voto 6,5: pronti via e da centravanti navigato la butta dentro, ma l’arbitro annulla fra i dubbi; poi solita partita di lotta, impegno e sostanza al servizio della squadra. IN CONDIZIONE

PIERI FABIO, voto 6: entra e sbaglia qualche passaggio di troppo, poi riesce a "scaldarsi" e chiude la gara con una sufficienza meritata almeno per impegno e grinta. DUTTILE 

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6: il suo ingresso in campo rende la squadra più offensiva. Ha il pregio di creare "confusione" nella retroguardia avversaria, muovendosi discretamente; tuttavia non ha mai la palla giusta per tentare il guizzo che tanto gli/ci manca. Forse meriterebbe più minutaggio per l'impegno che ci mette in campo e fuori. SCARAMANTICO

BERTOCCI LORENZO e BRAVI SIMONE, senza voto: non si segnalano azioni degne di nota, ma da premiare l'impegno e la grinta di entrambi. BRAVI

Verso…la tana dell’Aquila

Verso…la tana dell’Aquila

“Parere e non essere è come filare e non tessere”.

Quando sembrava passato il peggio, quando la giusta rotta sembrava presa, quando certe prestazioni sembravano lontane anni luce, ci siamo ricascati. Sabato scorso è successo quello che è successo, un lungo scivolone sul terreno motoso di Kedrion Road, un tonfo fragoroso che ci ha ravvicinato sensibilmente alla zona caldissima della classifica.

E ora? Come sapremo reagire? Come potremo ripartire, anche tenendo conto del trittico di partite toste che il calendario – puntualmente piegato ai voleri e ai comodi dei dirigenti AICS – ci ha messo di fronte?

Tra due giorni, ripartiamo da Nozzano. #DaNozzanoaNozzano, direbbe qualcuno. Torniamo per la prima volta sul luogo del delitto, che in questo caso è la tana dell’Aquila, squadra in salute, che macina chilometri, che esprime belgiuoco, che ha fatto tanti tanti punti, e che davvero sta volando lassù dove osano solamente quelle come lei.

L’andata si giocò non meno di due mesi fa, in casa nostra, nel pieno del gennaio nero randagio: offrimmo una prestazione ambigua, a tratti potenzialmente buona ma sempre frenata sul più bello, e fummo condannati eccessivamente da due o tre svarioni difensivi che il rigore sbagliato dal Mazzo a inizio ripresa contribuì a rendere impietosa cronaca.

E ora, dicevamo, come si fa?

È molto semplice: resettiamo. Pensiamo solo a noi, lavoriamo sui nostri punti di forza e di debolezza, e lasciamo perdere quello che poteva essere e non è stato, non ci facciamo intimidire dalla fatidica grandezza del campo, e non abbiamo paura degli avversari, anche se si chiamano Aquila (poi Lokomotivia e poi ancora Guamo), e anche se viaggiano tra il 2° e il 5° posto della classifica.

Dobbiamo iniziare a tessere una tela importante, duratura, resistente, in pratica più che una tela una corazza. Che ci permetta di affrontare a petto in fuori e testa alta questi ultimi due mesi di campionato. Conquistandoci quello che abbiamo più volte dimostrato di meritare. E fanculo Penelope.

FORZA RANDAGI!

4 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Joan Mirò 0-4

4 Marzo 2017, RANDAGI APUANI vs Joan Mirò 0-4

Era una notte buia e tempestosa. La notte più nera per i Randagi versione III Serie. I rossoblù escono infatti con le ossa frantumate dallo scontro salvezza col Joan Mirò (ora attardato di un solo punto in classifica e in grande rimonta), abbattuti nella loro stessa mota, la cara vecchia mota di Kedrion Road, da una compagine lucchese dimostratasi, almeno oggi, più in palla, più vogliosa, in definitiva più forte.

 

Prepartita.

Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI doveva far fronte alle defezioni, confermate solo nell’immediata vigilia, di Abram (affaticamento) e Passigni (febbre), ovvero due/terzi del centrocampo titolare faticosamente costruito in questi primi mesi del 2017. Ovviava con lo spostamento in mezzo di Scognamiglio – un passato da mediano anche nei Randagi – a fianco del Nichol Pieroni e con la scelta di un’ala offensiva come Pieri a presidiare l’out mancino, mentre era il solito KK Lorenzi a macinare la fascia destra. Unica altra novità di formazione riguardava la difesa, dove Tollari veniva considerato fisicamente più adatto di Pedrini e Biagioni a fronteggiare terreno e avversari odierni, e accompagnava così Fabio Bertoncini insieme al libero Luca Bravi a proteggere la porta del Tecco Passigni. In attacco, KO.CO.CO.

Il Joan Mirò saliva in Garfagnana senza capitan Pomponio, eppure col vento in poppa di una formazione in grado di fare 9 punti nelle ultime 6 partite e tornare pienamente in corsa per la salvezza diretta.

Arbitrava il sig. Petrone.

 

Il match.

Come ormai da consuetudine randagia in questa stagione, l’avvio è shock. Nei primi 5 minuti, infatti, il Joan Mirò colpisce prima una traversa con una mezza conclusione dalla distanza tutt’altro che trascendentale di Magnelli, poi trova la rete del vantaggio quando un lancione taglia fuori tutta la difesa di casa e trova oltre i difensori Guidi, la cui deviazione in gol è quanto mai semplice.

Neanche il tempo di rimettere in ordine le idee, che gli ospiti raddoppiano: ancora scoperto il fianco mancino della difesa dei ragazzi di Valiensi, con Pieri che viene saltato con troppa facilità dall’avversario diretto e si ferma ad osservarne l’indisturbato cross al centro, concluso ancora una volta dalla deviazione sottomisura di Guidi, che sigla lo 0-2. Male che più male non si può: il fallimento dello schieramento tattico scelto dal Mister conferma quanto sia corta la coperta rossoblù quest’anno, e quanto sia difficile abbandonare il centrocampo a tre, considerate le difficoltà sulle tracce esterne (con Pieri parso fuori ruolo e Lorenzi fuori partita) e davanti (con Pirvu troppo lontano dalla porta e Sulley troppo condizionato dalle condizioni del campo). Come se non bastasse, l’uno-due subito abbatte anche moralmente i Randagi, che non reagiscono almeno fino alla mezz’ora, dimostrandosi sempre in ritardo sulle seconde palle e privi non solo di idee di gioco, ma anche di spunti fisici di una qualche rilevanza, se si eccettua la positiva testardaggine di Nichol Pieroni, che in mediana canta e porta la croce, per quanto gli è possibile.

Prima del termine del tempo, però, un paio di acuti fanno sperare in qualcosa di meglio lo sparuto pubblico di Kedrion Road. Prima è il Toroo Bravi che, salito a staccare di testa su una punizione dalla tre-quarti ottimamente scodellata al centro dell’area dal Costa, incredibilmente non trova l’impatto tra fronte e pallone a non più di due metri dalla linea di porta; poi proprio Pieroni e il solito Costabile, con tecnica e ostinazione, riescono a costruirsi occasioni potenzialmente buone negli ultimi venti metri, ma non hanno la precisione e la fortuna di cogliere lo specchio della porta. Nell’unico caso in cui accade, un attimo prima del duplice fischio di Petroni, un tiro del Nichol dal limite dell’area viene miracolosamente deviato in corner dal portiere del Joan Mirò, che – visto il peso specifico dell’intervento in una partita così importante – possiamo dire abbia compiuto la parata dell’anno.

Rientriamo negli spogliatoi e #SAVERIOFASULSERIO: il Mister schiude le orecchie dei suoi giocatori, chiedendo di più e meglio fin dal principio della ripresa. Invece ottiene il contrario. Il rientro in campo – con Scognamiglio a sinistra e Pieri in mezzo - è comunque disastroso: pronti-via e gli ospiti trovano due penetrazioni indisturbate da centrocampo, stoppate in un modo o nell’altro prima che la situazione diventi irreparabile. Poi, però, la frittata porta il nome di Daniele Tollari, fin lì fra i migliori: su un traversone da sinistra, infatti, il Tolla cicca completamente il pallone schizzato sul terreno viscido e libera Citti a tu per tu con Passigni, che non può evitare la rete dello 0-3.

Valiensi chiede a gran voce una reazione d’orgoglio, e inserisce anche l’acciaccato Ariel Abram per dar manforte al centrocampo. Ma prima Tollari replica lo sguscione precedente, e stavolta solo l’imprecisione nel controllo di Magnelli e la pronta uscita di Passigni graziano i Randagi. Poi, un paio di minuti dopo, subiamo anche lo 0-4, in un modo troppo semplice, con il migliore dei suoi, Pardini, al 10° centro stagionale, che ha il tempo di stoppare, pensarci bene e piazzare la palla sul secondo palo, inchiodando ancora il Tecco Passigni.

La gara scivola via fino al fischio finale del sig. Costabile (cioè del sig. Petroni, che fischia al 70’ esatto su richiesta di capitan Costabile), che archivia quella che, ci azzardiamo a dire, è in assoluto la peggior partita dei Randagi da quando militano nei campionati AICS.

 

Postpartita.

Certe giornate, o sarebbe meglio dire “certe notti”, parafrasando il Liga, càpitano. L’importante è sempre intravedere l’alba del giorno dopo, e incamminarsi a piccoli passi verso il sole che (ri)sorge. Lo faremo, senza necessità di rivoluzioni, di riunioni fiume, di ripensamenti e cambi di rotta. Lo faremo impegnandoci più di prima, come la nostra Storia ci insegna, e troveremo la nostra strada. Da Randagi.

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Joan Mirò, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 5,5: non ha colpe evidenti in nessuno dei quattro gol, anche se forse sul primo e sul terzo poteva abbozzare un’uscita provando a chiudere più specchio possibile all’attaccante… Non si fa mancare l’episodio della mancata presa a terra, con un pallone che sembra vivo e finisce prima sui piedi di un avversario e poi, per fortuna del Tecco, sul fondo. OPACO

BRAVI LUCA, voto 5,5: quando una squadra prende quattro gol, come si fa a dare la sufficienza ai difensori? Si riscuote nella ripresa, ma deve fare di più, deve assumersi le responsabilità che per ruolo e caratteristiche gli competono. Non bastasse, sbaglia anche un gol praticamente a porta vuota. FUORI GIRI

BERTONCINI FABIO, voto 5: meriterebbe per impegno e grinta, ma se il suo uomo ne mette dentro due + un assist… PASSAGGIO A VUOTO

TOLLARI DANIELE, voto 5: gara più che accettabile fino a quel liscio clamoroso che ha regalato il 3 a 0 e stroncato le già poche speranze randagie. Non si abbatta: l’impegno che lo ha portato a riconquistare oggi la titolarità è quel che ci vuole per rialzarsi. SFORTUNATO

LORENZI CHRISTIAN, voto 5: tradizionalmente timido in fase di spinta, oggi altrettanto poco in fase difensiva. Giornata storta, non prendiamoci il VIZIO

PIERONI NICHOL, voto 5,5: ci mette cuore, garra ed è tra i pochi a mostrarsi propositivo, eppure sbaglia anche lui troppi appoggi e soffre enormemente la “solitudine” in mediana. TROPPO POCO

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 5più: lotta e corre fino alla fine, ma oggi non basta. Impreciso e molle quando gioca in mezzo, zavorrato quando viene spostato sull’esterno. BLOCCATO

PIERI FABIO, voto 5più: il secondo gol di loro pesa come un macigno sulla nostra partita; passa il resto della partita a rincorrere col coltello fra i denti per dimenticarselo. ALMENO LOTTA

COSTABILE MATTEO, voto 5,5: nella miseria da cui si sente circondato, esagera spesso quando invece di servire i compagni prova tiri velleitari. Non così, Costa. POCO INCISIVO

KONE SULLEY, voto 5: tante attenuanti, dalle non perfette condizioni fisiche alle pessime condizioni del campo, ma in definitiva non riesce a giocare come sa e soffre enormemente le cattive maniere che gli applicano i difensori del Mirò. Si intestardisce e non sfonda quasi mai. PASSO INDIETRO

PIRVU TUDOR, voto 5,5: in crescita costante da alcune settimane, si rende protagonista di un buon lavoro su tutto il fronte offensivo, ma oggi non è neanche la sua giornata e finisce col non tirare mai in porta. SPUNTATO

ABRAM ARIEL AUGUSTO, senza voto: entra con i migliori propositi, ma dura solo dieci minuti: il ginocchio lo tormenta e abbandona la contesa subito dopo lo 0-4. VOLENTEROSO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 5,5: venti minuti in campo e nessuna azione degna di nota: la colpa non è solo sua, ma neanche lui è esente da colpe. Adesso c’è bisogno di personalità: che sia la sua ora? RANDAGIO

BRAVI SIMONE, voto 10: si perdeva 4 a 0, ma quando gli è stato chiesto di entrare l'ha fatto con vigore, con tenacia, con voglia randagia, mettendo in campo quello che poteva. BRAVOBRAVI

PEDRINI CARLO ALBERTO e BERTOCCI LORENZO senza voto: pochi minuti a partita già decisa.

Verso...lo scontro-salvezza col Joan Mirò

Verso...lo scontro-salvezza col Joan Mirò

25 Febbraio 2016, Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI 1-1

25 Febbraio 2016, Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI 1-1

Quando il Diecimo Corsagna ci fece visita a Kedrion Road per la seconda giornata di campionato, era appena il 1° ottobre. Una vita fa: eravamo nuovi della categoria, avevamo esordito sognando e poi risvegliandoci di soprassalto in quel di Guamo e avevamo poche certezze e molte preoccupazioni. Il Diecimo stesso ne aveva beccati 5 dal Santa Maria del Giudice alla prima, e pensò soprattutto a non perdere. Ne nacque – e non poteva essere diversamente – una partita col freno a mano tirato, che si risolse in un tattico zero a zero in cui su tutti si misero in evidenzia due ottimi portieri.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, e sono cambiate molte cose sia per noi che per loro. La distanza in classifica fra Randagi (13° con 19 punti) e Diecimo Corsagna (7° con 30 punti) potrebbe far pensare a una gara dall’esito scontato; eppure il trend positivo dei rossoblù di Bolognana, che non perdono dalla partita di Santa Maria del Giudice che chiuse il gennaio nero dei ragazzi di Valiensi, mette qualche pulce nell’orecchio in più e lascia aperto il pronostico per questo fondamentale crocevia che apre l’ultimo terzo di stagione.

 

Prepartita.

Oggi registriamo due defezioni nel reparto arretrato: mancano, infatti, sia lo stakanovista Fabio Bertoncini che il promesso sposo Jack Tollari. Anche se in settimana non tutti sono riusciti ad allenarsi, il resto della squadra può comunque dirsi al completo. Mister #SAVERIOFASULSERIO non sconfessa le proprie idee e partiamo dunque per la terza partita consecutiva con il solito camaleontico 3-4-3: davanti a Passigni Simone giocano Bravi Luca libero, Biagioni e Pedrini in marcatura; a centrocampo, da destra verso sinistra, Valiensi schiera Kikko Lorenzi - mossa tattica per arginare meglio il loro ficcante gioco sulle fasce – Abram, Pieroni e Scognamiglio; davanti il Mister ha stipulato un contratto di collaborazione continuativa con l’ormai consolidato KO.CO.CO.: Kone, Condor-dei-Carpazi-Pirvu, Costabile.

Ma…c’è l’inghippo: alle 15 e 12 minuti il tecnico rossoblù esce dallo spogliatoio e vede i suoi che ancora non si stanno scaldando. Si incazza, ma decide per un approccio soft, richiamando i suoi all’ordine e facendogli iniziare il riscaldamento. Dentro di sé è molto preoccupato, e avverte che l’atteggiamento non è forse il più indicato…

 

Il match.

Detto fatto, nei primi dieci minuti di gara sembra che in campo ci sia solo una squadra, il Diecimo Corsagna. Non siamo neanche al 5’ quando Pedrini viene saltato netto da Alfredo Gimbri, che la mette dentro per il taglio di Gatti il quale vede la porta spalancarglisi davanti, calcia a botta pressoché sicura e, mentre Passigni si protende in tuffo in cerca del miracolo, il pallone trova all’altezza dell’area piccola la deviazione alla disperata del Luca Bravi, che nel tentativo di stoppare il tiro finisce purtroppo per spedire la palla nella nostra rete, eludendo anche la possibile parata del Tecco.

Inizio shock, come prevedibile viste le premesse prepartita: 1 a 0 per loro e gara in salita. Serve riconquistare la tranquillità e ritrovare la giusta tensione mentale per rientrare in partita. Anche per questo, Valiensi inizia a farsi sentire e anche a far scaldare Passigni Stefano, per mettere un po’ di pressione ai rilassati undici in campo.

Dopo una decina di minuti di risveglio randagio, sfociato nelle solite occasioni alla “vorrei ma non posto”, conquistiamo una punizione da centrocampo. Una circostanza pressoché innocua per il Diecimo, se non consideriamo il sinistro del Costa, lo spirito randagio, la neonata cabala del Mazzo e l’incredibile vena realizzativa dello Sco. Infatti: il Costa sgancia una bomba che colpisce la traversa, la palla si impenna e, mentre il Mazzo dalla panchina inneggia alla nuova cabala, si accende una mischia maschia risolta, dopo i tocchi di Sulley e Tudór, dal guizzo dello Sco che di sinistro si gira in una pozza e GONFIAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! Preziosissimo 1 a 1 e gara rimessa in sesto quasi subito.

Di qui in avanti il match si fa combattuto. Alla pericolosità dei loro avanti si frappongono il nostro carattere e il nostro bel gioco, finalmente, che ci porta a guadagnare punizioni e calci d’angolo. Sugli sviluppi di uno di questi ancora Scognamiglio, con la specialità della casa, l’anticipo sul primo palo, scippa la palla al portiere ma spedisce ampiamente sul fondo mancando il 2-1. Anche loro sono pericolosi, soprattutto quando Gimbri fa secco Pedrini e imbocca l’autostrada che lo divide dalla porta di Passigni; arrivato al limite dell’area, però, prova un tiro a giro che fortunatamente gonfia…la rete protezione esterna del campo sportivo.

Puntuale come uno svizzero, al 35’ il sig. Ciardelli fischia la fine del primo tempo. Nel guadagnare gli spogliatoi, Ariel avverte il Mister di un fastidio al ginocchio, ma stringe i denti e vuole continuare. Serve però un po’ più di verve in fase offensiva, e Valiensi lo fa presente ai suoi nell’intervallo: è con i movimenti dei tre davanti che abbiamo la possibilità di far male agli avversari, mentre in fase difensiva basterebbero un po’ di attenzione e concentrazione in più perché loro non sono niente di che.

Si rientra in campo con gli stessi 11 del primo tempo, anche se Passigni Stefano è già un po’ che è pronto all’ingresso in campo e infatti passano appena due minuti che Abram, acciaccato, è costretto ad alzare bandiera bianca, rimpiazzato dallo Stif. Il modulo cambia perché, nel tentativo di avere più qualità in mezzo al campo, Costabile gioca ora stabilmente a trequarti con Sulley e Tudor più avanzati.

Passano i minuti e la partita prosegue sulla falsa riga del primo tempo. Per cercare di rompere gli equilibri, Valiensi opta per aumentare la propulsione sulle fasce, inserendo Pieri per un Kikko positivo ma forse troppo timido. Il Fabio ha un buon impatto sulla gara, si fa trovare quasi sempre ben posizionato in zona offensiva, ma non sembra avere lo spunto dei giorni migliori (evidentemente i postumi del venerdì sera si fanno sentire); anche se non riesce a creare grossi pericoli, ha comunque il pregio di tenere basso il loro esterno e di limitare i pericoli dalla sua parte.

