...testa, gambe, cuore, pioggia sole vento mota, #AlwaysRandagi...

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Aggiornamenti dal Calciomercato

Aggiornamenti dal Calciomercato

Si chiude col botto la campagna di rafforzamento 2018 dei Randagi Apuani Bolognana!

La società del presidente Fabio Bertoncini ha lavorato sodo tutta l’estate sul mercato e, grazie alla pervicacia del DS #Burdissomiincazzofisso e del Mister #Saveriofasulserio, a un mese dall’inizio delle danze è già riuscita nell’impresa di ricostituire quasi interamente la squadra dei record che tre anni fa conquistò la promozione in III Serie e ad infarcirla di ottimi giocatori che allungano e impreziosiscono la rosa rossoblù.

Oltre ai ritorni da lungo infortunio di capitan Alessandro Mazzanti e del pendolino Stefano Trivelli, e al reintegro a pieno titolo dello Stif Stefano Passigni, approdano all’ombra della Kedrion il portiere Matteo Melani (dal Gallicano di II Categoria FIGC), il mediano Nicola Tollari (dal Fornoli, II Serie AICS), l’esterno Gianluca Favetti (dalle Fabbriche di Vallico, IV Serie) e l’ariete offensivo Michael Mori (dal Castelnuovo, IV Serie). Dulcis in fundo, è di questo weekend - complice la prima uscita del Palio gallicanese di San Jacopo - l’annuncio che la telenovela estiva che durava da ormai tre anni è giunta finalmente al termine e il figliol prodigo Filippo ET Donati (anche lui dal Gallicano di II Categoria) è di nuovo un giocatore Randagio.

Con queste premesse, ne vedremo delle belle.
FORZA RANDAGI!

SALVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

SALVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mi stanno dicendo che SIAMO SALVI DIO MAGNANO!

 

(p.s. Che ha fatto il Franiba?!?)

 

FORZA RANDAGI!!!

Randagi salvi se...

Randagi salvi se...

Ottanta minuti. 80 minuti di fuoco mancano al termine della regular season, e in III Serie tutto è ancora da decidere: per il primo posto - dove se la giocano Tasso e Folgore, divise da due punti (e comunque già matematicamente salite in II insieme alla Lokomotivia) - come per l'ultimo - dove le Querce hanno ancora la possibilità di rimontare posizioni ed evitare non soltanto la retrocessione diretta ma, a seconda degli incroci, addirittura l'epilogo playout.

Sono infatti tutt'ora 6 le squadre invischiate nella lotta per non retrocedere, dalle Querce, appunto, ultime con 26 punti, al Joan Mirò che di punti ne ha 30:

JOAN MIRÓ 30

SASSI / EGLIO 29

FRA.NI.BA. 27

RANDAGI APUANI 27

MONTECARLO BAR MAURO 27

U.S. QUERCE 26

 

Questo il programma di sabato 19 maggio, con le partite rigorosamente in contemporanea alle 15:

a Spianate, QUERCE vs CASTELVECCHIO

a Colle Scuole, REAL COLLE vs FRANIBA (unico anticipo alle ore 14.30)

a Colle Scuole, JOAN MIRÓ vs FOLGORE (unico posticipo alle 16)

a Molazzana, SASSI vs MONTECARLO

a Bolognana, RANDAGI vs GUAMO

 

Non ci teniamo proprio a prendere in considerazione la possibilità di non vincere la partita contro il Guamo, che è senza dubbio la partita più importante della nostra storia in III Serie. Avremo di fronte un avversario che, per quanto già salvo e quindi senza granché da chiedere a quest'ultima giornata, e pur privo del proprio miglior uomo Vannucci (squalificato), schiera giocatori di assoluto livello e ci tiene a chiudere in bellezza un'annata non certo all'altezza delle aspettative dei capannoresi.

Vittoria, dunque, è il trend topic della settimana. Ma, anche ammettendo che i Randagi facciano le cose perbene e compiano il loro dovere, i 3 punti non garantirebbero ai rossoblù di mister Valiensi la matematica permanenza nella categoria. Eviterebbero, però, una retrocessione diretta (visto il punticino di margine che abbiamo saputo mantenere sulle Querce), il che sarebbe già una boccata d'ossigeno; ma, a seconda dei risultati delle altre partite, potrebbero significare comunque spareggi per non retrocedere, una coda che tutti ci auguriamo di riuscire a schivare.

Vediamoli, dunque, questi possibili incroci (non prendiamo in considerazione il caso del Franiba perdente perché, con loro sconfitti e noi vittoriosi, saremmo salvi a prescindere dagli altri risultati):

- RANDAGI, FRANIBA e SASSI vincenti, JOAN MIRÓ che vince o pareggia --> RANDAGI e FRANIBA finirebbero insieme a quota 30 punti e, in virtù degli scontri diretti sfavorevoli, Randagi al playout contro Montecarlo o Querce (in caso di contemporanea vittoria di queste ultime);

- RANDAGI e FRANIBA vincenti, JOAN MIRÓ che vince o pareggia, SASSI-MONTECARLO X --> RANDAGI, FRANIBA e SASSI a quota 30 pari merito, con noi Randagi al playout contro Montecarlo o Querce in virtù della peggior classifica avulsa (4 sconfitte accumulate contro Franiba e Sassi);

- RANDAGI, FRANIBA e SASSI vincenti, JOAN MIRÓ perdente --> RANDAGI, FRANIBA e JOAN MIRÓ appaiate a 30 punti e Randagi salvi in virtù della doppia vittoria ottenuta contro il Joan Miró, a quel punto costretto allo spareggio;

- RANDAGI, FRANIBA e MONTECARLO vincenti, JOAN MIRÓ che vince o pareggia --> RANDAGI, FRANIBA e MONTECARLO tutte con 30 punti ma Randagi salvi in virtù della doppia vittoria ottenuta in campionato contro il Montecarlo, che andrebbe dunque al playout;

- RANDAGI, FRANIBA e MONTECARLO vincenti, JOAN MIRÓ perdente --> tutte e quattro appaiate a quota 30 punti e Randagi salvi grazie all'ottima classifica avulsa maturata con le vittorie contro Montecarlo e Miró, mentre questi ultimi andrebbero allo spareggio;

- infine, RANDAGI e FRANIBA vincenti, JOAN MIRÓ perdente e SASSI-MONTECARLO X --> pari merito con 30 punti RANDAGI, FRANIBA, JOAN MIRÓ e SASSI ma Randagi al playout contro Montecarlo o Querce a causa della peggior coppa disciplina a parità di classifica avulsa con il Joan Miró.

A voi le conclusioni, a noi il campo e la vittoria, ai posteri l'arduo compito di formalizzare i calcoli e sancire salvezza e retrocessioni di questa avvincente III Serie AICS 2017/2018. E, come sempre, FORZA RANDAGI!

12 maggio 2018, Folgore PdRocca vs RANDAGI APUANI 3-0

12 maggio 2018, Folgore PdRocca vs RANDAGI APUANI 3-0
Una Folgore Piano della Rocca per niente appagata dalla matematica promozione in II Serie non solo mantiene l’imbattibilità stagionale (unica squadra dei 5 campionati AICS) ma continua anche a vincere trovando con grande facilità la via della rete. Pur priva di alcuni dei suoi giocatori migliori - gli  squalificati Enassiri Salah e Panzani e bomber Zejnaj a riposo- e pur al cospetto di una formazione in salute come i Randagi Apuani, che in questo finale di stagione sembravano, sembrano, aver ritrovato energie e convinzione a lungo dimenticate.
Il match.
Riassunto di 90 minuti a senso unico: i padroni di casa mostrano una gamba e una grinta invidiabili, soprattutto in mezzo al campo, e si esaltano con le sgroppate di Adetokumbo e lo strapotere fisico di Jaffa, che vince quasi tutti i duelli con i centrali rossoblù Bravi e Pedrini, aprendo spesso il campo agli inserimenti dei compagni. I due gol proprio di Jaffa nel primo tempo (entrambi sugli sviluppi di calcio d’angolo) e il terzo sigillo di Adetokumbo nella ripresa (al termine di un contropiede ben orchestrato, diagonale col piattone destro sull’uscita di Giannotti) sanciscono la netta vittoria della Folgore, legittimata da altre occasioni soprattutto nella prima metà di gara (si ricorda ad esempio un palo sempre di Ola Adetokumbo). Randagi che non possono che fare da sparring partner, incapaci di pungere se non in un paio di circostanze solo potenzialmente pericolose con capitan Tudor Pirvu che, in un caso, non riesce a concludere ben imbeccato in area da Kone, e nel secondo cade all’altezza del dischetto e si procura il giallo del sig. Stefani che gli costerà la squalifica nella gara più importante dell’anno.
Postpartita.
Tutto rimandato all’ultima giornata, dunque, quando la Folgore - impegnata a Colle Scuole contro il Joan Mirò, che non ha saputo scongiurare prima il rischio retrocessione - proverà ancora una volta a riprendere e magari superare il Tasso Alcolico - che ospita il Real Borgo Pittini già salvo. Per i Randagi, invece, un finale thrilling: riceveranno a Kedrion Road il Guamo, che non ha nulla da chiedere ma vorrà onorare l’ultimo impegno dell’anno, mentre la lotta salvezza si consumerà tra Colle, Spianate e Sassi, con sei squadre ancora impelagate nelle sabbie mobili e con mille incroci possibili per determinare chi scenderá direttamente in IV A, chi si conquisterà il diritto di rimanere in questa categoria e chi, infine, dovrà passare dalle forche caudine del playout per scrivere l’uno o l’altro futuro. Allez!

5 maggio 2018, Granaiola Pieve vs RANDAGI APUANI 4-3

Partita cruciale per entrambe, come diceva la classifica: il Granaiola ancora a caccia della promozione diretta in II serie, in lotta fino all’ultima giornata con la Lokomotivia; i Randagi invischiati nella bagarre salvezza, nonostante le ultime due vittorie e con il fiato sul collo delle inseguitrici (Franiba e Querce su tutte).
Nel catino di Monti di Villa lo spettacolo si rivela all’altezza delle aspettative, e il 4-3 finale, maturato nei minuti di recupero, dice tanto ma non tutto.
Il match.
Gli ospiti tengono in pugno la partita per almeno un’ora: vanno avanti subito con il terzino Scognamiglio, al primo gol stagionale, che raccoglie palla sugli sviluppi di una punizione laterale e incrocia di sinistro sul palo lungo; vengono ripresi da un gran gol del capitano biancorosso Puppa Alessandro che tira a giro mettendo la palla sotto il sette alla sinistra di Passigni; ma hanno la forza e la grinta di riportarsi avanti con Nichol Pieroni (inserimento centrale e colpo di testa sull’uscita del portiere, che gli vale la terza rete in stagione) e andare addirittura sul doppio vantaggio con un rigore di capitan Tudor Pirvu (16 gol) intorno al 60’.
E qui comincia un’altra partita. Nell’azione del rigore, il numero 10 rossoblù Mazzolini è chiaramente affossato in area da un difensore, ultimo uomo tra il centravanti e il portiere, ma l’arbitro sig. Ricci - che nel primo tempo con grande solerzia aveva prontamente cacciato mister Valiensi, reo di aver battibeccato con la panchina avversaria - non estrae neanche il cartellino giallo. Ben presto la partita gli sfugge di mano e cambia improvvisamente volto: la garra agonistica del Granaiola viene fuori e fa inevitabilmente salire la tensione dello scontro; insieme, emerge l’abitudine dei padroni di casa a giocare su un campo di dimensioni al limite minimo della praticabilità, con conseguenze disastrose per i Randagi.
Il 2-3 arriva immediato e contribuisce a rimettere in vita il Granaiola: rimessa laterale da destra, palla ovviamente buttata subito dentro l’area, colpo di testa di Santini, salvataggio sulla linea forse del portiere, forse dell’altro Passigni (Stefano, centrocampista), riprende Ghilardi e la butta dentro facile facile. 
Il pareggio tarda invece un bel po’, e nel frattempo i biancorossi locali buttano nuovamente nella mischia il gigante Daddo Contrucci, un arma di distruzione di massa in situazioni di forcing in un campo così ridotto. I Randagi in piu occasioni sfondano la rivedibile retroguardia biancorossa, ma prima Pirvu calcia addosso al portiere in uscita, poi Mazzolini calibra male un pallonetto a tu per tu con l’estremo avversario, infine Ceccherelli non riesce a spedire in fondo al sacco un colpo di testa solitario da non più di tre metri dalla linea di porta.
Fatto sta che quando la partita sembra scivolare in uno sterile predominio del Granaiola, che sfiora in un paio di occasioni il terzo gol prima colpendo una traversa poi trovando un miracolo del portiere randagio, arriva a cinque dalla fine il pareggio: punizione dubbia per un fallo sulla tre-quarti ospite, cross sul secondo palo dove ancora Ghilardi con un altro colpo di testa sigla la sua personale doppietta.
Il recupero è se possibile ancor più acceso: nell’unica occasione in cui i Randagi riescono ad alleggerire, Sulley Kone - fin lì abbastanza in ombra - scatena i suoi 150 cavalli e si invola verso la porta del Granaiola, e quando è pronto forse alla conclusione, forse all’assist per Pirvu liberissimo a centro area, viene falciato malamente da un difensore. Ricci indica di nuovo il dischetto, ma ancora una volta non estrae il rosso per un fallo non solo da ultimo uomo, ma anche particolarmente duro nei confronti di Kone, che infatti è costretto a chiedere il cambio per le conseguenze dell’intervento.
Passano interminabili minuti (siamo già almeno 10 minuti oltre quanto segnalato come recupero dal direttore di gara) prima che Tudor Pirvu si presenti di nuovo sul dischetto, e forse anche questo ha contato nel clamoroso errore del bomber rossoblù, che ciabatta la conclusione mandando la palla ampiamente sul fondo, e nel dimenticatoio le speranze di una salvezza acquisita.
Il finale è thrilling: fallo tattico di Pieroni che interviene in tackle poco oltre il centrocampo su un avversario che, nel parapiglia che subito si viene a creare e coinvolge anche le due panchine, si rialza e lascia partire un calcione all’indirizzo del randagio ancora a terra. Il sig. Ricci tira subito fuori il rosso ma solo per il giocatore di casa, mentre si limita ad ammonire Pieroni, scatenando la reazione furibonda del Granaiola e di tutto il pubblico (quasi cento persone) presenti sugli spalti.
Speranze di salvezza acquisita per i Randagi Apuani affossate definitivamente pochi istanti dopo quando, già al quarto d’ora abbondante di recupero, l’ennesima rimessa laterale del Granaiola viene spizzata da Daddo sul primo palo, respinta di Passigni ma proprio sulla testa del numero 6 Carrera, che  arrivava come un treno sul secondo palo e che può segnare indisturbato il gol dell’incredibile 4-3 finale.
Postpartita.
Il calcio dà, il calcio toglie. Il Granaiola si riprende quanto aveva lasciato nel finale della partita col Franiba di una settimana prima, mentre i Randagi patiscono ancora una volta i molti errori commessi in tutte le zone del campo - che inficiano una prestazione altrimenti di altissimo spessore su un campo difficile per tutti, ulteriore rimpianto di questa balorda stagione - e soprattutto la paura di vincere, o di perdere, che stavolta ha giocato un brutto scherzo. 
Granaiola ancora assolutamente in corsa per la promozione diretta, Randagi sul ciglio del burrone ma col proprio destino ancora saldamente in mano.

Nei due video i due rigori di Pirvu, uno realizzato ed uno sbagliato.

Il rigore trasformato da Tudor Pirvu per il temporaneo 3-1 dei Randagi

28 aprile 2018, RANDAGI APUANI vs Real Borgo Pittini 3-1

28 aprile 2018, RANDAGI APUANI vs Real Borgo Pittini 3-1
I Randagi Apuani in grande spolvero regolano 3-1 il Real Borgo Pittini mettendo un altro importante mattoncino della loro salvezza. A Kedrion Road i padroni di casa giocano una delle loro migliori partite della stagione e, anche favoriti dalla giornata-no degli avversari che come sempre fuori casa non si esprimono ai massimi livelli, chiudono col triplo vantaggio nel primo tempo, limitando il ritorno degli ospiti nei secondi 45 minuti nonostante un rigore molto generoso concesso dal sig. Dal Porto.
Il match.
Pronti-via e i rossoblù garfagnini, che Mister Valiensi schiera con un 4-3-3 tagliato su misura per tamponare le emorragie esterne (soprattutto dal lato del terribile Fastella, mattatore nel 3-3 dell’andata), affogare la regia dei pistoiesi (oggi priva dell’inventiva e della tecnica dell’esperto Gagliardini) e prendere in velocità la loro statica retroguardia. Che infatti va subito in ambasce quando, sugli sviluppi del calcio d’avvio, Sulley Kone semina mezza formazione ospite e dopo appena 26 secondi infila l’1-0. 
Neanche il tempo di rimettere al centro e arriva il secondo gol con capitan Tudor Pirvu che riceve palla sul vertice sinistro dell’area di rigore avversaria, si gira in un fazzoletto e con sensibilità e tocco piazza la palla sotto l’incrocio opposto, siglando un magnifico 2-0 che fa esplodere panchina e tifo locale.
Prima della fine di un primo tempo tanto perfetto per i Randagi quanto imbarazzante per il Pittini, c’è modo di assistere anche al terzo tiro - terzo gol: ancora Pirvu raccoglie una rimessa laterale all’altezza dell’area piccola e di testa gira in porta il 3-0 facile facile.
Nella ripresa, dove i padroni di casa ammorbidiscono un po’ la verve e si concedono la popolare “girandola di cambi”, viene fuori meglio il Pittini con il suo trascinatore Manuel Marongiu a suonare la carica, moralmente e fisicamente. Ne sortisce un’ottima occasione intorno al quarto d’ora: tiro dal limite dell’area randagia, deviazione di un difensore e Giannotti, con un balzo felino, ci arriva con la punta delle dita a deviare in corner. 
Gli ospiti non demordono e trovano il gol della bandiera al 25’: Torre entra in area dalla sinistra e viene fronteggiato da Scognamiglio, che con la punta del piede tocca il pallone in angolo prima di affossare l’avversario. L’arbitro è irremovibile e indica il dischetto, disconoscendo l’evidente tocco del rossoblù. Dagli undici metri Marongiu si fa ipnotizzare dal portiere randagio Massimino Giannotti - che si conferma implacabile pararigori - ma è il più lesto a raccoglierne la respinta e ribadisce in rete l’inutile 1-3.
Postpartita.
Non succede praticamente altro: per i Randagi una vittoria attesa alla vigilia ma soprattutto meritata sul campo, che garantisce alla squadra di Valiensi una boccata d’ossigeno visto il vantaggio accumulato adesso su Franiba (penultimo a -3 dopo il pari a Granaiola) e Querce (ultime a -7 dopo l’ennesima sconfitta, stavolta in casa contro il redivivo Real Colle).

21 aprile 2018, Real Colle vs RANDAGI APUANI 1-2

21 aprile 2018, Real Colle vs RANDAGI APUANI 1-2
Sbanchiamo Colle Scuole e ci riportiamo in scia salvezza, anche approfittando dei concomitanti risultati favorevoli delle altre partite. Ci troviamo adesso a 24 punti, terz’ultimi pari merito con il Montecarlo - con il quale siamo però in vantaggio negli scontri diretti - e nuovamente davanti al Fra.Ni.Ba., che sullo stesso campo di Colle ha pareggiato 3-3 contro il Joan Miró.
Il match.
Partita mai in discussione dopo una grande partenza dei Randagi, che accumulano un doppio vantaggio a fine primo tempo grazie ai gol di capitan Tudor Pirvu (che con un tocco delizioso di esterno destro dall’interno dell’area piccola insacca un lungo lancio dalle retrovie di Pieroni) e di Alessandro Mazzolini (che segna su punizione, calciando direttamente in porta un “corner corto” assegnato dal sig. Poggeschi e infilando la palla proprio sotto l’incrocio). Randagi che legittimano in più occasioni il vantaggio, senza però riuscire a incrementarlo, e in fase difensiva imbrigliano il miglior giocatore del Real Colle, Mirko “Nino” D’Angelo, mai pericoloso nei primi 40 minuti.
Si gioca sotto un sole cocente e il caldo si fa sentire nella ripresa, incidendo necessariamente sul ritmo e sulla lucidità dei 22 in campo. I padroni di casa rientrano dagli spogliatoi con un atteggiamento più offensivo che premia subito: neanche cinque minuti e proprio D’Angelo si avventa su una palla morta sulla tre-quarti destra, con un controllo al cachemire si prepara la conclusione, resiste al ritorno dei difensori e lascia partire un tiro a incrociare di collo destro che annichilisce l’estremo difensore Randagio Giannotti e fa 1-2. Gran gol di un gran bel giocatore.
Il Real Colle ora ci crede e profonde il massimo sforzo, esponendosi però al contropiede ospite. Sembrano esserci le premesse per un’ultima parte di gara dalle grandi emozioni, e invece succede poco o nulla, con due squadre stanche che sbagliano molto e si rivelano incapaci di concretizzare. I Randagi sono bravi a giocare con il cronometro, che scorre inesorabile, e anche fortunati a salvarsi nelle poche occasioni in cui il Colle si avvicina alla porta: segnaliamo, in particolare, una rovesciata in bello stile di Banush Elezi che si spegne a fil di palo e una punizione all’ultimo minuto di recupero ancora di D’Angelo che esalta le abilità feline di Massimino Giannotti, che vola a deviare in corner proprio sul fischio finale dell’arbitro.
Postpartita.
Finisce dunque 2-1 per i Randagi, che confermano la tradizione positiva sul campo di Colle Scuole, dove hanno sempre vinto. Sabato prossimo la volata salvezza si sposta di nuovo al Kedrion Road di Bolognana, dove ospiteremo il Pittini.