Loro buttano nella mischia un certo “Roccia”, panzer vecchio stampo che costringe Passigni ad abbassare molto il baricentro del nostro centrocampo, che ora vede il Costa stabilmente in linea con il Nichol. Eppure, questo non ci crea grossi problemi, anzi approfittiamo della qualità del #COSTACHEIMPOSTA quando il neo-entrato Mazzolini, entrato da poco per Tudor, viene innescato in profondità ma incredibilmente (pensando alle sue qualità e alla sua usuale vena realizzativa) non è lucido abbastanza e finisce per passare la palla al portiere avversario con un tiretto dal limite dell’area. È stata sicuramente l’occasione più ghiotta del nostro secondo tempo, e malauguratamente l’abbiamo sprecata, peccato!

Anche loro hanno una buona occasione quando Casciago semina il panico e serve in area Gualtieri, ma sul tiro a botta sicura si immola letteralmente Biagioni e respinge la minaccia.. ottimo intervento per il Daniele che si dimostra ancora una volta all’altezza della situazione.

Entra anche Bertocci per Kone e negli ultimi minuti porta la vivacità giusta, cercando lo spazio giusto ma con poco tempo per incidere.

La partita finisce con un ragionevole pareggio, con un Passigni impegnato poco e nulla e con ottime occasioni per noi. Il piatto della bilancia, dunque, oggi pende un po’ di più dalla nostra parte. La cosa più importante è aver avuto la riprova di poter dire la nostra contro ogni avversario in questo campionato, non importa la distanza in classifica (maturata principalmente con un periodo nero a cavallo del nuovo anno e parecchie circostanze negative o sfortunate strada facendo).

La ricetta ideale è sempre la solita: grinta e spirito randagio. E, da oggi, forse anche con l’ingrediente segreto dello chef…

Adesso avanti a testa alta, con umiltà ma senza avere paura di niente e di nessuno.

FORZA RANDAGI!

Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: difficile dargli un voto, visto che sul gol non può nulla, eluso dalla deviazione del Bravi, e per il resto non è mai stato chiamato in causa. Premiamo la buona comunicazione con il reparto difensivo e una discreta presenza nelle uscite. LETARGO FINITO

BRAVI LUCA, voto 5,5: primo tempo da rivedere, un po’ per l’autorete, un po’ perché è parso troppo bloccato mentalmente e fisicamente. Nella ripresa va decisamente meglio. FARÀ MEGLIO

BIAGIONI DANIELE, voto 6,5: nel primo tempo soffre il continuo movimento di Casci, che lo costringe a seguirlo in quasi tutto il campo; quando poi lòro lo spostano e mettono davanti una punta più statica, il Daniele torna in partita e non sbaglia più nulla, anzi nella ripresa compie un salvataggio degno di Mitch Buchannon. BAYWATCH

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6: anche lui soffre la fisicità e la scaltrezza di Gimbri, ma tutto sommato fornisce una gara sufficiente. SENZA INFAMIA E SENZA LODE

LORENZI CHRISTIAN, voto 6: in fase difensiva niente da eccepire, semmai un po’ bloccato in quella offensiva. TIMIDO

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 6,5: buonissimo primo tempo, dove dà letteralmente la sveglia ai compagni con i suoi incitamenti e con l’esempio. Deve abbandonare la battaglia, speriamo per poco. ACCIACCATO

PIERONI NICHOL, voto 7: chilometri e chilometri macinati e comunque non perde mai la lucidità e l’attenzione necessarie, confermando la fin qui buonissima stagione con una prestazione importante. LUCIDO

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7: forse mezzo voto in più per il guizzo da rapace dell’area di rigore. La prestazione è buona, attento dietro e puntuale davanti, a volte poco preciso in disimpegno ma comunque presente. FATTORE

COSTABILE MATTEO, voto 7più: basta dire che fino all’ultimo era in dubbio per un fastidio alla gamba; eppure, una volta in campo non si è visto: dopo un primo tempo giocato più avanti, nel secondo arretra ma riesce sempre a imprimere qualità a ogni pallone toccato. Una chicca il tiro da centrocampo che propizia il gol. DETERMINANTE

KONE SULLEY, voto 6,5: troppo esterno, non riesce a sprigionare i cavalli del suo motore africano come ha fatto nelle ultime gare, ma per impegno, energia e sacrificio merita ampiamente la sufficienza. VIVACE

TUDÓR PIRVU, voto 6,5: buona partita spalle alla porta, un po’ meno incisivo quando deve attaccare la profondità, ma ha ritrovato lo spirito giusto e la voglia di allenarsi e può solo farci comodo. IN FORMA

PASSIGNI STEFANO, voto 6: gioca quasi tutto il secondo tempo provando a non far rimpiangere Abram; per grinta e determinazione ci riesce, ma guadagnare in tranquillità. IRASCIBILE

PIERI FABIO, voto 6più: buon ingresso in campo, spinge bene anche se a volte non è preciso nello stop o nella rifinitura. Comunque affidabile. ESPERTO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6meno: pesa come un macigno l’errore in quella nitida occasione che avrebbe potuto regalarci il gol del vantaggio e forse i tre punti. Per il resto solita prova di energia, sacrificio e corsa. Ha giocato non al meglio sicché merita un plauso maggiore. DA RECUPERARE

BERTOCCI LORENZO, senza voto: ancora pochi minuti in campo ma stavolta arriva una buonissima risposta dal Lorenzo…sentirà aria di Joao Mirò?

Verso...Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI

Verso...Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI

Verso…Diecimo Corsagna vs RANDAGI APUANI

 

Picchia e mena siamo già alla fine di febbraio.

Vabbè facile – direte, recitando un vecchio adagio - febbraio è il mese più corto dell’anno. È vero, ma è pur sempre pieno di avvenimenti, novità, sorprese… Per gli amanti degli sport invernali, siamo nel pieno della stagione, c’è il mondiale di curling in TV e gli impianti sciistici sono gremiti di pseudo-sciatori; per gli amanti della musica, si è appena concluso il Festival di Sanremo e tra poco comincia l’Euro Song Contest; per gli amanti delle burle c’è il Carnevale con il suo ognischerzovale; per chi, come noi, ama principalmente il calcio, ritornano la Champions e l’Europa League; e per chi ama e basta hanno inventato pure San Valentino. Insomma, solo 28 giorni ma ce n’è di cazzate...

Polemiche nel dopo-festival, polemiche post-Champions, polemiche a Viareggio…insomma una polemica Costante ‘sto mese!

E in tutto ciò - direte voi, assidui lettori del mondo randagio - che c’entrano i colori rossoblù? A occhio e croce nulla, ma qualcosa si doveva pur scrivere…e poi, forse, pensandoci bene, questa intro una qualche attinenza ce l’ha…

Entriamo nella testa del Mister (ormai per fà prima ha lasciato aperta la porta): aveva pianificato 7 punti nelle ultime tre partite, una mezza impresa riuscita a metà visto che, dopo il dovere espletato a Chiesina e il mezzo miracolo interno col Castelvecchio è arrivato un solo punto dal sanguinoso derby col Pian della Rocca, che ha lasciato al Valiensi e a tutta la ciurma parecchio amaro in bocca.

“Anche se non contento del risultato – ha rivelato il trainer in settimana – devo sicuramente ritenermi felice per la prestazione della squadra, che ha disputato uno dei migliori primi tempi di tutta la stagione. C’è da mantenere alto il livello di concentrazione e di attenzione, per poter andare a Diecimo sabato a giocare sulla stessa falsariga; e ci sono indubbiamente da migliorare alcuni aspetti specifici, alcuni dettagli, sui quali – ha concluso il Valiensi – stiamo lavorando in allenamento, privilegiando le situazioni tattiche quando siamo in possesso della palla.”

Avrà ragione il Mister? È il miglioramento del dettaglio che spesso fa la differenza, ma solo il tempo e il campo daranno il loro responso. Una cosa è sicura: l’amarezza per il pareggio sembra essere superata, il clima all’interno dello spogliatoio è migliorato e, ritardi e  assenze infrasettimanali a parte, la voglia di continuare a far punti è tanta, per dimostrare che questa serie è ampiamente alla nostra portata. Alla faccia di coloro i quali, appena subiamo uno sconfitta, ci rinfacciano che non avremmo dovuto accettare il ripescaggio…

Randagi: noi i nostri jolly dell’ognischerzovale ce li siamo già giocati tutti, e ampiamente. Adesso basta scherzi, basta regali, basta chiacchiere (già, febbraio è anche il tempo delle chiacchiere - o cenci, detta alla Toscana). Quel gruppo di solisti che pensano solo alle rispettive partiture sta pian piano amalgamandosi in un’unica grande orchestra, che suona peraltro uno spartito davvero niente male.

11 partite, 11 battaglie, 11 finali. Comunque vada, panta rei

FORZA RANDAGI!

18 Febbraio 2017, RANDAGI APUANI vs Folgore Piano della Rocca 1-1

18 Febbraio 2017, RANDAGI APUANI vs Folgore Piano della Rocca 1-1

Neppure archiviato il pareggio nella prima stragarfagnina del girone di ritorno contro il Castelvecchio / Spartans, che già si avvicina il derby n.2 di questa seconda tornata di gare: a Kedrion Road arriva infatti la Folgore Piano della Rocca. Le scorie dell’andata sono ancora particolarmente vive nella memoria di Mister #SAVERIOFASULSERIO e dei suoi ragazzi, che cercano la prestazione sopra le righe per cancellare le topiche del sig. Chiari che decisero la sfida di fine novembre a Pian di Gioviano.

Poche presenze in settimana, tanto che l’head coach si è visto costretto ad annullare la seduta atletica di martedì sera (era san Valentino), provando invano ad anticiparla a lunedì e decidendo infine per un solo allenamento giovedì, fortunatamente almeno quello con un buon numero di presenze: ci si è concentrati sulla tattica e i movimenti collettivi, e Valiensi ha chiesto ai suoi il giusto mix di aggressività, concentrazione e spirito randagio.

 

Prepartita.

Il Mister conferma l’Undici spregiudicato che sbancò Chiesina (sufficiente indicazione sul tipo di gara che oggi vuole dai suoi ragazzi). Scendiamo dunque in campo con: Passigni Simone in porta; Bravi Luca libero, a copertura dei due marcatori che sono Bertoncini e Pedrini; a destra il guizzante Pieri, in mezzo al campo Abram e Pieroni (Passigni squalificato) e a sinistra Scognamiglio; davanti i soliti tre: Costabile, Kone e Pirvu.

Di fronte a noi, una Folgore che ha ritrovato vigore (anche il nuovo allenatore pare abbia trasmesso qualcosa in più, a giudicare anche dagli ultimi risultati) e che a differenza delle ultime gare presenta alcuni elementi nuovi e di buona qualità. Davanti, a far coppia con Donati c’è Yaffa che all’andata sull’esterno diede non pochi grattacapi alla retroguardia Randagia.

 

Il match.

Meglio lòro nei primi minuti, vanno al primo tiro verso lo specchio con Donati che però svirgola una conclusione che pareva interessante. Man mano che passano i minuti, però, usciamo allo scoperto e prendiamo il controllo del gioco, dominando a centrocampo e chiudendo ogni varco dalla metà campo in giù; davanti, poi, il Trio sembra ancora una volta in giornata e pronto a colpire.

Giustappunto, è appena il decimo minuto quando Sulley conquista palla al limite dell’area e, senza pensarci due volte, col destro scaraventa verso la porta un siluro che sbatte sulla traversa, carambola sulla schiena del portiere e sfugge al successivo tentativo di presa dell’estremo difensore ospite colpendo però il palo, e finendo la sua corsa lemme lemme tra le braccia del Folgorato. Che dire? Più sfortuna di così…

Il gol sfiorato, tuttavia, è un’ulteriore modo per caricarci: spingiamo sull’acceleratore di quella che oggi sembra essere una spider randagia e costruiamo ancora occasioni grazie alle invenzioni del Costa, di piede e di mano (su rimessa), agli inserimenti a destra di FP1+6 e alla velocità di Sulley nelle ripartenze. Intorno al quarto d’ora è Pieri a crossare in mezzo per Costabile, che fa rimbalzare la sfera e quando calcia di sinistro non ha più modo di inquadrare la porta; poco dopo, su un lancio per Kone, due difensori di lòro nell’intento di fermare l’avanti rossoblù lo falciano al limite dell’area e poi finiscono per travolgersi a vicenda: ha la peggio Fabbri, che sbatte violentemente a terra la tempia e perde i sensi. Cose che possono succedere su un campo da calcio ma che sul momento lasciano tutti col fiato sospeso. Si chiama il 118 ma nel frattempo, per fortuna e per la prontezza di Ariel e degli altri che lo hanno soccorso, si evita il peggio, e Fabbri è in grado di riprendersi e uscire dal campo sulle proprie gambe (nel postpartita ci sono giunte notizie che il ragazzo si era pienamente ripreso, e di questo ci rallegriamo).

Dopo un’interruzione di dieci minuti, l’arbitro sig. Petroni fa riprendere il gioco senza dimenticarsi del calcio di punizione invitante che ci aveva concesso, ma evitando – forse per eccessiva delicatezza – di prendere il più serio nonché meritato dei provvedimenti disciplinari nei confronti proprio di Fabbri. La Folgore continua dunque in undici uomini (l’infortunato viene sostituito), beneficiando di quanto non ci fu concesso a fine novembre nell’andata sfortunata di Pian di Gioviano. Della punizione, comunque, si incarica il Costabile, ma la sua battuta pur precisa è debole e finisce tra le braccia del portiere.

L’inerzia della gara ora è tutta dalla nostra parte. La migliore occasione della seconda metà del primo tempo è per noi e se la costruisce il Pieri, sgusciando via a due avversari come il miglior Garrincha (gli anni son quelli), accentrandosi dalla destra e arrivando fino in area, fermato solo un istante prima di calciare a rete da una buonissima uscita bassa del portiere ospite.

Chiusa una prima frazione che ci avrebbe dovuto vedere certamente avanti nel punteggio, andiamo invece al riposo sullo 0-0 ma con la consapevolezza di poterla sbloccare in qualsiasi momento. E l’abbrivio del nostro secondo tempo è, se possibile, ancor più confortante: continuiamo a giocare e pressare in maniera convincente e alziamo i ritmi, destabilizzando la retroguardia della Folgore già intorno al 5’, quando Costabile compie la sua solita giocata effettuando un lancio di prima intenzione a innescare la corsa del Sulley, che sopravanza il proprio marcatore, entra in area, mette giù bene la palla e, sull’uscita del portiere, lo supera con un delizioso pallonetto che sbatte sulla traversa. Stavolta però un po’ di fortuna anche a noi e Tudór Pirvu, da vero Condor dei Carpazi, si avventa sulla respinta e di prepotenza GONFIAAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! Sembra finalmente tornato il SUPER PLUVIAN che conosciamo, e i suoi gol (2 nelle ultime 3 partite), insieme a prestazioni sensibilmente più “pesanti”, possono significare molto nell’economia di quest’ultimo terzo di stagione randagia. Comunque, intanto 1-0 suca!

Il sollievo di averla sbloccata ci gioca, però, un brutto scherzo, e la reazione d’orgoglio, più che di gioco, dei nostri avversari dà subito frutti insperati: un’innocua rimessa laterale dalla nostra sinistra è agevolmente conquistata da Pieroni, che in un eccesso di belgiuoco prova a uscire ragionando dall’area di rigore e a servire Sulley appostato poco più avanti; il suo passaggio, impreciso e non compreso dal giovane ivoriano, è intercettato da Dini che, da poco fuori area, prova un primo tiro ribattuto alla disperata dallo stesso Pieroni, ma ha poi una seconda chance e stavolta non sbaglia, inchiodando Passigni all’angolino basso dal lato sinistro della porta randagia. 1 a 1.

Per ravvivare l’atteggiamento dei nostri e rinvigorirne la spinta offensiva, il Mister #SAVERIOFASULSERIO avvicenda prima Pieri con KK Lorenzi e poi anche uno spompato Pirvu con Mazzolini. Ora il match è più combattuto: accusiamo una ragionevole stanchezza e concediamo alcune potenziali occasioni, che però mai si trasformano in vere e proprie occasioni da gol avversarie. Dal canto nostro, il massimo che sappiamo fare è conquistare una serie infinita di angoli e soprattutto punizioni dalla tre-quarti, che mai siamo in grado davvero di sfruttare (e sulle quali il Mister annuncia di voler lavorare di più in settimana). Nel finale, Valiensi prova anche la carta Bertocci per Costabile puntando sulla velocità del fu Tomasson, ma il nuovo tridente veloce rossoblù finisce per scontrarsi sempre contro il il pullman che la Folgore ha piazzato davanti alla porta.

 

Postpartita.

Un solo punto. Non è sicuramente quello che volevamo, non è probabilmente quanto avremmo meritato, ripensando al buonissimo primo tempo e al gol ospite, subito in quello che è stato forse l’unico vero tiro in porta della Folgore. Tipico del periodo: veniamo puniti al primo errore e non riusciamo a essere abbastanza cinici davanti, pur a fronte di prestazioni largamente migliori di quelle di qualche tempo fa che comunque fruttano il terzo risultato utile consecutivo in campionato, cosa mai successa finora in questa stagione. Cominciamo ad esserci, insomma, ad essere noi randagi, di nuovo.