7 Aprile 2018, Fra.Ni.Ba. Sant'Alessio vs RANDAGI APUANI 2-0

7 Aprile 2018, Fra.Ni.Ba. Sant'Alessio vs RANDAGI APUANI 2-0

24 Marzo 2018, RANDAGI APUANI vs Quelli del Dallas 3-1

24 Marzo 2018, RANDAGI APUANI vs Quelli del Dallas 3-1

Dopo la partita dei 7 errori capitali in quel di Sassi, i Randagi guidati dal riconfermatissimo Mister #SAVERIOFASULSERIO si apprestano ad affrontare, nella settimana precedente il riposo pasquale, Quelli del Dallas. Compagine che, dopo un inizio di campionato scoppiettante in testa alla classifica, fatica ora a tenere il passo delle prime, e che comunque naviga in acque ben più nobili rispetto a quelle randage.

Partita proibitiva dunque? Come dice il sommo profeta - oggi appiedato dal giudice sportivo - Daniele Biagioni, "Non si gioca sulla carta, ma sul campo", e sarà come sempre il campo a dare il suo responso.

 

Prepartita.

Oltre al già citato DB2, è squalificato anche Kone, ma la #cabala - tanto importante in casa rossoblù - dice che quest'anno, nelle due precedenti occasioni senza il buon Sulley, abbiamo vinto in casa contro il Montecarlo e pareggiato proprio all'andata contro il Dallas, con un palo di Scognamiglio che griderà vendetta in saecula saeculorum.

Vanno in campo MassiLegendario in porta; linea difensiva a 4 Paita-Bravi-Tollari-Scognamiglio; cerniera mediana a 3 con Pieri centro-destra, Pieroni centrale e Abram centro-sinistra; i 2 tre-quartisti, Costabile (finalmente in campo dopo due mesi) e Ceccherelli, dietro a Capitan Pirvu. Albero di Natale proprio nella gara prima di Pasqua...mah!

 

Il match.

Nello spogliatoio Valiensi è bravo a toccare le corde giuste e i ragazzi sciorinano un primo tempo supercarichissimo, chiuso con un vantaggio per 3 a 1 ulteriormente legittimato da tre legni colpiti. Che vuoi di più? Un Lucano, direbbe una nota pubblicità; un Legendario, diciamo noi per motivi di sponsor.

Un primo tempo senza storia, dove diamo sempre l'impressione di poter controllare le ostilità e spingiamo sull'acceleratore fin da subito. Le occasioni cominciano al minuto 7, quando Ceccherelli conquista una punizione importante dai 25 metri: sulla palla va Abram, che calcia a giro scheggiando l'incrocio dei pali.

Ceccherelli e Costabile si intendono a meraviglia e Pirvu sa come tenere impegnata tutta la loro retroguardia; e dietro oggi siamo perfetti, anche grazie alla protezione dei tre tenori della mediana.

Il secondo legno arriva prima del quarto d'ora: Ceccherelli serve Costabile, che prova il tiro a giro e coglie l'esterno del palo.

Il gol è nell'aria, lo vogliamo, lo cerchiamo in ogni modo...e lo troviamo al minuto 15: palla in profondità per Pirvu, sponda per Costabile che, di prima intenzione, manda in porta il Cecca il quale, vedendo il portiere in uscita, lo beffa con un delizioso pallonetto che accarezza la parte interna della traversa e, FINALMENTE ... GONFIAAAAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEE!!! 1 a 0! E via ammucchiata intorno al Mister.....

Loro provano a rispondere conquistando alcune punizioni su una delle quali sfiorano il sette della porta difesa da Giannotti, ma non producono niente di più. Valiensi chiede ai suoi di spingere ancora per mettere al sicuro il risultato già nella prima frazione di gioco, e i ragazzi rispondono presenti: al minuto 23 Costabile, servito in area da Pirvu, infila ancora il portiere in uscita quando, pizzicando con la punta e indirizzando la palla nell'angolino basso ... GONFIAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! 2 a 0! E il Costa abbraccia un commosso presidente Bertoncini.....

Passano alcuni minuti e subiamo, in mischia, un ingiusto gol degli avversari: angolo battuto dalla sinistra, Bravi libera in fallo laterale di testa, rimessa lunga, batti e ribatti e palla nel sacco. 2 a 1.

Ma oggi non è cosa. Non passano che due minuti e il Condor dei Carpazi Pirvu guadagna un calcio d'angolo, che batte Costabile pescando a un metro dalla linea lo stesso Tudor, che approfitta del portiere del Dallas in versione patrimonio UN'ESCO e di prepotenza GONFIAAAAAAA LA RETEEEEEEE!!! 3 a 1!

Passa un altro minuto e Costabile su punizione colpisce il legno personale numero 2 (terzo di squadra), legittimando se fosse necessario l'ampio e meritato vantaggio.

Ma, quando sembra che la prima frazione vada spengendosi senza altre emozioni, ecco che il sig. Ronconi ci mette del suo tirando fuori un discutibile cartellino rosso per un fallo di reazione di Ariel Abram e costringendoci a giocare in 10 uomini per oltre un'ora. 

 

Nello spogliatoio, la soluzione del Mister è: calma, testa, attenzione ai tranelli e Ceccherelli più basso a coprire la posizione precedentemente occupata dall'Imperatore. Su tutti aleggia lo spettro della partita contro il Diecimo, quando passammo dal 2-0 di fine primo tempo al 4-3 finale per loro.

 

Il secondo tempo è una perfetta esercitazione difensiva randagia. Dopo 10 minuti l'ingresso di Mazzolini per Costabile dona vigore e corsa alla squadra, proprio quello che ci voleva, con il mazzo che si mette a fare il bello e il cattivo tempo lì nel mezzo e regala una gara di sacrificio d'altri tempi.

In 10 non subiamo un tiro in porta, anzi andiamo vicini al 4 a 1 prima con cross del Costabile dove per pochissimo Pieri non trova l'impatto con la sfera, poi con un tiro dal limite di Pirvu che sfiora il sette.

A 15 dal termine entra anche Pedrini per un encomiabile Ceccherelli, con l'avanzamento a centrocampo di Scognamiglio, e poco dopo è la volta di Santi per Pirvu e Bertoncini per Pieri. Nel finale, la coppia Santi-Scognamiglio a caccia del primo gol stagionale mette diverse volte in ambasce la retroguardia ospite,  senza trovare la circostanza giusta per andare in rete ma almeno impedendo quasi sempre l'impostazione dal basso e l'uscita facile della palla. E finisce 3-1.

 

Postpartita.

Abbiamo dimostrato che quando entriamo in campo con la testa giusta, quando giochiamo convinti dei nostri mezzi, delle nostre possibilità, senza paure, senza pensare alla possibile forza degli avversari, ma concentrandosi solo su di noi, sui nostri compiti, sul nostro modo di giocare e di fare calcio...quando è così è lecito domandarsi: che abbiamo di meno di squadre come il Dallas? O il Castelvecchio? Squadre che lottano per il vertice e che quasi sicuramente faranno i playoff?

Il nostro più grande avversario siamo noi!

E' finito il tempo degli errori, è venuto il tempo della continuità.

FORZA RANDAGI!

 

"Il calcio è un gioco semplice per persone intelligenti"

17 Marzo 2018, Sassi/Eglio vs RANDAGI APUANI 2-1

Perdiamo malamente una partita in cui quasi tutto quello che poteva andare male va male, e ne usciamo col morale a terra e tanti, tanti dubbi sul nostro futuro a breve e medio termine.

Prepartita.

Arrivavamo carichi dopo il successo perentorio col Mirò e rinfrancati dall'aver recuperato la quasi totalità dell'organico. Di fronte a noi un Sassi, invece, privo del suo uomo migliore, Conde Diarra, appiedato dal giudice sportivo. Insomma, guardavamo positivamente al derby che ci attendeva in un piovigginante sabato di marzo in quel di Molazzana.

Il match.

Eravamo molto lontani dalla verità. Un Sassi tutto mestiere e compattezza ci regolava 2-0 alla fine di un primo tempo tutto in mano loro, con pochi acuti Randagi, e che solo parzialmente cedeva il passo nella ripresa, dove l'immediato gol del Tudor Pirvu dava solo l'illusione di una rimonta comunque più volte sfiorata.

Randagi in campo con lo schieramento 4-4-1-1 ormai consolidato, che vede Giannotti tra i pali; Biagioni, Bravi, Pedrini e Scognamiglio dietro; Abram e Pieroni in mezzo, con Mazzolini poco più avanti, Kone a destra e Ceccherelli a sinistra; e capitan Pirvu davanti. Il Sassi risponde con una formazione molto abbottonata, affidandosi all'inedita coppia gol Pocai-Cisse.

Limitandoci ai momenti topici, diremmo che il primo tempo si risolve nei due gol del Sassi, che da squadra esperta qual è ha saputo capitalizzare al meglio le poche occasioni create (nelle uniche altre due situazioni, entrambe sul 2-0, è prima ottimo Giannotti a respingere di piede ci pare su Pocai evitando l'imbarcata, poi è lo stesso Pocai ad esibirsi in una deliziosa girata di destro che si stampa sulla parte interna della traversa e non entra). Il primo gol è opera di Cinquini, bravo ad approfittare dell'ottimo lavoro di Pocai che, attirando su di sé l'intera retroguardia ospite, scopre la fascia dove il terzino locale punisce la mancata chiusura di Biagioni e, gettandosi sulla respinta del nostro portiere al tiro proprio di Pocai, ci secca e fa 1-0.

Non passano che pochi minuti e stavolta è Cisse, spina nel fianco della cerniera Pedrini-Scognamiglio per tutta la prima frazione, a beneficiare di un altro ottimo lavoro di Pocai e di una blanda fase difensiva rossoblù, siglando il 2-0 con un diagonale che Giannotti non riesce a neutralizzare.

Nel torpore generale, facciamo qualcosa di buono anche noi, per l'amor di dio: il Tudor, per esempio, impegna in un paio di circostanze Brucciani, così come fa Scognamiglio sugli sviluppi di almeno due calci piazzati, mentre Ceccherelli - che già in precedenza aveva colto una clamorosa traversa - in chiusura di tempo semina mezza difesa locale ed entra in area da sinistra, ma viene stoppato all'ultimo momento da una buona uscita bassa ancora del sorprendente Brucciani.

Nella ripresa, dopo la sfuriata di Valiensi all'intervallo, si vedono finalmente i veri Randagi. Eppure non basterà il gol pronti-via di capitan Pirvu, che approfitta di una deviazione di Frediani per spedire il pallone a baciare il palo insaccando il 2-1. Non basterà il grande sforzo offensivo profuso dai nostri, che arrivano a schierare 4 punte (Pirvu, Santi, Kone e Costabile). Non basterà la sontuosa prova difensiva del secondo tempo, dove Bravi e Pedrini non la fanno quasi mai vedere a Pocai e Diarra e Giannotti risulta praticamente inoperoso. Non basteranno le discese dello Sco a sinistra, a briglia sciolta nei secondi 40 minuti, né le dodici fatiche dell'Ariel, che regge 80 minuti nonostante i triboleri fisici. Non basterà il positivo ritorno in campo del Costa, che però intanto ci fa ben sperare in vista della volata salvezza. Non basterà il crescendo fisico della ripresa e non basteranno le occasioni create - e sono diverse - in particolare con Costabile (tiro da fuori deviato in corner dal portiere) e in articulo mortis con Diego Santi (che, di testa e vistosamente trattenuto da Donatiello, gira verso la porta ma trova un miracoloso e quasi inspiegabile guizzo di Brucciani, che smanaccia praticamente sulla linea).

Non basterà niente di tutto questo a schiodare il risultato dal 2-1 per il Sassi.

Postpartita.

Peccato, perché l'abbrivio del secondo tempo aveva fatto sperare in qualcosa di più, in molto di più di così. Peccato per l'orrido primo tempo dei nostri, che soprattutto mentalmente hanno sbagliato l'approccio e regalato 40 minuti a un Sassi normale, nulla di più. Peccato i mormorii, le recriminazioni, la caccia al colpevole, le urla sconsiderate, il "giustificatismo", i rimorsi, la piattezza e il senso di rassegnazione generale che pervadeva lo spogliatoio al termine della partita.

Ripartiamo. Con la testa, soprattutto. Da sabato, quando Quelli del Dallas arriveranno a Kedrion Road convinti di poter riprendere la marcia playoff, come se nulla fosse. Ricordiamoci l'andata, dove potevamo prenderci i tre punti, e ricordiamoci chi siamo: i Randagi.

FORZA RANDAGI!

10 Marzo 2018, RANDAGI APUANI vs Joan Miró 2-0

Per una volta!

Per una volta siamo qui a raccontare di una “normale” vittoria casalinga.

Per una volta le chiacchiere stanno a zero, come si dice, sia pre- che post-partita.

Per una volta, quel che si è visto sul campo è quel che si vede in classifica.

Per una volta, la fase difensiva ha tenuto botta per tutti gli 80 minuti.

Per una volta, qualche errore davanti non ha pregiudicato la conquista dei 3 punti (anche perché il nostro Condor dei Carpazi Tudor Pirvu si è rifatto con gli interessi…)

Per una volta, passiamo una settimana serena, guardando positivamente sia indietro – a tutti i punti che abbiamo lasciato più o meno ingenuamente per strada - che in avanti – alle prossime sfide salvezza che ci attendono, a partire dal derby di sabato prossimo contro il Sassi/Eglio.

 

Prepartita.

Tribolate, a dir poco, le ultime settimane: pochi allenamenti causa maltempo, tante assenze che però gradualmente stiamo riassorbendo. Per la partita cruciale col Miró, ancora fuori il Costabile (in verità quasi pronto dopo i guai alla caviglia) e il CAP Pedrini (precauzionale), più Santi Diego indisponibile, mentre tornano a disposizione Ceccherelli e Abram, benché nessuno dei due sia al 100%.

L’incredibile moría di portieri che continua ad attanagliare i Randagi (anche stavolta out 4 su 5) costringe il buon Nichol Pieroni a fare un tuffo nel passato indossando nuovamente i guantoni, e lascia un posto libero in mezzo al campo dove l’Ariel riprende le redini affiancato da FP7 Fabio Pieri, con il Cecca giocoforza largo a sinistra. Valiensi conferma dunque il 4-4-1-1 già visto in altre recenti circostanze, con difesa Scognamiglio-Bravi-Tollari-Biagioni, centrocampo completato dal Sulley Kone alto a destra, con il Mazzo dietro l’unica punta capitan Tudor.

La simpatica (!) combriccola di cantanti-pittori-attori dal tiquitachesco nome Joan Miró si presentava a Kedrion Road - dove circa un anno fa aveva confezionato un pesante 4-0 che ci gettò tutti nello sconforto - con due squalificati (turno di stop ancora in essere visto il rinvio della precedente giornata di campionato), ma forte di una miglior posizione di classifica (23 punti contro 15, nonostante la secca sconfitta dell’andata) e di un attacco, loro punto di forza, leggermente più prolifico del nostro (7 gol Magnelli e 6 il centravanti Pardini).

Il direttore di gara sig. Chiari non evoca certo nostalgie positive (anzi, è ancora oggi un incubo quel suo arbitraggio dell’anno scorso a Gioviano contro la Folgore), e le uscite simpatiche (!!) al momento della chiama non lo riabilitano proprio per nulla.

 

Il match.

Se abbiamo mai veramente “sofferto” l’avversario, è stato nei primi minuti di entrambi i tempi. Fattore principalmente mentale? Chissà…certo è che nella restante parte del match abbiamo sostanzialmente dominato il campo, come testimoniato anche dal taccuino del cronista. In avvio di gara, qualche ambasce sulle ripartenze massicce dei gialloblù, che in alcuni casi portavano anche sei giocatori nella nostra metà campo; in avvio di ripresa, il campo inzuppato ha fatto emergere la maggiore fisicità degli ospiti, pericolosi soprattutto sui piazzati, ma è netta alla lunga la superiorità anche atletica dei Randagi, che nelle praterie degli ultimi venti minuti avrebbero potuto e forse anche dovuto meritatamente capitalizzare e arrotondare il risultato.

Pochi i momenti topici della partita:

  • nel primo tempo, intorno al quarto d’ora, l’incredibile errore del Tudor che, su un lancio dello Sco valorizzato da un liscio avversario, arriva solissimo a tu per tu col portiere pitturato, e gli tira esattamente addosso;
  • forse proprio in quell’occasione, l’estremo difensore ospite si infortuna, e poco dopo è costretto a lasciare il campo sostituito da un giocatore di movimento che va a vestire i guantoni (si disimpegnerà niente male);
  • verso la fine della prima frazione, lo stesso capitan Pirvu sfonda sulla destra e, sull’uscita del portiere, estrae dal cilindro un colpo d’antologia, lasciando partire un pallonetto dal vertice dell’area di rigore che si va a insaccare preciso sul secondo palo. Un gol che ha ricordato molto quello di Mertens in un Napoli-Torino dello scorso anno, e che ha meritato un lungo applauso al bomber rossoblù, giunto con questa segnatura a quota 9 in classifica marcatori;
  • a inizio ripresa, in quei cinque minuti di sfuriata del Miró, un paio di calci d’angolo mettono particolarmente a rischio il nostro vantaggio, e su uno di questi serve un provvidenziale intervento di DB2 Daniele Biagioni che coglie un clamoroso auto-palo ma salva il risultato;
  • ancora sull’1-0, Pieroni alla grandissima vola sulla sua sinistra a deviare in corner un tiro a giro di Magnelli, in quella che è forse l’unica offensiva degna di nota degli ospiti in tutto il secondo tempo;
  • nel giro di pochi minuti - a memoria diremmo tra il 50’ e l’ora di gioco - vengono espulsi prima Passigni Stefano poi un giocatore avversario (uno dei migliori visti oggi). Lo Stif, da poco entrato, è reo di aver sferrato un calcione gratuito al termine di un’azione confusa in cui il vero protagonista è dall’inizio alla fine il sig. Chiari: l’arbitro infatti innesca un parapiglia non fischiando un fallo normalissimo e visibilissimo su Scognamiglio; i Randagi mettono la palla fuori, ma il Miró non la restituisce e sugli sviluppi conquista una punizione dal limite che costa, appunto, il rosso a Passigni. Punizione poi sprecata da Magnelli. Dalla parte opposta, è Sulley Kone a provocare l’espulsione con una serpentina tutta tecnica e atletismo, interrotta anche qui da un intervento fuorilegge dell’avversario;
  • il Tudor chiude la partita al 65’ finalizzando una nostra bella azione in ripartenza, con lo Sco che si inventa rifinitore e dalla lunetta pesca il taglio del Sulley oltre la linea difensiva ospite, e poi è bravo Kone a servire Pirvu che segna la sua doppietta (10° rete stagionale) con un tiro secco a mezz’altezza.

In mezzo, tanta sicurezza dietro grazie soprattutto alla prova maiuscola del Nichol; tanta concretezza in mezzo con Ariel e Cecca oltre i confini di giardino (e fisicamente obbligati entrambi ad alzare bandiera bianca prima della metà della ripresa, sostituiti da Passigni e Paita); belle trame davanti con un bel Mazzolini a far filtro tra centrocampo e attacco e con il Condor dei Carpazi se vuoi sprecone ma quasi sempre imprendibile quest’oggi.

Come detto, nel finale il risultato poteva essere più rotondo, e peccato non esser riusciti a premiare in un caso la discesa “alla Skriniar” (cit.) del Toro-o Bravi, in un altro l’inserimento senza palla di uno Scogna oggi più presente e continuo di tante altre volte. Ma grande prova di attenzione e tensione in fase difensiva, dove negli ultimi venti minuti praticamente non abbiamo rischiato più niente, legittimando la vittoria.

 

Post-partita.

Raccogliamo la testimonianza del Toro-o Bravi, fra i migliori anche oggi: “Siamo tornati alla vittoria in una partita non facile - come del resto tutte in questo campionato livellato! Abbiamo dimostrato di volere tanto questi 3 punti: vedere compagni che lottano come leoni, come il mazzo che ha rincorso tutti, o l’Ariel che ha giocato in condizioni precarie…e anche – nonostante i legittimi rimproveri della panchina – provare, come ho fatto io e come ha fatto lo Sco, anche all’80’ a fare una corsa di ottanta metri per supportare l’azione offensiva…ti fa capire che tutto dipende da noi, dalla nostra testa, dalla nostra convinzione!”.

E per il futuro: “Quando ci crediamo davvero, abbiamo dimostrato che per gli altri è dura batterci! Sabato ci aspetta un’altra battaglia: un derby con gli amici del Sassi che vale molto più di un derby. Dobbiamo vendicare la sconfitta immeritata dell’andata e mettere un altro mattoncino per la salvezza, per dimostrare a noi stessi e al campionato che noi ci siamo, che non facciamo la semplice comparsa!”

Una chiosa sulle prestazioni del comparto difensivo, troppo spesso additato nel corso della stagione: “Personalmente mi sento bene, sia fisicamente che mentalmente, e sono contento del mio rendimento. Ma sono contento anche per il Daniele, che è cresciuto molto, e soprattutto per il Tolla, che sta dimostrando il suo valore dopo un inizio difficile. Ora l’imperativo è allenarci bene, seguire il Mister in settimana come sempre facciamo e poi sabato dare tutto per portare a casa il bottino pieno. Chiudo, come nel mio stile, citando un grande del calcio che calza a pennello: FORZA RANDAGI!”.

 

“Oltre alla condizione fisica, occorrono la voglia, la rabbia, la passione, la cattiveria agonistica, la felicità interiore. Perché un atleta triste è un atleta che parte sconfitto”

Alessandro Del Piero

Verso il filotto (avvicinamento a RANDAGI vs Joan Mirò)

Si torna finalmente in campo!

Dopo lo stop causa neve/pioggia della scorsa settimana, per i ragazzi del Mister #SAVERIOFASULSERIO è passato il "trittico della morte" (i.e. zero punti e prestazioni quantomeno altalenanti): da domani inizia un nuovo campionato, da domani, Randagi, si fa la stagione.

E visto che nelle ultime settimane non ci siamo fatti sentire così assiduamente, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con il Valiensi per analizzare il momento della squadra e capire verso quali lidi si naviga.
Mister, ripercorriamo gli ultimi mesi: come si spiega questa mancanza di risultati?
Quando si perde le colpe vanno suddivise, così come i meriti quando si vince.  Trovo riduttivo cercare rifugio nella sfortuna, nelle caffarelle dell'arbitro di turno, nell'atavica poca vena realizzativa o nella sorprendente fragilità difensiva di quest'annata balorda. Le mancanze, indubbiamente, ci sono state e ci sono - come squadra, come gruppo, sotto il profilo tecnico, fisico, di personalità. E alla fine ci hanno portato a raccogliere meno di quanto forse avremmo meritato per ciò che si è espresso sul campo.  Il paradosso è che, nelle ultime dieci partite, abbiamo vinto forse proprio quella in cui abbiamo sofferto di più e giocato peggio.
Quanto incidono su questi risultati le assenze l'incredibile discontrinuità fra i pali della porta rossoblù?
Non nascondiamoci dietro un dito: la questione portiere è un cruccio che ci ha complicato la vita per tutta la stagione. Abbiamo comunque la fortuna di avere tre buonissime alternative che comunque vada mi fanno dormire sogni tranquilli, e anche domani ce la caveremo da questo punto di vista.
Le altre assenze...tutti sono importanti, ma l'undici che scende in campo è sempre di buon livello e ho assoluta fiducia nei miei ragazzi, anche in chi non ha giocato molto. Anche perché, nonostante la pletora di sconfitte accumulate,  prestazioni, impegno, grinta e determinazione non sono mai mancate, e questo è quello che più mi interessa.
Ora vi aspetta un tour de force: una serie di partite contro squadre alla vostra portata, dove ci si aspettano molti più punti di quelli che avete fatto fino ad oggi. Su cosa punterete per rispettare le attese?
Fare un gol più degli altri in ogni partita di qui alla fine del campionato, o prenderne uno in meno...cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia!
Battute a parte, in queste prossime gare dobbiamo andare in campo - come si dice in gergo - con il cuore in mano: uniti, pronti alla battaglia, al sacrificio, alla guerra per i compagni, per la maglia, per la squadra. Solo così possiamo salvarci anche evitando lo spauracchio dei play-out.
Ovviamente non ho la sfera di cristallo, ma mi arrogo la presunzione di dire che di qui in avanti scenderanno in campo dei Randagi, con la Erre maiuscola!
Solo chi realmente tiene alla squadra, solo chi realmente crede in me e nei compagni, può condurci alla salvezza. Uniti, possiamo!
FORZA RANDAGI!

Riassunto delle ultime puntate

LokomotiviadiPietreto vs RANDAGI APUANI 3-0

Nel monday night, cediamo nettamente all'avversario che fin qui ci ha più impressionato per capacità di controllare il gioco, valori tecnici e fisici, spirito di squadra.

Ci presentiamo sul campo di Chiesina Uzzanese puntuali, carichi e determinati...ma non entriamo mai veramente in partita. Vero, tante assenze. E però sarebbe riduttivo giustificarsi così: annichiliti per 80 minuti, quasi mai in grado di impensierire la retroguardia di casa, quasi sempre in difficoltà nell'arginare le offensive dei pistoiesi.

Sotto 2-0 già nel primo tempo (diagonale di Marmugi e pallonetto del ficcante Luchino Vezzani su uscita del Massimino Giannotti), quando diamo l'impressione di poterci risvegliare dal torpore capitoliamo per la terza volta (gran galoppata di Dem che taglia fuori tutta la nostra difesa e chiude con un tapin sul primo palo).

 

Castelvecchio/Spartans vs RANDAGI APUANI 1-0

Tutt'altra partita rispetto a quella di Chiesina: combattuta, molto maschia e sentita da entrambe le parti, aperta fino all'ultimo istante. Peccato averla persa così, dopo aver retto per oltre un'ora l'urto dei più quotati biancorossi, per una disattenzione generale che ci è costata carissima.

Avevamo fatto una gran bella gara, anche spavalda in certi frangenti, magari fortunata in altri, in assoluto dignitosa e non certo da penultima in classifica. Avevamo sfiorato il gol in più di un'occasione, soprattutto col rientrante condor Pirvu Tudor. Avevamo neutralizzato la loro potenza di fuoco, soprattutto con le prodezze del Tecco Passigni, oggi fra i pali ancora al posto degli altri 6 portieri assenti.

Abbiamo fatto il massimo, e non possiamo rimproverarci nulla se - ancora una volta - il massimo non è bastato.

 

E ora?

Il trittico della morte si è chiuso a tutti gli effetti all'Impero di Castelvecchio Pascoli con un'altra sconfitta, 3 su 3. Il poker poteva arrivare nella prima gara marzolina contro la Folgore Piano della Rocca, ma il maltempo ha fortunatamente cancellato la giornata di campionato e rimandato il supplizio (ampiamente preventivato, viste le innumerevoli difficoltà che avevano accompagnato il nostro avvicinamento al match e le assenze forzate); ora, sotto con le "piccole": Mirò, Sassi, Dallas, Franiba, Querce...squadre alla nostra portata, che all'andata abbiamo in alcuni casi anche battuto (o ci siamo andati vicini)...squadre come noi, contro le quali abbiamo ora la possibilità concreta e sicuramente anche il dovere di fare risultato pieno. E, come sempre, è lì il pantano.

FORZA RANDAGI!

10 febbraio 2018, RANDAGI APUANI vs Tasso Alcolico 1-3

10 febbraio 2018, RANDAGI APUANI vs Tasso Alcolico 1-3

Randagi-Tasso non è mai una partita normale. Diciamo pure che non è mai UNA partita: è LA partita. Breve storia triste: non li battiamo da quando si chiamavano Piazzano e si barcamenavano in IV B. Ci abbiamo rigiocato parecchie volte, una delle quali anche un pelino importantina, ma mai ci abbiamo cavato più di un pareggio (fu, paradosso, un bellissimo 0-0 quello maturato a Bolognana nella stagione 2014-15). L'anno scorso due sconfitte di misura per 1-0, sia a San Donato che a Bolognana, quest'anno un 3-2 fuori casa che ancora grida vendetta (espulsioni, mezze risse e un gol da polli subito nel recupero del secondo tempo).

Li attendiamo oggi a Bolognana con le pezze al culo per via di assenze (soprattutto) e triboleri di classifica (un po' meno, vista la mezza impresa di lunedì scorso contro il Montecarlo). Eppure, nessun timore reverenziale, nessuna voglia di soccombere alla squadra che è, con merito e di gran lunga, la prima della classe, tante motivazioni per un riscatto casalingo mai così necessario.

 

Prepartita.

Le assenze che abbiamo sono tutte pesanti: Ceccherelli in mezzo al campo (ancora alle prese con una caviglia in disordine), Costabile tra le linee (si allena in gruppo ma il mister non ritiene sia ancora il caso di rischiarlo) e capitan Pirvu davanti (febbricitante), oltre poi a Valiensi che si è beccato un mese dopo aver sbraitato #comeunossesso ad Altopascio.

L'undici titolare è comunque di tutto rispetto: torna Giannotti Massimino in porta, davanti a lui una linea a 4 composta da Scognamiglio a sinistra, Pedrini e Bravi centrali e Paita a destra; trio di centrocampo con Pieroni basso, Pieri e Abram interni; tridente offensivo con Mazzolini e i Randafricani Kone e Krubally (in arte Sulley e Kouli).

 

Il match.

Neanche il tempo di iniziare e siamo già in vantaggio. Su una mischia da corner, Sulley è anticipato altezza-testa da un difensore con un intervento da karateka, che spinge il sig. Tintori a rivedere il proprio arbitraggio all'inglese e fischiare subito il rigore: dagli undici metri Mazzolini palo-gol e GONFIAAAA LA RETEEE!!! 1-0!

I successivi minuti sono un crescendo del Tasso e dell'esperto bomber Giuntoli (oltre 350 gol in carriera), che sfonda spesso con facilità fra i nostri due centrali, arrivando a tu per tu con Giannotti in almeno due circostanze: nella prima ciabatta malamente sul fondo, nella seconda spara altissimo.

Il punto del pari è comunque nell'aria e arriva intorno al 20': calcio d'angolo ospite da destra, la palla attraversa pericolosamente tutta l'area e viene raccolta al limite da un ragazzo-di-Buba che viene affossato ingenuamente da Krubally. Della successiva punizione si incarica Poletti che, puntuale come un orologio, timbra il cartellino spedendo il pallone sotto l'incrocio. Davvero un bel gol, c'è poco da fare. 1-1.

Nella seconda metà del primo tempo, tuttavia, siamo noi ad avere qualche buono spunto e a mettere ansia alla difesa del Tasso, soprattutto con i nostri due Randafricani che come due mosconi fastidiosi stanno lì a dar noia ai difensori gialloblù in fase di impostazione e, in un paio di circostanze, riescono a rubare palla in zona pericolosa, senza però mai concretizzare l'impegno in occasioni da rete - anche per la mancanza di supporto dovuta a un'atavica remora del nostro centrocampo ad accompagnare l'azione d'attacco.

Nell'intervallo mister Valiensi ha ben poco da chiedere: qualche aggiustamento nei movimenti difensivi, una maggior attenzione nel posizionamento di alcuni uomini. Paita accusa un po' di stanchezza, comincia a scandarsi il Tolla.

Si riparte e la partita è chiaramente in mano nostra, diminuiscono i pericoli dalle parti di Giannotti e di contro aumenta il volume dello sforzo offensivo rossoblù. Il climax culmina al 10' nel Premio Oscar per il Miglior Gol Sbagliato 2017/18: "and the Oscar goes to...Hagie Krubally!", che si ritrova il pallone sui piedi in area (dopo gran tiro del Mazzo parato dal portiere) e, da un metro a dir tanto dalla linea di porta, estrae dal cilindro una conclusione che sfida le leggi della fisica quantistica e assume una traiettoria mostruosamente arquata, e insomma finisce incredibilmente per scheggiare la parte alta della traversa e terminare sul fondo. Comprensibile ma inutile il pianto greco del buon Kouli, autore di un'altra prova volitiva e anche convincente, nel complesso, ma clamorosamente inefficace proprio là dove i Randagi avrebbero maggiormente bisogno.

E' la pietra tombale sulla nostra partita: nei successivi cinque minuti subiamo i due gol che la mettono inequivocabilmente in ghiaccio. Entrambi di Giuntoli, che nel primo caso sfrutta una dormita dietro (dove era intanto entrato Tollari e le cose sembravano in realtà quasi migliorate rispetto al primo tempo) per toccare alle spalle del Massimino un'imbucata di Verrazzo; nel secondo conclude con estrema facilità da dentro l'area piccola un tiki-taka offensivo nato da un pallone perso in uscita dalla mediana rossoblù e, a dirla tutta, forse viziato da un fuorigioco. Nel dubbio, oggi Tintori ha sempre lasciato proseguire, contribuendo a togliere parecchie certezze alla nostra fase difensiva.

Da lì in poi succede ben poco, ed è semmai più il Tasso ad andare vicino al quarto gol che noialtri a rischiare di accorciare le distanze. Abbiamo, a memoria, solo una vera palla gol con Sulley, che sradica la sfera dai piedi di un avversario sulla trequarti loro e penetra in area da destra, arrivando fino alla conclusione (che finisce alta) anziché servire Mazzolini libero e meglio piazzato al centro dell'area.

 

Postpartita.

Ce lo siamo detti, "non sono queste le partite buone per la salvezza". Ecco. Ma ogni tanto anche un punto qua e là gli altri lo fanno, noi mai. Usciamo tra gli applausi, a testa alta per aver giocato alla pari, anche se non ad armi pari, per oltre un'ora. Ma usciamo sconfitti, ancora una volta, da Kedrion Road, un tempo (ormai remoto) fortino e cagione di tutte le nostre soddisfazioni.

Ci aspetta adesso un trittico infernale: Lokomotivia Castelvecchio Folgore, tutte fuori. Quando torneremo a calcare la mota di Bolognana forse non avremo molti più punti in classifica, ma indubbiamente avremo - in un modo o nell'altro - scalato un Gran Premio della Montagna di 1° categoria e potremo allacciarci il giubbino per cominciare una volata che non ammetterà ostacoli.

FORZA RANDAGI!

5 Febbraio 2018, Montecarlo vs RANDAGI APUANI 1-2

"Oh, s'è riscritto sul sito e TAAAAC s'è subito rivinto! Sarà un caso?"

"Sarà culo?!?"

"Comunque ERA L'ORA!"

 

Se, dobbiamo ammetterlo, i molti bassi e i pochi alti della stagione ci avevano provocato il celeberrimo "blocco dello scrittore", a poche ore dalla trasferta di Altopascio, una partita decisiva come poche nella storia recente dei Randagi Apuani, uno "spartiacque" come si diceva prima del match, magicamente la voglia di raccontare e raccontarsi si era risvegliata.

Vogliamo pensare che con essa si sia risvegliato anche in campo lo spirito randagio che si è visto così raramente negli ultimi tempi e che, ritrovato nel secondo tempo contro il Montecarlo, ha dimostrato ancora una volta di che pasta siamo fatti.

E allora...che spartiacque sia!

 

Prepartita.

Quasi tutti puntuali al ritrovo serale presso il "Lisa Caffè" di Bolognana. Di lì partiamo alla volta di Altopascio per il monday night che ci oppone al Montecarlo (ex-Bar Mauro), compagine che ci precede di due punti in classifica.

Ci mancano Capitan Tudor Pirvu squalificato (ma in tribuna a incitare i compagni) e Alessio Ceccherelli, che ha una caviglia in subbuglio. Così anche Matteo Costabile, che però è aggregato al gruppo stavolta come guardalinee ufficiale. Siamo privi anche dei settordici portieri alternatisi in stagione, e ancora una volta costringiamo fra i pali il buon Tecco-Saracinecco Passigni: sarà per distacco il migliore in campo.

Nello spogliatoio Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI è meno poetico di altre volte: la partita si prepara da sola, conta tanto e va vinta. Va vinta, ma senza arrembaggi, almeno all'inizio. Ecco perché ci mette in campo con un abbottonato 4-4-1-1: davanti al Simo Passigni c' una linea composta da Biagioni, Bravi Luca, Pedrini e Paita; due centrocampisti di copertura come Abram e Pieroni e due ali mascherate da terzini come Scognamiglio e Pieri; poi Kone a svariare dietro l'unica punta Mazzolini Alessandro.

 

Il match.

Pronti-via e ci si rende conto che il Montecarlo, stasera in tenuta blucerchiata, è significativamente diverso da quello annichilito due mesi fa a Bolognana, e soprattutto davanti dimostra una tecnica in velocità che ci mette spesso in ambasce nella prima parte di gara. Nella generale difficoltà di limitare le iniziative dei locali, Sulley ripiega per dare una mano al centrocampo, con lo Scogna e il Pieri a rinfoltire le fasce arretrate, e così il Mazzo rimane veramente solo là davanti, e l'Ariel e il Nichol sono sempre presi in mezzo. Subiamo abbestia, non abbiamo modo per rifiatare o ragionare.

Nei primissimi minuti avremmo di che recriminare (fallo di mano in area di lòro parso a tutti evidente, fuorché al Sig. Biagi), ma per i restanti 40 siamo in apnea. Ci dà noia più che altro la velocità delle loro ali, esaltata dalle sovrapposizioni dei due terzini. L'arbitro non ci aiuta, fischiando o non fischiando quasi sempre a sproposito, e allora proviamo a farci giustizia da soli, come quando Taribo Paita stende Greca sull'out sinistro, beccandosi fortunatamente soltanto un giallo.

Le cose peggiorano al minuto 18: Ter Tecchen si rifugia in corner su un insidioso tiro dal limite; sugli sviluppi, è ancora il portiere randagio a fare la voce grossa smanacciando nuovamente in angolo un potente colpo di testa dell'esperto capitano del Montecarlo; al terzo tentativo, però, Passigni non può fare nulla sull'inzuccata di Greca, che liberatosi della marcatura di Paita colpisce di testa e piega le mani al nostro portiere. 1 a 0.

Zero reazione, e al 28' Valiensi chiama il time-out per ridisegnare interamente la squadra: lo Sco si sposta a destra di un centrocampo a 5, con Paita dalla parte opposta, Pieroni-Pieri in mezzo e Abram leggermente più avanzato. Tutto ciò a beneficio di una maggior copertura difensiva, certo, ma anche di un Sulley finalmente libero da compiti di ripiegamento, che infatti poco dopo si produce in una ripartenza fulminante, conclusa da un brutto fallo e un ammonizione per un difensore blucerchiato. L'augurio, nel momento di rientrare negli spogliatoi, è che questa sia la piccola scintilla che riaccenderà la fiamma randagia.

 

All'intevallo il #SAVERIOFASULSERIO vede, capisce l'imbarazzo dei suoi, messi alle corde dall'avversario, e si limita a suggerire un paio di cose: meno frenesia, più tranquillità con la palla in uscita, meno errori tecnici dove possibile. E poi trova la chiave di volta, la frase giusta: "Nei prossimi 50 minuti ci giochiamo il campionato". Apriti sesamo.

 

I Randagi che rientrano in campo per il secondo tempo sono un'altra squadra. Almeno a livello mentale, di grinta, di voglia, di consapevolezza. E ti pare poco?

 

Ora c'è equilibrio, c'è partita. Lòro hanno qualche occasione in contropiede che non sanno concretizzare, noi fatichiamo a trovare varchi ma almeno ci proviamo e siamo più presenti su tutti i palloni. Dopo una decina di minuti, Valiensi richiama il Paita, autore comunque di una prova solida, e butta nella mischia Santi, a far coppia davanti col Sulley, e con il Mazzo a trequarti. La fisicità del Diego fa subito effetto, e riusciamo a tenere su qualche pallone, cosa che ci aiuta a soffrire meno il loro gioco.

Davanti, però, anche senza Greca (uscito per un fastidio muscolare) il Montecarlo è veloce e ficcante, e solo delle ottime uscite del Simo ci salvano dal tracollo (in una di queste si permette addirittura il lusso di scartare un attaccante al limite dell'area e appoggiare al Luca Bravi per far ripartire l'azione...). Soltanto in un'occasione il Tecco non arriva in tempo, e nonostante questo l'attaccante, dopo averlo scartato, si defila troppo e calcia incredibilmente a lato a porta sguarnita. Si riscatta, comunque, poco dopo, neutralizzando un'altra occasione da rete del Montecarlo (tiro dal limite diventato pericoloso pallonetto dopo la deviazione di un nostro difensore).

Manca un quarto d'ora e siamo al fatidico tutto per tutto. Dentro anche il pimpante Krubally per un opaco Pieri, e altro cambio di modulo, con Kone e Krubally ora larghi in un tridente completato da Santi ariete centrale, e con Mazzolini tra le linee alle loro spalle.

La nostra spinta offensiva è massima, anche grazie al costante apporto in fase di spinta di Scognamiglio sulla destra. E proprio la caparbietà di Scognamiglio al 32' minuto ci fa guadagnare un prezioso calcio di punizione dal limite dell'area avversaria: il Mazzo prende subito la palla, la posiziona con cura (il piazzato sarebbe piuttosto per un mancino, ma avenne oggi...) e la accarezza col collo interno del piede, superando la barriera ... incrocio dei pali, poi sul fondo.

Quello che a tutti sembra l'inizio della fine, diventa invece l'inizio di un nuovo inizio: tutta la nostra voglia di vincere, la nostra grinta, tutto lo spirito randagio che tante altre volte in passato ci era stato riconosciuto viene fuori prorompente in questi ultimi dieci minuti.

Santi innesca la miccia: controllando forse col braccio un pallone sporco al limite dell'area, serve in profondità Krubally che per un soffio viene anticipato dall'uscita del portiere. Col nuovo modulo, i due giovani Randafricani sono spine nei fianchi del Montecarlo, che non sa come arginarli. Tant'è vero che, di lì a poco, Santi, dopo un altro controllo dubbio, mette palla in profondità per Kone, che calcia ancora sull'uscita del portiere e, vincendo il susseguente rimpallo, si trasforma nel miglior fotografo del mondo e realizza un gol in vero stile biliardino umano. E GONFIAAAAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!! 1 a 1!

Mancano pochi minuti e la cosa che più ci preme è fare massima attenzione dietro, perché per come si era messa un punto è già oro colato. E infatti dopo meno di un minuto rischiamo grossissimo quando un cross dalla nostra sinistra attraversa tutta l'area di rigore e per poco non trova il tap in vincente del loro n.19, che però si incarta e viene abilmente e fortunosamente fermato dal generoso Scognamiglio praticamente sulla linea di porta. L'azione concitata porta quasi all'esaurimento Valiensi, che urla ai suoi, urla alla sorte, urla al cielo la sua voglia di vincere...e urla anche forse qualche sproloquio, pur senza offendere nessuno, e allora nello stupore generale l'arbitro lo chiama "ossesso" e lo invita ad allontanarsi dal campo. Ora sì che il Valiensi #FASULSERIO, e urla ancora, e stavolta offende qualcuno, avviandosi - da degno erede del MIINCAZZOFISSO - sugli spalti per seguire da fuori gli ultimi istanti di gara.