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Folgore Piano della Rocca, le pagelle

SIMONE PASSIGNI, voto 6,5: buonissima partita, buona comunicazione e tranquillità; dice che sul gol il tiro gli ha piegato le mani, ma è sbucato all’ultimo da una selva di gambe e non si possono attribuire colpe al Tecco. MA PUÒ MIGLIORARE

BRAVI LUCA, voto 6,5: partita attenta, è concentrato e si vede, non si ricordano errori marchiani ma nemmeno interventi provvidenziali, fa il suo e lo fa bene. DILIGENTE

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: vale lo stesso discorso fatto per il Bravi, attento pulito preciso e quasi mai anticipato dal diretto avversario. MARCATORE

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6,5: prestazione in linea con quella dei suoi colleghi di reparto, gioca bene e fa quello che deve. SICUREZZA

PIERI FABIO, voto 7: finché gli reggono la gamba e il fiato gioca una partita importante soprattutto in fase di spinta; anche in fase di copertura si fa trovare sempre al posto giusto. A questo punto gli manca solo il primo gol in maglia randagia. ESTERNO

PIERONI NICHOL, voto 6,5: è vero, un suo eccesso di confidenza ha dato il via al gol di lòro, ma la prestazione del Nichol è stata come sempre tosta, buona in impostazione ed efficace in fase difensiva. CONFERMA

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 7meno: arriva alla fine della partita letteralmente stremato dalla fatica, e questo ci piace. La sua prova dà continuità alle ultime tre o quattro uscite: contagia i compagni con la garra che sa sprigionare e dietro è spesso provvidenziale, mentre in costruzione dà l’impressione di fare meno di quanto potrebbe. Sulle punizioni dalla trequarti c’è da lavorarci. SOCCORRITORE

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 6,5: fa il suo e lo fa bene, senza i guizzi dei giorni migliori e con qualche inceppamento di troppo in ripartenza, ma offrendo sempre alla causa il suo contributo prezioso. PRESSANTE

COSTABILE MATTEO, voto 7meno: primo tempo sontuoso, in cui gioca tra le linee e non lo prendono mai; peccato solo per qualche tiro mal riuscito che poteva sortire migliori effetti. Nella ripresa cala drasticamente sotto il profilo fisico e non riesce più a fungere da collante tra i reparti. Comunque, VITALE

KONE SULLEY, voto 8: fa il diavolo a quattro, colpisce due traverse, rincorre gli avverarsi per tutto il campo, propizia il gol del Tudór e si rende sempre pericoloso. In poche partite si è conquistato sul campo un posto in squadra che sarà difficile togliergli. FULMINE

PIRVU TUDOR, voto 7: è al posto giusto nel momento giusto, e la butta dentro. Per il resto regge il peso dell’attacco in maniera importante e gioca sempre in appoggio ai compagni. CONDOR

LORENZI CHRISTIAN, voto 6: fatica ad entrare in partita e sbaglia qualcosa di troppo, ma dà il suo contributo in termini di energia. POWER

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6: un quarto d’ora in campo, pochi palloni giocabili ricevuti, ma come sempre corsa e impegno da vendere. Vorrebbe spaccare il mondo, ma con pazienza arriverà anche il suo momento. GREGARIO

BERTOCCI LORENZO, senza voto: pochi minuti in campo ma decisamente meglio rispetto ai 35 anonimi dell’ultima gara. DA RITROVARE

11 Febbraio 2017, RANDAGI APUANI vs Castelvecchio / Spartans 2-2

11 Febbraio 2017, RANDAGI APUANI vs Castelvecchio / Spartans 2-2

Poco più di un mese fa a "L'Impero" di Castelvecchio Pascoli i padroni di casa strapparono in articulo mortis i 3 punti dalla combattutissimo derby d’andata contro i Randagi Apuani. Tra i rossoblù, il ricordo della sconfitta e del modo in cui maturò brucia ancora: fu infatti un risultato di misura, sigillato dall'1 a 0 di Bertini all’ultimo respiro. Analizzando la gara, si disse onestamente che era stata una sconfitta giusta; tuttavia, fu il modo a lasciare l'amaro in bocca, e le tossine inaugurarono quella striscia pesante di 4 sconfitte consecutive che ha caratterizzato il nostro gennaio nero, e il cui trend negativo è stato stoppato soltanto sabato scorso contro il Chiesina.

Adesso è un'altra storia: le prestazioni confortanti delle ultime due gare ci fanno pensare che i tempi bui e più duri siano ormai alle spalle - con il loro strascico di grattacapi interni allo spogliatoio che hanno minato la tranquillità della ciurma randagia - e che siamo tutti di nuovo sulla stessa e barca, per remare dalla stessa parte.


Prepartita.
Mister #SAVERIOFASULSERIO, al secolo #VALIENSIINTUTTIISENSI, già Fido Scudiero, ancora sul poggetto per colpa della potenza della sua ugola, si era detto "molto indeciso fino all’ultimo istante: sapevo di aver le giuste carte per giocarmela e provare a imporre la nostra marcia alla partita fin da subito, ma temevo anche il ripetersi dei primi 10 minuti dell’andata, dove rischiammo e non poco". Le scelte del Mister erano rese ancor più complicate dalle assenze: oltre agli infortunati cronici, fuori Bravi Luca (squalificato) e Kikko Lorenzi  (impegni familiari), nonché lo stesso Valiensi.

Fedele al vecchio adagio che recita "la miglior difesa è l'attacco", e voglioso di giocarsi le proprie possibilità a viso aperto, l'allenatore randagio sceglie il tanto caro 3-4-3: Simone Passigni in porta; difesa con Bertoncini Fabio libero, Pedrini e Biagioni in marcatura; la sorpresa della giornata è Passigni Stefano che parte a destra, con Pieroni e Abram in mezzo e Scognamiglio a sinistra; davanti Costabile, Kone e Pirvu, confermatissimi dopo la vittoria di Chiesina.


Il match.

Lòro come previsto si schierano con un orgoglioso 4-4-2, a cui però la nostra disposizione tattica ben riesce a rispondere fin da subito. Tuttavia, forse non è tanto una questione di numeri e moduli, quanto piuttosto di atteggiamento, che oggi sembra proprio quello giusto: fin da subito arrembanti e aggressivi, così come aveva chiesto e detto il Mister nel pre gara, i Randagi arginano senza grossi affanni le avanzate del Castelvecchio e sanno anche ripartire, con il trio offensivo Costa-Sulley-Tudór in giornata buona.

Per massimizzare le opportunità offensive, dopo pochi minuti Mister #SAVERIOFASULSERIO sposta Costabile sulla destra e Sulley sulla sinistra, nelle posizioni a loro più congeniali, e la mossa dà subito frutto: è il 14' quando il Costa riceve palla sulla trequarti destra ospite, si gira improvvisamente e lascia partire un tiro al volo di sinistro che sorprende Torri sul primo palo e GONFIAAAAA A LA RETEEEEEEEE: 1 a 0 meritato per i Randagi!

La loro risposta non si fa attendere: un minuto dopo, complice un malinteso tra Bertoncini, Biagioni e Passigni, il giustiziere del match d’andata Bertini si inserisce tra i due difensori randagi e si presenta davanti al Simo, che ha il merito di restare in piedi fino all’ultimo e costringere l'avversario a chiudere molto l'angolo del tiro al punto da far finire la conclusione malamente sul fondo.

Nel resto del primo tempo riusciamo a mantenere il controllo del gioco e, seppur con un po' d'affanno quando si tratta di soffocare il brio delle fasce biancorosse, non corriamo veri pericoli; anzi, rischiamo in alcune occasioni di raddoppiare, in particolare quando Pirvu, conquistato un ottimo pallone a centrocampo e involatosi in contropiede verso l'area ospite, fallisce purtroppo il l'ultimo passaggio e non riesce a servire né Sulley né Costabile, che l'avevano affiancato creando un interessantissimo 3 contro 2.

Ciò non toglie niente a un buonissimo primo tempo di marca Randagia, giocato con grinta, aggressività, attenzione e concentrazione, e soprattutto con l'abnegazione di tutti e undici i giocatori rossoblù, che in campo giocano e si sacrificano per il bene comune della squadra. Nello spogliatoio, un soddisfatto Valiensi si vede purtroppo costretto a prendere una decisione inaspettata: Sulley lamenta un pestone all'altezza della caviglia sinistra e non riesce a continuare la gara; il Mister manda a scaldare Pieri, Mazzolini e Bertocci, prendendosi tutto l’intervallo per scegliere tra l'esperienza del Pieri, il fiuto del gol e le motivazioni del Mazzo, o la velocità del Lorenzo, e infine opta per l'inserimento di Bertocci, che, con caratteristiche simili, va ad occupare la medesima posizione ben coperta da Kone, che nel primo tempo aveva creato non pochi grattacapi alla difesa del Castelvecchio.

Al rientro in campo, siamo inoltre costretti ad aggiustarci ancora tatticamente per rispondere al loro cambio di modulo verso un più spregiudicato 4-3-3 (che in alcuni casi si configura come un 4-2-3-1): portiamo subito Passigni in mezzo al campo a legnare il loro trequartista Frulletti, mentre Biagioni si apre a destra per fare attenzione a Lunardi. Loro premono e creano: solo un ottimo intervento di Passigni Simone col piedone su un tiro ravvicinato di Lunardi riesce ad evitare il pareggio. Col passare dei minuti si intensifica la spinta degli ospiti e gradualmente ci abbassiamo sempre di più, incapaci di creare problemi in ripartenza. Ci vuole però una vera e propria invenzione del Sig. Castrogiovanni per agevolare il pareggio biancorosso: l'arbitro inventa una punizione dalla nostra destra, sulla quale Lunardi si smarca bene sul primo palo, raccoglie l'assist del Cinghio Tognarelli e di testa inchioda Passigni. 1-1.

Neanche il tempo di provare a ripartire dopo il duro colpo che capitoliamo ancora, a conclusione di un'azione a dir poco confusionaria e al limite del grottesco (della serie rinvia te che spazzo io): la conclusione, se così la possiamo chiamare, verso la porta del Tecco è del n.8 ospite, che beneficia di una topica assurda di Passigni, degno completamento di un’azione da paperissima della retroguardia randagia. 2 a 1 beffardo, bruttissimo, che troncherebbe le speranze di chiunque...

E invece…

Invece i Randagi hanno la forza d'animo e di gambe di tornare ad attaccare in cerca del pari, che infine arriva, orgoglioso, meritato, con Scognamiglio: è ancora il Costa a inventare, stavolta di mano con una lunghissima rimessa laterale da destra che si trasforma in una specie di corner e, mal calcolata dall'intera retroguardia ospite, pesca il rapace esterno sinistro randagio all'altezza dell'area piccola, dove lo Sco non deve far altro che appoggiare di testa e...GONFIAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! 2 a 2!

Mazzolini subentra a Pirvu, autore di una buonissima gara e parso un po' affaticato nel finale, con l’intento di colpire in contropiede. Lòro cercano con maggior veemenza il gol del nuovo vantaggio, ma dietro - a parte quei maledetti cinque minuti di fuoco - non concediamo nient’altro, anche grazie all'ingresso di Tollari per un esausto Scognamiglio.
A un minuto dalla fine dentro anche Pieri per un Costabile che letteralmente non ne può più, e che giá da qualche minuto si stava saggiamente abbassando per dare man forte alla difesa.

Abbiamo però un’ultima occasione che potrebbe dare un senso epico a questo derby: Pieroni guadagna un importante calcio di punizione dal limite dell’area; con Costabile appena uscito, Mazzolini e Abram si contendono la battuta, e infine se ne incarica Abram Ariel Augusto che, purtroppo, prende in pieno la barriera e non riesce a segnare quel gol che ci avrebbe fatto esplodere di gioia.


Postpartita.
Finisce con un pareggio probabilmente giusto, eppure frutto di molti rimpianti. Quei minuti di blackout all’inizio del secondo tempo pesano e non poco, ad esempio. Ci conforta tuttavia la prestazione, che va a dar seguito alla bella figura fatta in casa del Santa Maria del Giudice e alla vittoria di Chiesina Uzzanese. Un mesetto fa forse non avremmo saputo reagire a un simile uno-due, e avremmo portato a casa zero punti; invece oggi no, oggi è andata diversamente, oggi l’orgoglio e il carattere randagio hanno avuto la meglio.

Che non sia soltanto un episodio, che diventi una buonissima abitudine. A partire da sabato, quando ci aspetta un'altra battaglia a Kedrion Road contro la Folgore (con cui abbiamo più di qualche conto in sospeso...). FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Castelvecchio / Spartans, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6: primo tempo in tranquillità, buona comunicazione e buona amministrazione; a lui non piacciono i nostri “ma”, ed allora è bene che si impegni a non farceli più scrivere..ma, siamo tutti sicuri che lo farà. SFORTUNATO

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: da incubo quella palla lasciata scivolare in area nel primo tempo, forse l’unico errore della sua partita; a volte la difesa non riesce a tenere la squadra corta, ma alla fine non corriamo grossi pericoli. GARANZIA

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6,5: anche se in settimana non ha potuto allenarsi al meglio per un fastidio alla coscia, in campo ha risposto alla grande. CONFERMA

BIAGIONI DANIELE, voto 6più: basta un momento di distrazione e Lunardi segna, lui lo sa e per 69 minuti è sempre attento, peccato per quell’unico minuto down che coincide con il 2-1 di lòro. AFFIDABILE

PASSIGNI STEFANO, voto 7: nel primo tempo si sacrifica e riesce bene anche in un ruolo mai stato suo quest'anno, sulla fascia destra; nella ripresa gioca nella posizione a lui più congeniale davanti alla difesa e si conferma efficace. SORPRESA

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 7,5: apparte la punizione sprecata nel finale, altra sontuosa prestazione dall’Imperatore, tornato ai livelli della scorsa stagione dopo i malumori post-natalizi. TRASCINATORE

PIERONI NICHOL, voto 7: anche se a inizio anno almeno sulla carta non sembrava titolare di questa squadra, si è guadagnato la maglia sul campo, con impegno, determinazione e tanto sacrificio. Messi in mostra anche oggi. ESEMPIO

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 7: nel primo tempo è spesso preso in mezzo dalle combinazioni offensive di Bertini e Frulletti; nella ripresa fa meglio la guardia e ha soprattutto il pregio di credere nella rimonta, andando a prendersi quel pallone che è valso l'insperato 2-2. CARATTERE

KONE SULLEY, voto 7,5: nel primo tempo fa il diavolo a quattro mettendo in difficoltà il velocissimo Riccione del Castelvecchio; è l'ennesima conferma per il giovane innesto randagio, che in poco tempo si è conquistato la fiducia di mister e compagni a suon di prestazioni convincenti. Fermato solo da un infortunio, speriamo leggero. RIVELAZIONE

COSTABILE MATTEO, voto 8: per il gol, per il sacrificio, per la classe e per la corsa che anche oggi come ogni sabato ha messo a disposizione della squadra. Un sinistro al veleno che è ormai una costante. MAGICO

PIRVU TUDÓR, voto 7: finalmente il Condor dei Carpazi che conosciamo! È vero, non arriva mai a calciare in porta, ma gioca una partita da vera punta, in aiuto ai compagni, tenendo bene palla e combattendo contro tutti fino all’ultima goccia di energia. IN FORMA

BERTOCCI LORENZO, voto 6meno: entra in campo quasi inaspettatamente e forse per questo non riesce a calarsi al meglio nella partita. ACERBO

MAZZOLINI ALESSANDRO, TOLLARI DANIELE e PIERI FABIO, senza voto: per tutti e tre pochi minuti in campo, ma comunque rispondono presenti alla chiamata...dimostrandosi PRONTI

Verso il derbyssimo contro il Castelvecchio

Verso il derbyssimo contro il Castelvecchio

Capita di giocare una discreta partita. A volte si può giocare una buona partita. Ma sono poche le occasioni in cui si ha l’opportunità di giocare LA PARTITA. E in queste rare circostanze c’è una cosa in particolare che può far pendere l’ago della bilancia: le MOTIVAZIONI.

Le giuste motivazioni fanno SEMPRE la differenza. Per cercarle, per trovarle, ognuno adopera il sistema che gli è più congeniale: c'è chi si isola da tutto e da tutti; chi la prende con leggerezza e preferisce scherzare fino all'ultimo momento; chi ritrova ritmi lontani ascoltando musica dentro a grosse cuffie bianche; c’è chi non ha bisogno di stimoli esterni e c’è chi dev’essere spronato a scendere in campo con la necessaria concentrazione. Sta al Mister toccare i tasti giusti, sempre diversi da giocatore a giocatore, per avere una squadra pronta mentalmente ancora prima che fisicamente e tatticamente.

Eccola, dunque, LA PARTITA: sabato a Kedrion Road andrà in scena il derbyssimo della stagione, Randagi Apuani vs Castelvecchio Spartans. Mentalmente questa gara si prepara da sola, tutti darebbero qualcosa pur di giocarla e lo stesso Mister #SAVERIOFASULSERIO si dice “fiducioso di poter arrivare a sabato con la mente più leggera, pensando ai dettagli…”.

 

Che tipo di dettagli, Valiensi?

Dalle 17 di sabato scorso ho iniziato a pensare al Castelvecchio. È un’ottima squadra, che ho avuto modo di visionare recentemente nella partita contro la Folgore Piano della Rocca: sono rimasto positivamente impressionato da una formazione che, seppur fortemente limitata dalle numerose assenze, specie in mezzo al campo, ha giocato una gara di ottimo livello al cospetto di un avversario quanto meno ostico. Alla vigilia del derby, mi concentro su due aspetti in particolare: come spezzare il loro possesso palla e come diventare pericolosi. Ogni giorno di questa settimana ho giocato questa gara nella mia mente, e ahimé ogni volta cambiavo qualcosa a livello tattico e di uomini: spero di trovare in tempo la giusta formula!

 

Nelle ultime tre gare abbiamo schierato tre moduli diversi: forza o debolezza?

La verità sta sempre nel mezzo, e i numeri contano e non contano. Sono che sono frasi fatte, ma sostanzialmente è la verità: è il nostro punto di forza quello di sapersi adattare alle caratteristiche degli avversari di turno (il celeberrimo “se loro fanno…”). Allo stesso tempo, dobbiamo essere bravi a non renderlo un limite, lavorando su un modulo “nostro", un modo diverso e ben preciso di stare in campo. Il cammino è ancora lungo e non è questo il momento di ingombrare la testa dei miei ragazzi.

 

La testa, appunto: a volte sembra che i tuoi ragazzi la lascino altrove. Ti sai dare una spiegazione?

Ognuno di loro vive la gara e l'approccia in maniera personale e dunque diversa. Io cerco sempre e solo di ricordare alcuni aspetti fondamentali: concentrazione, attenzione, grinta; ma poi sta alle capacità e all’esperienza di ciascuno di loro saper tradurre in campo quello che ci diciamo fuori. Quanto a sabato, a livello di testa sono sicuro che continueremo il trend di crescita mostrato nelle ultime gare.

 

Sensazioni positive dunque?

Le sensazioni erano positive anche prima del test contro l'Aquila Nozzano, eppure dopo due minuti perdevamo già 1 a 0. L’importante è avere sempre uno spirito costruttivo e positivo, CREDERCI SEMPRE. E fare di tutto per vincere.

 

Attraversiamo il periodo più importante della stagione: in poche partite si deciderà il destino dei Randagi versione 2016/17. In questo, che sembra proprio il momento giusto per ingranare definitivamente la marcia giusta, ci dobbiamo aspettare una squadra offensiva o difensiva?

Domanda capziosa, perché rispondendo potrei svelare ai nostri avversari molto di quello che ho in mente per sabato, dagli 11 scelti al modulo in cui inquadrarli. Posso solo dire che la mia squadra non dimenticherà mai l’equilibrio.

 

Nella gara di andata, prima di Natale, il loro gioco sulle fasce ci mise parecchio in difficoltà: hai previsto contromisure particolari?

Indubbiamente lòro giocano bene sugli esterni, ed è lì che dovremo fare più attenzione. Rispetto all’andata recupero Scognamiglio ma perdo Kikko Lorenzi (oltre allo squalificato Luca Bravi), e questo mi porterà a fare scelte diciamo “sperimentali”, che potrebbero rivelarsi interessanti anche per un futuro a medio termine. Attendiamo la risposta del campo, e sempre e comunque FORZA RANDAGI!

4 Febbraio 2017, Chiesina 1981 vs RANDAGI APUANI 1-2

4 Febbraio 2017, Chiesina 1981 vs RANDAGI APUANI 1-2

“Ghiotta occasione, troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire!”. Ecco più o meno cosa abbiamo pensato quando qualche settimana fa ci è stato comunicato il cambiamento del calendario: dopo lo scontro con la capofila Santa Maria del Giudice, avremmo infatti affrontato la terza trasferta consecutiva per andare al “Bramalegno” di Chiesina Uzzanese a vedercela con il fanalino di coda Chiesina 1981, ancora fermo a 0 punti in classifica. Un’occasione davvero imperdibile per ridare slancio al nostro campionato, mai tanto necessitoso di punti salvezza come in questo caldo insolito inizio di febbraio.

 

Prepartita.

Mister #SAVERIOFASULSERIO, nuovamente appiedato dall’ingrata mannaia del Giudice Sportivo, pur non dimenticando l’equilibrio opta per un aggressivo 343 con Passigni Simone in porta; Bravi Luca libero; due marcatori Bertoncini e Pedrini; a centrocampo, da destra verso sinistra, Pieri, Abram, Pieroni e Scognamiglio; davanti tre bocche di fuoco come Costabile, Kone e Pirvu.