Istanti a dir poco leggendari. L'inerzia del match è ora tutta rossoblù e, quando siamo nel secondo dei 4 minuti di recupero concessi da Biagi, ancora Sulley indiavolato conquista un corner corto: sulla palla va Pieroni e, mentre in tribuna il Tudor profeticamente si augura "Avremo un po' di culo anche noi o no?!?", la parabola del Nichol spiove nell'area piccola perfettamente sulla testa del Toro Bravi,  capitano di giornata...il ToroLeoneGiaguaroTVBravi, che schiaccia a terra la sfera e GONFIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!! 2 a 1!

Bolgia assurda, viene giù lo stadio Claudio compreso e tutti i compagni seppelliscono il Luca sotto il più forte degli abbracci. Piove manna dal cielo.

Nell'ultimo minuto di prolungamento del recupero generosamente concesso dall'arbitro, Krubally è ingenuo a commettere fallo poco di qua dal centrocampo e ingenuo è anche Biagioni che, già ammonito, forse non sente il fischio ma nel dubbio spara la sfera a Chiesina Uzzanese e viene espulso per comportamento ostruzionistico. Vi risparmiamo il parapiglia finale e le aggressioni non solo verbali all'indirizzo del povero Kouli. La punizione viene battuta e sprecata dal Montecarlo, e poi arriva il triplice fischio.

 

Postpartita.

Culo, dirà qualcuno. Sofferenza, resistenza, riscatto. La testa, quella giusta, ci ha guidato verso una vittoria fortemente voluta, estremamente necessaria. E se possiamo ammettere che tecnicamente è stata una delle partite più dure e difficili della stagione (campo sintetico al quale non siamo abituati, plurime e pesanti assenze, condizione non brillantissima di alcuni), non possiamo mancare di dire ricordare che la fortuna aiuta gli audaci, e che il cielo spesso invocato stasera da Mister Valiensi aiuta i Randagi. Oggi, davvero, come poche altre volte lo siamo stati, e comunque sia andata ce la siamo meritata. Il calcio è strano e la testa, è proprio vero, fa spesso la differenza. 

Riagganciamo così prepotentemente il treno salvezza, che per un attimo sembrava passato forse definitivamente. Ma il binario è lungo: serve percorrerlo a diritto, senza voltarsi, cercando di fermarsi il meno possibile alle 13 stazioni che restano da qui all'arrivo. 

FORZA RANDAGI!

Montecarlo vs RANDAGI, le pagelle

TECCO PASSIGNI, voto 9: da quando non è più il portiere, è un grande portiere. Lo era anche prima, lo è sempre stato, ma forse la testa non era sgombra. Dai la cera togli la cera. SARACINECCO

BRAVI, voto 8: premiamo la corsa a perdifiato da un lato all'altro della tribuna per andare a congratularsi col figlio che un padre ha sempre voluto. E a proposito del figlio: prestazione con parecchie sbavature, ma un gol che rimarrà negli annali (oltre che su tutti i social che Bill Gates ha mandato in terra).

PEDRINI, voto 7: in difficoltà per un'ottantina di minuti, come il resto della difesa, come il resto della squadra, resiste e ci mette due-tre toppe niente male.

BIAGIONI, voto 6.5: mezzo voto in meno per non aver ucciso nessuno in tribuna con quell'ultimo spazzone finale. 

PAITA, voto 7.5: mezzo voto in più per l'entrata amatoriale su Greca fatta proprio a volergli bene. Lo rincorre, lo subisce, si piega ma non si spezza.

PIERONI, voto 7: non brillante come in altre occasioni, soffre la rapidità degli interni avversari e l'esperienza del capitano-mediano del Montecarlo. Ma nel finale è il suo destro a raccontare la parabola delle beatitudini randage.

ABRAM, voto 6.5: denota un po' di stanchezza, che però non significa togliere la gamba. Lotta fino all'ultimo con le energie che gli restano, e l'argine regge.

PIERI, voto 6: giovedì defaticante per chi ha giocato, allenamento serio per gli altri. Diceva Benigni: "Craxi dove c....o va?!?"

SCOGNAMIGLIO, voto 7: spaesato nel primo tempo, suona la carica nell'intervallo e poi in campo nella ripresa. Si ripromette di non esagerare nella spinta offensiva, ma poi via un ci si fa e si va a vincere. Armiamoci e partiamo. Araldico.

KONE, voto 8.5: straripante, coinvolgente, è un demonio randafricano nella seconda metà di gara, quando i nodi vengono al pettine. Si costruisce da solo due o tre occasioni, concretizza la più importante e poi conquista il piazzato da cui nasce il gol vittoria. Soffre in copertura eppur si spende, molto meglio a briglia sciolta. La salvezza passa da qui.

MAZZOLINI, voto 6.5: si sbatte, ci crede, ci prova. Specialmente da fermo, con una parabola al bacio che bacia solo l'incrocio dei pali. Meglio quando parte basso e attacca fronte alla porta. Senta...

 

SANTI, voto 7.5: chili e centimetri che incidono, e tanto, sulla manovra randagia. Fa a sportellate, disturba le ripartenze basse avversarie, si propone da sponda per i compagni, fa salire, fa assist. #DS20: non gol, ma opere di bene, per la squadra.

KRUBALLY, voto 7: frizzantino, ci mette del suo nel finale di gara.

 

VALIENSI, voto 8: cambia cento volte il volto alla squadra, e alla fine ci chiappa. Prima della partita, durante il time-out e soprattutto nell'intervallo spende per i suoi ragazzi poche parole ma decisive. Da bordo campo, ne spende un po' di più meritandosi l'appellativo e l'allontanamento. OSSESSO

Spartiacque

Torniamo a scrivere, a farci sentire, un po' per cabala un po' (soprattutto) per voglia: voglia di randagi, voglia di punti, voglia di urlare a fine partita...

Stasera, 5 febbraio, sul sintetico di Altopascio contro il Montecarlo ci giochiamo una bella fetta di salvezza. A "Dribbling" Gianni Cerqueti l'ha definito uno "spartiacque" della nostra stagione, forse della nostra storia aggiungeremmo.

Ne è passata di acqua sotto i ponti e tante parole più o meno utili sono state spese in questi mesi. I soliti processi hanno accompagnato ogni chiusura del sipario, sabato dopo sabato dopo sabato. Senza costrutto e senza risultati, se non quello di inasprire un già aspro clima, innervosire animi già al limite, per tanti motivi.

Oggi no dai...oggi proviamo qualcosa di diverso: oggi decidiamo che per noi comincia un nuovo campionato, oggi inizia il nostro futuro. Perché se da un lato la Storia randagia va ben oltre le singole pietre disseminate lungo il cammino, d'altra parte il tempo passa e la classifica contingente è sempre più preoccupante.

Quindi SVEGLIAAAA RANDAGI!!!

Andiamo a prenderci quello che ci spetta, non solo insieme ma anche e soprattutto uniti, tranquilli, convinti. INSIEME davvero possiamo fare molto molto molto meglio rispetto a quanto abbiamo mostrato fino ad oggi.

E guardate che non ci sono formule magiche, siate consci che c'è una sola soluzione possibile per uscire da questa situazione: lo spirito randagio.

ESISTE ANCORA ?!?!?

Allora DIMOSTRIAMOLO!!!

Orsù, Randagi!

Orsù, Randagi!

Partiamo dalle doverose scuse ai nostri lettori: il sito è sempre stato un modo per esprimere il nostro essere Randagi e purtroppo alle volte non è stato compreso in modo tale, quindi abbiamo ritenuto “giusto” prenderci una pausa, anche per dedicarci a gravosi impegni extra-calcio. Il caso ha poi voluto che la pausa sia purtroppo coincisa con un periodo nero per i Randagi Apuani, fatto di tante sconfitte, molte chiacchiere e volti scuri.

Questa nostra pausa ci ha permesso di riflettere e ora torniamo ad approcciare in maniera più leggera e spensierata questo strumento, importante e soprattutto divertente almeno per noi che contribuiamo in maniera attiva alla realizzazione... Così era nato il sito, UN MODO COME UN ALTRO PER SCHERZARE, PER DIRE LA NOSTRA E PER FARE GRUPPO. E come disse il buon vecchio Vasco: “NOI SIAMO ANCORA QUA! EH GIÀ…”

Il sito si fa portatore delle parole del Mister, #SAVERIOFASULSERIO Valiensi, che,  nella settimana in cui compie 30 anni tondi, prova a capire cosa sta succedendo dentro e fuori i Randagi in questa stagione quantomeno tribolata…

 

Innanzitutto Mister si aspettava questa situazione?

Assolutamente NO, mai e poi mai mi sarei aspettato di avere così pochi punti dopo un terzo di campionato. La rosa è valida, le prestazioni ci sono sempre state, ma i punti non arrivano. Sapevo che la strada sarebbe stata dura, sapevo che avremmo trovato difficoltà, e so adesso che possiamo superarle solo con l'unità e il gruppo.

 

Si è dato una spiegazione?

Non ci dormo la notte! Non ho la sfera di cristallo o la bacchetta magica, posso solo dire che l'impegno è costante e continuo sia il sabato che in settimana, sul campo e intorno al campo. Se analizziamo tutte le sconfitte subite fino ad oggi, ci troviamo di fronte sempre ai soliti discorsi: giochiamo discretamente bene, ma non riusciamo a vincere, alle volte neppure a segnare, e alla prima occasione ci castigano e così finiamo per non riuscire quasi mai a portare a casa punti. Sì, i motivi possono essere svariati (tenuta psico-fisica, mancanza di cattiveria, di grinta, alle volte qualche errore individuale), ma questo momento dobbiamo analizzarlo e migliorarlo insieme, perché solo uniti possiamo crescere ed evitare di commettere ancora i soliti errori.

 

Pensa che il suo “credo calcistico” (sempre fedele almeno in partenza al 433) debba essere messo in discussione?

Non sono i moduli che ti fanno vincere le partite, ma la voglia, la grinta, la determinazione e lo spirito di squadra. Ciò detto io sono convinto che il 433 si sposi al meglio con le caratteristiche dei nostri giocatori, ma non sono né autolesionista, né tanto meno un professorino, come mi è stato detto da qualcuno: 10 partite sono un buon banco di prova e ho ottenuto le risposte che chiedevo - risposte che prescindono dai risultati! Io devo guardare e analizzare le prestazioni, il modo di stare in campo, di attaccare e difendere...e con questo non sto dicendo che non mi muoverò mai dalle mie idee, ma che semplicemente farò di tutto per il bene della squadra!

 

A prescindere dai risultati, come ha appena detto, come giudica il suo “lavoro”?

Come un work in progress. Ho iniziato quasi per caso un anno fa ad allenare, la prima partita mi sono anche scelto per giocare titolare, e mano a mano che le partite passavano è aumentata in me la voglia di stare dall'altra parte, sulla panchina, di apprendere cose nuove e di provare ad insegnarle. Se alle volte ci sono riuscito, non metto in dubbio che altre volte potevo fare sicuramente meglio, ma sono giovane per il mestiere e ho voglia di crescere, di colmare le mie lacune, di salire ancora gli scalini che mi permetteranno di considerarmi un Allenatore con la A maiuscola.

Non è questo il momento per mollare e io non sono il tipo che si arrende o molla di fronte alle difficoltà, anzi cerco sempre di affrontarle anche con il sorriso sulle labbra. Sto provando a cambiare completamente mentalità ad un gruppo di ragazzi che con un calcio diverso dal mio ha vinto un campionato, quindi sapevo e so che non è facile, ma sono convinto che la strada sia quella giusta, devo solo essere bravo a convincere anche i miei ragazzi...certo, 7 punti dopo 10 gare non aiutano, ma se è vero che tutte le strade portano a Roma, sta a noi capire qual è la nostra Roma.

 

Ha parlato di pregi e difetti: quali sono i suoi principali pregi e difetti?

Credo che il mio difetto più grande sia la gestione dell'intervallo e la capacità di un confronto tecnico-tattico durante la settimana. Il pregio penso la sincerità e la capacità di motivare le scelte, in modo da non creare alibi e discussioni inutili.

Mister, possiamo strapparle una promessa per il futuro?

Finché sarò io alla guida della squadra, tutti daremo il 110%, onorando la maglia e  i sacrifici che tutti insieme facciamo per i colori randagi!

Auguri allora, e in bocca al lupo.

FORZA RANDAGI!

Spesso il miglior modo per fare rumore è stare zitti. Ma la vita continua e non fa sconti. Il silenzio digitale purificatore ha forse disteso gli animi di alcuni, e fatto digerire le tossine nervose accumulate in ottobre, ma non ha cambiato le sorti della nostra fin qui tribolata stagione. Ma: andiamo per ordine...

 

Sabato 21 ottobre 2017

Perdiamo in casa 1-2 contro il Franiba. Certo, ci sono delle note positive…o almeno ce n’è una, l’esordio randagio del Mago Silvan Silvano Lenzi, autore di una prova importante e confortante per il futuro. Fossimo ancora in balìa e in diritto di far le pagelle, avremmo detto: LENZI SILVANO, voto 8: para il parabile, prova anche a dare la scossa ai compagni nel corso di una seconda frazione da incubo, ma oggi proprio non c'era nulla da fare. Senza dubbio il MIGLIORE

Prevalgono, però, le note negative: dopo un primo tempo ottimo, con un paio di occasioni da gol letteralmente divorate dai nostri avanti, la seconda frazione è da incubo, un gol preso e decisamente evitabile, tre paratissime del Mago Silvan, un pareggio trovato per caso su rimessa laterale, prima del finale thrilling in cui perdiamo la testa e perdiamo anche la gara all'ultimo secondo.

 

Lunedi 23 ottobre 2017

Il Mister #SAVERIOFASULSERIO si sente telefonicamente con il #BURDISSOMIINCAZZOFISSO e, puntuale, “scrivi lò: domani riunione”.

 

Martedi 24 ottobre 2017 

Alla riunione c’erano tutti, dal commissario al sacrestano; alla riunione c’erano tutti, con gli occhi rossi e il cappello in mano. Alla prima e speriamo ultima riunione di spogliatoio, “per analizzare i motivi della sconfitta e della mancata reazione della squadra” avrebbe recitato un eventuale OdG. Non è questo il luogo per rivelare i contenuti di quella riunione, ma basti sapere che - e ricordiamocelo ogni volta che possiamo - spesso il modo migliore per fare rumore è stare zitti.

 

Sabato 28 ottobre 2017

Tempo di campo, tempo di derby. Castelvecchio / Spartans...

Circa un’ora prima dell'inizio del match, il Mister #SAVERIOFASULSERIO si sfoga nello spogliatoio e chiede ai randagi di fare quello che non hanno fatto il sabato prima ovvero giocare da squadra.

La formazione titolare è quella che si dà per scontata nei peggiori garage di Bolognana: 4-3-3 con Lenzi, Paita, Bravi, Pedrini, Scognamiglio, Pieroni, Abram, Ceccherelli, Kone, Costabile e Pirvu.

 

3’: avvio incoraggiante, entusiasmante, da Squadra. Passiamo subito in vantaggio quando Costabile, ripiegando basso, conquista un ottimo pallone e serve Abram partito in sovrapposizione sulla fascia destra; l’Ariel di prima intenzione pesca in profondità il movimento da centravanti navigato di Capitan Pirvu, che si infila tra terzino e centrale e appena entrato in area colpisce la palla con forza e GONFIAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEE!!! 1 a 0!

 

10’:  in una delle rare sortite offensive della giornata, Scognamiglio va vicino al gol del due a zero quando, riconquistata palla sulla tre-quarti ospite in anticipo sul dirimpettaio Bertini, scambia bene con Pirvu e, all’altezza del vertice sinistro dell’area piccola, lascia partire un fendente mancino che sorvola di un soffio la traversa di Serafini. Certo, avrebbe potuto anche servire centralmente Pirvu e Costabile pronti a raccogliere un eventuale cross, ma il tiro ci stava.

 

14’: eccola lì, la beffa, che ci taglia inconsciamente le gambe. Rimessa laterale dalla nostra destra, palla lunga in area dove Bravi prova il rinvio di testa ma riesce solo a prolungare la traiettoria del pallone verso il secondo palo, dove lo Sco, nel tentativo di anticipare Bertini appostato quasi sulla linea, colpisce goffamente con lo stinco battendo in maniera imparabile Lenzi per il più beffardo degli autogol.


19’: su un normale giro palla difensivo randagio, Lenzi svirgola e sente tirare all'inguine. Di lì a poco lo sostituirà il Passigni Simone.

 

30’: la pressione randagia è forte, cerchiamo di andarci a riprendere il vantaggio. È Abram a suonare la carica e in un’occasione, quando riesce a conquistare palla al limite della loro area di rigore, viene atterrato con le cattive da Frateschi. L'arbitro, ben posizionato, non ravvisa gli estremi per il fallo, e come se non bastasse l’Ariel comincia ad avvertire un fastidio al gluteo destro che lo tormenterà fino all’uscita dal campo nella ripresa.

 

35’: punizione dal limite dell'area, Costabile cerca il bersaglio grosso, ma non trova lo specchio della porta.

 

Intervallo: Pieri inizia il riscaldamento, Abram prova a resistere mettendo un po’ di crema miracolosa. Valiensi chiede di continuare così, di non mollare, di insistere perché abbiamo le capacità per andare a prendere i tre punti, e i tre punti ci servono.

 

47’: bastano pochi minuti ad Abram per capire che qualcosa non va dietro la coscia. Quando alza bandiera bianca, lo rileva il Fabio Pieri, e la mossa non cambia lo scacchiere tattico randagio.

 

60’: fuori Costabile, autore di un’ottima gara, e dentro Mazzolini per insistere sul 4-3-3. Intanto si scaldano Bravi Simone, Trivelli e Krubally.

 

65’: Bravi cade in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo, si prosegue. L'arbitro stavolta non era ben posizionato, forse il rigore ci stava.

 

73’: doccia freddissima…il Castelvecchio conquista un angolo, la palla arriva sul secondo palo dove Pieroni salta ma manca la sfera, dietro di lui Lunardi di testa sovrasta forse fallosamente Scognamiglio e, a quel punto, deve solo appoggiare in rete. Al primo tiro in porta, gli avversari si portano sul 2-1.

 

75’: Trivelli per Paita, con l’idea di spingere di più sulla fascia destra.

 

77’: ultimo cambio randagio Krubally per Ceccherelli, si passa al 4-2-4 con Kone a destra, Krubally  a sinistra, Mazzolini e Pirvu davanti.

 

79’: calcio d'angolo per noi, batte Mazzolini. La traiettoria è quella classica del Mazzo, palla forte a rientrare verso il secondo palo, il portiere viene superato e la traiettoria sembra diretta in porta, ma incredibilmente il pallone sbatte sul palo e torna in campo, dove nessun randagio è pronto a ribadire in rete e la difesa del Castelvecchio sbroglia.

 

81’: con i Randagi sbilanciatissimi alla ricerca del pari, parte un contropiede del Castelvecchio e Pieri stende senza fronzoli Bertini: rosso diretto per il centrocampista randagio. È la parola FINE sulle speranze rossoblù.

 

In Mixed Zone, il commento di Mister #SAVERIOFASULSERIO: "Grande rammarico, ma oggi ho finalmente rivisto in campo una squadra, una formazione equilibrata, undici compagni determinati, aggressivi e attenti. Abbiamo concesso il minimo a un avversario davvero forte, che secondo me lotterà fino alla fine per la promozione diretta in Seconda Serie.”

“Il risultato non ci ha premiato – continua Valiensi - e il morale inevitabilmente ne risentirà. Dovremo essere bravi a remare tutti dalla stessa parte e andare avanti per la nostra strada, perché sono sicuro che il cammino intrapreso è difficile, certo, ma è quello giusto.”

 

FORZA RANDAGI!

14 Ottobre 2017, Real Guamo vs RANDAGI APUANI 2-1

14 Ottobre 2017, Real Guamo vs RANDAGI APUANI 2-1

“Dorme sepolto in un campo di Guamo” il randagio apuano…tramortito da due colpi del bomber Vannucci, già castigamatti l’anno scorso e di nuovo inevitabilmente a segno e fatale alla causa rossoblù in questo pomeriggio caldissimo di metà ottobre. Ma partiamo ab ovo.

Prepartita.

Dopo essersi grattato la testa tutta la settimana, il Mister #SAVERIOFASULSERIO arriva al sabato quasi rinfrancato: le assenze, che sembravano dover essere molteplici, si rivelano alla fine limitate ai soli Ceccherelli e Tudor (quest’ultimo, non al 100%, va comunque in panchina), mentre in porta c’è per stavolta il Maurizio Mazzanti e Abram è regolarmente in campo nonostante gli impegni lavorativi.

Davanti al Mauri, l’ormai “solita” linea a quattro Paita-Bravi-Pedrini-Scognamiglio; in mezzo con Abram e Pieroni gioca il Fabio Pieri interno sinistro; i tre d’attacco sono Mazzolini (dx), Costabile e Kone (sx).

Il Real Guamo sembra a grandi linee quello che ci ha fatto tribolare nella scorsa stagione, con Vannucci perno centrale di un attacco temibilissimo e prolifico, completato da Mariotti a destra, Morettini in mezzo e Dinelli a sinistra.

Arbitra Pepe.

Il match.

In avvio ce la giochiamo. Il ritmo non è certo entusiasmante, complice anche il grande caldo, e a centrocampo la gara è maschia e dura come aveva previsto il Mister. Il più delle volte abbiamo la meglio, soprattutto negli uno contro uno in fase difensiva dove la coppia Bravi-Pedrini vince i primi duelli con Vannucci, mentre sugli esterni Scognamiglio e Paita arginano bene la pericolosità delle punte esterne biancorosse. Per il primo quarto d’ora l’equilibrio regna sovrano, come in un incontro di pugilato alle prime riprese quando i due contendenti si studiano…

Poi, però, un gancio destro ben assestato dal boxeur di casa cambia tutto: è il minuto 16 quando lo Sco contende un pallone a Mariotti, la sfera rotola indietro e viene raccolta dal terzino destro del Guamo che, assolutamente indisturbato, ha tutto il tempo per prendere la mira e recapitare a centro area un cioccolatino che l’abile Vannucci raccoglie di testa in mezzo ai due centrali randagi e, con un discreto colpo di frusta, indirizza sul primo palo prendendo in controtempo Mazzanti. Uno a zero alla prima occasione (non una novità, ahi noi), ma c’è da dire che il gol è stato davvero di pregevole fattura.

Anziché stimolarci, la rete ospite ci annichilisce. Abbiamo un barlume di reazione con Pieri che, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, prova il colpo grosso dal limite dell'area coordinandosi bene di sinistro, ma la sfera sfiora il sette e si perde di poco sopra la traversa. Ma è ben poco, mentre in campo cominciamo a urlarci contro di tutto e a perdere il controllo di noi stessi e della gara.

Loro invece prendono a macinare gioco e, ora sì, a legittimare il vantaggio. Che poco dopo diventa doppio: ancora Vannucci, in versione “tocco-due-palloni-facciodue-gol, non perdona finalizzando da rapace d’area una bella azione corale: la manovra parte da Morettini, che penetra fino alla tre-quarti e cambia totalmente gioco per Mariotti sull’out opposto; sponda di quest’ultimo per Vannucci che, anticipando l’uscita avventata del Conte Pedrini scarica sul mediano Guidi a rimorchio e con un contro-movimento da grande attaccante si butta dentro l’area lasciando sul posto Bravi e, tagliando fuori anche la diagonale difensiva di Scognamiglio, va a ricevere il dai-e-vai da solo davanti al nostro estremo difensore, trafitto stavolta con un destro secco. 2 a 0.

Siamo comunque solo al 30' del primo tempo e di minuti per riprendere la gara ce ne sono a volontà…basterebbe crederci!

Prima dell’intervallo reclamiamo, e non poco, contro una decisione di Pepe, che non vede - o comunque non ravvisa gli estremi per fischiare - un calcio di rigore scaturito da un cross di Costabile che incoccia nettamente la mano di un loro difensore. Forse distanza troppo ravvicinata, fatto sta che l’arbitro fa proseguire.

Dall’altra parte, è Mariotti ad avere un’ottima opportunità quando scappa sul filo del fuorigioco (forse l’unica occasione in cui la linea a 4 oggi non è riuscita nel tentativo di mettere in offside gli avversari) e, entrato in area da destra, deve affrettare la conclusione per la chiusura di Bravi e Scognamiglio in tandem e finisce per alzare troppo la palla, che supera nettamente la traversa.

Proprio allo scadere dei 40 minuti, infine, prima una punizione dal limite dell’area di Ariel Abram – che evidentemente ci ha preso gusto - sibila accanto al sette (e forse scheggia l’incrocio dei pali) per poi terminare sul fondo; poi sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla destra la palla arriva al Costa, che vede e cerca Scognamiglio appostato liberissimo sul secondo palo, ma non si sa come gli capita quella volta su un milione in cui sbaglia l’assist e l’azione sfuma. Se anche il fato non collabora…

Intervallo vintage all'aria aperta in zona panchine: il Mister #SAVERIOFASULSERIO sprona a non mollare, soprattutto mentalmente, e a continuare a fare quello che si è provato tante e tante volte. Per esempio giocare la palla, anche rischiando qualcosa, perché anche questo primo tempo ha confermato che con i lanci lunghi non si va da nessuna parte. Detto questo, manda a scaldare Pirvu, Krubally e Biagioni.

Parole che, almeno in avvio di secondo tempo, sembrano fare effetto. Ricominciamo infatti con un piglio sensibilmente differente rispetto alla prima metà di gara e, dopo appena un minuto, il Costabile manda in porta Sulley che stoppa bene la palla ma, giunto a tu per tu col portiere, si trasforma nel bell’addormentato e ci pensa un mese, lasciandosi incredibilmente rimontare da un difensore, che lo anticipa e sbroglia. Peccato, l’episodio avrebbe potuto dare un senso diverso ai restanti 39 minuti più recupero.

Paita accusa un fastidio al ginocchio (apparentemente solo una botta) e chiede il cambio, che avviene intorno al 5’: con l’ingresso di capitan Tudor, Valiensi ridisegna la squadra secondo un 4-2-3-1 con Pieri terzino destro e un tridente Sulley-Costa-Mazzo (da sx a dx) dietro al Condor dei Carpazi.

Il Tudor riesce a tenere su qualche pallone sporco o pulito e la manovra ne giova e, anche se continuiamo a non produrre occasioni vere e proprie, comunque conquistiamo campo e costringiamo gli avversari ad abbassare il baricentro. Nonostante questo, si costruiscono un paio di occasioni per colpire nelle praterie che lasciamo alla mercé dei loro contropiede: in una di queste segnerebbero anche il gol del 3 a 0 ma, sul tap-in dell'attaccante che anticipa l'uscita di Mazzanti (dopo una sua respinta affannosa originata da un tiro maligno dalla distanza), giustamente Pepe annulla per un gioco pericoloso ai danni del nostro portiere.

Doppio cambio Randagio: il Mister le prova tutte e cambia modulo per la terza volta, richiamando i due esterni Scognamiglio e Pieri per inserire Biagioni e Krubally. Giochiamo ora con un offensivo 3-4-1-2 con il Kouly e Sulley a fare su e giù sulle fasce, mentre Mazzolini va in coppia col Tudor davanti.

Al 60’ l’occasione più grande e nitida per noi fino a quel momento: la costruisce come al solito il Costa, che riceve tra le linee e allarga per Kone il quale, appena entrato in area di rigore, anziché calciare in porta sceglie intelligentemente di servire ancora l’accorrente Costabile che di piatto sinistro angola benissimo verso il secondo palo ma trova un’eccellente risposta del portiere del Guamo, che devia in angolo.

Di qui in avanti, seppur a tratti confusionaria e poco precisa la nostra pressione offensiva si fa sentire. Il gol è nell'aria e, a poco meno di un quarto d’ora dalla fine, arriva: cross liftato di Biagioni da destra, palla respinta in qualche maniera dalla retroguardia locale sui piedi di Costabile, che prova la girata verso la porta e trova una deviazione provvidenziale perché recapita la sfera esattamente sui piedi di Mazzolini, che si butta a corpo morto e…GONFIA LA RETEEE!!! 1 a 2!

Lo stesso Mazzo, ormai allo stremo delle forze, chiede la sostituzione un paio di minuti dopo e viene rilevato da Santi, ancora alla ricerca dei primi gol pesanti stagionali. Che per poco non trova appena entrato, quando invano sfiora di testa un pallone proveniente da un calcio di punizione di Pieroni scodellato a centro area.

Krubally a destra è volenteroso ma ancora acerbo: lo dimostra quando, intorno al 70’, avrebbe l'opportunità di guadagnare un calcio di rigore, ma generosamente rimane in piedi nonostante un leggero tocco da dietro del suo marcatore, e cerca di recuperare la sfera. L’arbitro, interdetto, decide di fare come Ponzio Pelato e lascia correre.

L'ultima vera opportunità l’abbiamo con doppio tentativo di Costabile, che si spegne però tra le braccia del portiere.

Postpartita.

Guamo si conferma dunque un campo di guano per i Randagi, che vi conseguono la seconda sconfitta stagionale (consecutiva tra l’altro). Quello che più preoccupa oggi è l’atteggiamento, la difficoltà di organizzare un gioco specie nella fase di costruzione della manovra e la mancanza di personalità nei momenti chiave. Il carattere, invece, emerso soprattutto nel finale, fa ben sperare: la squadra non ha mollato e, pur fra le urla, i malumori e le difficoltà, ha provato fino all’80’ a riacciuffare un pari. Che però, siamo onesti, oggi non avremmo meritato. Onore al Guamo, dunque, e appuntamento a Bolognana.

Non è questo il momento di tracciare giudizi, non è questo il momento delle chiacchiere e delle interviste, non è il momento di saltare a conclusioni affrettate. È ancora il momento di lavorare seriamente, con convinzione, è il momento di chiudere la bocca e di usare di più la testa, è il momento di far parlare il campo.

Tranquillità. Serietà. Voglia di fare la differenza. Il resto sono solo chiacchere da bar…

FORZA RANDAGI!

Real Guamo vs RANDAGI APUANI, le pagelle

MAZZANTI, voto 6meno: un paio di dormite (una lunga in macchina), un paio di mini-svarioni, insolitamente trasmette poca sicurezza.

PAITA, voto 6: prestazione piatta, come sempre preciso ma senza acuti.

BRAVI LUCA, voto 5,5: al di sotto dei suoi standard, non sa far ripartire l’azione con la solita puntualità. Se anche tiene bene la linea sui fuorigioco, negli episodi decisivi non compie i miracoli cui ci aveva abituato.

PEDRINI, voto 6: il migliore dei quattro dietro, è però responsabile dell’errore più evidente in occasione del secondo gol del Guamo.

SCOGNAMIGLIO, voto 6: ingaggia un duello rusticano con Mariotti, che lo costringe quasi sempre a fare il marcatore di sinistra. Spinge pochissimo.

PIERONI, voto 6,5: tiene a galla una nave che oggi ha più volte rischiato di affondare. Seppur stanchissimo, è lucido anche nell’arrembaggio finale.

ABRAM, voto 6più: meno continuo e più nervoso del solito, ha comunque il merito di provare qualche sortita all’arma bianca. Sfiora il gol ancora su punizione, sua specialità di questo avvio di campionato.

PIERI, voto 5,5: in grande affanno nel tenere le distanze con i compagni di reparto e congiungere difesa e attacco. Quando accompagna, dimostra di poter contribuire alla manovra e prova anche a finalizzarla, pur con scarsa fortuna.

COSTABILE, voto 7meno: è il migliore e passano da lui tutte le azioni degne di nota dei Randagi, ma va decisamente meglio quando arretra il raggio d’azione stazionando sulla tre-quarti. Sbaglia qualche passaggio o tiro per lui elementare, ma avrebbe comunque meritato il primo gol stagionale con quel diagonale su cui il portiere ha smiracolato.

MAZZOLINI, voto 6più: pur in una giornata complicata, in cui quasi mai riesce a dialogare con i partner d’attacco né a rendersi utile per la salita dei compagni di centrocampo, trova il guizzo giusto e la butta dentro ancora una volta, 3° centro in 4 partite giocate. E significa tanto, sia per lui che per la squadra.

KONE, voto 7meno: confusionario, destrutturato, incompreso e incomprensibile, dentro e fuori dalla partita a seconda dei momenti. Ma poi tiri le somme e non puoi non premiare il suo contributo alla causa randagia, pur con tutti i difetti e tutta l’immaturità ancora da risolvere.

BIAGIONI, voto 6,5: erano secoli che non si vedeva un cross fatto bene. #scende con piglio, lo Zio, e si conferma un dodicesimo ingombrante.

KRUBALLY, voto 6più: partita dopo partita sta neutralizzando l’innata timidezza che troppe volte lo frena. Stavolta arriva anche in zona tiro, ma al momento del contatto col difensore non ha la malizia per conquistare il rigore. Comunque positivo.

SANTI, voto 5,5: ha diversi minuti a disposizione, ma non ne fa tesoro e non incide.

PIRVU, 6meno: già soltanto la sua presenza al centro dell’attacco è un toccasana per la manovra randagia; peccato che il fastidio intercostale lo freni ancora troppo.

Sabato 7 Ottobre 2017, RANDAGI APUANI vs Folgore Corsagna 0-1

Sabato 7 Ottobre 2017, RANDAGI APUANI vs Folgore Corsagna 0-1

Parlare di vendette e rivincite non serve a nulla, se non ad esasperare la già di per sé cruciale partita di oggi. È un derby, e tanto basti a presentare l’incrocio con la Folgore Corsagna, che dopo due giornate veleggia al primo posto a punteggio pieno. Inseguono, i Randagi, con 4 punti e il vento in poppa, forti di ritrovate certezze e rinnovati entusiasmi.

Prepartita.

Molteplici le assenze in casa rossoblù: Lenzi, Passigni Simone e Mazzanti sono out per motivi diversi e costringono oggi tra i pali Pieroni (“Speriamo sia l’ultima volta!”, hanno dichiarato sia il Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI che lo stesso Nichol); nella linea a 4 di difesa entra Biagioni per l’indisponibile Scognamiglio, mentre in mezzo – senza Ceccherelli oltre a Pieroni - è il redivivo Passigni Stefano a sacrificarsi al fianco di Abram Ariel. Mazzolini è la punta centrale (Tudór ancora convalescente) e dietro di lui il trio Kone-Krubally-Kostabile (ops! Costabile).

Di fronte una Folgore rinnovata nel nome e negli uomini: dall’estremo difensore al centravanti, quel Salah che così bene ha fatto nella scorsa stagione al Tre Cancelli.

Dopo quanto successo circa un anno fa a Piano della Rocca (ogni riferimento all’arbitraggio del sig. Chiari non è casuale), filtra ottimismo stavolta per la designazione di Landucci. Si rivelerà immotivato.

Il match.

L’inizio del primo tempo è incoraggiante. Costabile agisce tra le linee godendo di buona libertà, anche se non riesce quasi mai a trovare il guizzo giusto per servire i compagni o per provare la conclusione in porta; mentre Kone è in versione toro scatenato e svaria su tutto il fronte sinistro con caparbietà e aggressività.

Ben presto, però, gli ospiti prendono il sopravvento e iniziano a macinare gioco, creando qualche occasione più potenziale che reale. Nell’occasione più interessante, da un pallone perso a centrocampo da Abram i gialloverdi innescano un contropiede che culmina in un tiro ravvicinato di Salah neutralizzato in angolo da Pieroni; sugli sviluppi dalla bandierina, una sponda aerea sul secondo palo mette uno di lòro nella possibilità di colpire a botta sicura e a porta praticamente vuota, ma fortunatamente per noi la palla incoccia la traversa e l’azione sfuma.

Più passano i minuti, più la nostra manovra è lenta, prevedibile imprecisa: con mille scusanti, certo, ma il passo indietro rispetto alle brillanti prestazioni delle prime due giornate è evidente. Dove non arriviamo col gioco, proviamo da palla ferma, ma non riusciamo comunque a valorizzare i corner e le punizioni conquistate.

Valiensi ha chiare le contromisure da assumere e le discute anche animatamente durante l’intervallo: serve una maggior attenzione in fase difensiva, bisogna tenere più le posizioni e soprattutto giocare più da squadra. Quanto agli uomini, si riparte con gli stessi undici ma comincia a scaldarsi DS20 Diego Santi, fisicamente un’opportunità visto l'andazzo della gara.

Il copione, tuttavia, è il medesimo anche nella ripresa. Nelle nostre trame c’è effettivamente meno frenesia, ma siamo ancora lontani dagli standard palesati in questi primi due mesi. C'è comunque da riconoscere che anche lòro, pur mantenendo un buon predominio del campo, non si rendono quasi mai pericolosi e, quando lo fanno, trovano un muro difensivo anche quest’oggi quasi perfetto a frapporsi tra gli attaccanti e la porta di Pieroni.

Santi entra, infine, al minuto 8 del primo tempo, sostituendo un generoso ma poco produttivo Krubally e spedendo il Mazzo in fascia.

La doccia fredda arriva pochi minuti dopo: attorno al 60', da una rimessa laterale che arriva fin nella nostra area di rigore, si accende una mischia risolta da un intervento provvidenziale del Toroo Bravi (non il primo quest’oggi); la palla schizza al limite dell'area, il Mazzolini anticipa un avversario che stava per calciare a rete e appoggia per Passigni che rinvia sbilenco, la palla arriva al mediano Burelli che, non si sa come, indovina un esternaccio col piede destro indirizzando la sfera a fil di palo alla sinistra del nostro portiere, che davvero non può farci nulla.

Detta così, non c’è niente di strano e abbiamo poco da rimproverarci. Il punto è che, nel momento dell'intervento risolutore del Bravi, la loro punta commette fallo in netto ritardo sullo stesso capitano randagio, che rimane a terra praticamente sulla linea di porta per almeno 15 secondi (come dimostra il contributo filmato): l’arbitro poteva e doveva fermare l'azione, se non altro per verificare le condizioni del giocatore che, tra l’altro, era fermo in una posizione che neutralizzava anche eventuali tentativi di fuorigioco provati dalla retroguardia randagia…

0 a 1, dunque: siamo sotto, più meritatamente che no al netto dell’episodio del gol.

La nostra reazione c’è, per fortuna: Sulley prova il tiro dal limite dell'area ciabattando goffamente la conclusione, ma sulla traiettoria che si avvia lemme lemme verso fondo campo prova a fondarsi Mazzolini, mancando clamorosamente il pallone a tu per tu con il portiere ospite. È l’ultimo tentativo del Mazzo, autore di una prova di sacrificio ma poco incisivo: al 66’ lo rileva il Pieri, mentre la squadra passa a un più offensivo 3-4-1-2 con FP7 e Paita sulle fasce, Santi e Kone davanti.

Il nuovo schieramento ci garantisce un miglior controllo del campo e costringe lòro ad abbassarsi molto. Cerchiamo con insistenza qualche lampo per provare a riprenderci quello che ingiustamente ci è stato tolto, ma la manovra non ingrana e ci affidiamo troppo spesso al lancio lungo, spesso preda dei difensori avversari.

Ci dà la sveglia il Paita, che attorno al 70’ minuto si cimenta in una gran discesa palla al piede e arriva al limite dell'area, dove viene steso con le cattive dal loro libero. Ariel Abram si incarica di battere la punizione da posizione molto interessante: la parabola sembra quella di sabato scorso, il pallone supera la barriera indirizzato al sette, ma fra i pali della Folgore, al posto del simpaticone della scorsa stagione, c’è oggi un marcantonio di due metri che con un guizzo impressionante la leva dall’incrocio!

Vani i nostri tentativi finali, dopo l’ingresso di Pirvu per lo stesso Paita, e l’abbassamento di Kone in fascia sinistra. Sono lòro, anzi, a rischiare di raddoppiare in contropiede, ma non sanno concretizzare un paio di buone opportunità e ci graziano.

Gli ultimi dieci minuti, più i 7 di recupero, sono un arrembaggio randagio: il Toro Bravi va a fare la punta aggiunta, ma produciamo solo un colpo di testa di Santi che debolmente finisce in mano al loro portiere e un paio di mischie che non creano nessun pericolo.

A fine partita le proteste randagie non mancano - una consuetudine ormai contro i folgorati - ma purtroppo non ci restituiscono quel punto che forse avremmo potuto ottenere.

Postpartita.

Finita la gara, Mister Valiensi è corso in quel di Castelvecchio a vedere la partita tra i padroni di casa e il Guamo, prossimo avversario dei nostri. Dopo aver riflettuto in solitaria sulla prima sconfitta stagionale in partite ufficiali, il Save ha dichiarato: “La sconfitta di oggi è sicuramente dura da mandare giù…e perdere per un gol del genere fa ancora più male. Anche se oggi non abbiamo fornito una prestazione all’altezza, soprattutto in fase offensiva, ho però visto i miei ragazzi dare tutto e non ho niente da rimproverargli. È da partite come queste che cresce la consapevolezza di poter lottare e giocarcela contro tutti fino alla fine: anche soltanto questo, dopo la travagliata stagione dello scorso anno, è un primo importante traguardo. Ora andiamo avanti perché sabato prossimo ci aspetta un'altra battaglia. Ci faremo trovare pronti!!!”.

FORZA RANDAGI!

RANDAGI APUANI vs Folgore Corsagna, le pagelle

PIERONI, voto 7: alla faccia del quarto portiere! Gioca una partita più che sufficiente, con uscite precise e una buona parata su un tiro ravvicinato di Salah; sul gol riteniamo non potesse nulla, con la palla che passa tra una selva di gambe, lui invece fa autocritica. GEMELLI N’HAI?

BIAGIONI, voto 6,5: pulito in fase difensiva, dove quasi mai viene bucato, meno preciso quando riconquistando palla potrebbe far ripartire la manovra. SI GUADAGNA LA PAGNOTTA

BRAVI LUCA, voto 8: almeno tre salvataggi da applausi, compreso quello sull’azione del gol. L'intesa con Pedrini è ormai quasi perfetta e la retroguardia regge bene anche grazie ai suoi proverbiali CON MEEEEEE!