L’orientamento offensivo richiede al Mister il sacrificio di un centrocampista di interdizione in favore di una punta, e la scelta ricade su Passigni Stefano, a rischio diffida per il fondamentale derby di sabato prossimo in casa contro il Castelvecchio, mentre vengono privilegiate le migliori doti offensive di Mesüt Özil Pieroni.

L’intento è quello di partire forte, per far pendere fin da subito l’ago della bilancia dalla nostra parte, chiudere la pratica approfittando di un loro eventuale sbilanciamento e, magari nella ripresa, sfruttare l’opportunità di far giocare qualcuno che fin qui ha avuto meno chances di scendere in campo.

 

Il match.

La partenza è buonissima, considerata la mota e il tempo inclemente (pioggia fitta fitta per tutta la prima frazione). Acquisiamo presto il predominio del campo imbastendo buone trame, e sugli esterni in particolare oggi funzioniamo piuttosto bene: a sinistra, Sulley Kone beneficia delle discese di Scognamiglio e i due si intendono a meraviglia; e sulla destra, i movimenti del Costabile, che accentrandosi viene a giocare tra le linee, liberano la corsia per uno scatenato Pieri, al quale a fine gara manca solo il gol per coronare una prestazione buonissima.

Sprecata qualche potenziale occasione, intorno al 15’ finalmente troviamo il meritato gol del vantaggio. Sugli sviluppi di un corner, Pieroni controlla sui 25 metri e con un sontuoso lob scavalca tutta la difesa e pesca in profondità lo straripante Sulley che, entrato in area dalla sinistra, con estremo altruismo mette in mezzo per l’accorrente Pirvu un pallone sul quale c’è scritto CAROCONDORDEICARPAZIPERFAVORECONILTUOPIEDINOUNTEMPOLETALESPINGIMIALL’INTERNODELRETTANGOLODELIMITATODADUEPALIEUNATRAVERSATORNANDOCOSIAFAREQUELLOCHESAPEVIFAREMEGLIOOVVEROILGOLRANDAGIO (metaforicamente). E il Condor non si fa attendere, e a porta vuota GONFIAAAAAA LA RETEEEEEEEEEE per il più facile dei gol: 1 a 0!

Si sblocca la gara e si sblocca anche il nostro Tudór Pirvu, che era ancora a 0 reti in campionato e che ci auguriamo con questa prima marcatura possa ritrovare la serenità mentale per tornare il bomber infallibile che tutti conoscevamo.

L’incedere randagio non si ferma qui: continuiamo a produrre gioco e a collezionare occasioni per arrotondare il risultato. La più interessante capita sui piedi di Pieri, splendidamente liberato nello spazio da un tacco volante di Costabile: FP1+6 entra in area da destra e si ritrova solo davanti al portiere con la palla che rimbalza dolcemente, troppo forte è la tentazione di provare il cucchiaio e il buon Fabio non resiste, ci prova e finisce per regalare la palla all'estremo difensore.

Nella pancia del primo tempo dobbiamo digerire almeno due possibilità fallite dal Costa: la prima con una conclusione incrociata al termine di una discesa in serpentina, con palla che si spegne di un soffio a lato del palo sinistro della porta del Chiesina; la seconda con un tentativo balistico dai 25 metri strozzato anch’esso sul fondo.

Il raddoppio è comunque nell'aria e, quando mancano pochi minuti allo scadere del primo tempo, Pieri guadagna un calcio di punizione sulla trequarti destra: è la mattonella del Costabile, che sistema la palla con cura e, come era accaduto anche nella gara di andata, disegna una traiettoria precisa col suo sinistro, colpendo benissimo la palla che, appena superata la barriera, si abbassa improvvisamente, tocca il terreno viscido e...GONFIAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!! 2  a 0!

Si va al riposo forti di un risultato confortante ma certamente stretto vista la mole di gioco e occasioni create dai Randagi.

 

Nell'intervallo Valiensi manda a scaldare Mazzolini e Bertocci, e intanto negli spogliatoi chiede di chiudere la gara, continuando a premere sull’acceleratore, pressando e giocando con la cattiveria e l'atteggiamento sciorinati nel primo tempo.

Purtroppo le raccomandazioni del Mister non servono a granché. O meglio, il lòro passaggio a una sorta di 433 ci mette da subito in difficoltà; e anche se il Chiesina non crea vere e proprie palle gol, i Randagi di contro appaiono meno brillanti e meno presenti, soprattutto davanti.

È proprio la mancanza di brillantezza dei primi minuti, unita a una gara sostanzialmente sotto controllo, che spinge l’allenatore rossoblù a innescare la popolare girandola di cambi: fuori dapprima gli ottimi Sulley e Tudór per Bertocci e Mazzolini. Parola d’ordine: manteniamo alti i ritmi.

I due nuovi entrati hanno piglio, eppure poca precisione. Ma il rinnovato slancio dei nostri produce quasi subito un paio di grosse occasioni: Costabile calcia verso il centro dell’area l’ennesima punizione dalla trequarti offensiva e trova una imperfetta risposta del portiere; Luca Bravi si avventa sulla palla e ribadisce in rete, ma l’arbitro Bertolucci ferma tutto per un’evidente posizione di fuorigioco del Toroo rossoblù. Poco dopo, Bertocci servito in area da un cross rasoterra di Mazzolini liscia clamorosamente il pallone e Scognamiglio non fa in tempo ad anticipare l’uscita del portiere sulla palla vagante.

Nel frattempo si scaldano anche Bravi Simone e Bertoncini Roberto, due giocatori che non hanno molto spazio a disposizione, ma che sono importantissimi nello spogliatoio randagio - e il mister, che di sabati trascorsi a scaldare le panchine ne sa qualcosa, gli vuole dare il giusto spazio in una partita che ora, sebbene non ci veda prorompenti e arrembanti come nel primo tempo, continua a non proporre alcun rischio per la porta del Tecco Passigni.

Nel giro di pochi minuti entrano dunque entrambi: il Robe per un gigantesco Ariel, il Simo per il pimpante Scognamiglio. “Cercando il pelo nell'uovo, potevo osare di meno e togliere il Costabile per inserire il Bravi davanti – dichiarerà Valiensi nel post-gara – invece di optare per due ali ancor più offensive con Pieri a sinistra e Mazzolini a destra. L’idea era quella di colpire nei grandi spazi che avevamo a disposizione in ripartenza, e sapevo che al contempo potevamo concedere qualcosa in copertura”. Difatti, non passano che pochi minuti e, proprio dalla parte sinistra che era di Scognamiglio e ora è del Pieri, si concretizza una penetrazione in solitaria di Antonucci che, anche vincendo un rimpallo, entra in area e batte l'incolpevole Passigni in uscita. 2 a 1 e partita incredibilmente riaperta.

Lòro si giocano il tutto per tutto con 4 punte, e le nostre ripartenze sono l'arma migliore per provare a chiudere il match. Al posto di Costabile entra anche il neo-randagio Mazzanti Matteo, che va ad agire alle spalle delle punte e con uno dei primi palloni toccati manda Mazzolini in profondità: ma il Mazzo conclude alto dopo una bella discesa.

L'unico vero brivido, dalla parte opposta, lo corriamo proprio allo scadere dei 4 (divenuti poi 6) minuti di recupero: un lancio in profondità di uno di lòro trova la nostra difesa scoperta e il n.2 locale libero sulla nostra fascia destra, dove un provvidenziale intervento da macellaio del Luca Bravi salva capra e cavoli, baracca e burattini, zuppa e pan bagnato etc. etc…il buon Toroo, diffidato e ammonito, salterà il derby con il Castelvecchio (cui comunque avrebbe probabilmente dovuto assistere da fuori per motivi di salute), ma almeno il risultato è salvaguardato, dato che la punizione susseguente al fallo viene calciata in area ma Passigni fa buona guardia e mette il sigillo al match.

 

Postpartita.

Otteniamo quello che volevamo. I 3 punti arrivano al termine di una prestazione dai due volti: ottima nel primo tempo, dove il 2 a 0 ci andava stretto, e comunque buona nella ripresa, dove con un pizzico di precisione e qualità in più avremmo potuto arrotondare il punteggio, e non avremmo corso pericoli ingiustificati nel finale.

Il cammino per la salvezza è ancora lungo, la strada in salita, ma abbiamo invertito il pessimo trend di quest’inizio di 2017 e la rotta è tracciata: ora, Randagi, non perdiamo la bussola.

 

FORZA RANDAGI!

Chiesina 1981 vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: incolpevole sul gol, per tutto il resto della partita non viene quasi mai chiamato in causa e dimostra comunque una buona gestione delle “palle facili”. Sicuro nella presa bassa che sancisce la fine del match. In costante crescita. GIORNATA DI RIPOSO

BRAVI LUCA, voto 7: attento e preciso, bissa il gol di SMdG ma l’arbitro lo annulla per fuorigioco. La condizione è ottima, la testa sta tornando sulle spalle e in campo si comincia a vedere. PREZIOSO

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: bene, ma non deve certo sudare le bibliche sette camicie per marcare il panzer del Chiesina. SIMBOLO

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 7: altra prestazione grintosa e attenta, non molla mai un centimetro, si veda il pressing nella loro metà campo quasi alla fine del match.  GARANZIA

PIERI FABIO, voto 7: a sorpresa nell’11 iniziale, ripaga la fiducia del Mister sfoderando una prestazione di spessore. Nel primo tempo è un’autentica spina nel fianco della difesa avversaria, e va anche vicino al gol con un pallonetto però velleitario; nella ripresa fa discreta guardia anche a sinistra, sebbene da quella parte nasca il loro gol. ESTERNO

PIERONI NICHOL, voto 7,5: impreziosisce la sua gara con la palla alla Özil per Sulley che dà il là al vantaggio randagio. Come sempre lotta, corre e non molla mai. LEONE

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 7: si prende in collo la squadra nel primo tempo con la grinta e la determinazione che ha sempre fatto vedere, e quando lascia il campo si nota la differenza. DETERMINANTE

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 6,5: buonissima prova al rientro da titolare, gioca bene in fase difensiva dove non corriamo mai rischi, ma potrebbe essere più preciso in fase offensiva. Urge migliorare la condizione. LENTA RISALITA

COSTABILE MATTEO, voto 8: segna una rete e ci va spesso vicino altre volte, confeziona tante giocate di qualità e ci mette anche parecchia quantità. Il suo piede sinistro è un fattore determinante. COMPRESA PUREZZA?

KONE SULLEY, voto 8: quando sprigiona tutti i cavalli del suo motore sono dolori per ogni difesa; deve migliorare in fase realizzativa, intanto ci consoliamo con gli assist (secondo consecutivo). ARISTOTELES

PIRVU TUDOR, voto 7,5: finalmente in rete anche in III Serie! Lo fa nel contesto di una partita veramente di livello, in cui riesce spesso a tenere palla e partecipa molto di più alla manovra offensiva randagia. Serve solo un po’ di cattiveria in più. PLUVIAN (per il SUPER ci stiamo lavorando…)

BERTOCCI LORENZO, voto 6,5: poteva e doveva fare meglio nelle occasioni che ha avuto e che avrebbero chiuso la partita. Buona prova comunque, fatta di impegno e corsa al servizio della squadra. VIVO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6,5: entra per fare la punta ma è ben presto costretto a sacrificarsi sull’out di destra. Punge in contropiede e lavora bene da assistman, mentre si dimostra a volte troppo precipitoso in fase di finalizzazione. Se smette di pensare al gol…IL GOAL ARRIVERÀ

BERTONCINI ROBERTO, voto 6: entra bene in mezzo al campo andando a lottare nel fango, chiudendo bene ma faticando a far ripartire la manovra. PRESENTE

BRAVI SIMONE, voto 6: non gli si chiede di entrare e segnare, ma di entrare e giocare come ha fatto, senza mai mollare e dando sempre tutto se stesso. GREGARIO

MAZZANTI MATTEO, voto 6,5: esordio in maglia randagia, si posiziona in mezzo al campo e gioca massimo a tre tocchi, dando anche il via a un paio di contropiedi importanti. CI PUÒ STARE

Verso…un’altra trasferta in terra pistoiese

Verso…un’altra trasferta in terra pistoiese

“Ahi Pistoia, Pistoia, ché non stanzi

d’incenerarti sì che più non duri,

poi che ‘n mal fare il seme tuo avanzi?”

 

Così cantava Dante in apertura del XXV dell’Inferno, invocando la fine della città sull’Ombrone e del mal fare perpetrato dai suoi abitanti.

 

“A li Randagi opponi l’aspri muri

di Pittini, Lokomotivia e òra Chiesina

di cui la mala striscia sperian duri!”

 

E così potremmo ben proseguire noi, augurandoci che - dopo aver fatto registrare una serie di apparizioni piuttosto negative in terra pistoiese nel corso degli anni in AICS – possiamo ora approfittare di chi sembra stare peggio di noi, ovvero il Chiesina sconfitto 16 volte in 16 partite stagionali di III Serie e appesantito da una differenza reti che dice meno55 (8 fatti e 63 subiti).

Ma non cantiamo vittoria troppo presto, Randagi. E anzi, guardiamoci in casa: abbiamo giocato 16 partite di campionato anche noi, vincendone appena 4 e raggranellando la miseria di 14 punti, che ci valgono il 13° posto in graduatoria, appena 2 lunghezze sopra la zona playout. Siamo andati in gol meno di una volta a partita, e le nostre 16 reti sono un magro bottino se consideriamo che ne conta 6 il Costabile e che 5 sono marcature quantomeno estemporanee del Toroo Bravi e dello Sco. Vi si aggiunga che veniamo da 5 sconfitte consecutive (Coppa compresa) e che nell'ostile terra pistoiese abbiamo ottenuto una sola vittoria, l'anno scorso, quando - nonostante l'ala del Di Pietro - vincemmo 2-0 contro la Lokomotivia. È indubbiamente il momento di darsi una svegliata.

 

“Si apre la settimana più importante della stagione”, avrà pensato il Mister dopo la prova convincente, ma purtroppo non vincente, di sabato scorso in casa della capolista SMdG. Pioggia, fango e qualche indisponibilità hanno frenato entusiasmo e convinzione della ciurma randagia, ma non hanno privato la squadra del divertimento che, in certi casi, è esattamente la medicina giusta per rialzare la testa.

Sabato scorso, tecnicamente e tatticamente, abbiamo affrontato la gara più difficile del campionato, e non solo perché l’avversario era in testa alla classifica. Domani, al “Bramalegno” di Chiesina Uzzanese, ci aspetta però la trasferta più difficile a livello mentale: quel campo è stato terra di conquista più o meno per tutte le squadre che vi hanno fatto visita fino ad oggi, uscite con roboanti goleade buone per il morale e per la differenza reti.

È qui che si vede la testa.

È qui che concentrazione, attenzione, carica agonistica e spirito randagio possono davvero fare la differenza.

Dicono "se non si vince oggi…". Dicono "oh questi hanno zero punti eh!". Dicono “qui ne ha fatti 7 anche il Sassi”. Cazzate. Prima non conta. Conta ora, contiamo noi. La nostra stagione ricomincia da qui.

 

FORZA RANDAGI!

28 Gennaio 2017, S. Maria del Giudice vs RANDAGI APUANI 2-1

28 Gennaio 2017, S. Maria del Giudice vs RANDAGI APUANI 2-1

Comincia il girone di ritorno del Campionato di III Serie AICS 2016/2017 e per i Randagi è subito test proibitivo a Santa Maria del Giudice contro la quotata formazione che guida la classifica e gode dei favori di tutti i pronostici. In settimana si è parlato, si è lavorato, si è parlato, si è mangiato (pane e salame, grazie Robe) e si è parlato. Ora è l’ora di fà di fatti (cit.).

 

Prepartita.

Mister #SAVERIOFASULSERIO arriva a questa partita con una rosa cortissima: oltre agli infortunati di lungo corso e a Lucchesi, out per motivi familiari, sono assenti causa squalifiche Costabile, Lorenzi. Tuttavia, l’allenatore rossoblù ormai ben conosce gli avversari e sa quali contromisure usare fin da subito per arginarne la verve offensiva. Difatti, pochi dubbi su quale modulo utilizzare: si va in campo con un inedito 433 che vede Passigni Simone in porta; Bravi Luca libero a guidare una difesa composta da Biagioni a destra, Bertoncini Fabio in mezzo e Pedrini a sinistra; davanti alla difesa Passigni Stefano, in mediana con Abram Ariel e Pieroni; sull’out di destra Sulley, su quello di sinistra Mazzolini, e davanti Pirvu Tudór. Qualcuno l’ha letto come un 451, altri come un 4141, ma come dice sempre il vecchio saggio del calcio: non contano i numeri, non contano i moduli, conta l’atteggiamento con il quale i giocatori scendono in campo.

 

Il match.

E l’atteggiamento oggi sembra quello giusto. Partiamo bene, talmente bene che dopo alcuni minuti loro sono costretti al time out per procedere con calma a un cambio di modulo, passando da un iniziale 343 al 433. E anche se non costruiamo grandi occasioni da rete, la velocità di Sulley e Mazzolini è una costante spina nel fianco della loro retroguardia. Dall’altra parte, anche la velocità delle loro punte ci mette in difficoltà, e la partita è equilibrata, non spettacolare ma maschia e grintosa, una di quelle che piacciono a noi e soprattutto ai nostri centrocampisti che nei primi 15-20 minuti non hanno problemi a controllare le ostilità.

Come spesso accade nel caso di partite bloccate come questa, serve un guizzo, una giocata di qualità per rompere il ghiaccio; e, come spesso ci accade, quando c’è bisogno di tirare fuori il coniglio dal cilindro non siamo noi a farlo: è infatti con una folata improvvisa sulla fascia destra che Tabarracci, bevutosi Biagioni, arriva sul fondo e mette in area una palla forte rasoterra per l’inserimento di Cretella, che lascia sul posto Pedrini e insacca sul primo palo l’ 1 a 0 per la capolista.

Nel nostro atteggiamento di oggi, però, c’è qualcosa di diverso: a differenza delle ultime partite, ci svegliamo e reagiamo in modo veemente prima con un tiro di Pirvu dal limite dell’area che si perde sul fondo, poi con la caparbietà di Mazzolini che ci vale soltanto un calcio d’angolo. Sembra comunque un copione visto e rivisto, e invece…a poco più di cinque minuti alla fine del primo tempo, Mazzolini calcia dalla bandierina, la palla arriva in area a Sulley che prova il colpo al volo di sinistro, una conclusione ciabattata che ballonzola in area e il più lesto di tutti è Bravi che di sinistro tira e GONFIAAAAA LA RETEEEEE!!! 1 A 1 e pari giustissimo per quanto si è visto!

Corriamo un altro brivido prima che finisca la prima frazione, con un azione simile a quella del gol del vantaggio locale, ma stavolta in qualche modo Bertoncini Fabio riesce a liberare la minaccia.

Nell’intervallo Valiensi chiede maggior aggressività, insistendo sul solo Passigni Stefano come perno basso davanti alla difesa a riconquistare più palloni possibili.

Comincia la ripresa e un leggero infortunio costringe Capitan Bertoncini, dolorante al ginocchio, a chiedere il cambio: entra Tollari. Pur imprecisi e scarsamente incisivi (Kone spreca un buon contropiede innescato da Pieroni con un passaggio sbilenco per Tudor che, costretto ad allargarsi, non può finalizzare), davanti siamo vivi in particolare con Sulley Kone che, seppur acciaccato, mette spesso in ambasce i difensori di casa, costringendoli a ricorrere al fallo con conseguente ammonizione.

Per approfittare degli spazi che inevitabilmente si creano, Valiensi manda a scaldare Bertocci e Scognamiglio in attesa di capire quali avvicendamenti effettuare. L’evolversi stesso delle ostilità dissipa, purtroppo, ogni dubbio del mister randagio, quando al minuto 50 Cretella semina il panico sulla nostra destra e crossa in area dove Tabarracci di testa appoggia in rete per il più bugiardo dei risultati.

A questo punto Valiensi molla gli ormeggi e richiama Passigni Stefano sostituendolo con Bertocci, e passa così a giocare con un più offensivo 4231: Mazzolini si posiziona sulla trequarti, con Bertocci a sinistra, Sulley a destra e Pirvu centravanti.

L’inerzia della partita è ora tutta randagia, ed è quello che fa ben sperare in vista dei prossimi impegni. I difensori del SMdG fanno buona guardia ma sono spesso costretti a ricorrere alle cattive, ed è proprio così che ci rimettono un uomo: nel giro di dieci minuti Pardini rimedia un avventato doppio giallo che ci carica ancora di più. Valiensi rischia anche Scognamiglio per Biagioni, aumentando la spinta anche sull’out destro; e la mossa porta subito gli effetti sperati: palla giocata da Kone sul vertice destro dell’area di rigore, rimpallo e successivo cross verso lo Sco, che è puntualissimo nell’inserimento sul secondo palo ma, pur solo a tu per tu col portiere, non aggredisce la sfera e viene spiazzato dal rimbalzo, mancando clamorosamente l’impatto con il pallone. Peccato, perché è stata indubbiamente l’occasione più grossa di tutta la partita.

Nei minuti finali, la carica e la grinta di Valiensi vengono ritenute eccessiva dal direttore di gara quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il Mister rossoblù chiama a gran voce un uomo a disturbare il portiere, nessuno ci va e l’estremo difensore esce togliendo la palla dalla testa di Scognamiglio. A quel punto il #VALIENSIINTUTTIISENSI va giustamente su tutte le furie urlando la qualsiasi contro i suoi ragazzi, e l’arbitro paradossalmente decide di allontanarlo. Sì, l’eredità del #MIINCAZZOFISSO  è in buone mani.

Conquistiamo altri calci da fermo, di quelli da tirarla dentro e sperare, ma non riusciamo mai a renderci pericolosi nemmeno quando su una respinta della difesa Abram prova il tiro al volo ma la sfera finisce alta sopra la traversa. L’ultima azione vede protagonista ancora il buon Scognamiglio, che riceve sulla mediana da Pieroni, si accentra e imbuca dentro un interessante palla per Kone, ma sulla traiettoria si trova Pirvu in evidente posizione di off-side: l’arbitro ravvisa il fuorigioco, vanificando l’ottimo aggancio del Tudor, che si sarebbe involato verso la porta.

 

Postpartita.

Buona partita… BUONA PARTITA! Certo, il risultato è duro da digerire, e uscire senza punti dopo una prestazione del genere in casa della capolista proprio non ci sta. Ma la differenza è forse proprio qui, tra chi la butta dentro e noi che in quest’ultimo periodo proprio non lo facciamo neanche con la canala. E purtroppo subiamo gol al primo mezzo errore difensivo. Eppure è stata una buona partita, e dobbiamo ripartire da qui, da questa voglia, da questa determinazione.

A Chiesina inizierà per i Randagi un nuovo campionato: d’ora in avanti ci ripromettiamo di raccontare più vittorie e meno sconfitte.

 

FORZA RANDAGI!

S. Maria del Giudice vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6: non fa registrare parate importanti perché oggi la difesa fa generalmente buona guardia, e dimostra una buona amministrazione delle “palle facili”. Un po’ troppo restio alle uscite, si veda il secondo gol. Le qualità fisiche per essere un ottimo portiere non gli mancano, ma a volte sembra non crederci lui stesso. PESSIMISTA

BRAVI LUCA, voto 6,5: sul primo gol sbaglia il tempo del raddoppio e resta a metà strada, senza affondare la chiusura né provare a intercettare palla a centro area. È forse l’unico errore di un partita più che sufficiente, condita anche dal gol che ci regala il momentaneo pareggio. BOMBER PER CASO

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: con un ginocchio che fa le bizze riesce comunque a giocare una buona partita finché regge, e quando proprio non ne può più chiede il cambio uscendo tra gli APPLAUSI

BIAGIONI DANIELE, voto 6: più in ombra del solito, oggi DB2 soffre la fisicità di Tabarracci e Cretella, commettendo qualche errore cui ci aveva disabituato. NORMALE

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6più: anticipato nettamente dal capocannoniere del campionato Cretella in occasione del primo vantaggio, forse anche sul secondo gol poteva fare meglio. Da riconoscere però anche i meriti dell’avversario. Discreta la fase di spinta. SOTTOTONO

PASSIGNI STEFANO, voto 6,5: quando smetterà di disperarsi per il primo errore e penserà solo a giocare come sa, avrà fatto un passo in avanti gigante e decisivo per la sua carriera. Qualche disimpegno non perfetto ma la solita grande prova di quantità in mezzo al campo. CAMBIOOOOO

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 6,5: rottura e costruzione, ma dev’essere più decisivo e apportare più qualità ed esperienza a vantaggio dei compagni più giovani. POCA PERSONALITÀ

PIERONI NICHOL, voto 6,5: beneficiando dello schieramento con 3 centrocampisti centrali, tocca tanti palloni e riesce a far girare la manovra insieme ai compagni di reparto, al pari dei quali però manca di personalità quando c’è da trovate il guizzo, magari con un tiro da fuori o con un passaggio filtrante. INTERMITTENTE

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 7: come Kone sull’altro lato, ravviva le fasce randage e sa dare equilibrio alla squadra offrendo fin che può copertura e spinta. Gli manca solo il gol, che ormai meriterebbe ampiamente. VIVO

KONE SULLEY, voto 7meno: anche lui sacrificato tatticamente da Valiensi, gioca spensierato e svaria su tutto il fronte offensivo unendo velocità e vivacità. Conquista cartellini e punizioni come se piovesse. Qualche imprecisione di troppo nei momenti cruciali. CONFERMA

PIRVU TUDOR, voto 6più: lotta, corre e combatte come non mai, dando sempre l’impressione di poter fare qualcosa di importante, eppure finendo sempre per non riuscirci, vuoi per la bravura degli avversari vuoi per il suo momento poco lucido. È importante però che continui su questa strada, senza pensare agli errori o al gol che non arriva, perché proprio quando smetterà di pensarci il gol arriverà, con la naturalezza con cui l’ha sempre trovato nelle stagioni precedenti. IN CRESCITA

TOLLARI DANIELE, voto 6: per fortuna non si nota, dato che nella ripresa il pallino del gioco è quasi esclusivamente rossoblù. Merita la sufficienza così come meriterebbe più spazio. AFFIDABILE

BERTOCCI LORENZO, voto 6: entra bene in partita, meglio a destra che a sinistra. Epica la corsa contro Cretella, conclusa con un tackle scivolato a chiudere in fallo laterale (si intravede un possibile futuro A TUTTA FASCIA)

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 6più: entra e fa quello che il mister gli ha chiesto, ovvero spingere, inserirsi e appoggiare la manovra offensiva. Peccato che il mister si sia scordato di dirgli la cosa più importante: bisogna fare gol! Quel pallone andava buttato dentro… SOLDATINO

Verso...la prima della classe

Verso...la prima della classe

“Tanto dobbiamo incontrarle tutte…” ecco cos'ha pensato  il Mister #SAVERIOFASULSERIO quando è stato pubblicato il calendario definitivo del girone di ritorno. E' anche vero che, dopo Castelvecchio, San Salvatore Montecarlo, Aquila Nozzano e Lokomotivia di Pietreto, avremmo ben volentieri evitato di chiudere il filotto affrontando il Santa Maria del Giudice, la prima della classe.

Di lòro è quasi inutile sottolineare numeri e statistiche: miglior attacco, con Cretella (14 gol) e Salomakha (10), due tra i bomber più temibili della categoria; e difesa solidissima, con soli 15 gol subiti. Un compito evidentemente proibitivo per i Randagi, ma se ci ricordiamo la partita dell'andata...

E' vero, il 30 ottobre scorso a Kedrion Road il risultato fu un duro 0 a 3, ma nel primo tempo specialmente andammo vicini al gol in più di un'occasione, costringendo il loro estremo difensore a un paio di buoni interventi; e se poi andiamo ad analizzare i gol subiti, a parte il secondo, gli altri vennero dagli sviluppi di calci piazzati e da alcune dormite dei nostri, giustificate soltanto dal fatto di giocare di domenica mattina. 

Ci mancheranno per squalifica il nostro leader tecnico Matteo #Costelloo Costabile, appiedato per un turno dal giudice sportivo al pari di Pieri PF1+6 Fabio (alla seconda giornata di squalifica per somma di ammonizioni) e di Chrtistian Kikko Power Lorenzi. Rientreranno invece Scognamiglio e Tollari dagli impegni lavorativi che li avevano esclusi lunedi sera, e forse anche Lucchesi Mirko, che pure nell'ultimo periodo è sparito dai radar del Mister; e sarà della partita lo stesso Player/Manager Valiensi che, scontata la squalificam, è a sua disposizione.

Randagi: non partiamo sconfitti. Non arbitra Chiari quindi giochiamo 11 contro 11 e partiamo dallo 0 a 0: fondamentali l'approccio, la rabbia giusta, un po' di culo e quello spirito randagio che ci ha sempre contraddistinto e che ci è indispensabile per provare a fare nostri i tre punti anche contro avversari che sulla carta ci sono superiori.

FORZA RANDAGI!

 

23 Gennaio 2017, Lokomotivia di Pietreto vs RANDAGI APUANI 3-1

23 Gennaio 2017, Lokomotivia di Pietreto vs RANDAGI APUANI 3-1

“Semo tutti parucchieri” fu la campagna di protesta pacifica inscenata dagli oltre 8000 romanisti che il pomeriggio di lunedì 9 aprile 2001 si recarono in massa a Firenze per un inusuale e scomodo posticipo del Campionato di Serie A. Allo stesso modo, per colpa di un regolamento a dir poco particolare, i Randagi sono costretti a scendere sul campo di Marginone contro la Lokomotivia di Pietreto in uno scomodo e anomalo lunedì sera di gennaio.

 

Prepartita.

Grattacapi per Mister #SAVERIOFASULSERIO (ancora squalificato), a cominciare dalle numerose assenze per questo impegno infrasettimanale. Tatticamente, Valiensi opta per il collaudato 352 e schiera Passigni in porta, Bravi libero, Biagioni e Bertoncini Fabio, oggi capitano, in marcatura, Lorenzi sulla destra, Passigni Stefano, Abram Ariel e Pieroni in mezzo al campo e un adattato Pedrini sulla sinistra, davanti la coppia Costabile-Sulley Kone, confermato titolare dopo la buona prova contro l'Aquila Nozzano.

Lòro si schierano con un 4312, con il n.10 che gioca abilmente tra le linee per innescare le due punte, abili e forti fisicamente.

 

Il match.

Buon impatto, almeno inizialmente proviamo a costruire buone trame di gioco, e sulle fasce Pedrini e Lorenzi possono spingere abbastanza agevolmente. La prima occasione da gol l'abbiamo noi: Kone caparbiamente conquista un calcio d'angolo andando a pressare l'estremo difensore, dalla bandierina va Costabile che trova sul secondo palo la testa di Sulley, sponda per Bravi e il Toroo, spalle alla porta, tenta il colpo del giaguaro ma non centra la specchio.

È però un fuoco di paglia. Con il passare dei minuti la Lokomotivia prende il sopravvento e noi non riusciamo a uscire con efficacia come avevamo fatto nella prima parte della prima frazione. E anche se la loro superiorità non sfocia in occasioni nitide, si ha sempre l'impressione di correre pericoli, che il più delle volte riusciamo ad evitare per buoni recuperi dei nostri difensori o imprecisione dei nostri avversari nella rifinitura o nel tiro.

Fronte Randagio, il nostro trio di centrocampo al gran completo (compreso il figliol prodigo Abram) offre buona copertura e riesce in diverse circostanze a far ripartire l'azione, trovando in Costabile tra le linee e in Sulley in profondità dei buoni appoggi.

Sembra che la prima frazione debba concludersi sullo zero a zero, un risultato fin lì abbastanza giusto, nonostante un’interessante doppia occasione per i nostri avversari (un tiro dagli spogliatoi, cit., impegna Passigni alla respinta laterale, ma sulla ribattuta il più lesto è il capitano di lòro: sembra un film già visto troppe volte quest'anno, deve solo spingerla dentro, invece sbaglia e la sfera finisce sul fondo).

Quando mancano poco più di 5 minuti alla fine del primo tempo, però, Bravi Luca nel tentativo di rinviare la palla all'interno dell'area di rigore scivola e, rialzatosi, calcia in pieno la gamba della punta avversaria che aveva conquistato il pallone: rigore sacrosanto. Sul dischetto va il loro capitano e, mentre l'Imperatore Ariel si avvicina alla panchina e sussurra un "Lo para!", il Simo alias Tecco ribatte il tiro centrale del capitano locale Di Vita; sulla respinta, con caparbietà riusciamo a sbrogliare la matassa e liberiamo l'area.

Quando manca pochissimo al duplice fischio, sulla nostra schiena corre l'ultimo brivido di frazione: calcio di punizione per lòro buttato dentro l'area, il Simo sceglie male il tempo dell'uscita e la punta di testa lo supera in pallonetto, ma sulla linea di porta Biagioni spazza salvando il risultato.

 

Nonostante le raccomandazioni di Mister Valiensi, che negli spogliatoi all’intervallo chiede concentrazione ai suoi e li sprona a tenere duro soprattutto in vista di un primo quarto d’ora di ripresa di fuoco, quando comincia il secondo tempo capitoliamo al primo pallone: rimessa laterale dalla nostra sinistra, la sfera arriva in area dove sia Bertoncini che Bravi guardano il loro capitano stoppare, girarsi e tentare la conclusione; il tiro parte debole verso il primo palo, ma Passigni non riesce a respingere e la palla entra lemme lemme nella nostra porta. Un gol decisamente evitabile, ma il vantaggio della Lokomotivia è francamente meritato.

La cosa peggiore è che, mentre Valiensi manda a scaldare Mazzolini e Pirvu - mossa già prevista - arriva la doccia fredda: Luca Bravi, nel tentativo di effettuare un passaggio allo Stif, regala palla al loro trequartista, quindi prova a rimediare con un fallo a circa 30 metri dalla nostra porta; e quando tutti ritengono difficile calciare in porta da lì (dagli spogliatoi, qualcuno ha detto), Cascone lascia invece partire un tiro preciso, anche se non fortissimo, che supera la barriera, sbatte sulla traversa e gonfia la rete: 2 a 0, amarissimo.

La nostra reazione, almeno in questo caso, non tarda ad arrivare. Entra Pirvu per Pedrini, con lo spostamento del generoso Sulley sulla sinistra a galloppare sulla fascia, e alziamo il baricentro approfittando di un Kikko Lorenzi più intraprendente e nel vivo del gioco sulla fascia opposta (un suo tiro sfiora di un soffio il sette).

Esce Passigni Stefano (ammonito nei minuti precedenti e parso nervoso) ed entra il Mazzo, che si posiziona davanti con il Tudór, mentre il Costa scala a tre-quarti a cercare di fare più gioco possibile; con l’ingresso di lì a poco di Pieri per Bravi, invece, il mister ridisegna la squadra in un 4213 offensivo: spregiudicata difesa in linea con Pieri a sinistra, Biagioni e Bertoncini centrali, Kikko a destra; barriera mediana Abram-Pieroni; Costabile a trequarti e tre punte: Sulley a sinistra, Pirvu in mezzo e Mazzolini a destra.

Purtroppo però l'arbitro, che fino a quel momento si era discretamente comportato, fischia il secondo rigore per loro della serata. Il fallo c'era, sia chiaro (l’ha ammesso anche Lorenzi autore della scorrettezza che, con questo giallo, salterà la prossima gara), ma era iniziato e finito fuori dall'area, solo che astutamente il loro attaccante si è lasciato cadere dentro, inducendo l'arbitro all'errore. Dal dischetto si presenta nuovamente il capitano Di Vita che stavolta non fallisce, calciando ancora centrale. 3 a 0.

Nel finale, abbiamo voglia e ancora sufficiente coraggio per provare a ridimensionare uno sproporzionato dislivello nel risultato, e prima un sinistro al volo di Costabile ben servito da Sulley chiama l'estremo difensore ad un autentico miracolo in presa all'angolino basso; poi Mazzolini, ben servito da Costabile in profondità, calcia fuori di sinistro da pochi passi.

Il gol è nell'aria e finalmente arriva quando il Mazzo recupera palla sulla destra dopo un tentativo di rinvio del loro difensore e crossa in area, dove in avanscoperta si presenta Biagioni Daniele che di testa la piazza nell'angolino basso e gonfiaaa la reteeee! 3 a 1!

Mancano meno di 10 minuti considerato anche il recupero e ci buttiamo in avanti alla disperata ricerca di un altro gol che riaprirebbe la partita. Produciamo poco a dire la verità, ma abbiamo da recriminare quando Pieroni in area, dopo una sponda di Costabile, viene in qualche modo anticipato con una gamba molto alta, forse anche toccato: proteste veementi di parte Randagia, di cui fa le spese il Costabile che era in diffida, ma l'arbitro non fischia nulla e successivamente si accende un parapiglia generale con l'invasione tutt'atro che pacifica del #MINCAZZOFISSO, autore di una prova sopraffina fatta di cabale, urli e aforismi come solo lui sa fare.

È il canto del cigno di questa ennesima gara sfortunata dei Randagi. Usciamo a testa alta, ancora un volta, purtroppo puniti di nuovo al minimo errore. Certo, loòro hanno costruito più palle gol, ai punti avrebbero comunque meritato la vittoria, ma tutta questa differenza che ci divide in classifica (13 punti) e oggi sul campo (1-3) non si è vista. Ripartiamo dalla reazione, vera, decisa, che c’è stata nel momento di maggior difficoltà. Ci aspetta un’altra partita tostissima contro la prima della classe sabato a Santa Maria del Giudice: andiamo a giocarcela, come sempre per ottenere il massimo dal confronto sul campo, e possibilmente, visto che NATALE E' PASSATO DA UN MESE, BASTA REGALI!!!

FORZA RANDAGI!

Lokomotivia di Pietreto vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: ha delle colpe sul primo gol e sul secondo poteva fare meglio, ma almeno si conferma pararigori (secondo consecutivo neutralizzato). Deve acquisire più sicurezza nei propri mezzi. SE VUOLE PUO'

BRAVI LUCA, voto 5,5: parte bene, tenendo alta la difesa e giocando sempre la palla con criterio e senza spazzoni; l'episodio del primo rigore lo condiziona ed è forse la principale causa, nel secondo tempo, di errori NON DA LUI.