PEDRINI, voto 7,5: altra prestazione da incorniciare, anche nel finale in coppia con Biagioni non si passa. COSTANTE

PAITA, voto 7: prima settimana senza allenamenti, lavora da solo con dedizione e passione. In campo si vede: dietro non sbaglia un colpo e si propone in avanti con un’incursione importante. IN FORMA

PASSIGNI STEFANO, voto 6,5: lo si conquista piano piano, e lui si concede piano piano. Dal “gioco 10 minuti” passa al “reggo un tempo”, ma alla fine il Mister lo convince e lo Stif dura tutta la partita. Inevitabilmente gli manca il ritmo gara, ma gioca bene dando sempre la giusta protezione alla difesa. A VOLTE RITORNANO

ABRAM, voto 6,5: l'eccessiva generosità lo porta a spendere tanto, forse troppo nel corso del primo tempo. La “discussione” con il mister nello spogliatoio è sintomo di attaccamento alla maglia e voglia di vincere, che fanno molto piacere. Va vicino al bis su punizione ma il portiere si supera. PREZIOSO

COSTABILE, voto 6: solito sacrificio, manca però la dose di qualità che solitamente garantisce. SACRIFICATO

KONE, voto 7: letteralmente indemoniato, corre su e giù come non ci fosse un domani, e anche se sbaglia qualche appoggio è comunque encomiabile. AGGIUSTA LA MIRA

KRUBALLY, voto 6meno: appena sufficiente alla prima da titolare, non riesce quasi mai a sprigionare la velocità e la qualità palla al piede che lo contraddistinguono. Soprattutto, deve migliorare nei movimenti di squadra e senza palla. IMPACCIATO

MAZZOLINI, voto 6: gioca un tempo da punta centrale soffrendo la carenza di gioco della squadra. Nella ripresa va a destra e si mette in mostra per un’occasione mancata di poco. INCOLPEVOLE

SANTI, voto 6: entra con tanta voglia e determinazione, impegna i difensori almeno sul piano fisico e avrebbe sulla testa la palla del pareggio, ma colpisce debolmente. E I GOL PESANTI?

PIERI, voto 6più: schierato esterno a destra, dimostra grande duttilità tattica. Una dote che lo premia e lo penalizza allo tempo stesso visto che il mister se lo tiene in serbo quasi sempre come alternativa dalla panchina. DODICESIMO

PIRVU, senza voto: il suo recupero speriamo definitivo è una delle poche note liete della giornata.

Verso il primo derby della stagione

Verso il primo derby della stagione

Domani superderby in campionato contro la Folgore di Pian della Rocca, che negli anni recenti ci ha regalato non pochi dispiaceri ("ci hanno rubato più partite lòro che quanti capelli in testa il Carlo",  ha detto qualcuno...).

C'è grande voglia di vendicare il passato e finalmente lasciarselo alle spalle, dando al contempo un forte segnale a questa III Serie. Il futuro è in rampa di lancio: sta a noi accendere la miccia.

FORZA RANDAGI!

30 Settembre 2017, Joan Mirò vs RANDAGI APUANI 0-2

30 Settembre 2017, Joan Mirò vs RANDAGI APUANI 0-2

Chissà quale storia lega una trascurabile squadra amatoriale della piana di Lucca, Italia, con il grande pittore e scultore catalano Joan Miró, nato a Barcellona oltre un secolo fa e morto ormai novantenne il giorno di Natale del 1983.

La storia purtroppo non la sappiamo. Sappiamo però che quello di Colle Scuole, casa del Joan Miró, è un campo per noi fortunato, dove di opere d'arte ne abbiamo sfornate parecchie: due anni fa, nei Sedicesimi della Coppa di Lega 2015/2016, il gol olímpico (da calcio d'angolo) del Mazzanti castigò il Real Colle e ci aprì le porte degli Ottavi di Finale; l'anno scorso, due galoppate di 60 metri del Bertocci (ahi noi le uniche due della stagione, se si esclude quella che si concluse addosso al portiere del Sassi) ci regalarono la prima gioia in III Serie; e poi arriviamo a quest'anno, a sabato scorso, a un altro artista che ha disegnato con il pallone una parabola degna dei migliori colpi di pennello di Joan Mirò: stiamo parlando dell'Imperatore Randagio Ariel Augusto Abram, centrocampista italo-argentino che ogni tanto ama far vedere come, alla corsa e alla garra che lo hanno reso leggendario, sappia unire quando serve anche tanta tanta classe rioplatense!
Ma andiamo per gradi...


Prepartita.
Con siderale anticipo sui compagni, il Mister #SAVERIOFASULSERIO, insieme a Scognamiglio, Costabile e Daniele DB2 Biagioni, affollano le altrimenti desolate tribunette di Farneta durante Real Colle - Sassi / Eglio, match valevole per la seconda giornata del campionato AICS III Serie, in programma prima di Miró-Randagi.

Circa 40 minuti dopo, mentre il Sassi segna con Marigliani il gol della speranza (per la cronaca: 2-0 fulmineo del Real Colle, tra l'altro con un gol di "Nino" D'Angelo fotocopia di quello segnato a Bolognana 7 giorni prima, e partita che - nonostante le distanze dimezzate prima dell'intervallo - scivola via inutile sul 2-1 locale fino al triplice fischio), il Valiensi tiene un discorso motivazionale pre-gara giudicato "il più bello di sempre" dal #MIINCAZZOFISSO (che al già #fidoscudiero dirà: "Eri umile e hai fatto capire che non si vince per grazia di Dio ma bisogna meritarselo!"). E tanto basta. Nessun dubbio, comunque, anche grazie al buon Passigni Simone che va ancora una volta in porta in attesa del miglior Mago Silvan: difesa e centrocampo sono quelli delle ultime due gare ufficiali (da dx a sx Paita, Bravi Luca, Pedrini e Scognamiglio; davanti a loro Pieroni, con Abram interno destro e Ceccarelli interno sinistro), mentre davanti senza il capitano Tudor Pirvu giocano Mazzolini, Costabile e Kone. La fascia va sul braccio del vice designato, #Toroo Bravi.

 

Il match.

Primo tempo scorbutico, non riusciamo a trovare le giuste distanze tra i reparti, dietro rischiamo spesso il fuorigioco - forse troppo, anche se sempre in maniera efficace - e davanti fatichiamo a trovare il varco giusto. Nei primi 40 minuti ci rendiamo pericolosi solo su piazzato (Abram non riesce a ribadire da pochi passi sugli sviluppi di un corner) e con qualche conclusione dalla lunga distanza (Pieroni e Costabile) che vanno vicino al bersaglio grosso ma non impensieriscono l’estremo difensore locale.

Al contrario, sono lòro ad essere spesso ficcanti e insidiosi grazie alle sponde dell’ariete Pardini sui lancioni lunghi dalle retrovie, ma la nostra retroguardia è precisa ed evita sempre che le cose volgano al peggio.

Nell’intervallo la svolta: per il secondo sabato consecutivo, a fine primo tempo il Mister #VALIENSIINTUTTIISENSI cambia modulo, passando al 4-2-3-1 stavolta con Ceccherelli a sinistra nei tre dietro Mazzolini (Sulley a destra e Costabile in tre-quarti).

La manovra randagia risulta fin da subito rinfrancata e rifiorita, più fluida e verticale. Ceccherelli sfonda con naturalezza sull'out mancino, protetto dalla buona guardia di Scognamiglio; il Costabile tra le linee tocca più palloni e permette a Pieroni e Abram di alzare il baricentro della squadra; il Mazzo davanti crea apprensione ai lenti centrali difensivi e favorisce anche il lavoro di Sulley, ora più libero di agire e anche più partecipe nel vivo del gioco.

Siamo adesso in controllo della gara e la nostra pressione costringe il Mirò a ricorrere spesso al fallo dal limite dell'area. Proprio in una di queste occasioni, al minuto 16, una punizione importante sul vertice sinistro conquistata da Costabile viene eseguita da Abram, che posiziona la sfera con cura e, onorando il buon nome della squadra avversaria, pennella una traiettoria imparabile che si va ad infilare nell’angolino alto e GONFIAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEE!!! 1 a 0!

Non ci adagiamo sul vantaggio e, forti di un netto predominio del campo, continuiamo a spingere alla ricerca del gol del raddoppio. Trovandolo quasi subito: siamo al 22’ quando un’azione confusionaria è conclusa da una rovesciata del Costa dal limite dell’area che incoccia la mano larga di un difensore avversario e porta l'arbitro a fischiare senza alcun dubbio il calcio di rigore per noi. Il Mazzo prende la palla e, con un’esecuzione del tutto identica a quella di una settimana prima in casa col Real Colle, di nuovo GONFIAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEE!!! 2 a 0!

Intanto il mister manda a scaldare i suoi dodicesimi. Il primo ad entrare è il Fabio Pieri, che rileva uno stremato Abram al minuto 27 e, dopo soli 3 primi, ha già conquistato l’immancabile cartellino giallo di giornata (media scudetto minuti giocati / cartellini presi).

In campo però sembriamo “rilassarci” e ci abbassiamo troppo, concedendo campo e speranze agli avversari. La pressione esercitata dai gialloblù lucchesi si traduce in parecchi calci piazzati consecutivi, dove il Mirò è temibile vista la stazza dei suoi effettivi; tuttavia la nostra retroguardia fa sempre un buon lavoro e a questo contribuisce in particolare l’ottima prova del Passigni Simone fra i pali, che dona sicurezza a tutto il reparto.

Negli ultimi 10 minuti il Mister Randagio butta nella mischia Bravi Simone e Krubally per Mazzolini e Ceccherelli, con l’intento di avere forze fresche davanti che possano tenere su palla e magari impensierire anche la difesa avversaria. Proprio Krubally ha infatti la palla del 3 a 0, servito in area da una sponda del Simo, ma non trova lo spunto giusto per calciare e spreca una ghiotta occasione.

Nei minuti finali fuori Kone e dentro Biagioni a infoltire la difesa randagia, che finisce con un 541 e chiude la porta a doppia mandata. Finisce 2-0 per noi!

 

Postpartita.

Prima vittoria in campionato e grandi speranze in vista delle prossime gare di alto profilo contro Folgore Corsagna (il 7 ottobre a Kedrion Road) e Real Guamo (fuori casa il 14).

“Tra l’ottima prestazione chiusa con un solo punto dell’esordio in campionato e la prestazione discreta che è valsa i tre punti oggi, scelgo indubbiamente quest’ultima”, ha dichiarato a caldo il Mister Valiensi. “Si può e si deve far meglio, lavorando e sudando dal martedì al sabato, ma intanto godiamoci la vittoria e prepariamoci al meglio per le prossime gare.”

Uniti, possiamo!

FORZA RANDAGI!

Joan Mirò vs RANDAGI APUANI, le pagelle

Joan Mirò vs RANDAGI APUANI, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 7: lui, che non voleva più stare in porta, alla seconda partita consecutiva tra i pali è il migliore in campo e dona sicurezza a tutta la squadra, giocando con tranquillità d'altri tempi.

PAITA, voto 6,5: diligente come sempre, gioca una partita precisa in fase difensiva, ma potrebbe spingere di più in quella offensiva.

BRAVI LUCA, voto 7: comanda il reparto con personalità e si prende i giusti rischi chiamando la linea alta per mettere in fuorigioco gli avversari. Deve migliorare ancora in fase di impostazione.

PEDRINI, voto 7: il taciturno Conte sciorina una prestazione sui suoi standard, impreziosita da un bagher in tuffo degno del miglior Zorzi (vista la capigliatura).

SCOGNAMIGLIO, voto 6,5: buona fase difensiva, dove al pari dei suoi compagni lavora bene sul fuorigioco, a volte lento in fase di impostazione. Sbroglia un paio di situazioni scabrose su calci piazzati nel finale di gara.

PIERONI, voto 6,5: primo tempo al di sotto delle ultime prove, decisamente meglio nella ripresa. Mezzo voto in meno perché ci ha abituato a ben altre prestazioni, soprattutto in fase di costruzione della manovra.

ABRAM, voto 7più: primo tempo da 6 secondo da 8 e, gol a parte, gioca come sempre fino allo stremo delle forze, non risparmiandosi mai.

CECCHERELLI, voto 6,5: se la squadra nella ripresa gira meglio è anche perché il mister lo schiera esterno e lì dà il meglio di sé, sfiorando anche il gol con una serpentina personale da applausi.

MAZZOLINI, voto 7meno: anche lui meglio nella ripresa, quando gioca da prima punta. Sentenza dal dischetto, ha già segnato più gol che in tutta la scorsa stagione.

COSTABILE, voto 7: grande sacrificio, mette lo zampino sui due gol procurando prima la punizione e poi il rigore. Quando si sbloccherà saranno guai per le difese avversarie.

KONE, voto 6,5: qualche strappo, nel primo tempo, ma anche lui va meglio nella ripresa. Oggi le cose migliori le fa lottando e correndo fino all'ultimo minuto di recupero. Speriamo che la nuova capigliatura lo aiuti a ritrovare il Sulley dei giorni migliori.

PIERI, voto 6,5: entra e subito giallo, garanzia.

BRAVI SIMONE, voto 6,5: entra e lotta come un leone su tutti i palloni possibili, dimostrando di poter essere utile alla causa.

KRUBALLY, voto 6: spesso irruento nel contrasto, concede al Mirò alcuni piazzati potenzialmente sanguinosi dal limite dell'area. Dalla parte opposta del campo, non riesce a concretizzare un'occasione comunque difficile.

BIAGIONI, senza voto: pochi minuti in campo, chiude i varchi e contribuisce a tenere la porta inviolata.

L'intervista della settimana al neo-capitano Randagio Tudor Pirvu

23 Settembre 2017, Randagi Apuani vs Real Colle 2-2

23 Settembre 2017, Randagi Apuani vs Real Colle 2-2

Kedrion Road, Bolognana, ore 17.30. Nell’aria frizzante di fine settembre, aleggia minaccioso il triplice fischio del sig. Castelli che, dopo 4 minuti di recupero, ha tutta l’aria di voler decretare la fine della partita segando le residue speranze Randage. Ma, c’è un ma: è rappresentato da un ultimo calcio di punizione assegnato ai rossoblù padroni di casa nei pressi della linea di metà campo. Dalla panchina, Mister Valiensi e tutti i casaccati si sgolano urlando “TUUUUTTIIIII SUUUUUUUU!!!” e perfino il Tecco Passigni raccoglie l’invito riversandosi nell’area di rigore del Real Colle, che a questo punto occupiamo con i 10 uomini che restano tolto il Nichol Pieroni, che calcerà il piazzato. “FIIIIIIII” fa Castelli, e allora il Nichol calcia pennellando dritto per dritto esattamente all’altezza del dischetto, dove tre Randagi spiccano il volo verso il pallone…

Prepartita.

Circa 2 ore e mezzo prima…

Spogliatoio. Silenzi, sguardi, abbigliamenti rivedibili, documenti che non saltano fuori, sale sparso dappertutto, gag battute leggerezza, la quiete prima della tempesta. Il Mister #SAVERIOFASULSERIO prende la parola, come sempre è diretto e sincero…

Circa 2 ore prima…

Riscaldamento degli 11 scelti per la prima in campionato contro il Real Colle. Casualmente, ma non del tutto, gli stessi che avevano preso il via contro le Furie, se si esclude il Passigni Simone in porta al posto del Mazzanti Maurizio.

Il match.

- 87 minuti (minuto più, minuto meno)…

Si aprono le danze, noi facciamo l’omo e lòro la donna cioè imponiamo il ritmo, il gioco e le giocate. In poche parole giochiamo a pallone, mentre il Real Colle è una masnada di vecchiardi scaltri come le volpi che sanno stanare la preda, non prima di averla fatta astutamente stancare. Per quanto bella e ariosa, la nostra manovra non è da subito fluida come vorrebbe il Mister, anzi si fatica a trovare buone trame e transizioni tra fase difensiva e offensiva: se nei primi dieci minuti non corriamo pressoché alcun pericolo, di contro ci affidiamo troppo spesso al lancio (di solito preda della pelata retroguardia arancione) e non arriviamo praticamente mai dalle parti del portiere ospite che, seppur con uno stile rivedibile, si fa sempre trovare pronto sulle poche conclusioni dalla distanza che sappiamo produrre.

- 60 minuti…

La volpe ci gira intorno e snasa i primi scricchiolii della nostra fin lì impeccabile retroguardia: per fortuna, prima Paita è preciso e riesce a chiudere un temibile contropiede con una profonda diagonale difensiva; poco dopo è il n.7 avversario che va via in profondità sempre sulla nostra destra difensiva, ma davanti a Passigni regala la sfera al nostro estremo calciando goffamente di destro.

La risposta Randagia è immediata e veemente: servito in area da Pirvu, Costabile sposta la palla sul sinistro e prende la mira, ma allarga troppo il compasso e non trova lo specchio della porta.

- 50 minuti…

La volpe azzanna la preda, ovvero il Real Colle ci procura la prima doccia fredda di giornata: “la dura legge del gol” è un meccanismo classico nel calcio, ovvero nel nostro miglior momento subiamo gol in contropiede. Una rete certamente evitabile, frutto di un’imbucata alle spalle della nostra difesa, con il ficcante n.7 che vince il duello fisico con Paita e, solo davanti a Passigni, da due passi calcia d’esterno trafiggendo il Tecco fra le gambe. Inevitabilmente accusiamo il colpo e manca poco in una situazione analoga rischiamo lo 0-2, ma stavolta il Simo para bene e salva il risultato.

- 45 minuti…

Il Mister ci crede e sprona la squadra, sa che se troviamo subito la rete del pareggio poi la partita sarà tutta rossoblù. Per provarci decide di cambiare modulo, pur mantenendo lo stesso undici: passiamo al 4-2-3-1 con lo spostamento del Cecca all’ala sinistra, il Costabile sulla trequarti e Sulley a destra dietro capitan Pirvu. La cerniera mediana è Abram-Pieroni.

- 46 minuti…

Via al secondo tempo! Il cambio di modulo ci rende ancor più offensivi e aggressivi: Ceccherelli scappa in velocità sulla fascia, cross basso per Costabile che tenta il colpo al volo ma liscia la sfera, loro non riescono a liberare e la palla torna sui piedi del Costa che di piatto la piazza bassa e precisa verso l’angolino, talmente precisa che coglie in pieno il palo (interno) e carambola fra le mani del portiere già a terra. Grande rammarico ma anche prova di grande reazione mentale e tecnica: abbiamo ripreso con il piglio giusto. Un paio di minuti dopo Costabile ha un’altra occasione dall'interno dell'area di rigore, ma stavolta calcia debolmente addosso all'estremo difensore.

- 36 minuti…

Dentro Mazzolini e fuori Scognamiglio, col Cecca che passa a fare il terzino molto di spinta e Mazzolini che agisce sul suo out preferito. È molto voglioso, il Mazzo, è in palla, a volte fin troppo precipitoso, ma rende la catena di sinistra decisamente ficcante ed è infatti da quella che nascono le migliori occasioni.

- 30 minuti…

Esce l’ivoriano Kone, non certo nella sua miglior giornata, rimpiazzato dal senegalese Hagie “Kouly” Krubally, che si posiziona sulla trequarti destra dell’attacco Randagio.

- 20 minuti…

Sfondiamo centralmente con Pirvu, che anticipa nettamente un difensore spizzicando per Mazzolini e al contempo viene letteralmente tranciato da un difensore. L’intervento è in completo ritardo, da dietro a gamba tesa, e il capitano va giù e fatica a respirare; però non molla e dopo un paio di minuti di apprensione rientra in campo più carico che mai. La successiva punizione del Costa non crea grossi problemi al portiere, ma ben diverso è l’esito del lancio dalle retrovie del Toroo Bravi pochi istanti dopo: LB88 cambia totalmente il campo per Mazzolini, che stoppa e vede il portiere arrivargli incontro come un kamikaze…pane per i denti esperti del Mazzo, che sembra quasi aspettarlo e ovviamente non fa niente per restare in piedi, e Castelli non può far altro che fischiare un calcio di rigore sacrosanto in favore dei Randagi (un’eventualità capitata ben poche volte nel tribolato primo anno in III Serie…).

Pirvu, che nel frattempo è rientrato in campo su concessione dell'arbitro - o almeno così sembra (verrà invece ammonito per questo dal direttore di gara qualche minuto dopo) -, si impossessa della palla: è lui il rigorista designato dal Mister, ma in campo c'è il Mazzo che ha una lunga storia di rigori tirati e trasformati in maglia Randagia, che ha la fiducia dei compagni e del Mister, e che infatti proprio su indicazione di Valiensi viene incaricato della battuta. Dunque va il Mazzo, mette il pallone sul dischetto e senza troppe esitazioni lo scaraventa nel sette e GONFIAAAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEEE del Real Colle!!! 1 a 1!

- 17 minuti…

Vogliamo provare a vincerla, e giustamente visto com’è andata la partita! Il Mister cerca forze fresche e peso offensivo con l’inserimento di Santi - che spera di confermare il suo epiteto #SOLOGOLPESANTI – e richiama in panchina Matteo Costabile, ancora autore di una buonissima prova.

- 13 minuti…

Il #CONDORDEICARPAZZI si invola a sinistra, arriva sul fondo e mette in mezzo un cioccolatino per DS20 che aveva tagliato benissimo sul primo palo, ma la zampata sottomisura del Diego si alza incredibilmente sopra la traversa. Disappunto e un pizzico di incredulità, oltre al dispiacere di non aver potuto chiudere in bellezza un’azione degna di entrare nel tabellino del match. Ma ci siamo, ora giochiamo praticamente solo noi, e riversati quasi completamente nella metà campo ospite continuiamo a tambureggiare.

- 10 minuti…

Leggero, speriamo, infortunio per Abram, che chiede la sostituzione. Entra lo scalpitante Fabio FP7 Pieri.

- 5 minuti…

Dentro anche il #Trive Trivelli, al rientro 517 giorni dopo l’infortunio, e fuori Paita: l’intento è quello di spingere forte sull’acceleratore anche a destra alla ricerca del gol della vittoria che sembra lì a un passo.

- 2 minuti…

Il Conte Pedrini viene saltato da D’Angelo sulla trequarti…è bravo il neo-entrato del Real Colle, chissà come mai inizialmente lasciato in panchina…su di lui è costretto a intervenire fallosamente il Luca Bravi, e Castelli assegna un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore Randagia. Mentre Passigni sistema la barriera, D'Angelo sistema la palla; poi Castelli fischia e il tiro del numero 9 arancione passa agevolmente alla destra del muro eretto dal Tecco e purtroppo per noi gonfia la rete rossoblù. Ancora una volta, andiamo sotto al primo e unico tiro del secondo tempo. 1 a 2.

- 1 minuto…

Siamo Randagi, e ci crediamo ancora. Perfino il Toroo Bravi va a fare il centravanti, con Ceccherelli e Trivelli che sono praticamente due ali aggiunte in costante proiezione offensiva. L’arbitro ha assegnato 5 minuti di recupero e, proprio un attimo prima dello scadere del quarto, ci conquistiamo una punizione a centrocampo, l’ultimo disperato tentativo di portare via almeno un punto da questa partita stregata.

Dalla panchina, Mister Valiensi e tutti i casaccati si sgolano urlando “TUUUUTTIIIII SUUUUUUUU!!!” e perfino il Tecco Passigni raccoglie l’invito riversandosi nell’area di rigore del Real Colle, che a questo punto occupiamo con i 10 uomini che restano tolto il Nichol Pieroni, che calcerà il piazzato. “FIIIIIIII” fa Castelli, e allora il Nichol calcia pennellando dritto per dritto esattamente all’altezza del dischetto, dove tre Randagi spiccano il volo verso il pallone…la palla liftata spiove esattamente sulla testa del nostro capitano Tudór Pirvu, la cui incornata dona alla sfera una dolce traiettoria che scavalca il portiere e GONFIAAAAAAAAAAAAAAAA LA RETEEEEEEEEEEEE!!! 2 a 2!

Postpartita.

È un pareggio che ci sta indubbiamente stretto, eppure è prezioso per il morale della truppa randagia nonché per la classifica…“almeno non siamo ultimi”, scherza qualcuno…

In Zona Mista, le parole a caldo del Mister rossoblù #SAVERIOFASULSERIO: “Sono soddisfatto della prestazione, dell'atteggiamento e del grande carattere che oggi ci ha permesso di uscire dal campo con almeno un punto. Certo, alla luce delle occasioni avute e del generale predominio del campo mi sarei aspettato e credo che avremmo anche meritato i tre punti… C’è ancora molto da lavorare, non possiamo costruire 4/5 palle gol e segnare con tanta fatica e solo su calci piazzati! Abbiamo la fortuna di essere soltanto all’inizio della stagione: andando avanti cosi, con questa abnegazione e questa voglia di migliorarsi, i risultati arriveranno sicuramente, perché come ho detto ai miei ragazzi siamo sulla giusta strada sia a livello tattico che a livello fisico. Se poi ci ricordiamo alcune partite perse nella scorsa stagione, direi che c’è un abisso soprattutto a livello di atteggiamento. Prendiamoci questo prezioso punto per il morale e per la classifica!”.

FORZA RANDAGI!

Randagi Apuani vs Real Colle, le pagelle

Randagi Apuani vs Real Colle, le pagelle

PASSIGNI SIMONE, voto 6,5: chi si rivede! Torna in porta dopo che in estate aveva detto che non avrebbe rimesso più i guanti, e lo fa perché nonostante tutto tiene moltissimo alla squadra che l’ha cresciuto. Sul primo gol ha poche colpe, poteva fare meglio sul secondo. Compie comunque un paio di interventi che salvano il risultato. LO STRANO CASO DI TER TECCHEN

PAITA LUCA, voto 6,5: autore di una solida prestazione, fa benissimo in fase di costruzione cercando sempre di giocare la palla, leggermente peggio in copertura dove una sua sbavatura porta al primo svantaggio. IL TERZINO CHIUDE SEMPRE DUE VOLTE (o almeno dovrebbe…)

BRAVI LUCA, voto 7: grande partita, indiavolato domina tutto il fronte difensivo randagio commettendo solo un piccolo errore in tutta la gara. Sensibilmente migliorato anche nel far ripartire l’azione, e sono sempre meno i palloni sciupati in uscita. IL DIAVOLO VESTE ROSSOBLÙ

CARLO ALBERTO PEDRINI, voto 7più: dove non arriva il Luca, c’è il Conte, per il quale abbiamo ormai finito gli aggettivi. Gioca con una calma e una tranquillità impressionanti, non butta mai via il pallone ed è sempre nel posto giusto. L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

SCOGNAMIGLIO LUCA, voto 6,5: puntuale in fase di copertura, presente in fase offensiva, ma ancora non abbastanza preciso in alcuni disimpegni. Voglia e attaccamento alla maglia non mancano, ma può fare meglio. NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE SINISTRO

PIERONI NICHOL, voto 8: applausi a scena aperta per la corsa, la sostanza, la qualità e la quantità del vero cervello della manovra Randagia. Non perde un contrasto, gioca con e per la squadra dimostrandosi sempre più importante per lo scacchiere tattico del Mister. Si inventa una pennellessa al bacio per il pareggio finale. A BEAUTIFUL MIND 

ABRAM ARIEL AUGUSTO, voto 7,5: primo tempo da incursore, ripresa da perno centrale nel vivo della manovra, come chiesto dal Mister. Risponde sempre presente e mette in cascina ancora una volta una quantità enorme di palloni recuperati e botte prese e date. Lascia la battaglia per un infortunio muscolare che speriamo non lo allontani neanche per un momento dalla guerra. SPARTACUS

CECCHERELLI ALESSIO, voto 7 anzi 5più2: sufficiente la sua prova da interno di centrocampo nel primo tempo, decisamente meglio nella ripresa dove gioca prima esterno alto e poi esterno basso nel 4-2-3-1 Randagio. Le sue sgroppate fanno bene al Mazzo perché creano superiorità a sinistra e al Nichol perché portano via uomini dai corridoi centrali, e danno vita ad alcune delle occasioni più pericolose della ripresa. REAZIONE A CATENA

COSTABILE MATTEO, voto 7: nel primo tempo gioca largo a destra, nella ripresa quasi seconda punta alle spalle del Tudór, e la differenza non si nota: ottimo in entrambi i casi, fallisce un tiro a giro da dentro l'area di rigore che per lui poteva considerarsi “facile” ed è sfortunato quando a inizio secondo tempo centra il palo interno. Pensa sempre più veloce del suo avversario, e se si sblocca… L’ATTIMO FUGGENTE

SULLEY KONE, voto 6: può dare molto più di quanto fatto vedere oggi! Non ingrana mai la quarta e spesso è rinunciatario, si volta a testa bassa e mugugna. Da recuperare al più presto. SALVATE IL SOLDATO SULLEY 

PIRVU TUDÓR, voto 8: fa il diavolo a quattro, svariando su tutto il fronte offensivo, venendo incontro per aiutare la manovra, dialogando con i compagni di reparto. La fascia al braccio lo responsabilizza e lo nobilita, e lui ne assume onori e oneri dentro e fuori dal campo: urla contro tutto e tutti e alla fine trascina i compagni al pareggio con un gol da vero rapace dell'area di rigore. Che sia il primo di una lunga serie! CONDOR SCATENATO

MAZZOLINI ALESSANDRO, voto 7,5: gioca una gara di sostanza e corsa, dimostrandosi in forma. Si guadagna un penalty con esperienza, mestiere e caparbietà; poi lo trasforma con la personalità che gli è propria. QUALCUNO VOLO' SUL FALLO DEL PORTIERE

KRUBALLY HAGIE, voto 6,5: da premiare per lo spirito di sacrificio, però può essere più incisivo in fase offensiva e soprattutto più presente nella partita, dove passa quasi impercettibile. IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

SANTI DIEGO, voto 6: entra con la giusta voglia e determinazione, si muove bene e si fa trovare pronto all’appuntamento con uno dei suoi #GOLPESANTI, salvo poi spedire il pallone in curva lasciando tutti a bocca asciutta. LA GRANDE ILLUSIONE 

PIERI FABIO, senza voto: poco più di dieci minuti in campo col numero 7 tanto agognato, conferma le dicerie prendendosi la popolare “tarjeta amarilla” e una formidabile pallonata in testa da distanza zero. INCONTRI RAVVICINATI DEL SETTIMO TIPO

TRIVELLI STEFANO, senza voto: pochi minuti per riassaggiare il campo dopo tanto tempo. Bentornato #TRIVETRIVETRIVEEEELLIIIIII REVENANT

Il MISTER: conferma l’impianto di squadra che tanto bene aveva fatto in Coppa contro le Furie, e ha ragione. Alla bisogna cambia modulo e la scelta alla fine paga, nonostante la sfiga cronica. Grande incitatore, dopo il 2 a 1 ha un leggero calo di zuccheri e fiducia, ma ricondotto sulla retta via non molla e spinge i suoi al pareggio in extremis. La differenza tra una squadra di persone che giocano a pallone e una squadra di calcio passa anche da queste prove. LA RICERCA DELLA FELICITÀ

Intervista della Settimana: #TRIVETRIVETRIVEEEELLIIIIIIIII!!!!!!!!!!

Intervista della Settimana: #TRIVETRIVETRIVEEEELLIIIIIIIII!!!!!!!!!!

Anno nuovo, abitudini vecchie. Ricomincia il campionato e ricominciano le interviste della settimana. Questa settimana è il turno del Trive (Stefano Trivelli), che sabato potrebbe di nuovo scendere in campo 517 giorni dopo la rottura del crociato rimediata in Valfreddana contro lo Spartak Fiano (ultima giornata del campionato dei record 2015/2016).

Dobbiamo inevitabilmente tornare all'infortunio: come hai vissuto quei momenti? Cosa hanno significato per te sportivamente e personalmente/lavorativamente? Come hai affrontato i lunghi mesi pre- e post-intervento?

All’inizio l’ho presa male, perché pensavo di non poter più tornare a giocare. Poi c’è stata anche la lunga attesa prima della riconferma a lavoro, quasi un anno di incertezza. Dopo l’operazione, invece, ho cominciato a vedere piano piano segni di miglioramento e oggi non vedo l’ora di ripartire.

Sei sempre stato un pendolino sulla fascia Randagia. Ora come ti senti fisicamente e mentalmente? Ti ritieni pronto per giocare?

Sì che mi sento pronto! Logicamente non posso avere da subito il ritmo partita, dopo più di un anno lontano dai campi. Avrò bisogno di ri-abituarmi, soprattutto a dare e prendere botte come prima.

Allenatore nuovo, modulo nuovo e alcuni compagni nuovi: come ti trovi?

Mi sto trovando bene e in allenamento mi diverto, quindi buon segno. I compagni nuovi mi sembrano carichi e sono sicuro che ricostruiremo il bel gruppo che eravamo in passato.

Il mister ti vede come terzino (destro o sinistro) e all'occorrenza esterno alto. Te dove preferiresti giocare e quali difficoltà pensi di incontrare nei due ruoli?

Mi trovo bene dappertutto. Da terzino dovrò imparare bene i movimenti del nuovo modulo, ma penso che col passare del tempo diventeranno automatici e non ci saranno problemi.

In passato sei stato uno dei punti fermi della squadra dei record di Burdisso: pensi con il tempo di poterlo diventare anche per il Mister #SAVERIOFASULSERIO?

Boh, chi lo sa…molto dipenderà dalla mia condizione fisica e mentale, ma anche dalle decisioni del Mister e dalle prestazioni dei miei compagni.

Cosa ti aspetti da questa stagione a livello personale e di squadra?

A livello personale, vorrei presto riassaggiare il campo, senza nessuna pretesa, e ritrovare una buona forma fisica. A livello di squadra, mi aspetto di fare meglio del primo anno in III serie, però, non conoscendo le altre squadre, non so fare un pronostico.

Cosa ti senti di promettere ai miliardi di tifosi Randagi sparsi per tutto il globo terracqueo?

Che ce la metterò tutta in qualsiasi situazione per il bene della squadra!

FORZA RANDAGI!

Il riassunto di Randagi-Furie

Il riassunto di Randagi-Furie

L’avvicinamento alla prima partita ufficiale della stagione 2017/2018 è in realtà cominciato molto tempo fa, a maggio almeno, quando a casa del Mister #SAVERIOFASULSERIO c'è stata una riunione  a tre tra il PRESIDENTE Fabio Bertoncini, il DS / cassiere / consigliere / confessore #BURDISSOMIINCAZZOFISSO e, ovviamente, lo stesso Valiensi.

È poi continuata in estate, con tutta la trafila del calciomercato che ha impegnato anche alcuni componenti della rosa rossoblù, in primis il Conte Pedrini – reo confesso dell’approdo a Kedrion Road di almeno due dei nuovi, Paita e Ceccherelli.

Quando è arrivato agosto, i nostri erano già carichi a pallettoni per l’avvio della nuova annata. La preparazione, stilata dal Mister con la collaborazione del preparatore Mazzolini #CIFASTÀFINI, ha preso il via il 21 agosto e ha fatto registrare grandi presenze e coinvolgimento. Ben calibrata e variegata negli esercizi tecnico-tattici proposti, ha permesso alla truppa Randagia di presentarsi a questo primo appuntamento in condizioni più che buone e con grande convinzione nei propri mezzi.

 

Dunque ci siamo: sabato 16 settembre, Turno 1 della Coppa di Lega AICS, Randagi Apuani contro Le Furie Amatori di Ponte Buggianese, fresche vincitrici del Campionato di IV Serie Girone B 2016/17. Un avversario tosto, temibile…

 

Prepartita.

Sono le ore 10.05 di sabato 16 settembre 2017, prima cabala. Latte macchiato pezzo dolce gazzetta PerBox. Nuovo look per un nuovo #COSTELLOO tirato a lucido dopo un mese di allenamenti fatti per bene.

Sono le ore 13.30 di sabato 16 settembre, seconda cabala. Carta igienica, annessi e connessi.

Sono le ore 14.20 del 16 settembre, le colonne d’Ercole del centrocampo randagio già in clima prepartita fuori dai cancelli di Kedrion Road. Uno dei due non aveva detto che smetteva? L’altro lo aspettiamo presto in campo…

Sono le ore 14.25 del 16, “oddio non c’ho i soldi per il caffè” “va bè me li riporti tanto penso che ci si rivedrà dell’altre volte, no?” “eh sì…”

Sono le ore 14.40, arriva anche il #VALIENSI, in clamoroso ritardo rispetto alle abitudini abituali. Si tasta il campo: regge, nonostante l’acqua degli ultimi giorni.

Sono le 14.55, ormai ci siamo tutti. C’è anche il #TRIVETRIVETRIVE. “Grande Silva! Com’è? Lavoro? Torni?” “Ancora una settimana su e poi rientro, finalmente…”

Ore 15.00, tutti dentro, discorso del Mister. Fa di tutto per trasmettere ai suoi ragazzi quel che ha dentro e far capire cosa vuole vedere in campo dai suoi RANDAGI. Lo scacchiere tattico disegnato sulla lavagna vintage del Toroo Bravi è il confermatissimo 4-3-3 e l’ultimo dubbio è sciolto in favore del Costa:

in porta eccezionale graditissimo ritorno di colui-che-volò-sul-nido-del-Pittini Maurizio Mazzanti;

linea difensiva composta da Paita sulla destra, in mezzo la coppia consolidata dello scorso anno Bravi e Pedrini e a sinistra Scognamiglio; vola un Biagioni anzi no, non da subito almeno;

i tre faticatori in mezzo sono Pieroni frangiflutti basso, Abram volante di destra e il neo randagio Ceccherelli sul centrosinistra;

davanti estro velocità e anarchia con Sulley Kone a sinistra, Costabile come detto a destra e Pirvu davanti.

15.20, già, a proposito del Tudór. “Prendo la parola c’ho solo 9 minuti sarò breve”, dice Burdi, e poi sfodera la gloriosa fascia di capitano dei Randagi Apuani, che da quest’anno e si spera per un bel po’ di tempo abbraccerà il bicipite del Condor dei Carpazi, uno dei Randagi più longevi in attività e un ragazzo d'oro, che merita senza ombra di dubbio questo importante riconoscimento.

e 30, il momento del campo. Ecco anche le Furie. “Il portiere è un bel tordello” “sì, ma dicono sia forte” “anche la fotografa è forte” “sì mi sembra di sì”. Cominciano loro, si comincia noi.

-10, di nuovo dentro per la chiama del sig. Grazzini. “Pula?” “Paita 75 buonasera”. “Rugani” “???” “Ah no nulla…”

pronti, un minuto di silenzio per Livorno, poi il via alle danze.

 

Il match.

Nel primo tempo soffriamo un po’ la verve degli avversari, che devono fare a meno del bomber Ulivo Galligani (17 centri nella passata regular season), rimpiazzato oggi dal neo-acquisto Salvini, e del capitano storico Massimo Landi (che ha appeso le scarpette al chiodo), eppure giocano col piglio della grande squadra che sa come si vince ed è abituata a imporre il proprio ritmo.

Non ci scomponiamo più di tanto e, trascorsi i primi minuti di “assestamento”, cominciamo a cercare e trovare le trame a lungo provate nel corso dell’estate. Funziona bene la linea a 4 difensiva, sapientemente guidata dal Toroo Luca Bravi e protetta da #MAZZANTISIGNOREDEIGUANTI, che dona un’innaturale tranquillità a quella che resta forse l’unica incognita dello schieramento di Valiensi. La cerniera centrale Abram-Pieroni prende poco a poco il predominio in mediana, mentre le fasce sono ben presto di nostra esclusiva competenza (“con ripartenze veloce sugli esterni mettono spesso in difficoltà la difesa pontigiana”, come scrive Valdinievole Sport).

Davanti, invece, non sfondiamo: se si escludono una conclusione alta del Cecca e un colpo di testa mancato da Bravi sugli sviluppi di un calcio piazzato, l’unica emozione offensiva che sappiamo offrire nei primi 35 minuti è legata a un rigore solare guadagnato da Sulley ma incredibilmente ignorato da Grazzini. Il neo-capitano Pirvu fa a sportellate ma gioca pochi palloni puliti, mentre il Costa si trova troppo spesso ingabbiato nelle maglie difensive ospiti.

Le Furie non fanno molto di più e si fermano a un calcio di rigore reclamato per fallo di mano in area dell’Ariel e a un gol annullato dopo 15 minuti, quando Salvini protegge benissimo il pallone e serve in verticale Grazzini, che davanti al portiere non sbaglia ma il direttore di gara ferma tutto per un fuorigioco parso comunque millimetrico.

Nella ripresa una grande e grossa occasione per noi capita sui piedi del Tudór, che raccoglie la grande respinta del portiere ospite Moschini su un tiro del Costabile e calcia a botta sicura, ma l’estremo difensore delle Furie ci arriva ancora una volta e, sul susseguente tentativo a porta vuota ancora del Condor, la palla incredibilmente non centra lo specchio e si spegne addirittura in fallo laterale.

I Randagi hanno comunque pieno controllo del campo e del gioco adesso, con uno straripante Ariel Abram onnipresente, che nei supplementari con le ultime forze rimaste arriverà addirittura a sfiorare il gol in sforbiciata volante (palla a lato di un soffio).

Prima della fine del secondo regolamentare, Mister Valiensi richiama Scognamiglio, autore di una prova determinata e più che sufficiente, inserendo Biagioni (Paita a sinistra) per avere maggior copertura; a metà secondo tempo aveva fatto il suo esordio il giovane Hagie “Kouly” Krubally, dentro al posto di Costabile, mentre nel primo supplementare scende in campo anche il Fabio Pieri in luogo di Paita (Ceccherelli a sinistra).

La stanchezza condiziona lo svolgimento dei due tempi da 10 minuti che separano dai calci di rigore, e inevitabilmente – nonostante qualche tentativo vano di Kone e Pirvu – ci si trascina a reti inviolate verso la lotteria dal dischetto.

X Partono le Furie con capitan Menchi, che calcia alto.

O I Randagi segnano con una botta dritto per dritto di Abram.

O Non sbaglia Grazzini, che spiazza Mazzanti.

X L'errore di Pieroni, che spedisce il suo tiro fuori a fil di palo, riporta tutto in parità.

O Il numero 9 Salvini trasforma.

O Con qualche patema, Ceccherelli trafigge Moschini con un rasoterra centrale.

O Simoncini è implacabile e spiazza ancora Mazzanti.

O Esecuzione magistrale di FP7 che piazza la palla sotto il sette.

O Rondini va a segno.

X Il rigore che risulterà alla fine decisivo è sui piedi del neo-capitano Randagio Tudór Pirvu, che però calcia alto consegnando vittoria e passaggio del turno alle Furie.

 

Postpartita.

Va bene anche così. Perlamordiddio, faceva piacere a tutti qualificarsi al secondo turno e magari ripetere il cammino in Coppa vissuto l’anno scorso, spesso iniezioni di morale in momenti particolarmente negativi della stagione Randagia, o anche due anni fa, quando la Coppa fu un trampolino di lancio per le ambizioni rossoblù che si sarebbero poi concretizzate nell’indimenticabile cavalcata di maggio/giugno.

Prendiamo il test contro le Furie come una “prova generale” in vista del Campionato, un’ottima sgambata, un esame impegnativo che, a nostro avviso, abbiamo superato con riserva. Bene il gioco, benissimo la tenuta fisico/atletica, grande attenzione difensiva e gioco di squadra; rivedibile, invece, la fase offensiva, dove abbiamo dimostrato ancora un po’ di immaturità e mancanza di coraggio, mentre il potenziale ci sarebbe e le bocche di fuoco farebbero anche parte del nostro bagaglio stagionale.

Sabato arriva presto. Ritroveremo l’ermo (Real) Colle che ci fu tanto caro due anni fa, quando lo liquidammo nei 32mi di Coppa, e riassaporeremo l’aria della III Serie…ci mancava!