BERTONCINI FABIO, voto 6,5: indossa la fascia da capitano con esperienza e grinta, meritando un voto positivo anche se il suo uomo segna due gol. Bella un suo anticipo e successiva discesa palla al piede nel secondo tempo. GREGARIO

BIAGIONI DANIELE, voto 7: bravo in marcatura, dove annulla il suo avversario diretto, e in generale protagonista della fase difensiva della squadra (compie ad esempio un ottimo salvataggio sulla linea prima dell’intervallo); nel finale si spinge anche in avanti e segna un inutile gran bel gol. POLIVALENTE

LORENZI CHRISTIAN, voto 7: riscatta la prova sottotono di sabato scorso a Bolognana e finalmente fa vedere il miglior Kikko della stagione; ottima doppia fase, il gol con quel tiro dal limite poteva coronare una prestazione convincente. RITROVATO

PASSIGNI STEFANO, voto 6,5: generoso e grintoso al punto giusto, nel traffico è bravo anche a riciclare una buona quantità di palloni sporchi. ROCCIOSO

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 6,5: esperienza e fisicità ritrovate in mezzo al campo, ora serve continuità. EL MASTINO

PIERONI NICHOL, voto 6,5: cresce l’intesa con i compagni e cresce la condizione fisica, si integra benissimo nella mediana a tre di Valiensi. PERNO

PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6: adattato sulla corsia mancina, fa bene in fase di ripiegamento; poco propositivo, anche se non è nelle sue caratteristiche. VOLENTEROSO

KONE SULLEY, voto 7: altra bella prova offerta dall’ultimo arrivato in casa randagia: corsa, sacrifico e tanta voglia di incidere. Il mister gli cambia tre ruoli in 10 minuti e lui continua a correre e giocare come se niente fosse. Colpito duro nel finale, esce zoppicando. MOTO PERPETUO

COSTABILE MATTEO, voto 7: tira da tutte le posizioni col destro e col sinistro (in un’occasione, autentico miracolo del portiere avversario a vanificarne un colpo da maestro). Di più, si spende in fase difensiva sacrificandosi per la causa. Anche lui ammonito, salta la prossima e si riposa per lo scontro diretto col Matraia. IMPRESCINDIBILE

PIRVU TUDÓR, voto 6: entra in partita con la maglia del Pieri e senza parastinchi, eppure lotta con una ritrovata grinta e cerca il dialogo con i compagni pur senza cambiare volto alla gara. IN CRESCITA

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 6,5: buonissimi 20 minuti, conditi da un assist e un’occasione che poteva essere sfruttata meglio; sulla via del pieno recupero psico-fisico. RANDAGIO

PIERI FABIO, voto 6: giusto il tempo per entrare nel tabellino dei cattivi. MITICO

23 Gennaio 2017, Lokomotivia di Pietreto vs RANDAGI APUANI

23 Gennaio 2017, Lokomotivia di Pietreto vs RANDAGI APUANI

14 Gennaio 2017, RANDAGI APUANI vs Aquila Nozzano 1-4

14 Gennaio 2017, RANDAGI APUANI vs Aquila Nozzano 1-4

I Randagi fanno nuove tutte le cose. Se le settimane appena trascorse ci erano sembrate le più complicate della storia della società, questa lo è stata ancor di più, minando le ormai poche certezze rimaste sul gruppone dei ragazzi di Valiensi. Non torniamoci sopra: c’è un match da giocare, c'è un campionato da disputare, c'è una maglia da onorare, e non c’è tempo per piangersi addosso.

 

Prepartita.

Il sabato del villaggio si apre con l'incontro tra il Mister e Ariel Abram, protagonista di un'uscita di scena parsa quanto mai improvvisa a metà settimana. Bravo Valiensi a riportare il tutto alla normalità, reintegrando in rosa l’Imperatore che fa dunque tre passi indietro rimettendosi a disposizione per la seconda parte di stagione.

Seppur squalificato, nel pre-gara Mister #SAVERIOFASULSERIO cerca di toccare i tasti giusti con ciascuno dei singoli, spingendoli a entrare in campo dando tutto quello che hanno e, soprattutto, giocando da squadra.

Gli undici scelti per affrontare la temibile Aquila Nozzano quarta in classifica sono: Passigni in porta; Bravi Luca libero, con Pedrini e Biagioni in marcatura; Kikko Lorenzi a destra, in mezzo al campo Passigni Stefano - oggi capitano per il "gran rifiuto" della fascia del fratello Simone - e Pieroni, Scognamiglio chiude la cerniera a sinistra. Le tre punte sono Costabile, Mazzolini e Kone, alla prima da titolare.

 

Il match.

All'entrata in campo, le facce sembrano quelle giuste, e mostrano concentrazione, cattiveria, voglia. Ma non è tutto oro ciò che luccica: dopo appena 35 secondi, su un traversone partito dalla nostra sinistra difensiva, la palla arriva attraversa tutta l'area e trova sul secondo palo la torre Viviani che, forse in fuorigioco, in spaccata colpisce la sfera beffando Pedrini e Tecco Passigni e insacca da pochi metri. Neanche un minuto dunque e siamo già sotto, e riaffiorano i fantasmi di sette giorni fa quando fummo impallinati dal San Salvatore.

Oltre alla partenza ad handicap nel punteggio, anche tatticamente l'inizio gara si rivela per noi assai difficoltoso. Il loro assetto costringe Costabile ad abbassarsi sul centrocampo, anche per sfruttare la sua qualità palla al piede; ciononostante, difficilmente riusciamo a costruire manovre sensate e ci affidiamo unicamente alla ricerca della profondità. Proprio grazie agli spunti di Costabile riusciamo a costruire due-tre potenziali occasioni, imbeccando gli inserimenti di Mazzolini e Kone, e talvolta quelli di Scognamiglio a sinistra; minime imprecisioni in fase di rifinitura o insoliti difetti nel controllo della palla ci impediscono, però, di renderci veramente pericolosi.
Col passare dei minuti, il morale dei Randagi beneficia di un ritrovato equilibrio in campo ma, quando sembra che possiamo trovare lo spiraglio giusto per riacciuffare il pareggio, ecco la doccia fredda: un calcio di punizione quantomeno dubbio, guadagnato dagli ospiti all'altezza della bandierina del calcio d'angolo, viene calciato lungo in area di rigore; il Tecco Passigni abbozza l'uscita, ma non sceglie bene il tempo e, una volta scavalcato dal pallone, cerca di tornare sui suoi passi, tra i pali, ma una sponda del loro esterno opposto  lo uccella ancora riproponendo la sfera in mezzo alla nostra area di rigore dove, al termine di una mischia, il più lesto di tutti è nuovamente Viviani che sigla il 2 a 0. Nuovamente puniti al minimo errore, dunque.

Peccato, perché avevamo trovato la giusta reazione, almeno a livello di gioco e di intensità (meno a livello di conclusioni a rete), e non vogliamo demordere: eravamo e siamo vivi. A tre minuti dallo scadere della prima frazione, l'episodio che potrebbe cambiare totalmente l'inerzia della partita: su un calcio di punizione dal limite per lòro, in barriera il generoso Sulley salta scomposto e devia il pallone con il braccio, costringendo l'arbitro a fischiare un sacrosanto calcio di rigore. Sembra attenderci il colpo del ko, che sancirebbe la fine di ogni velleità dopo neanche un tempo di gioco; invece il Tecco Passigni si riscatta delle ultime opache prestazioni e compie un miracolo dei suoi, dimostrandosi ancora una volta un gran pararigori e andando a deviare in angolo l'esecuzione dello specialista Casentini.

 

Negli spogliatoi Mister Valiensi si fa sentire: sgrida i suoi per i due gol presi e chiede, ora più che mai, di produrre il massimo sforzo per riaprire la partita. Sa di avere le giuste carte, anche in panchina, per ambire almeno al pareggio contro un avversario confermatosi valido ma non certo trascendentale.

 

E i primi minuti della ripresa danno ragione al giovane tecnico rossoblù.

Kone è sempre più scatenato e riesce a trovare spesso il tempo giusto per imbucarsi alle spalle dei difensori di lòro. Costabile tra le linee giostra meglio il pallone adesso e Mazzolini si fa trovare pronto all'imbucata in almeno un paio di interessanti circostanze. Manca, semmai, un po' di spinta sulle fasce, con Lorenzi da una parte poco propositivo e Scognamiglio, dall'altra, poco brillante e appesantito dai rari allenamenti dell'ultimo periodo. Si vanno dunque a scaldare sia Bertocci che Pieri, alternative valide per modificare l'assetto tattico e soprattutto aumentare la propensione offensiva della squadra.

Al quarto d'ora, l'episodio che più di ogni altro può riaprire il match si trasforma invece ben presto nella definitiva parola FINE: scattato in profondità, il funanbolico Kone anticipa il portiere in uscita e viene travolto da tergo da difensore e portiere stesso; il rigore è sacrosanto: se ne incarica il nostro rigorista designato, Ale Mazzolini, e calcia bene, forte e angolato, ma coglie la traversa, e sulla respinta si fionda Pieroni provando a insaccare di testa, ma incorna clamorosamente sul fondo.

Non passano che pochi minuti e Mazzolini ha un'ottima occasione per riscattarsi: liberato sulla sinistra, incrocia a botta sicura ma, a portiere battuto, un difensore trova una fortuita e miracolosa deviazione in angolo con il polpaccio.

Così è la vita così è il calcio, dove, si sa, in una buona percentuale di casi a un gol sbagliato segue quasi automaticamente un gol subito. Ecco allora che, nel momento di maggior spinta offensiva nostra, sono lòro a trovare l'immeritato punto dello 0-3: su un pallone giocato lungo e con la nostra squadra piuttosto sbilanciata, i due attaccanti chiudono un bell'uno-due al limite dell'area e Micheli trafigge ancora Passigni.

Era da poco entrato Pieri per Lorenzi, e Valiensi decide di buttare nella mischia anche Bertocci togliendo un generoso Mazzolini per salvaguardare l'equilibrio della squadra; poco dopo va dentro anche il Biscio per Pedrini.

Saremo anche sfortunati; saremo anche poco brillanti; saremo magari poco reattivi dietro; ma abbiamo una grande virtù: siamo Randagi e non molliamo mai. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo che Costabile batte da destra, Kone, il più basso tra i giocatori nell'area dell'Aquila, appostato sul secondo palo trova la deviazione vincente che gonfiaaaa la reteeeeee e riapre la partita: 1-3!

Il Mister decide allora di tentare il tutto per tutto, cambiando modulo pur senza cambiare uomini: si passa al 4-3-3 col Biscio a sinistra, Biagioni e Bravi in mezzo e Scognamiglio a destra; centrocampo ridisegnato con il duttile Pieri e i due mastini Pieroni e Passigni; davanti puntiamo sulla velocità di Kone e Bertocci e le imbeccate del Costabile. Ancora una volta, però, non abbiamo il tempo di verificare se le premesse siano buone o meno: su una punizione calciata da sinistra si apre un batti e ribatti nella nostra area, la palla si alza e ancora quel pennellone di Viviani va a siglare un'esagerata tripletta inventandosi una rovesciata che dà al pallone una traiettoria beffarda, utile a ingannare Passigni e insaccare ancora sul palo lungo, chiudendo il match sul definitivo 1-4.

 

Postpartita.

Peccato perché ne è uscito un risultato duro, eccessivamente duro, che rischia di minare il morale del gruppo ancor più degli eventi degli ultimi tempi. Il momento è complicato, ma la soluzione continua ad essere solo una: lavorare e restare uniti, umili, concentrati. E mai mollare. Da Randagi.

 

FORZA RANDAGI!

Verso...RANDAGI APUANI vs Aquila Nozzano Ro.En Srl

Verso...RANDAGI APUANI vs Aquila Nozzano Ro.En Srl

Gennaio non è un mese divertente. Anzi. Dopo cenoni, pranzoni, festoni e compagnia, tornare al travaglio usato è per tutti motivo di sconforto. Ci si aggiunga il freddo. Ci si aggiungano i malanni. Ci si aggiunga il rapido sopraggiungere del Festival di Sanremo e la confortevole sofferenza di doversi sorbire cose come Napoli-Spezia in diretta Rai in prima serata. Sì, gennaio è il mese ANCHE della Coppa Italia. Proprio un mese di merda.

Lo è, ahinoi, anche per i Randagi. Prendiamo l’abbrivio di 2016: il 23 gennaio, la sconfitta alle Spianate nello scontro diretto con le Querce spalancò il periodo più nero della nostra stagione dei record. Dopodiché strappammo un sudatissimo punto a Pariana e perdemmo altre due volte, col Fosciandora in casa e col San Marco a Santa Maria del Giudice.

Corsi e ricorsi, perché proprio a Santa Maria del Giudice saremo di scena di qui a due settimane, e perché la nostra volata per il titolo ripartì, un anno fa, dalla vittoria interna con l’Aquila Nozzano (3-1, Mazzolini e doppio Donati).

Benvenuta Aquila, dunque! Quale modo migliore per cancellare il pesante cappotto inflittoci una settimana fa dal San Salvatore? Quale modo migliore per scacciare i brutti pensieri e i fantasmi che da un po’ di tempo infestano lo spogliatoio rossoblù? Siamo Randagi. Siamo Randagi!

Dunque, distinguiamo: in questo caso trattasi di Aquila Nozzano 1982 Ro.En Srl, mentre l’anno scorso la compagine che fummo bravi a sconfiggere sia all’andata che al ritorno era l’Aquila Nozzano 1982 PuntoFerr. Le due squadre si sono divise ormai tre anni fa, con la prima che ha spiccato il volo promuovendo in IV Serie A l’anno della cavalcata del Granaiola di Oliani e ancora in III Serie nel maggio 2016, concludendo un campionato trionfale davanti al Tasso Alcolico.

Oggi l’Aquila Nozzano 1982 Ro.En Srl si trova al 5° posto della III Serie AICS con 24 punti in 13 partite. Però c’è un però: fuori casa gli aquilini hanno giocato 6 volte, vincendo soltanto in 2 occasioni (salomonici nel far registrare anche 2 pari e 2 sconfitte) e collezionando dunque soli 8 punti. Dei 24 gol totali segnati in campionato, solo 7 sono arrivati lontani dal campo sotto il castello, mentre ben 10 dei 14 subiti li hanno accumulati in casa d’altri. L’attuale capocannoniere è Daniele Casentini con 5 marcature, seguito da Diego Viviani con 4.*

I Randagi, dal canto loro, si avvicinano al primo impegno di campionato del nuovo anno con più dubbi che certezze: mille pensieri affliggono il sonno di Mister #SAVERIOFASULSERIO, che stavolta deve rinunciare a Tollari, Bertoncini Fabio, Mirko Lucchesi e Tudór oltre ai soliti noti infortunati di lungo corso. A questo si sommi l’addio, se non inaspettato quantomeno improvviso, dell’Imperatore Augusto Ariel Abram, che giovedì ha comunicato la sua intenzione di venir meno all’impegno che lo rendeva almeno sulla carta un Randagio: tante avvisaglie negli ultimi tempi e una palpabile insofferenza avevano fatto immaginare un simile epilogo, che dispiace per quanto Ariel comunque ha dato alla causa rossoblù soprattutto nella storica stagione scorsa. Una StoriA da una botta e via, evidentemente, ma come dice un proverbio cinese “Non è Randagio chi forse non lo è mai stato”. E chissà che le nostre strade non tornino presto a incrociarsi…auguriamocelo!

Insomma per finire il discorso è gennaio e per di più i Randagi devono ancora scrollarsi di dosso la scimmia natalizia. Oggi può essere un’occasione propizia per farlo: e allora riscattiamoci, e sfatiamola la leggenda metropolitana del gennaio nero, del freddo e dei malanni. Anzi, facciamo vedere a tutti che un morbo inguaribile ce l’abbiamo, ci contagia e non c’è antidoto: è la Randagite. Come si gioca con quella, neanche da sani!

Forza Randagi!

 

* L'approfondimento sui nostri avversari e tutte le statistiche sono tratte dal libro “Là dove osa l’Aquila”, Editrice La Metro, gennaio 2017.

7 Gennaio 2017, RANDAGI APUANI vs San Salvatore Montecarlo 0-6

7 Gennaio 2017, RANDAGI APUANI vs San Salvatore Montecarlo 0-6

Primo appuntamento del 2017 e prima grande montagna da scalare: per gli Ottavi di Finale della Coppa di Lega, a Kedrion Road arriva il San Salvatore Montecarlo, l’everest di tutte le serie Amatori AICS della lucchesia   (e non solo: è anche una delle quattro semifinaliste del torneo regionale). Impegno indubbiamente proibitivo per noi Randagi, e chissà se sarà sufficiente mettere in campo quell'arma in più che ci piace chiamare SPIRITO RANDAGIO...

 

Prepartita.

Arriviamo a questa prima partita del nuovo anno quasi al completo: unici assenti i vacanzieri Toroo Bravi e Mesüt Özil Pieroni, mentre un Bertocci ancora non al meglio della condizione segue la sfida dal poggetto e Lucchesi è out per motivi di lavoro. Recupera invece in extremis SuperPluvian Tudór, che vuole tornare il Condor dei Carpazi che tutti conosciamo e cerca il gol nella competizione che l'ha visto piu volte protagonista, l'unica purtroppo in cui abbia lasciato il segno finora in questa tribolata stagione.

Mister #SAVERIOFASULSERIO sceglie dunque di partire con l'ormai collaudato 352 che vede Passigni Simone tra i pali, Bertoncini Fabio libero, Tollari e Pedrini in marcatura; a centrocampo da destra a sinistra Biagioni, Passigni Stif, Abram, Pieri e Scognamiglio; le due punte sono Costabile e Tudór.

San Salvatore in formazione-tipo con l'ex-Empoli Fabio del Prete a ispirare dietro le punte Pucci e Giuntoli.

Freddo becco ma giornata tersa in cui giocare al calcio può essere considerato un modo alternativo per riscaldarsi.

 

Il match.

E invece il San Salvatore raffredda subito i nostri bollenti spiriti e, quando a malapena abbiamo preso posto sul terreno di gioco, ci ritroviamo già sullo 0-3: il primo è un gol di pregevole fattura, che nasce però da una sbavatura di Pedrini (su un nostro giro palla difensivo, il Conte prova a servire Abram con una palla troppo corta sulla quale si fionda il n.5, che rientra, elude il tentativo di chiusura di Scognamiglio e calcia di sinistro, infilando il Simo con una rasoiata sul palo lungo); passano sì e no un paio di minuti e, in una situazione simile, ancora una volta Pedrini, tradito anche da un campo ai limiti della praticabilità nella sua zona di competenza, regala palla a un avversario che non si lascia certo pregare ed effettua una specie di tiro cross sul quale Passigni sembra in controllo, e invece la palla gli sfugge goffamente e prontamente viene spinta in rete da Pucci per lo 0 a 2; last but not least, il Tecco dispiace dirlo ma si supera in occasione del terzo gol: siamo intorno al 15' quando, su un innocuo cross da sinistra, Passigni - evidentemente ancora con la testa all'errore precedente - si spedisce il pallone in porta da solo omaggiando un incredulo San Salvatore del facile 0-3. 

Vedere le facce rilassate e la pacata esultanza dei nostri forti avversari di oggi è forse la cosa che ha fatto più male in quel momento. Forse per questo motivo sappiamo riscuoterci e giocare una restante parte di primo tempo quantomeno dignitosa; anzi approfittiamo di una normale flessione mentale del San Salvatore per costruirci anche qualche occasione da rete: la prima è sui piedi di Costabile che, calciando di destro dal limite dell’area, costringe l'ottimo portiere ospite alla presa in bello stile. Successivamente ancora il Costa strozza una conclusione dai venti metri sempre col destro. E prima della chiusura della frazione il Tudór con caparbietà ruba palla al loro centrale difensivo e, pur tallonato, si invola verso la porta ma, giunto a tu per tu con l'estremo avversario, clamorosamente calcia a lato.

 

Al rientro negli spogliatoi, ci diciamo che - per quanto la differenza in campo sia evidente - il risultato è in un certo qual modo bugiardo, almeno nelle dimensioni. D'altro canto, le giornate storte possono capitare e un paio di errori non inficiano certo il giudizio generale sulle capacità del nostro portiere, che a volte soltanto per qualche sintomo di insicurezza lui stesso mette in discussione. Semmai ci pesa non aver trovato la via della rete, visto che nonostante la caratura degli avversari siamo riusciti a creare qualche buona trama e interessanti opportunità offensive.

Nell’intervallo Valiensi fa scaldare praticamente tutta la panchina e si raccomanda con i suoi di continuare così, di evitare altri errori marchiani come quelli del primo tempo e, sempre e comunque, di non mollare, perché mollare NON È RANDAGIO.

 

Eppure, l’inizio del secondo tempo è un altro shock: nemmeno il tempo di iniziare e Del Prete, fin lì a secco, si infila tra le linee e, dai 20 metri, calcia con entrema precisione, la palla sbatte sul palo interno e, tra le belle statuine rossoblù, è ancora il numero 10 a depositare un semplicissimo tap-in che vale il 4 a 0.

Valiensi decide giustamente di giocarsi tutte e cinque le sostituzioni, e così entrano nel giro di 15 minuti Bertoncini Roberto per Passigni, colpito duro ad un ginocchio (non smentisce la sua personale striscia negativa con l'arbitro Tintori); poi il Biscione per Pedrini, Lorenzi per Abram, Kone Sulley per Tudór e infine Simone Bravi per Costabile.

La partita è in ghiaccio, anche letteralmente, e i giocatori del San Salvatore mirano principalmente a non farsi male. Questo ci permette di collezionare altre buone occasioni: con Tudor, che prima di uscire ancora una volta non trova lo specchio con un diagonale in corsa; poi con il neoentrato Sulley, che ha il merito di dar brio all'attacco rossoblù: dopo aver regalato una buonissima palla a Costabile, il quale purtroppo calcia ancora sul fondo da appena dentro l’area, l'unico acquisto del mercato invernale randagio si mangia una buonissima chance che lui stesso si era costruito, calciando addosso al portiere in uscita. Di nuovo viene da dire peccato, perché considerando chu avevamo di fronte e l'andamento del match, almeno un gol ce lo saremmo meritato e avrebbe significato molto, mentalmente e moralmente, per la squadra e per la piazza.

Invece confermiamo la scarsissima vena realizzativa degli ultimi tempi (e i problemi in zona gol delle nostre punte) e ci becchiamo altri due gol che fissano il risultato su un tennistico 0-6.

 

Postpartita.

"Eravamo ben consci che il passaggio del turno sarebbe stata cosa a noi quasi impossibile - ha dichiarato a fine gara un Valiensi parso comunque moderatamente soddisfatto di quanto espresso dai suoi - L'unico rammarico è aver regalato i primi tre gol, spianando la strada a un avversario che non aveva certo bisogno del nostro aiuto per mettere la propria impronta sulla partita." Vediamo il lato positivo: meglio sbagliare in queste partite che fare simili errori in campionato, dove ci giochiamo il vero obiettivo della stagione, cioè la permanenza in III Serie. Un obiettivo da raggiungere quanto prima, mattoncino su mattoncino, lavorando durante la settimana e lottandoci con le unghie e con i denti punto su punto, già a partire dalla prossima sfida interna con l'Aquila Nozzano di sabato 14.

 

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs San Salvatore Montecarlo, le pagelle

RANDAGI APUANI vs San Salvatore Montecarlo, le pagelle
PASSIGNI SIMONE, voto 5: voto di certo generoso, ma non siamo qui per dare epiteti o per attenerci a semplici valutazioni numeriche. Il Simo sa di aver commesso degli errori, ma sa anche di non essere quello sceso in campo oggi. Ci attendiamo un pronto riscatto già nella prossima battaglia, ha la fiducia di tutti noi. PASSAGGIO A VUOTO
BERTONCINI FABIO, voto 7: quando una squadra prende 6 gol, difficilmente un difensore risulterà il migliore in campo; fa eccezione il Fabio che, pur non esente da colpe su almeno un paio di reti subite, sfodera anche da libero un'altra prestazione nel complesso soddisfacente, riuscendo perfino a uscire bene palla al piede in alcune circostanze. ABILISSIMO
TOLLARI DANIELE, voto 6più: spesso in ambasce per la miglior condizione fisica e la velocità degli avversari, comunque non sfigura riuscendo a sbagliare il meno possibile. IN CRESCENDO
PEDRINI CARLO ALBERTO, voto 6meno: marca discretamente uno degli attaccanti più forti dell'AICS; e però, la sua partenza a singhiozzo - con due errori in disimpegno nel primo quarto d'ora - ghiaccia tutti. CONGELATO
BIAGIONI DANIELE, voto 6: schierato sull'out di destra, sciorina una buona fase di spinta unita a una fase difensiva accettabile. Sbaglia qualche appoggio di troppo. POLIVALENTE
PIERI FABIO, voto 6più: senza infamia e senza lode, fa il suo in mezzo al campo soprattutto in copertura; manca il suo apporto in fase di spinta, dove non trova quasi mai il guizzo giusto. Però CI SIAMO
ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 6,5: buonissimo primo tempo al servizio della squadra. Si impone con la sua esperienza e prepotenza, anche fisica. Nella ripresa chiede il cambio e viene accontentato. ROCK
PASSIGNI STEFANO, voto 7: primo tempo di grande corsa, tenacia e determinazione, purtroppo è costretto al cambio dopo pochi minuti della ripresa per il terzo infortunio nelle ultime tre partite arbitrate dal sig. Tintori. SCALOGNATO
SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 6più: le attenuanti sono molte, eppure lo Scogna ci regala una prestazione solida. Giocando la sua onesta partita anche se può fare molto meglio, soprattutto nella gestione della palla in uscita. Buona prestazione anche quando viene spostato in mezzo al campo. CONCENTRATO
COSTABILE MATTEO, voto 7: ci regala le giocate più belle della nostra grigia giornata, sfoderando un paio di tiri dalla distanza e tanti servizi per i compagni che, purtroppo, oggi non riescono mai a concretizzare. COSTANTE
PIRVU TUDOR, voto 6: prova di sacrificio e lotta contro gli arcigni difensori avversari. Non riesce mai a finalizzare e spreca un paio di volte a tu per tu col portiere. Dov'è finita la sua celeberrima vena realizzativa? IMPRECISO
BERTONCINI ROBERTO, voto 6: entra a partita pressoché conclusa, ma lascia la sua impronta cercando di fare il meglio possibile per le sue caratteristiche. VOLENTEROSO
BRAVI SIMONE, voto 6: venti minuti là davanti a mettere minuti nelle gambe, lottando contro tutto e tutti. Non ripete le gesta icardiane mostrateci martedi sera a calcetto, ma il Simone è questo e ce lo teniamo stretto. ICALVI
LORENZI CHRISTIAN, voto 6: entra bene in partita, proponendosi bene sulla corsia mancina e dimostrandosi pronto per le prossime partite. POWER
MORI ENRICO, voto 7: vederlo in campo vale il prezzo del biglietto (diremmo se per vedere i Randagi si dovesse pagare anche qualcosa!). Memorabile il triplo uno due volante con il Kikko. SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSAMENTE RANDAGIO
KONE SULLEY, voto 6,5: altra prestazione convincente del giovane ivoriano approdato a Kedrion Road nel mercato invernale. Negli spazi molto larghi apertisi nella ripresa, arriva un paio di volte in zona calda dimostrando grandi qualità di CENTOMETRISTA DI QUALITA'

Manifesto Randagio per il 2017

Manifesto Randagio per il 2017

Cari figli mia,

ho deciso di scrivere sul sito intanto perché è giusto che anche io ogni tanto mi faccia sentire via etere, e sopratutto per far vedere e spiegare a chi non è più presente nella quotidianietà della squadra che io non sono sparito né tantomeno ho lasciato la nave randagia.

Onestamente la porchetta di giugno è stato, a mio modo di vedere, uno degli ultimi momenti randagi dell'anno appena passato; mai avrei creduto che da lì in poi ci sarebbe solo stata confusione, riunioni farsa, critiche continue e una presunzione generale mai vista prima.

 

NON E' RANDAGIO che si crei un gruppo di senatori nello spogliatoio che cercano di gestire tutto e tutti

NON E' RANDAGIO che si critichi alle spalle ogni decisione dell'allenatore compreso modulo e scelta del capitano 

NON E' RANDAGIO che si critichi ad arte il singolo reparto o il singolo giocatore 

NON E' RANDAGIO sentirsi superiori ad altri compagni 

NON E' RANDAGIO non essere umili, anzi essere presuntuosi

NON E' RANDAGIO essere in nove contro undici e attaccare senza una logica 

NON E' RANDAGIO che a fine primo tempo non parli l'allenatore, ma solo chi si crede un dio sceso in terra 

NON E' RANDAGIO non risolvere i problemi parlandone, preferendo creare casini e litigi 

NON E' RANDAGIO non volersi bene tra noi e fare gruppetti invece che gruppo 

NON E' RANDAGIO evitare di parlare o di dire le cose liberamente 

NON E' RANDAGIO tutto quello che e' successo da agosto a oggi 

NON E' RANDAGIO se non c'è l'Enrico, il Roberto, il Cia 

NON E' RANDAGIO umiliare un compagno

NON E' RANDAGIO pensare solo al proprio orticello 

NON E' RANDAGIO chi forse non lo è mai stato 

 

Potrei aggiungere a questa lista altri NON E', ma credo che il concetto sia chiaro.

Un grande applauso va rivolto ai nuovi tesserati, che in tutto questo casino sono stati calmi e hanno fatto la differenza, e sono stati più uomini di tanti di noi (compreso me, che quando la gente mi aveva avvisato non ho combattuto ma ho permesso tutto questo).

Ho passato il testimone a una gran persona che merita la fiducia di tutti, al mio fido scudiero. Onestamente anche lui in certi momenti è stato solo scudiero, ma dopo che si è chiarito con me è tornato il Saverio con cui ho lavorato fianco a fianco in questi anni. 

Ora nuovi, vecchi, randagi veri e randagi di facciata, è il momento di ritornare a essere la Famiglia Randagia, uniti come prima e anche più di prima. C'è da ottenere una tranquilla salvezza per gettare le basi per un futuro ancor più vincente e luminoso.

L' altro giorno mi sono riguardato i festeggiamenti dell'anno scorso: sembrano passati vent'anni, tanto è stato tempestoso il cielo dei randagi ultimamente; ma ora ci vuole entusiasmo: siamo in III Serie, dopo averla conquistata con tanta fatica, quindi basta festeggiare con musi lunghi una vittoria. Tutto quello che otterremo è StoriA, ogni risultato che ci avvicina all'obiettivo è StoriA.

Fuori le palle! Lottiamo tutti insieme e torniamo a volerci bene, perché è questo il vero segreto dei nostri successi di ieri e di domani.

Un abbraccio randagio a tutti, io non mollo e sono sicuro che nessun altro lo farà. Forza Randagi Apuani Bolognana!!!
Dimenticavo: tutti i NON E' RANDAGIO elencati sono condivisi dalle venti persone con cui mi sono confrontato nella mia nuova veste di dirigente; e credo che i pochi con cui non ho potuto ancora parlare li condivideranno strada facendo.
Vi voglio bene. Forza ragazzi, non molliamo, c'è da ritornare a percorrere la nostra strada. E la nostra è una strada Randagia!
Andrea

Verso...un anno migliore di quello appena trascorso

Verso...un anno migliore di quello appena trascorso

Abbiamo sempre pensato e sostenuto che niente è impossibile, che non bisogna accontentarsi di quello che dettano logica e buon senso, che un Randagio spinge il cuore aldilà di ogni possibile ostacolo, che gioca e in campo dà sempre tutto quello che ha nel tentativo di superare l'avversario, chiunque esso sia.

Lo faremo ancora, ogni settimana, in questo 2017 che si apre sabato 7 gennaio con il gran premio della montagna più ripido ed elevato che i Randagi Apuani Bolognana abbiano mai affrontato nella loro storia: a Kedrion Road arriva infatti il San Salvatore Montecarlo, che non solo l'anno scorso ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere (AICS I Serie, Coppa Disciplina, Supercoppa, Miglior Portiere...solo la Coppa di Lega è sfuggita nel recupero del secondo tempo contro il Marginone), ma che quest'anno sembra su una strada ottima per ripetersi: primi in AICS I Serie e imbattuti fino alla sconfitta nello scontro diretto con il Chiesina prima di Natale, e avanti a gonfie vele in Coppa di Lega con 6 gol fatti e 1 solo subito.

Cosa possiamo aspettarci? Di giocare con la spensieratezza e la voglia di chi non ha nulla da perdere, di dare anche soltanto qualche grattacapo al Brasile dell'AICS. L'anno scorso, contro il Partizan, ci riuscimmo, pur beffati quando sembrava che l'impresa fosse compiuta. Certo, siamo consci che l'ostacolo stavolta è forse troppo grosso, ma è un onore come sempre esserci e giocarsela. E poi, magari, tra qualche anno, chissà...

Nell'avvicinamento a questa partita di Coppa, che casca a fagiolo ed è utile anche per rimettere nelle gambe minuti preziosi - dopo che le feste ci hanno procurato parecchi problemi con l'impianto idro-sanitario del campo sportivo e quindi non ci siamo allenati come avrebbe voluto il Mister - abbiamo pensato di buttare giu, come da tradizione di ogni inizio anno, i nostri buoni propositi per il 2017:

 

R come RISPETTO, per i compagni, per il mister, ma anche per se stessi, per la parola data, e per tutti quelli che ci vogliono bene e ci supportano senza farci pesare l'impegno che mettiamo nei Randagi. Questa è la base da cui partire, anzi ri-partire.

 

come ARMONIA, perché lo spirito di gruppo per i Randagi è sempre stato e sempre sarà la cosa più importante, fil rouge della nostra storia e caposaldo del nostro futuro. Giocatori, allenatore, collaboratori vanno e vengono, ma lo spirito randagio resta sempre e comunque il centro di tutto.

  

come non NEVER GIVE UP! Non si molla un caxxo e non si parte battuti, MAI, che sia contro la prima della Prima Serie o contro l'ultima delle ultime. Realismo, ma senza mai darsi per vinti né farsi già vincenti in partenza. La chiave del successo è semplice: #IONONMIACCONTENTO.

 

come DIVERTIMENTO, perché stare bene insieme, con i compagni, e dare alle cose il giusto peso è la ricetta giusta per rendere belle e indimenticabili anche le giornate peggiori, o le stagioni peggiori. Se non vinco non mi diverto: giustissimo. Ma ancora più giusto il contrario: se non mi sono divertito è come se non avessi mai vinto.

 

come ALLENAMENTO, secondo il credo del nuovo Mister #SAVERIOFASULSERIO. E' negli allenamenti che si costruiscono le stagioni vincenti: col lavoro quotidiano (o quasi) si affina l'intesa, si costruisce un buon gioco, si mettono le basi per arrivare per primi, in campo e in classifica. La squadra è in evoluzione e per trovare la famosa "amalgama" serve stare insieme e giocare insieme. Individuando i giusti accorgimenti per fare quell'ulteriore passo in avanti. Sappiamo dove vogliamo arrivare, ma ricordiamoci sempre da dove siamo venuti.

 

come GIOCARE, che è sempre la soluzione a tutti i problemi. Chi scende in campo con la maglia rossoblù lo fa con la coscienza e la responsabilità di giocare da Randagio, per il compagno e per la causa prima che per se stesso. E, se c'è una cosa che l'anno appena trascorso ha insegnato, è che quando ci mettiamo in testa di fare noi la partita, a prescindere dai moduli e dall'atteggiamento dell'avversario, ce la giochiamo con tutti.

 

come INVINCIBILI. Il miglior augurio che possiamo fare a noi stessi per questo anno sportivo che si sta per aprire è quello di diventare invincibili. Per un anno abbiamo pensato di esserlo, e abbiamo raggiunto vette forse impensabili per questa società. E sabato troveremo dei veri invincibili, da cui abbiamo molto da imparare. E soprattutto possiamo imparare molto dai nostri errori. Per crescere e diventare invincibili.

 

FORZA RANDAGI APUANI BOLOGNANA!

La società Randagi Apuani Bolognana 2001 rivolge a tutti quanti, dirigenti e giocatori, critica e tifosi, randagi vecchi e nuovi, vertici AICS, arbitri e avversari, i più sentiti auguri di un felice Natale e di un 2017 ricco di tante piccole amatoriali gioie quotidiane.

Il nostro 2016: dodici mesi di Randagi (in rigoroso ordine alfabetico)

Abram Ariel Augusto: si unisce alla legione randagia più o meno un anno fa, contribuendo con garra e sudore alla conquista della doppia promozione in III Serie. Imperatore in campo, neo-padre di famiglia fuori, prende su di sé il fardello del gioco rossoblù dopo l’infortunio di Capitan Mazzanti, portandone anche il vessillo in alcune occasioni. Il troppo stroppia, ma si può migliorare. Comunque, POLLICE SU

 

Bertocci Lorenzo: vera sorpresa del mercato estivo, arriva a fari spenti senza alcun tipo di carriera da pallonaro alle spalle e si conquista piano piano il ruolo di scheggia impazzita e spina nel fianco delle difese avversarie. La consacrazione nei due gol a Colle contro il Joan Mirò. TOMASSON

 

Bertoncini Fabio: colonna imprescindibile del gruppo randagio, dimostra ogni martedì, ogni giovedì, e ogni sabato di incarnarne come nessun’altro lo spirito. Anche per questo, in estate raccoglie l’eredità del Cia accettando di diventare il nuovo Presidente della società rossoblù nella delicata transizione da una dimensione da IV Serie a una dimensione da III Serie. Il gruppo va salvaguardato e in questo il suo contributo è fondamentale. COLLANTE

 

Bertoncini Roberto: indistruttibile, coriaceo, stoico, semplicemente il Robe. Supera infortuni in serie, pesanti vacanze al mare, periodi di lunga inattività, ma torna, torna sempre, quasi più forte di prima. Continua a respirare Randagio dentro e fuori dal campo, e in estate comincia la 15° stagione a Kedrion Road, diventando il più longevo insieme al Mazzo. Che la sua allegria e la sua leggerezza siano di insegnamento a tutti i nuovi Randagi. GURU

 

Biagioni Daniele: zio una volta, zio per sempre. Torna ai livelli dei primi anni in rossoblù, conquistandosi – prima nei Playoff di IV Serie, poi nel campionato di III – un posto di inamovibile titolare nella retroguardia randagia. Se le minchiate continuerà a spararle solo fuori dal campo, il regno del Baffo di Gallicano durerà a lungo. ZIO

 

Biagioni Simone: chiude con Nozzano una bella parabola in maglia randagia, purtroppo compromessa troppe volte da notevoli problemi fisici. Ci farebbe piacere averlo a qualche allenamento, ogni tanto, per continuare a vederlo maramaldeggiare sulle ali d’attacco. FRECCIA

 

Bravi Sr.: imprenditore troppo saltuariamente sponsor della causa rossoblù, segue Bravi Jr. in casa e fuori, col vento la pioggia la neve e la mota, criticando quando c’è da criticare ed esaltando quando c’è da esaltare. A un certo punto dell’anno sembra verosimile un suo impegno formale nella società rossoblù, ma lui tira dritto e al limite offre gli affettati. TIFOSOTTO

 