FORZA RANDAGI!

 

PHOTO CREDITS: Furie Amatori

16 Settembre 2017, Randagi-Furie 0-0 (3-4 dcr)

16 Settembre 2017, Randagi-Furie 0-0 (3-4 dcr)

MAZZANTI, voto 7: ritorno tra i pali in grande stile per il Maury, che non compie i memorabili miracoli della stagione dei record, ma dona garanzia e sicurezza a tutta la squadra, e così tutto è più facile. Il Mister lo sta già lavorando ai fianchi per le prossime gare, in attesa di un Lenzi al 100%. IMMARCESCIBILE

PAITA, voto 7: esordio ufficiale di grande solidità, intelligenza e anche cattiveria; si propone anche in fase offensiva con i tempi giusti. BUONA LA PRIMA

BRAVI LUCA, voto 7,5: non sbaglia un colpo oggi il #Toroo di Gallicano e, se anche a volte la sua posizione non è perfetta, riesce a dissimularlo recuperando sempre alla grande. Galvanizzato dalla fiducia di Mister, società e compagni, sciorina una prestazione da vero VICE CAPITANO

PEDRINI, voto 7,5: elegante, neanche a dirlo, è un marchio di fabbrica ormai. Incasellato alla perfezione nel reparto difensivo costruito da Valiensi, contribuisce a chiudere ogni varco ed è abile a far ripartire la manovra dal basso. CONFERMA

SCOGNAMIGLIO, voto 7: oggi in versione "dalla mia parte non si passa", è un muro con le buone o con le cattive; puntuale nella fase di proposizione, qualche volta è impreciso con la palla in uscita o nel cross e su questo deve migliorare. Sabato prossimo ci sarà, visto che ha rinunciato all'evento dell'anno… BAGARINO

PIERONI, voto 7: nel primo tempo è forse troppo passivo e rimane qualche metro indietro rispetto ai compagni di reparto; migliora nella ripresa quando, seguendo le indicazioni del Mister, contribuisce ad eliminare la distanza tra i reparti alzando il baricentro, e la squadra non può che giovarne. FULCRO

ABRAM, voto 8: garra, determinazione, consigli e corsa, tanta corsa...40 anni e non sentirli! Sfiora anche il gol qualificazione con un destro in sforbiciata che avrebbe meritato miglior fortuna. DETERMINANTE

CECCHERELLI, voto 7più: altro bell'esordio in maglia rossoblù! Esterno riciclato come interno dal Mister, fornisce fosforo alla manovra, contribuisce al dominio del gioco con qualità e quantità, e manca soltanto in quel pizzico di lucidità nell'ultimo passaggio che nelle prossime settimane può farlo diventare l'ago della bilancia. Dal dischetto è un CECCHino

KONE, voto 7,5: è in giornata e non lo prendono mai...o quasi: infatti dopo pochi minuti viene pesantemente atterrato in area ma, non essendoci il V.A.R. a supportare un sig. Grazzini pressoché immobile al centro del campo, non ci viene concesso un rigore lapalissiano. Come sempre il Sulley si rialza e si produce nella solita prova di spinta e generosità, pur con qualche passaggio sbagliato e poca concretezza in zona gol (da migliorare). MOTORINO

COSTABILE, voto 7,5: senza ombra di dubbio il più pericoloso in campo, perché è sul suo sinistro che nascono o muoiono le azioni migliori dei Randagi. Sostituito per acquisire maggior velocità da sfruttare nelle praterie del finale di gara. QUALITÀ ALLO STATO PURO

PIRVU, voto 7: per l'impegno, il sacrifico e la determinazione. Sbaglia forse qualche appoggio di troppo e soprattutto fallisce un gol che sembrava facile da pochi metri trovando prima una grande respinta del portiere ospite e poi calciando incredibilmente fuori. Il rigore sbagliato è in gran parte frutto della pressione derivante dalla nomina di nuovo Capitano Randagio. Poco male, da sabato si fa sul serio e possiamo scommettere su una grande stagione del Condor dei Carpazi! BLOCCATO

BIAGIONI, voto 7: entra benissimo in partita e a pochi minuti dalla fine sbroglia una situazione potenzialmente insidiosa in area di rigore. Garantisce buona copertura quando le Furie nel finale premevano sull'acceleratore. DODICESIMO

KRUBALLY "COULY", voto 6,5: anche lui ha un buon impatto sul match, ma non trova gli strappi e guizzi con cui avrebbe potuto decidere la sfida e non riesce a sprigionare i cavalli del suo motore ancora da rodare. Spetterà al Mister il compito di farlo rendere al 100% delle suo possibilità. DIAMANTE GREZZO

PIERI, voto 7: non è mai facile entrare a 4 minuti dalla fine, toccare qualche pallone e tirare un rigore con freddezza e precisione: bravo Pieri! SCALPITANTE

MISTER VALIENSI: azzecca la formazione titolare, che è equilibrata, ed è coerente con le sue scelte per tutto l'arco del match. Fornisce una prestazione degna di nota al pari dei suoi ragazzi, deliziando gli astanti (pubblico e panchine) con battute che smorzano la tensione a bordo campo - una tensione che l'arbitraggio del sig. Grazzini avrebbe benissimo potuto alimentare. Dopo l'intervallo, chiede e ottiene dai Randagi l'aggressività e l'intensità che permettono alla squadra di schiacciare le Furie nel secondo tempo e per gran parte dei supplementari. Nel finale prova invano ad aumentare la spinta e il ritmo, peccato per l'epilogo stile il Lotto alle Otto. DECISO E (QUASI) DECISIVO

Delle Furie, ovvero come siamo carichi abbestia (un verso diverso)

Delle Furie, ovvero come siamo carichi abbestia (un verso diverso)

Finalmente ci siamo, manca davvero poco all’esordio ufficiale dei Randagi Apuani edizione 2017/2018. Sabato a Kedrion Road va in scena il primo turno preliminare della Coppa di Lega AICS, dove ce la vedremo contro le Furie.

?

“Che Furie? No conosco Furie… – direbbe qualcuno – …solo Furia Cavallo di West, tre furie, Furia Cieca…”. Invece, live from Ponte Buggianese Pistoia, ecco le Furie Amatori (Furie Ponte Bar Le Bontà), un nome un programma, recenti vincitrici del Campionato Amatori IV Serie Girone B (dunque nostri successori…e simpaticamente ci verrebbe da definire questa partita come “la Supercoppa della IVB”!).

Nella mitologia greco-latina, le Furie erano tre donne (ah) e rappresentavano la personificazione del concetto di vendetta (ecco); sabato saranno invece undici uomini e rappresenteranno la personificazione di una partita tosta, dal pronostico a dir poco incerto nonostante la differenza di categoria.

La vendetta, semmai, è quella che i Randagi hanno intenzione di prendersi quest’anno, non tanto sull’avversario momentaneo, quanto su tutti quelli che l’anno scorso ne hanno più o meno giustamente messo in risalto limiti e carenze. Quest’anno, c’è da scommetterci (allora è un vizio!), sarà tutta un’altra storia.

La rosa randagia è stata rimpinguata da 4 innesti di qualità ed esperienza, per dare al Mister #SAVERIOFASULSERIO quella panchina lunga che tante volte era stata invocata nella tribolata primavera 2017.

Chissà se Silvano Lenzi da Bolognana sarà propheta in patria ora che, gettatosi alle spalle diverse annate tribolate a livello fisico, a 29 anni ha deciso di rimettersi in gioco per difendere la porta rossoblù; complice un lavoro lontano dal paese alle falde del Gragno, il Silva non si è ancora potuto allenare con la squadra, ma conta di cominciare a farlo dalla prossima settimana per ritrovare la condizione e l’abitudine ai miracoli di cui si favoleggia sulle due sponde del Serchio. Il suo approdo va a colmare il vuoto lasciato da Ter Tecchen Passigni, che ha deciso di riprovare con un ruolo di movimento pur restando a disposizione come possibile “secondo” in caso di necessità.

In difesa è arrivato il fornacino classe ’91 Luca Paita, dottore in pectore, elemento di sicuro affidamento sia come terzino che come esterno di centrocampo.

Di ispirazione più offensiva, ma adattabile all'occorrenza anche per ruoli di fascia, è un altro fornacino: Alessio Ceccherelli detto Cecca (Ceccherini ne Il Vangelo secondo Burdisso) ha 25 anni e, da buon consulente energetico, promette di accendere la lampadina della manovra rossoblù e già nelle prime uscite ha dimostrato di poter agire a intermittenza sia in proposizione che in ripiegamento, per la gioia del Mister che ne ha apprezzato fin da subito l’intensità di gioco.

Infine, Hagie Krubally ha fatto passi da gigante da quando, a fine 2016, si è presentato per la prima volta a Kedrion Road per tirare due calci a un pallone randagio. Oggi è un interessante centrocampista offensivo oltre che un discreto passista e un bravo ragazzo. Il Mister ne sta seriamente prendendo in considerazione l’impiego nei tre davanti, ma alla bisogna non disdegnerebbe di saggiarne le qualità da incursore che parte dal centrocampo. Vedremo.

Impossibile, poi, non considerare un nuovo acquisto il Trive: elemento storico della rosa randagia, titolare indiscusso della gestione Buonaccorsi (e pedina fondamentale nella stagione dei record 2015/2016), Stefano Trivelli è fuori causa da quando, nei minuti di recupero della partita più inutile del mondo (ultima giornata di un campionato già vinto), si ruppe il crociato in quel di Valfreddana. Galvanizzato dal cross sbilenco di Zappacosta in Champions, che gli ha ricordato alcuni suoi gol storici degli anni che furono, ha deciso di affrettare i tempi e ascriversi ai potenziali convocati già per la prima gara ufficiale della stagione, con almeno un mese e mezzo di anticipo sulla tabella di marcia. Chapeau. Il Mister ci sta pensando e già si sfrega le mani al pensiero di un pendolino che torna a stantuffare sulla fascia randagia.

E quindi eccoci qua, alla vigilia di Randagi-Furie, alla vigilia di una nuova stagione. La preparazione stilata da #VALIENSIINTUTTIISENSI ci ha portato a una condizione fisica decisamente buona; l'intenso lavoro tattico svolto nelle ultime settimane dovrebbe garantire migliori sincronismi di squadra e contribuire alla digestione del 4-3-3 che è il marchio di fabbrica dell’allenatore randagio. Che fin dal suo insediamento sta cercando di dare alla squadra certezze e stimoli nuovi, in allenamento nello spogliatoio in partita alle cene. Così i Randagi hanno saputo chiudere in bellezza lo scorso campionato e così si ripromettono di iniziare un’altra annata con entusiasmo e convinzione, cose che a detta di tutti non si vedevano da un bel po' di tempo dalle parti di Kedrion Road.

Dunque sotto con le Furie: poteva andarci peggio, ma poteva anche andarci meglio. In palio c'è il passaggio del turno e sarebbe bello ripercorrere il cammino fatto negli ultimi due anni, arrivando fino ai Quarti di Finale…chissà…

“CHI BEN COMINCIA, BEN COMINCIA!” (cit.)

FORZA RANDAGI!

La prova generale: stecca libera tutti!

La prova generale: stecca libera tutti!

L'ultimo test precampionato, disputato sabato 9 settembre a Kedrion Road, è buono per farci tornare con i piedi per terra. Come in ogni prova generale che si rispetti, contro i cugini dell’Atletico Peñarol va storto tutto quel che poteva andare storto e alla fine perdiamo meritatamente 6-3 (Krubally e doppietta di Pirvu) una partita che non ci ha mai visto veramente "dentro" con la testa, con i piedi e con le palle.

Molti i lati negativi, principalmente concentrati in un tempo (il primo) interamente concesso all’avversario e chiuso 0-5. Qualche miglioramento si è invece intravisto nella ripresa, dove almeno abbiamo dimostrato una buona tenuta fisica e trame rodate con centrocampo e attacco più o meno titolari.

Ci aiutano in tal senso le parole pronunciate a fine gara da Mister Valiensi: “Dobbiamo lavorare sulla fiducia e la personalità. Dietro ci sarà bisogno di alternare gli uomini, ma il livello delle prestazioni complessive (e non parlo solo della linea dei quattro, ma dell’intera fase difensiva) deve rimanere inalterato, cosa che sabato non è successa. Dopo un inizio discreto, ci siamo abbattuti troppo appena subito il primo gol e il sassolino è diventato presto una valanga. Vedo però anche dei lati positivi: ho potuto valutare soluzioni diverse dal solito, ho capito su cosa ancora dobbiamo lavorare o intervenire, e ho notato una condizione fisica niente male, segno che il lavoro atletico svolto in questo mese ha prodotto i frutti che speravo. Manca pochissimo ormai all’inizio della regular season: in settimana lavoreremo ancora molto e bene su tutto per limitare al massimo le variabili e sabato saremo al 95%. Venga chi venga, passeremo il turno!".

FORZA RANDAGI!

Meno 10

Meno 10

É vero: una rondine non fa primavera. Ma mette comunque di buon umore...

Il test infrasettimanale contro il Cerageto Mojito di Mister Stefano Bimbi (società storica del campionato amatori UISP della Garfagnana) ha certamente stimolato un certo ottimismo nella truppa rossoblù: i Randagi si sono infatti imposti per 3-1 (Simone Bravi di caparbietà e voglia, poi Pirvu Tudór e Sulley Kone), mettendo in mostra una crescente condizione fisica, un affiatamento e una qualità altrettanto promettenti, e tenendo in mano il pallino del gioco per almeno un'ora.

"Ho visto in campo una squadra ordinata, che ha provato sempre a giocare la palla, che ha speso tutto quello che aveva. Dobbiamo migliorare in alcune cose, dettagli importanti, e già stasera ci lavoreremo in allenamento, ma nel complesso sono abbastanza soddisfatto", ha commentato a caldo il Mister Valiensi.

A grande richiesta allora torna l'intervista al Mister, ora in versione rimasterizzata e tutta in digitale (Whatsapp per capirsi).

Caro Valiensi, avete disputato la terza amichevole pre-season: ci dica cosa va / cosa non va per condizione fisica, schieramento tattico e atteggiamento.

A livello di condizione fisica siamo in linea con i programmi: alcuni giocatori hanno già disputato partite intere e le risposte sono state positive, ma ci manca ancora quel pizzico di lucidità, brillantezza e velocità che metteremo nel motore nei prossimi allenamenti. Sicuramente non arriveremo alla prima partita di Coppa (il 16 settembre, ndr) al 100% della condizione, ma per l'esordio in campionato buona parte della squadra avrà raggiunto il top della forma.

Sotto il profilo tattico resto assolutamente convito delle mie idee e le porto avanti, cercando di lavorare e far lavorare i miei ragazzi con serietà e dedizione in ogni allenamento. Se prendiamo in esame le tre amichevoli giocate fino ad ora, mi posso ritenere discretamente soddisfatto...certo, il lavoro è ancora lungo e ci sono alcune cose da aggiustare, soprattutto nei movimenti di squadra.

L'atteggiamento - e vengo al terzo punto - è però positivo: i nuovi hanno portato una buona dose di entusiasmo e anche di qualità, due componenti che non guastano mai. Vedo come sempre molto disponibilità da parte di tutti e sono piacevolmente sorpreso dall'atteggiamento dei più vecchi, che mi ascoltano, mi "consigliano" e stanno dando una mano ai nuovi a inserirsi in gruppo nel migliore dei modi.

Qual è stata la cosa migliore, e quale la peggiore, della gara di ieri sera contro il Cerageto?

Cito senza alcun dubbio la voglia di provare sempre a giocare la palla, la prestazione, la cattiveria e la generosità del Bravi Simone che si è andato a cercare il primo gol, e infine ovviamente il risultato, perché vincere fa sempre bene. D'altro canto, non ho apprezzato la leggerezza sotto porta e i troppi gol sbagliati, alcuni anche davanti al portiere quasi in solitaria, e - come dicevo prima - alcuni movimenti che andranno necessariamente migliorati.

Cosa si aspetta dalla squadra in questi ultimi dieci giorni che vi dividono dalla prima gara ufficiale?

 

Continui piccoli passi avanti, soprattutto a livello fisico e tattico. Stasera ci aspetta l'ultimo duro allenamento della preparazione e, forse, sabato, nell'ultima amichevole contro i neo-cugini del Penarol, potremmo risentirne...poco male, metterò in conto anche questo nella valutazione della prestazione della nostra ultima amichevole di questo precampionato. 

Ormai ci siamo, siamo curiosi di conoscere l'esito del sorteggio per la prima partita di Coppa e anche di sapere chi sarà il nostro primo avversario in Campionato sabato 23...abbiamo voglia, siamo carichi, ci faremo trovare pronti!

FORZA RANDAGI!!!

Terza settimana di preparazione

Terza settimana di preparazione

Se fosse una canzone, sarebbe Impressioni di settembre, il capolavoro della Premiata Forneria Marconi (PFM): "No, cosa sono adesso non lo so. Sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso...".

Potremmo ribaltare pari pari il pensiero sulla nostra squadra: Mister Valiensi sta sperimentando alla ricerca della quadra giusta nello scacchiere tattico randagio. E se il 4-3-3 sembra proprio il modulo che meglio si sposa con le caratteristiche della rosa rossoblù, è altrettanto vero che questo schieramento comporta lavoro, attenzione, concentrazione e corsa, tanta corsa. La strada è ancora lunga per arrivare a performance soddisfacenti ma, dopo la salita della prima sgambata stagionale, sabato 2 è andata in scena a Bolognana la seconda amichevole della pre-season dei Randagi Apuani contro le Fabbriche di Vallico.

La gara ben presto si mostra in discesa per i ragazzi di #SAVERIOFASULSERIO, autori di un buon primo tempo chiuso sul 2-0. Reti del folletto ivoriano Kone e del Costa, il #BOMBERCHEIMPOSTA: il primo è abile a scappare in profondità dopo un lancio di Abram, saltare due avversari e dal limite trovare l'angolino basso; il Costabile invece apre la stagione realizzativa con un pallonetto da 30 metri dopo un lancio stranamente millimetrico di LB88 e nella ripresa - spostato nel ruolo di prima punta - ci regala un'altra perla delle sue con un sinistro a giro dal limite dell'area che toglie la ragnatela sotto il sette.

Nei minuti finali concediamo due gol agli avversari più per nostra stanchezza e deconcentrazione (roba da amichevole) che per meriti altrui.

La chiosa del Mister: "La prestazione è stata incoraggiante. Ci mancano ancora due settimane di lavoro intenso e poi finalmente si farà sul serio...non vediamo l'ora! Siamo consapevoli che la stagione sarà lunga e dura e che solo con il sacrificio, lo spirito di squadra, la giusta concentrazione e quel pizzico di fortuna che non guasta mai potremo toglierci delle belle soddisfazioni."

"Non faccio proclami, come forse giustamente hanno fatto altri allenatori, ma garantisco che in campo scenderanno sempre 11 randagi agguerriti e vogliosi di vincere. Il successo si costruisce da qui!".

FORZA RANDAGI!

Seconda settimana di preparazione

Seconda settimana di preparazione

Primo mini-giro di boa per i Randagi Apuani edizione 2017/2018: con la sgambata a Kedrion Road contro l'USD Casciana Cascianella si è infatti conclusa la prima settimana di preparazione precampionato. Oggi si torna a faticare sul campo, agli ordini di mister Valiensi, che così si è espresso su questi primi giorni di lavoro e sulla prima uscita dei suoi ragazzi:

"Ovviamente non sono preoccupato per il risultato negativo maturato sabato. Come da programma, bisogna lavorare ancora molto, sia a livello fisico che a livello tecnico-tattico. Certo non era in programma di perdere, ma meglio farlo ora, in amichevole, che dopo, quando le partite conteranno."

Nel test col Casciana si è registrato l'esordio, per adesso soltanto in "casacca" randagia, del nuovo portiere rossoblù Silvano Lenzi, degli esterni Paita e Ceccherelli e del centrocampista Coulibaly. "I nuovi acquisti si stanno inserendo bene...la condizione ovviamente è quella che è, dopo una prima settimana abbastanza dura, ma da qui a quindici giorni raggiungeremo un buon livello."

Nelle prossime settimane, prima dell'esordio in Coppa di Lega (in programma il 16 settembre), disputeremo altre amichevoli: sabato 2 affronteremo le Fabbriche di Vallico,reduci da una mezza rivoluzione estiva; mercoledì 6 in infrasettimanale il rinnovato Cerageto Mojito di mister Stefano Bimbi; infine sabato 9 i cugini della neonata Penarol. "In queste partite mi aspetto dei passi in avanti sotto tutti i punti di vista", ha concluso Valiensi. "Chiedo ai miei ragazzi di lavorare molto in questo periodo, perché so che dopo ogni salita c'è sempre la discesa"...

FORZA RANDAGI!

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio

19 Agosto 2017

Cari amici, stasera alle 19 ci ritroviamo finalmente a "Kedrion Road" per il consueto rendez-vous di inizio stagione e per l'avvio della preparazione precampionato dei Randagi Apuani Bolognana!
La stagione ufficiale della squadra rossoblù avrà inizio il prossimo 16 settembre con il primo turno di Coppa di Lega, mentre una settimana dopo, il 23 settembre, inizierà anche il Campionato AICS Lucca III Serie, cui la società è iscritta per il secondo anno consecutivo.
A breve, novità sulla rosa, sul calendario precampionato e sulla composizione del girone di III Serie sul nostro sito.
A nome di tutti i Randagi, un grosso in bocca al lupo a noi e ai nostri avversari, con l'augurio di vivere un'altra stagione in cui scrivere la StoriA!

#ALWAYSRANDAGI