Bravi Luca: nei primi sei mesi è tra i protagonisti della cavalcata rossoblù fino a Nozzano. Persa la bussola (alias il Mauri), ci mette un po’ a ritrovare la retta via. La svolta a Pittini, con una doppietta che lo ripaga di anni di angherie ricevute in allenamento e non solo. Anni in cui, comunque, non ha mai mollato. TOROO

 

Bravi Simone: si disse che avrebbe comprato anche un phon pur di rendersi utile ai compagni…bè, è arrivato addirittura allo shampoo, per di più per capelli colorati! Fa il massimo in campo e fuori, Randagio dentro. MITICO

 

Buonaccorsi Andrea: a torto o a ragione, si è vociferato per tutto l’anno di una sua possibilità di dimissioni dal ruolo di allenatore randagio. Quando tutto sembrava far credere il contrario, le dimissioni sono arrivate, e la patata bollente è passata nelle mani del suo #FIDOSCUDIERO Valiensi. Da novembre il Burdi si è improvvisato team manager per rimanere vicino ai ragazzi che lui stesso ha plasmato. Ammirevole per caparbietà e amore per i Randagi. Il sabato, anche con un ruolo diverso, non perde l’aplomb. MIINCAZZOFISSO

 

Cia Stefano: a differenza del Burdi, il Cia decide di chiudere la sua carriera da Presidente dopo la vittoria del campionato, lasciando nel momento del trionfo. Il suo distacco è forse troppo repentino, e destabilizza in parte l’ambiente rossoblù. Continua a stare vicino alle sue due squadre (l’altra per dispetto gioca anch’essa il sabato pomeriggio e ha spesso la precedenza), ma in un modo diverso. Non dico meglio o peggio, solo diverso. ACCOMPAGNATORE

 

Costabile Matteo: checché ne dica, in poco più di un anno ha assunto un ruolo centrale nello spogliatoio e nello schieramento randagio. Inizialmente non del tutto compreso da critica e tifosi, diventa ben presto un leader tecnico ancorché spirituale, e contribuisce con prestazioni maiuscole e gol bellissimi e decisivi alla doppia promozione in III. Oggi, poi, tiene a galla la squadra nelle sabbie mobili della zona salvezza. Il gruppo ha bisogno di certezze e il buon Costa può darne tante. Almeno quando sorride. STREGATTO

 

Donati Filippo: capocannoniere assoluto nella stagione migliore della storia dei Randagi, lascia tutti a bocca aperta quando in estate decide di cedere alle lusinghe del Gallicano e provare l’ebbrezza della II Categoria. Lascia un vuoto difficilmente colmabile in campo, incolmabile fuori per i molti amici e compagni con i quali è cresciuto e che l’avevano tante volte capito, aiutato, sospinto. Tornerà, ne siamo certi. Con un’altra testa, ne siamo certi. In tanti gli vogliono ancora bene a Kedrion RoadCOCCOLATO

 

Franchi Erik: c’è ma non si vede. Forse fisicamente in via di guarigione, prima o poi tornerà e cambierà, come ha sempre fatto, le carte in tavola. Ah, è stato anche cameraman d’eccezione durante i Playoff. ECLETTICO

 

Kone Sulley: appena approdato a Kedrion Road, si sta integrando. Fuori dal campo ha la timidezza della giovane promesso, ma in campo è tutt’altro che timido, e dimostra che Mister e società ci hanno visto giusto. SCHEGGIA

 

Lorenzi Cristian: scende di categoria, lasciando il Gallicano appena approdato in II Serie per mettersi a disposizione di Mister Burdisso, rinforzando le corsie esterne randagie con la sua corsa e la sua abnegazione. Allenamenti all’acqua di rose e le inattese dimissioni dell’allenatore lo privano di molte certezze, ma regge il colpo e continua a fare in su e in giù, in su e in giù, come una trota nella vasca. Anch’egli veste randagio nel momento di diventare per la prima volta papà. CHICCO

 

Lucchesi Mirko: primo colpo del mercato estivo rossoblù, è condizionato da impegni lavorativi e una condizione fisica non sempre al top. Parte bene a Guamo, prima di perdersi col resto della squadra; poi per alcune settimane è il fantasma di se stesso; quando è pienamente arruolabile, però, fa vedere cosa può dare candidandosi a prima alternativa per le fasce. Ora serve continuità. DODICI

 

Mazzanti Alessandro: assoluto protagonista della stagione dei sogni rossoblù, scompare dai radar nella seconda metà del 2016 causa grave infortunio al ginocchio. Sempre presente al seguito della squadra, lascia però che la sua voce di capitano si perda in mezzo a mille altre voci, compresa la sua stessa voce di tifoso. Può essere decisivo anche se non gioca, ma deve cercare dentro di sé il modo giusto di guidare i compagni. Dai la cera togli la cera CAPITANO

 

Mazzanti Maurizio: senz’ombra di dubbio la perdita maggiore consumatasi in estate, al termine di una stagione che l’ha visto assoluto protagonista con miracoli di ogni genere fra i pali della porta rossoblù. Senza nulla togliere al suo sostituto, con le “dimissioni” del Mauri i Randagi hanno perso esperienza, intelligenza calcistica, tranquillità difensiva. Poteva essere utile anche come preparatore, ma ha fatto altre scelte. Improvvisamente ricompare in un piovoso mercoledì di ottobre in quel di Pittini ma, come la marea, ben presto torna da dove era venuto. ASSENTE

 

Mazzolini Alessandro: anch’egli alla 15° stagione in rossoblù, gioca ancora come un ragazzino alla ricerca di un suo posto nel mondo randagio. Gli è stato proposto il ruolo di allenatore, ha preferito quello di preparatore che tante soddisfazioni ha dato a maggio nella cavalcata Playoff. Al crepuscolo del 2016, però, anche questo ruolo sembra stargli stretto. O largo, chissà. Che poi, invece, quando pensa al campo, quando scende in campo, dà sempre tutto e risulta spesso un fattore decisivo nei trionfi rossoblù. MISTERO BUFFO

 

Mori Enrico: regala alcune delle migliori perle della stagione, come la palla “calimetrata”, “qu’i che luppaven”, i “quindici decibel” e le partite “tutte vinte, neanche una persa e…pensa: neanche una pareggiata!”. Altro mattone imprescindibile nelle fondamenta dei Randagi Apuani. Che domeniddio ce lo mantenghi cusì. BISCIO

 

Passigni Simone: i primi mesi del 2016 lo vedono impiegato nel ruolo di difensorcentrocampistasecondoportiere, e inevitabilmente paga il ruolo multitasking uscendo pian piano dai radar. In estate rinasce come portiere, decisione che gli ha fatto bene e farà bene anche alla squadra. TECCO…MA

 

Passigni Stefano: in appena dodici mesi è cresciuto enormemente sotto tutti i punti di vista. In campo, dove entra ormai regolarmente tra i migliori; fuori dal campo, dove ha imparato ad ammettere le differenze di vedute e sta accettando che non sia tutto bianco o nero; e nella sua stessa testa, piena di una grinta e di un “commitment” che non sempre lo fanno fermare in tempo. Intorno a quelli come lui si costruisce il futuro dei Randagi. BELVA

 

Pedrini Carlo Alberto: desaparecido durante tutta la preparazione, arriva a inizio settembre inserendosi in punta di piedi. Una volta titolare non esce praticamente  più dai primi undici. Gioca sempre con sagacia e tranquillità, e da vero lord si dimostra insuperabile anche al tavolo verde del biliardo. CONTE

 

Pieri Fabio: con la sua spontaneità e i suoi racconti ha conquistato lo spogliatoio; anche in campo, FP7 (alias FP1+6) sta pian pianino conquistando il suo spazio dopo un iniziale periodo di “studio”. Ha un’esperienza che ci sarà utile, soprattutto in notturna su campi a lui ben noti. CONOSCITORE

 

Pieroni Nichol: arriva in estate per fare all’occorrenza il secondo del Simone, ma già dai primi allenamenti fa vedere che la partita maschia è pane per i suoi denti, e si impone subito da vero randagio perché non conosce il verbo mollare e fa della grinta il suo marchio di fabbrica. So far so good. Ha un buon piede e gli manca solo il gol per coronare il buonissimo esordio in maglia rossoblù (il mister lo ha anche designato come possibile rigorista). PREZIOSO

 

Pighini Pietropaolo: se lo spirito randagio ultimamente ha perso colpi, forse il motivo è da ricercarsi anche nell’improvvisa uscita di scena di figure storiche come il PIGAPIGHELLO. Il suo modo di vivere certe situazioni con leggerezza e allegria forse avrebbe fatto metter giudizio a molti. PACATO

 

Pirvu Tudór: tra i protagonisti del finale di stagione 2015/16 e della cavalcata Playoff, che impreziosisce anche con gol importanti, riparte in sordina dopo l’estate, spesso nascondendosi anziché ergersi a punto di riferimento per compagni vecchi e nuovi. La fortuna ha talvolta influito, ma dal Condor dei Carpazi ci si aspetta molto di più. E qualcuno è ancora convinto che nel momento giusto ci trascinerà verso nuovi trionfi… ALFIERE

 

Santi Diego: dopo l’ennesima stagione da dodicesimo uomo, spesso decisivo entrando dalla panchina, non lascia bensì raddoppia diventando anche Vice Presidente nel nuovo organigramma societario dei Randagi Apuani. In estate, fa tutta la preparazione e sembra potersi giocare un posto da titolare anche in III Serie, ma incontra la dea bendata che affonda il colpo: come Mazzanti, anche lui andrà presto sotto i ferri per un ginocchio malconcio. Nonostante questo, è tra i più attivi al seguito del gruppo rossoblù e, contro il parere dello staff medico, si rende disponibile a scendere in campo con una gamba e mezzo nel finale del derby prenatalizio di Castelvecchio. Esempio da seguire. RANDAGIO

 

Scognamiglio Luca: di quest’annata dello Scoglia possiamo e vogliamo ricordare due momenti: il primo, a febbraio, è la creazione del sito; il secondo, il suo ritorno al gol, ed era l’ora, quando ha segnato il decisivo 1-0 nel derby contro il Sassi. Non fa mai male ricordare che a lui si devono appellativi come Istrionico e Pleonastico. In futuro ci aspettiamo più tabelle, più chilometri in campo e meno con gli aerei, e il solito Scognamiglio: randagio da poco, ma randagio per sempre. DIDASCALICO

 

Spadoni Lino: come non includere tra i veri Randagi anche il mitico Lino, sempre presente a Kedrion Road con il suo fascio di giornali a tastare il polso della ciurma rossoblù. “Che avete fatto?”. “Sei in forma?”. “Sei sicuro?”. “Hai fatto sesso?”.  Resterà fra i bei ricordi della stagione dei record. MASCOTTE

 

Tollari Daniele: di lui si ricordano solo episodi negativi, perché va al sorteggio di Coppa e ci tocca una tra le più forti di I Serie; a lui ci si raffida per la partita-scudetto contro la Lokomotivia, e si fa ridicolizzare dai Calypso Bhoys; su lui si punta tutto per la Finale Playoff di Nozzano, e se ne scappa a Vienna per sfuggire alle sue responsabilità. L’andremmo a chiappare a casa, ma dopo dieci anni non sappiamo ancora dove sta. A parte gli scherzi, il povero Tolla le busca da tutti ma è sempre lì, un muro di gomma, che va per la sua strada dimostrando in campo quello che può dare. Cioè tantissimo. È ancora giovane, lo spogliatoio (almeno quello) non può fare a meno di lui. JACK O’TOLLANT

 

Trivelli Stefano: la sfiga lo coglie nel fiore degli anni, beccandolo lanciatissimo sulla fascia rossoblù e privandolo della soddisfazione di vivere i Playoff promozione da protagonista quale meritava di essere. Anche lui prossimo ad andare sotto i ferri, non demorde e scalpita ai bordi del rettangolo verde. Non vediamo l’ora di ritrovarlo a galoppare sulla linea laterale e far mangiare la polvere agli inseguitori. STANTUFFO

 

Valiensi Saverio: quando sorge il primo sole del 2016, il Save è un Randagio fra i tanti, che gioca poco e niente, che si allena poco o niente, che si fa sentire quasi solamente fuori dal campo e in Coppa Disciplina. Tra qualche giorno tramonterà l’ultimo sole del 2016: il Save è tornato in campo, da protagonista, nei panni di #VALIENSIINTUTTIISENSI, e poi ha raccolto l’eredità di Mister Burdisso diventando Mister #SAVERIOFASULSERIO. Cresciuto in tutti i modi possibili, è oggi una figura centrale dei Randagi Apuani e, quando decide di schierarsi – da libero o al centro dell’attacco – raccoglie più che altro consensi. Oggi avanza, a tastoni, in una nebbia che forse neanche lui si aspettava tanto fitta. Che il suo 2017 sia un anno di lavoro, lavoro sodo, e che intorno a lui si cementi il gruppo e si consacri la nascita dei nuovi Randagi Apuani Bolognana. FULCRO

Il nostro 2016: un ricordo al mese

Gennaio: è il mese del Costa, che sopperisce alla minor verve realizzativa del Fili Donati e sale in cattedra con 5 gol in 5 partite, regalando 4 vittorie. È anche il mese della  prima sconfitta stagionale, un vero e proprio tonfo (1-4) alle Spianate, che riapre un campionato fino a quel momento ridicolo (cit.).

 

Febbraio: un mese nero in campo, ma prolifico fuori. A risultati sfortunati e negativi (un pareggio, due sconfitte e una sola vittoria), fa infatti da contraltare la creazione del sito internet più bello che esiste: www.randagiapuani.it! Da qui, da un rinnovato spirito randagio, riparte la macchina schiacciasassi che si avvia ad ammazzare il campionato.

 

Marzo: marzo vuol dire Padule. Per la precisione, 26 marzo 2016: uno dei giorni più belli della storia dei Randagi, perché la matematica finalmente ci garantisce la promozione diretta in IV Serie Girone A. Ma…#IONONMIACCONTENTO. Intanto, 1-2-3…eccolA!

 

Aprile: il mese delle feste per il trionfo in campionato. Ognuno ha fissato nella propria mente l’immagine più significativa di quei giorni belli e divertenti. Per citarne solo alcuni momenti indimenticabili: 2 aprile / alle Fabbriche, il Toroo Bravi si colora di blu il ginocchio; 10 aprile / giornata di festa e briache a Montecarlo;16 aprile / il pareggio più  bello, che vale la matematica; 23 aprile / notte in Versilia (preceduta purtroppo dall’infortunio del Trive, che comunque, stoico, sale sul pullman!).

 

Maggio: la grande cavalcata Playoff è coronata dalla conquista della Finalissima sull’insidioso sintetico di Margine Coperta. Fra le altre cose: il piede calzato dello Scogna che salva lo 0-2 all’andata contro lo Stella; la capra del Biscio nel ritorno a Kedrion Road e la profezia del Save che annunciava il 4 a 1 randagio; i gol del Capitano e le parate di zio Mazzanti.

 

Giugno: a Nozzano ci giochiamo una sudatissima e meritatissima FINALE contro i rivali storici del Tasso Alcolico. Primo tempo stellare (a ripensarci…), poi il crollo sotto i colpi della sfortuna e di un avversario probabilmente più forte di noi. Di lì a poco, il rompete le righe che, dalla felicità per ciò che abbiamo fatto, ci catapulta nell’amarezza  che tutto è ormai finito. Con un’immensa voglia di cominciare una nuova sfida.

 

Luglio: riunioni, calciomercato, tante troppe chiacchiere in mezzo alle quali si va smarrendo il vero spirito randagio...E' un'estate di rivoluzioni, in società e nella rosa, tra addii eccellenti e inaspettati e arrivi a fari spenti. Si mettono i primi mattoni di una nuova era per i Randagi Apuani Bolognana.

 

Agosto: si ricomincia! La preparazione, i tanti nuovi arrivi, le nuove maglie…e il #MIINCAZZOFISSO che mugugna mentre i ragazzi corrono…

 

Settembre: dopo le prime amichevoli, si inizia a fare sul serio. Ma proprio a pochi giorni dalla prima partita ufficiale, perdiamo per tutta la stagione il nostro Capitano Alessandro Mazzanti, infortunato al ginocchio. Andiamo avanti a testa alta e al Ciocco il neo-randagio Carlo Alberto Pedrini ci regala il passaggio del turno in Coppa con un gol nei supplementari contro il Fosciandora. L’esordio in campionato, invece, è amaro: sconfitta per 5 a 2 a Guamo dopo l’iniziale vantaggio 2-0 firmato Costabile. E Burdisso mugugna...

 

Ottobre: arriva finalmente la prima vittoria in III Serie, a Colle Scuole contro il Joan  Mirò per 3 a 2! All’ultimo respiro, è nata una stellina: Tomasson Bertocci. Altre due brutte sconfitte e Burdisso continua a mugugnare…

 

Novembre: epilogo del mugugnare di Mister #BURDISSOMIINCAZZOFISSO, che rassegna le dimissioni dopo la vittoria in casa per 4 a 0 contro la Villetta. Raccoglie le redini della squadra il già Fido Scudiero #VALIENSIINTUTTIISENSI, d’ora in avanti Mister #SAVERIOFASULSERIO. Il Save esordisce in panchina con la vittoria in rimonta contro il Chiesina; poi altri 4 punti con il rocambolesco pareggio di Borgo Pittini e la vittoria di misura in casa nel derby contro il Sassi.

 

Dicembre: si candida ad essere il mese più complicato dell’anno per i Randagi. Difatti inizia con una sconfitta a Granaiola e si chiude con un'altra sconfitta nel derby di  Castelvecchio. In mezzo, però, due vittorie (e sono 5 consecutive in casa): in Coppa sempre contro il Granaiola (a segno proprio lui, Mister-Bomber Valiensi) e in campionato nella sfida salvezza contro il Matraia.

Nota della società

Nota della società

08.11.2016

La società sportiva amatoriale professionale RANDAGI APUANI ha ratificato, in seduta plenaria, le dimissioni ufficiali presentate dall’allenatore Andrea Buonaccorsi, alias Mister #BURDISSOMIINCAZZOFISSO. Di concerto con l’ex tecnico, la dirigenza ha affidato la panchina della squadra a Saverio Valiensi, alias #VALIENSIINTUTTIISENSI, già suo Fido Scudiero, da oggi player-manager col nome di battaglia di #SAVERIOFASULSERIO.

Mister Buonaccorsi passa dunque dall’altra parte della scrivania, rimanendo parte attiva della compagine dirigenziale della società rossoblù. A lui va non solo la massima gratitudine, ma anche il migliore e più sentito abbraccio da parte di tutti i Randagi, di oggi e di ieri. E che quelli di domani sappiano chi è stato Andrea Buonaccorsi per questa piccola, umile realtà sportiva garfagnina.

Dal canto suo, il nuovo mister Valiensi ha dichiarato: “Sono onorato e orgoglioso di esser stato investito di questo ruolo. Il cammino si annuncia lungo e niente affatto semplice, ma garantisco che ci metterò tutto me stesso, tutta la mia passione per questo sport e tutto il mio amore per i Randagi. Le parole d'ordine dovranno essere divertimento, tranquillità, unità, serietà. I risultati verranno di conseguenza – ha concluso Valiensi – e sono convinto che tutti insieme riusciremo a riportare la chiesa al centro del villaggio!".

A Mister #SAVERIOFASULSERIO e alla squadra il più grande in bocca al lupo per il raggiungimento degli obiettivi stagionali e l’augurio di saper essere all’altezza della tradizione e della StoriA che ha reso i Randagi quelli che sono oggi.

FORZA RANDAGI SEMPRE!